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[Recensione] I Am Setsuna – Il passato che ritorna

I Am Setsuna è il primo lavoro di Tokyo RPG Factory, il nuovo studio di sviluppo interno a Square Enix che si occuperà di realizzare appunto giochi di ruolo tradizionali di stampo giapponese, tralasciando dunque gli elementi action divenuti uno standard negli ultimi anni.
La principale fonte di ispirazione è stata quel Chrono Trigger che segnò la Storia dei videogame durante la gloriosa epoca del Super Nintendo. Gli sviluppatori hanno voluto rimarcare prima del lancio l’importanza della cultura giapponese nell’industria, che con tutte le sue incongruenze interne è capace di affascinare ancora milioni di giocatori in tutto il mondo.
I Am Setsuna intende riproporre dunque la drammaticità, le meccaniche e la semplicità di un genere ormai mutato rispetto a ciò che era in origine. Andiamo a scoprire il risultato di questo esperimento.

I Am Setsuna

Uscita 19 Luglio 2016
Lingua Inglese
Piattaforme PC, PS4
Versione recensita PC
Prezzo al lancio 39,99€

Il gioco non si perde in preamboli né in introduzioni sfarzose fini a se stesse. Ci ritroveremo subito nel mezzo dell’azione, nei panni di un misterioso Endir, eroe dal volto mascherato che sarà incaricato di assassinare la Setsuna del titolo. Proprio Setsuna ricorda da vicino Yuna di Final Fantasy X: è una ragazza candida scelta per sacrificare la propria vita al fine di liberare il mondo da un’invasione di mostri e creature nefaste. Tali sacrifici avvengono con cadenza regolare e sono a quanto pare necessari per garantire la sopravvivenza dell’umanità. Ma c’è chi non la pensa in questo modo.

Endir si ritroverà infine ad accompagnare Setsuna nel viaggio, durante il quale incontreremo altri personaggi che completeranno il nostro party. Ciascuno di essi ha motivazioni diverse, ma in linea di massima ognuno rientra all’interno di cliché ampiamente visti e rivisti in svariati JRPG. Abbiamo dunque l’eroe misterioso e silenzioso, la ragazza scontrosa, il guerriero forte e con un passato opprimente e via dicendo.

I caratteri dei personaggi vengono parzialmente modificati dal corso degli eventi: vi sono dei colpi di scena ma questi cambiano più che altro la prospettiva del giocatore verso la storia, e in generale non c’è lo spessore caratteriale ed emotivo che avremmo voluto in un gioco di ruolo giapponese prodotto da Square.
C’è da dire che la qualità stessa della sceneggiatura è altalenante, e se spesso sarà l’azione a muovere gli eventi, capiterà a volte che la storia riesca ad affascinare non poco, toccando punte per qualità generale simili a quelle di Final Fantasy V (non il miglior capitolo della serie come saprete, ma comunque una trama gradevole).

Nel suo voler essere tradizionalista, I Am Setsuna non rinuncia comunque ad alcuni elementi più moderni che rendono il gioco adatto ai tempi che corrono. Non sono presenti i classici scontri casuali ma i nemici sono invece ben visibili durante l’esplorazione. In alcuni casi sarà possibile evitare gli scontri a piè pari, ma nella maggior parte dei casi le dimensioni degli ambienti renderanno il combattimento inevitabile.
Non c’è alcuna schermata di caricamento per fortuna, e il sistema di combattimento è l’Active Time Battle celebre grazie proprio al franchise di Final Fantasy. Potremo impostare liberamente la modalità di attesa (che metterà il gioco in pausa durante la selezione di oggetti, abilità e target) o quella classica in tempo reale.
Ciascun personaggio avrà due barre di caricamento: la prima indicherà, quando piena, che è il nostro turno; la seconda inizierà a riempirsi se non agiremo durante il turno stesso e ci permetterà di applicare dei bonus agli attacchi, alle magie o alle abilità. Tali bonus sono in effetti la parte più interessante del sistema di combattimento di I Am Setsuna. Dipendono dagli accessori che indosseremo e saranno determinanti negli scontri con gli innumerevoli boss presenti nel gioco. Gli effetti possibili variano da danni addizionali, alla riduzione della resistenza elementale, alla rimozione di debuff sui membri del party, all’incremento dei colpi critici e tanto altro ancora. La varietà è garantita, così come la possibilità di gestire il gruppo con elevato tatticismo.
A tutto ciò si aggiunge la possibilità di far lavorare in sinergia più membri del party, effettuando attacchi ad area che consumeranno i turni di tutti i personaggi coinvolti, ma che avranno degli effetti maggiorati sia in termini curativi che di attacco.

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Il sistema di combattimento di I Am Setsuna è insomma molto solido, divertente, migliore rispetto a quanto fatto dalla serie Final Fantasy fino al decimo capitolo (dopo si passò a varianti ibride e sempre più action). Personalmente non mi divertivo tanto con un sistema di combattimento a turni tradizionalista dai tempi di Chrono Cross.

