[Recensione] Evoland – Viaggio nella storia dei giochi di ruolo

Data di Uscita 12/02/2015 (Mobile) Lingua Inglese
Piattaforme PC, Mac, Linux, iOS, Android Versione recensita PC, Android

Metto le mani avanti: Evoland mi è piaciuto. Avendo superato i 30 anni ed essendo cresciuto con NES e SNES, l’impatto emotivo di questo titolo è stato su di me decisamente forte. Trovandoci in sede di recensione sarà necessario limitare al massimo i propri gusti e cercare di valutare il prodotto per ciò che è. Nonostante questo ritengo giusto, in fase di prefazione, consigliare questo titolo a tutti quei giocatori che, ormai non più giovanissimi, sono cresciuti amando alla follia i classici del gioco di ruolo.
Evoland è fondamentalmente un tributo al gaming di altri tempi, ode a due dei franchise più importanti della Storia: The Legend of Zelda e Final Fantasy.

Evoland

Il titolo in esame ripercorre con ironia e leggerezza l’evoluzione del genere adventure e dei giochi di ruolo, siano essi di stampo giapponese che occidentale. Per fare ciò, Evoland miscela sapientemente un gameplay molto semplice con scelte di design vincenti, che sintetizzano gli innumerevoli avanzamenti tecnologici avvenuti nel corso degli anni (e dei decenni).

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Inizieremo la nostra avventura nei panni di Clink, eroe che si ritroverà in un mondo monodimensionale e che dopo pochi istanti scoprirà le gioie della seconda dimensione, imparando dunque a muoversi sia in orizzontale che in verticale. Se i primi minuti dell’avventura saranno totalmente in bianco e nero, dopo poco troveremo l’immancabile cassa del tesoro, che ci delizierà con una meravigliosa palette cromatica a 8bit che di fatto ci catapulterà nell’epoca NES.

Le casse del tesoro potranno contenere una grande varietà di feature e sbloccare funzioni o caratteristiche peculiari, ovviamente senza dimenticare la notevole dose di ironia e di amore che dall’inizio alla fine caratterizzerà questo Evoland. Potremo dunque sbloccare la “classica animazione figa di quando ottieni un oggetto da una cassa” (ovvio riferimento a The Legend of Zelda), un audio in midi che si evolverà fino all’alta fedeltà e molto, moltissimo altro ancora.

Per proseguire verso la successiva meraviglia tecnologica saremo chiamati ad esplorare dungeon, viaggiare attraverso la tipica mappa del mondo con visuale dall’alto, sorbirci i classici incontri casuali (una volta che li avremo sbloccati, s’intende), districarci attraverso foreste palesemente riprese dall’incarnazione a 16bit di The Legend of Zelda e risolvere enigmi a volte davvero ingegnosi.
Parlando proprio di enigmi, dobbiamo fare un plauso agli sviluppatori per la maniera intelligente in cui hanno gestito la grafica 2D in congiunzione con quella 3D.
Quando infatti sbloccheremo la terza dimensione, il mondo che ci si parerà davanti sarà per forza di cose molto diverso da quanto avevamo visto fino a pochi istanti prima. La tridimensionalità ci darà la possibilità di relazionarci all’ambiente circostante in maniera differente, sfruttando ad esempio la profondità e del differenze di altezza.

Poter passare più o meno liberamente dal 2D al 3D è un’idea che arricchisce il gameplay in maniera esponenziale, invitando alla risoluzione di enigmi ben congegniati e decisamente divertenti. Peccato soltanto che tale feature non sia sfruttata a lungo, colpa anche della ridotta longevità del titolo (sarà possibile completare il gioco in circa 4 ore, aggiungetene un paio se volete sbloccare tutti i segreti).

Proseguendo nel gioco, Evoland continuerà con le proprie citazioni, offrendoci una mappa del mondo zeppa dei fastidiosi (ma iconici) scontri casuali, di una città chiaramente tratta da Final Fantasy VII (si notano somiglianze con alcune zone di Midgar) e di un dungeon che si rifà ancora una volta a The Legend of Zelda. In questo caso il gameplay è in effetti molto vicino a quanto visto nei numerosi classici di Miyamoto e Aonuma, con visuale isometrica, combattimento all’arma bianca in tempo reale, avversari ripresi dal capitolo A Link to the Past e stanze dove dovremo risolvere enigmi che sono in fondo una versione semplificata di quanto visto in Zelda. La semplicità è in Evoland uno degli elementi predominanti: in nessun caso il gioco vuole puntare a un elevato livello di sfida, né desidera frustrare in alcun modo, configurandosi per l’appunto come un’opera per nostalgici, un gioco accessibile e piacevole da affrontare, proprio in virtù delle memorie che saprà rievocare.

Tra le diverse situazioni, gli sviluppatori di Shiro Games hanno ben pensato di tributare anche il massimo esponente dell’action RPG di sempre, quel Diablo di Blizzard qui riproposto in forma di modalità orda, con tanto di button mashing, di talenti da attribuire e poteri da sbloccare attraverso il più classico degli skill tree.

Come già detto, Evoland non è un titolo molto longevo, ma gli sviluppatori hanno ben pensato di inserire alcuni contenuti addizionali, non direttamente correlati allo svolgimento della trama.
I completionist potranno lanciarsi alla ricerca di alcune stellette sparse per il mondo di gioco, che a conti fatti non hanno altra finalità se non quella di completare il gioco al 100%.
Diversa invece la situazione per le carte collezionabili, che potranno essere utilizzate per una versione di Tetra Master simile a quanto visto nell’ottavo capitolo della serie Final Fantasy.

Dal punto di vista tecnico Evoland è un prodotto senza troppe pretese. Gli sprite, così come i poligoni e le texture sono accettabili ma molto semplici, e certamente non faranno gridare nessuno al miracolo. Tuttavia, la direzione artistica volutamente retrò e il notevole citazionismo restituiscono un feeling molto gradevole.
Buona la colonna sonora e gli effetti sonori, perfettamente in linea con quanto ci si aspetterebbe da un titolo che in effetti vuole solo tributare i grandi classici del passato.

La versione mobile del gioco (da noi testata in questa sede) è pressoché identica a quella per PC. I controlli touch sono accettabili ma un po’ scomodi, motivo per cui abbiamo preferito usare il pad di PlayStation 3, che si è dimostrato eccellente.

Conclusioni
Evoland è amore e nostalgia, è il ricordo di bambini ora adulti che con la memoria viaggiano a tempi ormai remoti. Non è un capolavoro di gameplay, non è il titolo più lungo del mondo, non aggiunge qualcosa di nuovo. Ma è un gioco brillante, ed è immancabile nella collezione di chi, tanto tempo fa, ricevette una spada di legno da un vecchio, in una grotta. Perché It’s dangerous to go alone, take this.
+ Operazione nostalgia ai massimi livelli
+ Alcune meccaniche sono davvero interessanti
+ Gameplay di buon livello
– Breve

Metascore ND
Evoland | Steam | 9.99€

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