Roguecraft DX è un gioco estremamente immediato: si entra in un dungeon, movimento una casella alla volta, si affrontano nemici, si raccolgono oggetti e si cerca di arrivare vivi all’uscita. Se si muore, si ricomincia. Non ci sono alberi di potenziamento infiniti, valute da accumulare tra una partita e l’altra o sistemi pensati per garantire comunque qualche progresso dopo una sconfitta. È una scelta old school, coerente con le origini del progetto, che nasce in ambiente Amiga.
Il gioco è stato rilasciato il 10 settembre 2026 su PC Windows tramite Steam (Giocabile su Steam Deck) a un prezzo di circa 12 euro. L’interfaccia è disponibile anche in lingua italiana. Il publisher del gioco, Thalamus Digital, ci ha inviato una chiave di attivazione del prodotto per poterlo testare.
Roguecraft DX funziona interamente a turni. Ogni nostro movimento permette anche ai nemici di agire, quindi non servono riflessi particolari: possiamo osservare la stanza, capire cosa ci circonda e scegliere con calma la prossima mossa. Bisogna tenere conto delle distanze, usare gli ostacoli, attirare i nemici in posizioni sfavorevoli e sfruttare le trappole quando se ne presenta l’occasione. Non c’è una profondità tattica enorme, ma le poche regole presenti hanno conseguenze chiare e una decisione sbagliata può costare diversi punti vita.
Le tre classi cambiano parecchio l’approccio. Il guerriero è più resistente e perdona meglio gli errori, il ladro richiede maggiore attenzione al posizionamento e sfrutta il teletrasporto, mentre il mago può attaccare a distanza ma paga qualsiasi passo sbagliato con una fragilità decisamente maggiore.
La generazione procedurale cambia disposizione delle stanze, nemici e risorse tra un tentativo e l’altro. Anche le pozioni richiedono sperimentazione: il loro effetto va scoperto durante la partita e le associazioni possono cambiare nella run successiva. Questo elemento di casualità funziona bene quando costringe ad adattarsi, molto meno quando entra direttamente nei combattimenti. Gli attacchi possono fallire e una serie particolarmente sfortunata rischia di trasformare uno scontro semplice in una perdita di HP indipendente dalla vostra abilità. Non è un problema che manda all’aria il sistema, ma si sente proprio perché Roguecraft DX tende a premiare pianificazione e lettura della situazione.
Anche il teletrasporto del ladro non offre sempre tutto il controllo che sarebbe desiderabile. Sono quei momenti in cui il gioco smette per qualche secondo di sembrare tattico e diventa semplicemente più imprevedibile.

Ogni movimento consuma un turno. Premere la direzione sbagliata significa permettere anche ai nemici di agire, quindi le prime partite possono essere più macchinose di quanto ci si aspetterebbe da un sistema tanto semplice. Dopo qualche run la situazione migliora sensibilmente, ma a volte possono esserci delle piccole imprecisioni, specie se preferite giocare da tastiera.
La differenza più evidente rispetto a molti roguelite moderni è quello che succede dopo la morte: molto poco. Non si torna in un hub per acquistare potenziamenti permanenti, non si aumenta lentamente la salute di base e non si accumulano bonus destinati a rendere il tentativo successivo più facile. Molto più semplicemente si riparte. Questo significa che una vittoria dipende soprattutto dalla conoscenza delle regole e dalla qualità della run, ma viene meno quella sensazione di crescita costante che oggi molti associano al genere.
Roguecraft DX compensa con partite relativamente brevi. Una run completa resta abbastanza compatta da non trasformare una sconfitta in una perdita di tempo e modalità come Endless Dungeon e Chicken Run offrono qualche motivo in più per continuare. Non cambiano però la natura del pacchetto: contenuti, equipaggiamenti e combinazioni sono inevitabilmente meno numerosi rispetto ai roguelite più grandi.
Visivamente Roguecraft DX funziona molto bene grazie a una pixel art davvero riuscita. Personaggi, ambienti e animazioni hanno una direzione precisa, i nemici restano riconoscibili anche nelle stanze più affollate e l’immaginario lovecraftiano convive con un tono più leggero di quanto ci si potrebbe aspettare. Anche il comparto sonoro accompagna bene le run senza diventare invasivo. È un gioco tecnicamente semplice, ma riesce comunque ad avere un’identità chiara e coerente.
Verdetto
Roguecraft DX non prova a essere un roguelite da cento ore. È un gioco compatto, a turni, costruito intorno a poche regole e a un buon equilibrio tra immediatezza e ragionamento. Il peso della casualità può diventare fastidioso, ma le tre classi funzionano, il ritmo è ben calibrato e il sistema tattico resta piacevole. Chi cerca montagne di contenuti probabilmente arriverà presto al limite di quello che Roguecraft DX può offrire. Chi vuole invece un roguelike diretto, ragionato e vicino alla filosofia originale del genere trova un piccolo gioco costruito con attenzione.