Per qualche assurdo motivo I Am Setsuna perde la retta via con alcune mancanze a cui risulta difficile dare una spiegazione. Possiamo infatti capire che una sceneggiatura di alto livello non sia facile da scrivere, e che tante volte ci si debba accontentare solo di una storia discreta.
Quello che non capiamo è come sia possibile nel 2016 riproporre un sistema di salvataggio manuale nella mappa del mondo o tramite i classici punti luminosi all’interno dei dungeon. Se gli sviluppatori hanno avuto il coraggio di rinverdire un sistema di combattimento a turni che sarebbe altrimenti risultato anacronistico, perché non aggiungere il tanto caro salvataggio automatico? D’accordo, non ne faremo un dramma, ma è almeno bizzarro.
Poi però arriviamo in città, decidiamo di fare un upgrade del nostro equipaggiamento, e ci accorgiamo che gli unici elementi che possiamo cambiare sono arma e accessori. Degli accessori abbiamo già parlato, sono quelli che determinano gli effetti addizionali durante le battaglie. Le armi invece non si limitano a modificare i nostri valori di attacco, ma anche quelli di difesa magica, fisica e tutte quelle statistiche che normalmente avremmo trovato nell’equipaggiamento di un qualsiasi gioco di ruolo.
I Am Setsuna è un gioco venduto a 40 euro, un prezzo per certi versi “budget”, dunque anche il livello della produzione non poteva che riflettere investimenti ridotti rispetto a un tripla A. Manca dunque la possibilità di modificare armature, corazze, elmi e via dicendo, tutto si riduce al cambiare l’arma in nostro possesso. Un’altra mancanza, non colossale, ma significativa.
Va beh, compriamo il nuovo armamentario e cerchiamo di racimolare un po’ di soldi rivendendo quello vecchio. O anche no… Per qualche motivo non è possibile rivendere le vecchie armi, dunque ci ritroveremo alla fine del gioco con tutte le spade, i chakram e affini ottenuti nel corso dell’avventura. Un’altra mancanza, più piccola, ma senza dubbio inaspettata, anche perché saremo liberissimi di rivendere invece tutti i materiali che otterremo uccidendo i mostri.

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Questi difetti vengono in parte mitigati da un ulteriore approfondimento della componente strategica del gioco: rivendere oggetti e ingredienti agli NPC ci permetterà di acquistare abilità e magie di ogni tipo, che potremo poi inserire all’interno di specifici slot per ciascun personaggio. Concettualmente non è un sistema troppo diverso dalle Materia di Final Fantasy VII, solo che in questo caso si farà una distinzione più netta tra abilità di attacco, difesa e supporto.
In pratica ciascun personaggio potrà gestire qualsiasi ruolo, anche se a rigor di logica le nostre scelte saranno determinate dalla quantità di HP e MP a disposizione, con Nidr che quasi certamente farà da tank o Kir nei panni del mago nero.

La colonna sonora di I Am Setsuna è stata realizzata interamente al pianoforte, senza l’utilizzo di altri strumenti. Volendo fare un discorso molto generale la qualità è elevata, ma anche in questo caso c’è una certa altalenanza fra le varie tracce: alcune sono davvero uno spettacolo e combattono a testa alta con i migliori pezzi di Nobuo Uematsu o Yasunori Mitsuda; altre sono invece poco ispirate, molto meno convincenti, a volte addirittura sgradevoli. Si tratta comunque di casi poco frequenti, in generale siamo rimasti molto soddisfatti dal lavoro svolto dal compositore Tomoki Miyoshi, che ci auguriamo di poter ascoltare nuovamente nei prossimi lavori del team di sviluppo giapponese.

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I Am Setsuna è stato sviluppato utilizzando Unity, un motore più che rodato e bene ottimizzato su PC Windows. Abbiamo trovato qualche rarissimo glitch nell’allineamento dei poligoni e qualche caso di stuttering, ma sono stati episodi che si contano davvero sulle dita di una mano e a cui non avrebbe senso dare peso.
Il design è di buon livello: il mondo di I Am Setsuna è immerso nella neve, che ha un significato profondo e strettamente legato con la storia, o meglio con il tono dell’avventura. Dal punto di vista estetico ci siamo ritrovati più volte a fare dei parallelismi con il mai dimenticato Grandia 2, titolo rilasciato su Dreamcast parecchi anni addietro e da cui il nuovo lavoro di Square Enix sembra ereditare più di un elemento.
Non aspettatevi quindi una grafica sensazionale o al passo con i tempi, filmati spaccamascella ed effetti di chissà che tipo. I Am Setsuna cerca l’essenzialità dei giochi di ruolo giapponesi dei tempi andati, un obiettivo centrato in pieno.

Conclusioni
I Am Setsuna è un gioco che consigliamo senza remore a tutti i nostalgici e agli appassionati dei giochi di ruolo giapponesi di stampo classico. Non è la storia migliore di sempre, i livelli di Final Fantasy VI e VII, di Xenogears o dei due Chrono sono inarrivabili, ma tutto sommato si tratta di una tramma gradevole, accompagnata da un sistema di combattimento solido e divertente. A ciò si aggiunge una corposa componente tattica e di preparazione dei personaggi, che non fa mai male.
Ci sono delle mancanze, alcune davvero assurde, ma I Am Setsuna è comunque un buon gioco, meritevole di essere provato da tutti quei giocatori stanchi delle invasive componenti action propinate nei più recenti JRPG.
Valutazione scala 1/10

8.0
+ Storia gradevole…
+ Ottimo sistema di combattimento
+ Tanta strategia
+ Bella colonna sonora
– ma sceneggiatura altalenante
– Molti cliché
– Alcune mancanze strutturali incomprensibili
– Alcune tracce audio mediocri
– Tutto in inglese

*Recensione basata su una copia acquistata dalla redazione*

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