Data di Uscita 31 Marzo 2016 Lingua Inglese
Piattaforme PC, Mac, Steam Versione recensita PC

Mentre scriviamo questa review è molto probabile che almeno un migliaio di giocatori stiano imprecando rivolti al cielo e suonando di pugni la propria scrivania.
Tutto perfettamente normale per il giocatore medio di Hyper Light Drifter, action adventure incredibilmente hardcore sviluppato da Heart Machine e rilasciato dopo un lungo periodo di lavorazione sotto l’egida dei finanziatori su Kickstarter; a dire il vero non ci aspettavamo un livello di difficoltà superiore persino a quanto visto in Titan Souls, tra i più impegnativi del genere, ma in fin dei conti possiamo annunciare con orgoglio di essercela cavata dopo meno di 6 ore, tra frequenti ragequit e ginnastica facciale involontaria.

Hyper Light Drifter

Nonostante in molti paragonino lo stile di Hyper Light Drifter a quello dei Souls, specialmente in ambito narrativo, questo ambizioso indie interpreta in modo senz’altro differente la gestione di trama, personaggi e background scenico, oltre che chiaramente del sistema di gioco.
Per quanto riguarda la storia le similitudini con altri esponenti del genere si sprecano e lo scopo del protagonista, il Drifter, consiste semplicemente nell’intraprendere un viaggio alla ricerca di una cura per la sua grave malattia, forse diretta conseguenza dell’invasione di una forza oscura che sembra aver consumato l’intero mondo.

Gli espedienti metanarrativi adottati, però, non conferiscono alla fabula la giusta dose di mistero né vengono corroborati da una profondità adeguata e, poiché il titolo non fa uso di linguaggi scritti -salvo per i brevi messaggi tutorial-, il giocatore si ritrova alla fine dell’avventura con meno certezze che interrogativi.
Si poteva fare di meglio, senza se e senza ma.

Parlando di gameplay, invece, la situazione appare decisamente più rosea.
La struttura generale di Hyper Light Drifter ricalca grosso modo lo scheletro del sopracitato Titan Souls, con un hub centrale sotto forma di città e quattro aree ben differenziate tra loro che ospitano vari mob e il boss di turno; una volta sconfitti e liberate tutte le zone si aprirà il portone che conduce al nemico finale, la cui disfatta determinerà la conclusione della run e l’inizio di un New Game Plus.
I sistemi di movimento e di combattimento puntano sulla rapidità frenetica degli scontri offrendo allo stesso tempo un ampio numero di manovre, sia offensive che difensive, indispensabili ma ardue da padroneggiare (anche a causa dei tutorial a dir poco superficiali).
Molteplici le abilità, i gadget e le armi secondarie da sbloccare recuperando in giro la valuta del gioco, ottenibile sia uccidendo determinati tipi di nemici che esplorando la mappa con perizia.

hyper light drifter

Il problema sta nel prezzo di tali power up, almeno 3 unità di valuta, cioè ben 12 pezzi singoli da trovare per acquistare un potenziamento nell’apposito negozio.
Tale limitazione rende davvero infernali le prime fasi di gioco, in cui non ci sarà permesso usufruire di skill cruciali come la schivata migliorata, il colpo devia-proiettili, la barriera e così via.
Dovremo quindi contare soltanto sull’attacco base, sul dash standard e sulla pistola energetica che si ricarica con ogni danno fisico inferto al nemico, oltre alla simil fiaschetta estus (3 al massimo) da bere in caso di necessità.
Diretta conseguenza dell’assenza di varietà meccanica nell’incipit, a meno che non si voglia farmare per accelerare il processo di potenziamento del Drifter, è la frustrazione causata dalle orde di mob inferociti in stile Nuclear Throne lanciatici addosso a intervalli regolari.
L’eccessiva quantità di nemici concentrati in spazi ridottissimi, unita alla relativa impotenza del nostro alter ego spesso circondato da proiettili vaganti e pitfall, ci ha costretti più di una volta a dover ripetere la medesima sezione per decine di minuti, con la beffa di doverci sorbire le oltraggiosamente durevoli animazioni di morte e respawn, ma non solo: la lentezza delle stesse coinvolge persino cura e schivata, rendendole talora inutilizzabili durante gli scontri in quanto prive di frame di invulnerabilità.
Tra l’altro in caso di sconfitta non si riparte dal checkpoint con salute e “fiaschette” rigenerate ma dal punto di salvataggio automatico più vicino, motivo per cui ci siamo ritrovati costretti a cambiare zona, cercare di ripristinare la salute e ripetere la sezione da capo.
Stesso discorso per i boss, ispirati sia visivamente che meccanicamente ma impossibili da battere senza scorte di cure e almeno 10 tentativi durante i quali sarà necessario memorizzarne i pattern.
Hyper Light Drifter manca di accessibilità, l’attrattiva primaria per la maggioranza del pubblico, eppure sarebbe stato così facile bilanciare salute e damage output e magari numero dei nemici risparmiando così ai giocatori un sacco di inutili frustrazioni.
Peccato.

hyper light drifter

Il titolo, comunque, è uno spettacolo dal punto di vista artistico.
L’aspetto retrò donatogli dall’intramontabile 16 bit abbraccia una scelta cromatica piena e vivace che caratterizza al meglio tutte le ambientazioni, da quelle moderne in decadenza a quelle immerse nella natura selvaggia.
Di buona fattura inoltre le animazioni, se ne tralasciamo la lentezza cronica, e infine la soundtrack, che pur non eccellendo si adatta egregiamente all’atmosfera volubile delle ambientazioni.
In chiusura segnaliamo dei bug occasionali relativi ad alcune hitbox nemiche, la sporadica imprecisione del colpo respingente e il fastidioso lock a 30fps che ci aspettiamo venga rimosso al più presto.

Conclusioni
Hyper Light Drifter segue la moda del momento, ovvero quella dei giochi cattivi ispirati ai Souls, riuscendo a convincere solo parzialmente.
Il titolo presenta delle pecche di game design abbastanza evidenti, comprensibili poiché si tratta pur sempre di un piccolo studio indipendente al suo primo progetto ma ad ogni modo compromettenti in ambito strettamente meccanico.
Questo significa che morirete a volontà, e troppo di frequente per colpe non vostre maledicendo il gioco e chi lo ha sviluppato.
Se non siete deboli di cuore e avete voglia di tentare la fortuna godendovi peraltro un comparto grafico/sonoro in grado di incantare già a primo impatto, siete sulla strada giusta.
In caso contrario, saltate a piè pari.
Valutazione

7.1
+ Atmosfera da urlo
– Combat system variegato…
– A tratti soddisfacente…
– Storytelling non al top
– …ma non raffinato a dovere
– …a tratti frustrante, molto frustrante
– Alcuni bug e lock a 30fps

*Recensione basata su una copia acquistata dalla redazione*