A volte certi giochi si presentano eccezionali non tanto per il gameplay ma per altri aspetti, elementi che riescono ad esaltare il prodotto fino a renderlo un capolavoro. Molto spesso questo accade nei videogiochi appartenenti alle avventure interattive che, come anticipa il nome, sono incentrati sul dipartimento grafico e narrativo, che ci porta ad assistere quasi da spettatori di un film.
Queste sono le premesse da cui partire per valutare meritatamente Gris.

gris recensioneGris – Recensione

Data di uscita: 13/12/2018
Versione recensita: PC
Disponibile su: PC, PS4, Xbox One, Switch, iOS, Android
Lingua: Inglese
Prezzo di lancio: €49.99
Sponsor: in offerta su Amazon

Il gioco che andiamo ad analizzare segue l’avventura di una giovane ragazza. Il suo mondo è stato privato di ogni colore, e sarà quindi suo compito recuperarli. Una trama banale e poco interessante, qualcuno potrebbe dire. Ma non è così.
Per quanto possa essere un’idea già riscontrata in altri videogame, lo sviluppo proposto in questo caso è davvero notevole.

Gris si mostra certamente come un meraviglioso spettacolo visivo, ma non si riduce tutto a un mero esercizio di stile. Il gioco fa infatti leva anche sulle emozioni del giocatore, creando un forte coinvolgimento. Proprio questi erano gli obiettivi dello sviluppatore, Nomada Studio, che è riuscito perfettamente nei propri intenti, dando vita a un prodotto originale e in assoluto molto riuscito.

Secondo alcuni, Gris tratta principalmente il tema della sofferenza.
A me invece piace pensare che le tematiche siano tante e diverse, e che allo spettatore/giocatore arrivino innumerevoli emozioni, sentimenti talvolta anche in contrasto tra loro. Abbiamo ad esempio amicizia, tensione, amore, quiete, stupore, abbandono ed un’infinità di altre sfumature, tutte evocate con grande perizia nelle diverse fasi dell’esperienza.

Analizzandolo più dettagliatamente nello stile grafico, noteremo qualcosa di mai visto prima. Affidato all’artista Conrad Rosen, il videogame propone uno stile a dir poco raffinato. Tutti i colori infatti (“visibili” solo al completamento gioco) creeranno un universo coinvolgente, capace di ammaliare e tenerci incollati allo schermo. Ogni singola animazione, sebbene sia piuttosto semplice, è parecchio espressiva, soprattutto considerata l’impostazione immaginifica e onirica della produzione.

Gris – Trailer di lancio

Andrebbe dato un punto a favore anche per la tecnica di realizzazione. A dominare sulla scena sono gli acquerelli, adoperati per la creazione di sfondi e paesaggi, e sfruttati con intelligenza in un gran numero di dettagli.
La saturazione dei colori inoltre rende Gris un quadro moderno in movimento, ricco di simbolismi e riferimenti. L’intera esperienza si offre a più interpretazioni allegoriche.

Ognuno ovviamente andrà ad interpretare in modo soggettivo, in base alle proprie esperienze passate, o a ciò che vuol vedere, immedesimandosi così nelle emozioni della protagonista. Queste vengono rappresentate con ingegno, risultando a volte quasi spiazzanti. Gli sviluppatori sono riusciti a modellare la forma degli oggetti, trasformandoli in qualcosa di più profondo, o semplicemente di diverso (come accadeva nei vecchi cartoni animati anni ’30). Altra soluzione stilistica è poi la metamorfosi, e di conseguenza l’evoluzione di un determinato oggetto o personaggio, buono o cattivo che sia.

Va assolutamente menzionato anche l’aspetto sonoro del gioco, che è coinvolgente al punto giusto. Avremo pezzi di ogni genere, per ciascun tipo di emozione: si va dalla tensione di un “combattimento” alla tranquillità che proveremmo standocene immersi in una foresta. Gris propone una soundtrack coerente, è abile nel creare legami tra immagini e suoni. E’ una produzione che comunica un qualche senso di bilanciamento, un feeling astratto, che riesce a trascinare il giocatore al di fuori del caos delle nostre vite quotidiane.

gris recensione

A dispetto della semplicità, dal punto di vista artistico Gris è uno spettacolo per gli occhi e per le orecchie.

Cambiando del tutto argomento e passando alla parte ludica propriamente detta, Gris si gioca come un platform 2D piuttosto semplice. Sono presenti solo dei piccoli rompicapi, risolvibili in tempi brevi per chiunque abbia un minimo di esperienza.

Non potremo essere sconfitti: non ci sono vite o nemici che possano danneggiarci. Ma Gris non cerca di tenerci incollati allo schermo con un livello di sfida elevato, né con puzzle impegnativi. Si tratta di un’esperienza molto diversa.
Non ci si annoia. Il gioco infatti, oltre ad avere delle ambientazioni completamente diverse l’une dalle altre, ci proporrà continui cambiamenti e colpi di scena, sia al nostro personaggio sia ai rompicapi.

La longevità è medio bassa, assestandosi sulle 5 ore complessive. Si tratta comunque di una durata più che proporzionata, che permette di non dilazionare eccessivamente i messaggi proposti. Inoltre è un gioco che in seguito riaprirei molto volentieri e non destinato a fare polvere in libreria.

Consigliato


Per tutti i punti analizzati considero Gris come un’opera d’arte videoludica, realizzata per essere goduta appieno, con calma e un pizzico di concentrazione. E’ una produzione concettualmente vicina a capolavori come Journey, Inside, Little Nightmares, The Vanishing of Ethan Carter e compagnia. Non giocatelo giusto per perdere un po’ di tempo prima dello studio o del lavoro. Merita molto di più.

Pregi Difetti
  • Tanti contenuti su cui riflettere, davvero molto toccante
  • Stratificato, si presta a più interpretazioni
  • Direzione artistica eccellente
  • Colonna sonora di splendida fattura