abzu nrs

Recensione: Abzu – Profondità abissali, mitologia babilonese

Abzu era già disponibile su PC e PS4, ma è appena arrivato su Xbox One e siamo finalmente riusciti a procurarcene una copia. Dopo averlo completato non ho potuto fare a meno di chiedermi in quanti possano averlo compreso. Questo gioco non è certamente per tutti, richiede una piccola infarinatura di mitologia babilonese.
Il gioco è stato realizzato dai creatori di Journey, capolavoro indipendente esclusivo per piattaforme Sony. Per chi non lo conoscesse, si tratta di un viaggio allegorico che parla della crescita spirituale dell’uomo. Con una premessa del genere mi ha profondamente sorpreso sentir parlare di Abzu alla stregua di un simulatore di nuoto.
Per mio interesse personale amo la mitologia, un dettaglio che mi ha permesso di leggere Abzu in maniera differente. E’ anche da questa prospettiva che vorrei quindi parlarvene.

Abzu

Uscita 12 Settembre 2016
Lingua Italiano
Piattaforme PC, PS4, One
Versione recensita One
Prezzo al lancio 19,99€

L’Enuma Elish è un poema dove i babilonesi parlavano del mito della creazione, per poi concentrarsi sul dio Marduk. Secondo tale cultura esiste un caos originario, mentre il mondo viene creato da due divinità primordiali: Abzu, dio delle acque dolci e delle profondità e Tiamat, dea delle acque salate.
Il protagonista del gioco è per l’appunto Abzu, non un sommozzatore né un essere umano, ma una divinità che ha il compito di costruire il mondo, o meglio ricostruirlo.
Probabilmente ci troviamo sulla Terra, ma in fondo non è importante. Ciò che importa è che il mondo era pieno di vita, poi la civiltà ha scelto di utilizzare le macchine mettendo da parte la vita stessa, finendo per auto-annientarsi e venire cancellata dalla propria stupidità.

Abzu entra in scena proprio in questo momento, quando il genere umano (o chi per lui) ha ormai esaurito il suo tempo. Il mondo non è altro che una distesa d’acqua, un oceano che aspetta solo di ripopolarsi.
Proprio come in Journey non c’è una storia narrata in maniera canonica. Scopriremo i retroscena guardandoci intorno, scoprendo alcune incisioni sottomarine che ci lasceranno intendere cosa possa essere successo. Si tratta dunque di formulare ipotesi, cercare di capire mettendoci un po’ di farina del proprio sacco. Anche in questo caso l’esperienza ben si presta ad un’interpretazione allegorica.

Se avete giocato ad uno dei precedenti titoli di questi sviluppatori saprete più o meno cosa aspettarvi in termini di gameplay. Questo è estremamente semplice, non c’è la possibilità di morire, ci si limita ad andare avanti e ad esplorare l’esplorabile, scoprendo magari qualche segreto e interagendo di tanto in tanto con alcuni elementi.
C’è una struttura a livelli, ciascuno dei quali non richiede comunque molto tempo. La longevità è simile a quella di Journey, dunque fra le due e le tre ore. Se pensate che i 20 euro richiesti siano una cifra eccessiva per una durata simile vi invitiamo a ricredervi.
In Abzu ci troveremo sottacqua, all’interno di paesaggi che sono tra i più belli mai visti in un videogame. Che si tratti dei riflessi solari, della rigogliosa vegetazione sottomarina o dei pesci che popolano le profondità, l’ambientazione saprà in ogni caso trasportare il giocatore e trasmettere un fortissimo coinvolgimento.

abzu nrs 2

Ci sarà richiesto di nuotare, interagire con alcuni elementi per liberare nuove razze di pesci, aprire portali e poco altro. Come avevamo già accennato non è possibile morire. Non esiste una sfida reale, non ci si blocca, Abzu chiede solo di essere assaporato.

Per quanto la componente artistica, sonora e visiva del gioco sia stratosferica, in termini contenutistici non si raggiunge la stessa elevazione di Journey. Il processo di evoluzione umana così splendidamente affrescato nell’esclusiva Sony risulta molto più vicino all’utente di quanto non possa essere la decadenza della civiltà e il lavoro di rinascita operato da una divinità, che ovviamente simboleggia tra le altre cose anche la speranza per il futuro. Lo si può interpretare anche in modo molto più personale, come la risalita dalle profondità di un sé devastato, la rinascita interiore. Si tratta in ogni caso di un tema interessante, ma ci ha coinvolto di meno.
A questo aggiungiamo il fatto che Journey permetteva un po’ a tutti di venire compreso in senso allegorico. Abzu richiede che sappiate appunto chi fosse Abzu. Leggere una recensione può certamente aiutare, ma non se la gente dipinge questo prodotto come un simulatore di nuoto. E’ stato piuttosto imbarazzante leggere alcune analisi, ci auguriamo che i giocatori vogliano andare oltre la superficie delle cose. Un po’ come in Abzu.

In sintesi
Abzu è il secondo miglior gioco di 505 Games. E’ importante non bollarlo come un “simulatore di nuoto” perché non è affatto questo. La sua storia è intrecciata con la mitologia babilonese, parla di distruzione e di creazione, mette in risalto alcuni problemi del nostro presente e lascia un barlume di speranza per il futuro. Non vuole rappresentare una sfida per nessuno, desidera lasciarsi vivere e immergere il giocatore nelle sue splendide ambientazioni, accompagnandolo con le note di una colonna sonora d’eccezione. Se titoli come Journey e affini sono tra le vostre corde certamente amerete anche Abzu.
Valutazione scala 1/10

8.5
+ Direzione artistica d’eccezione
+ Interessante revisione del mito della creazione babilonese
+ Animazioni splendide
+ Esplorazione molto coinvolgente

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *