Chi ha vissuto gli ultimi mesi nelle lande desolate dell’Indokazistan si sarà forse perso il lancio disastroso della versione PC di Batman Arkham Knight, un concentrato di glitch e bug di cui potete leggere nel nostro generoso approfondimento. Dopo aver ritirato tale versione dal mercato, gli scienziati nucleari di Warner Bros. hanno lavorato alacremente in questi mesi per risolvere le problematiche riscontrate, in maniera tale da rilanciare sul mercato il prodotto a distanza di 4 mesi rispetto alle controparti console, facendosi perdonare con un sostanzioso sconto di ben 10 euri (verrebbe da esclamare “minchia”, non lo facciamo perché siamo persone raffinate).

Tutto sembrava andare per il verso giusto, quando improvvisamente qualche incauto giocatore acquistò il gioco in questione, rendendosi conto che i problemi sono ancora lì, che le patch hanno aggiunto nuovi bug, e che i 60 frame al secondo continuano ad essere un miraggio.
La reazione di Warner Bros. è stata la seguente:

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Fondamentalmente l’azienda americana ha deciso di gettare la spugna: i soldi investiti nei lavori di recupero avevano evidentemente superato i budget stabiliti, dunque si è deciso di rilasciare di nuovo il prodotto sul mercato a dispetto delle problematiche.
Warner è stata così carina da offrire un rimborso completo a tutti gli acquirenti della versione PC Windows, vecchi e nuovi. Anche chi ha acquistato il Season Pass del gioco potrà scegliere se riprendere o meno i soldi spesi, un comportamento che abbiamo apprezzato, e che abbiamo ritenuto onesto da parte della compagnia.

Ciò che al momento sfugge al nostro piccolo cervello bacato è come un’azienda multi milionaria come Warner Bros. possa fottersene a tal punto della propria immagine e del rapporto con i clienti fino ad ammettere di non essere in grado di fare ciò che fa da una vita ormai, ovvero produrre videogames.
Avete affidato lo sviluppo del gioco a una manciata di incompetenti? Ottimo, avete scazzato, prendetene atto, accollatevi qualsiasi spesa sia necessaria per guadagnare nuovamente la faccia e date agli utenti ciò per cui hanno pagato e aspettato.
Perché, sia ben chiaro, chi è in possesso di un PC da gioco spesso e volentieri può permettersi anche una cazzo di console, e questi ipotetici utenti hanno operato una scelta: giocare alla versione PC per godere di un comparto tecnico e visivo migliore. I coglioni tendono a girare quando un publisher dà la priorità a un’edizione piuttosto che a un’altra, ma tutto sommato è una cosa comprensibile, considerati i diversi introiti provenienti da questi mercati.
Ma suddetti coglioni rischiano di diventare incandescenti quanto avviene questo:

We are very sorry that many our customers continue to be unhappy with the PC version of Batman: Arkham Knight. We worked hard to get the game to live up to the standard you deserve, but understand that many of you are still experiencing issues.

Until the end of 2015, we will be offering a full refund on Batman: Arkham Knight PC, regardless of how long you have played the product. You can also return the Season Pass along with the main game (but not separately). For those of you that hold onto the game, we are going to continue to address the issues that we can fix and talk to you about the issues that we cannot fix.

Traduciamo per i meno anglofoni:
“Ci dispiace che i nostri utenti continuino a non essere soddisfatti dell’edizione PC di Arkham Knight”
Quando un gioco non mantiene i 60fps con una scheda video da 1000 euro è una possibilità da prendere in considerazione, Warner.

“Abbiamo lavorato duramente per raggiungere gli standard che meritate”
Quando? Durante i tre anni di sviluppo del gioco? O durante i 4 fottuti mesi successivi al lancio? E’ stato davvero così difficile realizzare una versione X86 di un gioco interamente sviluppato in Unreal Engine 3? Dobbiamo far sapere a Epic Games che il loro motore grafico non funziona? Informiamo anche le altre migliaia di sviluppatori che in questi anni hanno prodotto titoli eccellenti che in realtà sono dei prestigiatori capaci di lavorare con engine di dubbia qualità? Fatemi sapere, ho le email.

“Per chi tra voi intende tenersi il gioco (e non ricevere un rimborso), continueremo a lavorare sui problemi che possiamo sistemare, e vi informeremo su quelli che non possiamo aggiustare.”
Qui probabilmente sono scemo io, perché questa frase non la capisco. Nella mia ignoranza ero convinto che lavorare con un motore grafico rodato e versatile come Unreal Engine 3 concedesse una certa elasticità durante le fasi dello sviluppo. Forse mi sbagliavo.
Quali sono esattamente i problemi che non possono essere risolti, in un qualsiasi software? Non parlo di giochi eh, parlo di qualsiasi tipo di software. Aziende proporzionalmente minuscole come Funcom hanno speso somme “esigue” per cambiare interamente il motore grafico di alcune produzioni, solo per svecchiare il comparto visivo, rifacendo da zero interi MMORPG. E voi parlate di problemi che non possono essere risolti in un fottuto adventure sviluppato in Unreal Engine 3? E vi guardate anche allo specchio la mattina?
Non sarebbe forse un po’ più corretto dire “continueremo a lavorare sui problemi più semplici, in quanto il budget a nostra disposizione è limitato, perché alle alte sfere in fondo non frega nulla dei giocatori insoddisfatti. In caso riprendetevi i soldi, noi ci tiriamo fuori.”?

In tutto questo sfogo c’è una cosa che francamente non riesco a farmi calare: Warner si è comportata in maniera parecchio simile dopo il lancio di Batman Arkham Origins.
In quel caso si trattò di una dichiarazione riguardo l’impossibilità di risolvere alcune problematiche tecniche, informando l’utenza PC che avrebbe dovuto tenersi il gioco così com’era. Una specie di vizio insomma.

Per sintetizzare, abbiamo Square Enix che rilascia giochi bloccati a 30 frame al secondo, From Software che gli va dietro in allegria, Electronic Arts che non sa schiacciare il pulsante per accendere un server, Ubisoft che ci offre primi piani della scatola cranica degli NPC, Warner che fa la buona invitandoci a riprenderci i nostri soldi.
In pratica Activision e Call of Duty sono diventati Dio. 2K è è il messia. Blizzard merita le nostre mogli.
Sono più furbi quei publisher che non rilasciano roba su PC piuttosto che quelli che ci provano apparendo poi come dei perfetti imbecilli del tutto disinteressati verso i propri utenti.
Sapete cosa mi diverte di più? Che tra i vari “non comprerò mai più un gioco Warner / non comprerò mai più un gioco EA” milioni di noi hanno mantenuto la prenotazione di Star Wars Battlefront a dispetto di una beta pubblica che ha evidenziato problematiche enormi. I nostri soldi sono già nelle loro tasche, perché alla fine quello che conta è la qualità di un trailer, non quella del gioco.
I soldi, le partnership pubblicitarie e le mail velatamente minatorie sono sufficienti per tenere a bada qualsiasi testata di videogame, in fondo non siamo altro che giocatori e blogger, e la nostra voce non è grossa come quella di un Favij o qualsiasi altro pagliaccio voglia prendere tale posizione.

In tutto questo marasma di merda siamo genuinamente felici che esistano persone come Jim Sterling, come Angry Joe, come Rick di TechReview. Il problema è che queste voci non sono la massa. E la massa ha già comprato Fifa, perché quest’anno le animazioni sono migliori.