[Rubrica] L’occhio sugli indie – Ottobre 2015

Il mercato indipendente, si sa, è in continua crescita da ormai qualche anno e i principali store digitali traboccano di lavori realizzati da piccoli studi di sviluppo in cerca di fortuna, spesso costretti ad autofinanziarsi o ricorrere al crowd funding.
Creare e soprattutto pubblicizzare adeguatamente un videogioco usufruendo di un budget limitato può rivelarsi un ostacolo insormontabile per un team che non supera i dieci componenti, dal momento che l’enorme mole di titoli indie rilasciati giornalmente gioca, quasi per paradosso, proprio contro di loro.
Inoltre l’utenza stessa, persino quando smaliziata, fatica a districarsi tra la suddetta massa di release e finisce dunque per mancare alcuni gioiellini imprescindibili in favore dei soliti tripla A pompati dal marketing che dominano oggi le classifiche di vendita.
La rubrica “L’occhio sugli indie” nasce tanto per cercare di aiutare gli sviluppatori emergenti in cerca di luce mediatica quanto per scremare i giochi davvero meritevoli -non recensiti sul nostro sito- da quelli trascurabili, il tutto su base mensile e sotto forma di brevi analisi esplicative.
Iniziamo subito con i consigli di questo mese.

Chaos Reborn
Sviluppato da Julian Gollop, il creatore dell’originale XCOM, questo RPG a turni molto tattico offre un’esperienza avvincente in singolo ed in multiplayer (da 2 a 4 giocatori) che assimiliamo al gioco degli scacchi.
Essenzialmente le partite prevedono una battaglia tra fazioni composte da maghi, le quali dovranno sfidarsi a colpi di incantesimi, evocazioni e posizionamenti strategici utilizzando un mazzo di carte azione che metteranno a dura prova la capacità di decisione del giocatore, poiché dotate di una percentuale randomica di riuscita.
Il meraviglioso comparto grafico, poi, sposa perfettamente l’atmosfera fantasy mistica del gioco, rendendo immersivo ogni secondo passato all’interno del mondo di Chaos Reborn.
Al momento mancano i pareri della stampa specializzata ma gli utenti sembrano quasi del tutto unanimi nel giudizio molto positivo dell’opera di Gollop.
Sito ufficiale

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Kingdom
Semplice ma profondo al punto giusto e decisamente evocativo, Kingdom mescola le meccaniche di uno strategico a quelle di un gestionale con estrema naturalezza.
Nei panni di re/regina in sella ad un cavallo dovremo lanciare monete ai contadini affamati per far sì che essi seguano i nostri ordini contribuendo allo sviluppo del regno, generato in modo procedurale ad ogni run, e altresì proteggerlo dalle creature che cercheranno di attaccarlo durante la notte, tutto questo con i soli tasti direzionali.
Molto gradevoli la pixel art e la soundtrack melodica, ciliegine sulla torta di un prodotto già sorprendente per il gameplay basico ma molto efficace.
Se siete alla ricerca di un titolo puro, genuino e rilassante, Kingdom, la cui media su metacritic si aggira sul 76, fa sicuramente al caso vostro.
Sito ufficiale

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Secret Ponchos: Most Wanted
Secret Ponchos è un brawler PVP altamente competitivo ambientato in uno stiloso universo alternativo Spaghetti Western.
Si può decidere di affrontare un player alla volta o ingaggiare emozionanti battaglie 3 vs 3 per mettere alla prova le proprie doti da pistolero, disponendo di un buon numero di fuorilegge ottimamente diversificati sia per tratti che armi ed abilità, in match all’ultimo sangue ove si trionfa solo se reattivi, precisi e tattici nei movimenti.
Il suo gameplay simile per certi versi ai MOBA ed in grado di raggiungere livelli altissimi di agonismo non è di certo adatto ai deboli di cuore ma contribuisce senza dubbio a farlo rientrare fra i must have di questo Ottobre.
Anche qui la critica non ha espresso pareri sufficienti alla creazione di una media ma per gli utenti di Steam Secret Ponchos è ormai un top game.
Sito ufficiale

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Keep Talking and Nobody Explodes
Qui ci troviamo di fronte ad un’esperienza asimmetrica basata interamente sulla comunicazione.
Un giocatore viene intrappolato in una stanza con una bomba ad orologeria mentre l’altro, usando un manuale stampato, deve spiegargli il modo di disinnescarla.
Un gioco da non lasciarsi sfuggire dotato di ampia varietà, nonché di una curva di difficoltà piuttosto alta, in cui i momenti ilari e di tensione pioveranno a catinelle.
Nessuna review giornalistica su Metacritic, purtroppo, ma ciò non dovrebbe affatto impedirvi di acquistarlo.
Sito ufficiale

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Prison Architect
Ispirato da Dungeon Keeper, Dwarf Fortress e Theme Hospital, Prison Architect permette al giocatore di costruire e gestire una prigione di massima sicurezza.
Diversamente da quanto ci si aspetterebbe, il sistema gestionale non prende in considerazione solo le sovrastrutture ma anche i più piccoli dettagli dell’ambiente simulato, come umore e salute dei prigionieri, integrità degli edifici, relazioni con il personale e tanto altro ancora.
Disponibili tre modalità: classica sandbox, storia e fuga, nella quale l’utente dovrà studiare ed attuare un piano per evadere dal penitenziario aiutandosi magari con lo Steam Workshop del gioco, sempre zeppo di contenuti aggiuntivi gratuiti.
La media numerica delle recensioni si attesta sull’83, confermando l’esemplare qualità del titolo di Introversion Software.
Sito ufficiale

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80 Days
Chiudiamo con uno story driven a dir poco meraviglioso, ovvero 80 Days.
Tratto dal quasi omonimo romanzo di Jules Verne, il titolo sviluppato dai talentuosi Inkle e Cape Guy Ltd. prende per mano il giocatore e lo trascina in un’avventura memorabile sviluppata testualmente ma non per questo poco emozionante.
Il viaggio del mondo in 80 giorni regala a chiunque lo affronti un’esperienza unica, plasmata a piacimento dalle scelte intraprese e mette in tavola una narrazione tra le meglio riuscite degli ultimi anni.
Paragonabile in qualche modo ad Undertale per complessità e maturità della scrittura, 80 Days è l’ulteriore conferma che i videogiochi non hanno bisogno di estetiche da next-gen per eccellere, ma di un cuore d’oro e uno spirito da sognatori.
Media dell’87 su metacritic, bassina per quanto ci riguarda.
Sito ufficiale

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