Negli ultimi anni i metroidvania hanno avuto un certo spazio nel mercato grazie alla proliferazione delle produzioni indipendenti. Shantae è uno dei nomi più celebri in questa categoria, e a ragione considerata la qualità dei diversi capitoli.
Con Half-Genie Hero lo sviluppatore Wayforward inserisce parecchie novità in termini di gameplay e, per la prima volta, prova la strada dell’alta definizione. Il risultato è un gioco molto valido, di poco inferiore al precedente The Pirate’s Curse.
In generale è stata un’esperienza molto soddisfacente, anche perché i personaggi principali sono i soliti, ormai ci sentiamo di famiglia.

Shantae Half-Genie Hero

Uscita 20 Dicembre 2016
Lingua Inglese
Piattaforme PC, PS4, One, WiiU, PSV
Versione recensita PC
Prezzo al lancio 19,99€

Anche questo capitolo è un metroidvania fortemente votato all’esplorazione. A dare il via alla vicenda è il licenziamento della nostra Shantae da mezzo-genio ufficiale di Scuttle Town. Come nei precedenti capitoli della serie la trama non è entusiasmante, ma il frizzante carattere dei personaggi rende tutti i dialoghi piacevoli, interessanti a dispetto della generale banalità dell’intreccio.
Le meccaniche sono quelle classiche di Shantae, con numerose fasi platform, boss di fine livello e un sistema di progressione del personaggio. Il mondo di gioco si divide ancora una volta in livelli, nessuno dei quali ha dimensioni imponenti.

Man mano che sbloccheremo le diverse aree saremo liberi di visitarle e rivisitarle a nostro piacimento. Questa attività sarà in effetti fondamentale, dato che Half-Genie Hero fa parecchio affidamento sul backtracking. Troppo affidamento.
Se nei precedenti episodi della serie capitava di dover tornare sui propri passi, in questo caso si esagera. Non che visitare più volte lo stesso livello sia davvero un problema se si garantisce comunque una certa varietà nell’esperienza, solo che questa volta le cose non vanno proprio per il verso giusto. In un normale metroidvania avremmo accesso diretto alla mappa, senza tempi di caricamento, con una continuità logica e “geografica” che in Shantae non è presente proprio a causa della struttura a livelli. C’è dunque la sensazione di un’esperienza spezzettata, poco omogenea. A dispetto della bontà delle mappe non ci si sente gratificati, si tende a stancarsi, anche perché spesso e volentieri non si sa cosa sia necessario fare.
Half-Genie Hero ci guida sommariamente verso gli obbiettivi, supportandoci con un NPC che dà alcune indicazioni sul da farsi. Molti consigli risultano però troppo criptici e poco chiari, si capisce in che livello recarsi, ma non cosa fare. Lo sviluppatore spinge dunque all’esplorazione e all’osservazione, ma senza dubbio si tende anche a creare una struttura poco fluida.
Il problema è che raggiungere determinate zone richiede l’utilizzo di oggetti magari non ancora in nostro possesso, quindi ci ritroveremo ad andare a zonzo senza poter effettivamente concludere nulla. Non si arriva all’estremo di bloccarsi sul serio, ma si perde più tempo del solito per schiarirsi le idee sul da farsi, è necessario procedere un po’ per tentativi.

Shantae Half-Genie Hero

Il buon level design si scontra saltuariamente con picchi nella difficoltà poco comprensibili. Questo è vero in particolare per certe sezioni platform fin troppo punitive. Non accade spesso, ma quando succede si tirano giù un paio di santi.
Le ambientazioni sono comunque funzionali alle novità inserite nel gameplay del gioco. La nostra sexy Shantae potrà questa volta trasformarsi in una sfilza di creature con poteri particolari. Man mano che proseguiremo nella storia impareremo a divenire delle scimmiette, mastodontici elefanti, sirene e altro ancora, tutte forme dotate di abilità necessarie all’esplorazione degli ambienti.
Un muro che impedisce il nostro passaggio non sarà quindi un problema se potremo raderlo al suolo da elefanti, mentre le sezioni subacquee non faranno paura nelle vesti di una sirena.
In linea di massima si tratta di dare a Shantae delle specifiche abilità limitandola però nei movimenti o nel potere d’attacco. Funziona, sperimentare è divertente, si guardano gli scenari analizzando gli elementi che non sappiamo ancora come affrontare e si tende a rivisitarli man mano che sblocchiamo nuove forme.
Alle trasformazioni si aggiungono tra l’altro i classici potenziamenti acquistabili da NPC, più numerosi rispetto al passato.
Il pacchetto è insomma piuttosto completo, le meccaniche sono state progettate con cura, c’è tanta carne sul fuoco. Peccato solo per quel dannatissimo backtracking che è davvero eccessivo.

Shantae Half-Genie Hero

Shantae Half-Genie Hero è il primo episodio della serie a essere sviluppato in alta definizione. La grafica è ancora coloratissima e le animazioni estremamente fluide, l’adozione dell’HD non può che migliorare l’impatto visivo.
Nel villaggio iniziale si è deciso di dare un effetto 3D piuttosto particolare, che simula una sorta di curvatura dello schermo. Per quanto sia bizzarro non lo abbiamo apprezzato più di tanto, fa girare un po’ la testa.
Il character design parte ovviamente dai vecchi modelli dei personaggi, aggiornandoli e migliorandone la definizione. Ritroviamo il Professore, Bolo e tutta la combriccola di adorabili comprimari dei giochi precedenti.
Il gioco scorre fluido e, nonostante sia il più pesante della serie, è facilmente gestibile anche da PC non recenti.
Carina e orecchiabile come al solito la colonna sonora, che si rifà ad alcune piacevoli tracce del passato.

In sintesi
Shantae Half-Genie Hero non è il miglior capitolo della serie, ma è un metroidvania più che discreto. Bisogna perdere un po’ di tempo per capire il da farsi, si procede a volte a tentoni, ma si riesce comunque a proseguire. Le nuove meccaniche sono state ben contestualizzate in un level design solido, che invita a sperimentare. Osservare gli scenari e superare gli ostacoli grazie alle nuove abilità apprese dà un ottimo senso di progressione.
I lati positivi non fanno dimenticare un backtracking davvero eccessivo e la scarsa chiarezza negli obbiettivi. Sarebbe stato bello ritrovarsi di fronte a un nuovo The Pirate’s Curse, ma purtroppo non è così. Le idee ci sono e sono buone, ma l’impalcatura che sostiene il gioco è un po’ deficitaria.
Half-Genie Hero resta un buon gioco in assoluto, ma non al livello del predecessore.
Valutazione scala 1/10

7.8
+ La nuova grafica è deliziosa
+ Meccaniche che rinnovano il gameplay
+ Level design buono
+ Personaggi ricchi di carisma
– Obbiettivi spesso confusionari
– Troppo backtracking