Monochroma – Recensione | Bianco e nero sbiadito

Non appena si guardano le immagini di Monochroma, nuova produzione firmata Nowhere Studios, il primo pensiero non può non correre a Schindler’s List: la tavolozza di colori limitata alle sfumature di grigio, col solo colore rosso a risaltare, infatti, richiama immediatamente le scene drammatiche del film diretto da Spielberg. Quando a ciò si aggiunge poi la scoperta della vera natura del titolo, ovvero un platform a scorrimento orizzontale, la mente potrebbe effettuare veloci associazioni con giochi come Limbo. Con riferimenti così illustri, dunque, Monochroma dovrebbe quantomeno risultare un gioco più buono. Sarà veramente così?

Monochroma – Bianco e nero sbiadito

Il titolo metterà il giocatore subito al centro della scena, senza prologhi o una qualsivoglia contestualizzazione della storia narrata. Quello che i giocatori andranno a impersonare, allora, sarà un bambino che dovrà prendersi cura del proprio fratellino, impossibilitato a camminare per via di un incidente occorsogli nel tentativo di raggiungere un aquilone. L’ambiente in cui si ritroveranno i due sarà costituito da una visione distopica degli anni ’50, dominata da costruzioni industriali e tetri squarci urbani. Sebbene la scelta di non raccontare la storia attraverso molte cutscene o linee di testo sia stata deliberata, c’è da dire che il primo impatto col titolo potrebbe disorientare un po’: il non capire cosa si sta facendo, difatti, farà perdere un po’ di immersività, che avrebbe sicuramente giovato di una qualche spiegazione maggiore.

Il compito di raccontare la storia di Monochroma, allora, spetta al gameplay: abbiamo detto che il titolo è in sostanza un platform a scorrimento orizzontale, in cui il giocatore sarà chiamato a risolvere una buona quantità di enigmi legati all’interazione con l’ambiente. Si tratterà, dunque, di spostare casse, arrampicarsi su scale e agire su vari meccanismi buoni per sorpassare un dato ostacolo.

Il titolo è diviso in quattro macro aree, a loro volta segmentate in dieci spezzoni, corrispondenti grossomodo ad altrettanti enigmi. In Monochroma, in sostanza, quello che il giocatore sarà chiamato a fare sarà risolvere un enigma, e camminare fino al prossimo ostacolo. Una piacevole variazione sul tema a questa dinamica è data dalla presenza del fratellino del protagonista: a causa del suo infortunio, il piccolo non potrà camminare, e dovrà essere trasportato sulle spalle del fratello più grande. Va da sé che il fratello maggiore potrà scrollarsi momentaneamente di dosso il piccoletto di modo da poter essere più agile e risolvere gli enigmi, ma solo a una condizione; il giocatore, infatti, potrà lasciare questo insolito fardello esclusivamente sotto la luce di alcuni lampioni o punti luce presenti su schermo. La paura del buio del proprio fratellino piccolo, difatti, costringe il giocatore a effettuare dei percorsi definiti, e spesso ad agire con l’ambiente con un certo tempismo. Alcuni meccanismi, ad esempio, una volta attivati potrebbero arrivare anche a schiacciare il piccoletto, per cui bisognerà essere veloci a prendere sulle proprie spalle il giovane protagonista secondario e trasportarlo alla larga dalla minaccia incombente.

Abbiamo anticipato come Monochroma prenda spunto da altre opere artistiche: ciò è evidente nel momento in cui si parla del comparto tecnico, che restituisce un mondo esclusivamente in bianco e nero, con toni sempre molto scuri e cupi. I paesaggi che i due fratelli si ritroveranno a percorrere, dunque, racconteranno di un mondo tetro e spesso cattivo con i più deboli, oppresso da un pensiero economico esclusivamente ispirato alla produzione e al profitto. Peccato però che, ancora una volta, l’assenza di un meccanismo narrativo più efficace e alcuni problemi tecnici inficino sull’esperienza. Durante le nostre prove, ad esempio, abbiamo spesso avuto problemi nel sistema di controllo, sia per quanto riguarda il gioco via tastiera che con il pad. Con la prima opzione, in particolare, i legnosi movimenti del personaggio principale ci hanno spesso costretto a ripetere un dato enigma a causa della mancata reattività tra un’azione e l’altra. E’ soprattutto nei salti che richiedono una certa precisione, difatti, che questo difetto è risultato più evidente.

Conclusioni
Ottime premesse, scarso risultato: questa può essere una sintesi di Monochroma, che parte da basi stilistiche ed estetiche più che buone ma si perde sul più bello, soprattutto a causa di una narrazione tutto sommato inconsistente, e per via di alcune difficoltà tecniche che inficiano l’esperienza di gioco. Tutto ciò è un peccato perché, alla fine, il titolo propone una serie di enigmi dalla difficoltà medio-bassa spesso piacevoli e stimolanti da affrontare.

+ Stile lodevole e di un certo impatto
+ Enigmi spesso gradevoli da affrontare
– Problemi col sistema di controllo
– Narrativa un po’ spenta

Valutazione: 6.3/10

Metascore 53/100
Monochroma | Steam | 19.99€

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