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Recensione: Skyrim Special Edition – Tutte le novità

A cinque anni di distanza dal lancio del gioco originale, Skyrim Special Edition è un’edizione grossa, piena di contenuti e aggiornata di un gioco di ruolo rimasto impresso nelle memorie di moltissimi giocatori. Il Dragonborn fa il suo debutto su PlayStation 4 e Xbox One abbracciando l’alta definizione e aprendosi al mondo delle mod, che negli anni sono state in grado di tenere più che vivo questo titolo, almeno per quanto riguarda il mercato PC Windows.
Ogni cosa invecchia in questo mondo, anche e soprattutto i videogames. Vedremo adesso se Bethesda sarà stata in grado di mantenere interessante la monumentale esperienza offerta da Skyrim.

Skyrim Special Edition

Uscita 28 Ottobre 2016
Lingua Italiano
Piattaforme PC, PS4, One
Versione recensita PS4
Prezzo al lancio 59,99€

Tagliamo la testa al toro e rispondiamo a due domande chiave: sì, questa versione è migliore rispetto a quella PC vista nel 2011 a 1080p; no, non siamo assolutamente ai livelli raggiunti dalle mod nel corso di questi anni. Detto questo cominciamo l’analisi vera e propria delle novità introdotte.
Rispetto alla passata generazione di console, Skyrim Special Edition è nettamente superiore. Il gioco girava a 720p su PlayStation 3 e Xbox 360, contro i 1080p di PlayStation 4 e Xbox One. In pratica siamo passati da un HD a un Full HD. Sfortunatamente il framerate è rimasto invariato, dunque si viaggia anche questa volta sui 30FPS.
Il solo incremento della risoluzione garantisce di per sé texture molto più definite e pulite. La seconda conseguenza è la netta riduzione dell’aliasing, che con il dettaglio più elevato viene quasi nascosto. Il problema è che per qualche motivo si è scelto di adoperare solo un anti aliasing temporale rimuovendo quello standard. Per i meno ferrati, questo significa che l’anti aliasing si attiva solo durante il movimento. L’assenza del filtro base ha portato a una sfumatura eccessiva nei contorni degli oggetti, sembra una perdita di definizione. Avrebbe avuto più senso optare per un MSAA, come nell’originale versione PC.

Se ciò non è stato fatto non è a causa di limitazioni tecniche, ma riteniamo che Bethesda volesse cambiare registro stilistico al gioco. Il nuovo Skyrim appare molto diverso dalla prima versione, più che altro per il diverso sistema di illuminazione. La luce volumetrica è stata incrementata quantitativamente, dunque noteremo un effetto bloom piuttosto marcato. Può piacere o meno.
Differenze anche nelle rifrazioni, che potremo notare in particolare nel comportamento dell’acqua. Bethesda ha ottimizzato il software modificando gli effetti di trasparenza e i riflessi. I nuovi shader utilizzati per i corsi d’acqua risultano più gradevoli, un passo avanti.

I modelli poligonali non sono stati toccati in alcun modo, ma la definizione percepita è comunque superiore. Questo per via di un filtro anisotropico finalmente all’altezza, che lavora bene sulle texture lontane mantenendo la sensazione di tridimensionalità. Le versioni PS3 e 360 di Skyrim concedevano un senso di profondità solo sulle texture più vicine, basta pensare a pavimenti e terreni. Oggi fortunatamente non è più così. Rimane purtroppo qualche problema di pop-in, con modelli in alta definizione che vengono caricati quando saremo troppo vicini. Per quanto la distanza di rendering sia stata ampiamente incrementata, il pop-up resta per alcuni elementi del foliage. E’ forse la conseguenza di un incremento nella quantità di vegetazione presente a schermo. Gli sviluppatori hanno aggiunto anche alcuni modelli 2D non presenti nel gioco originale che ne arricchiscono la flora. Sì, 2D, perché siamo nel 2016 ma il foliage non ha mai avuto evoluzioni degne di nota da un ventennio a questa parte, movimenti e fisica simulata a parte.
Tra queste novità non figurano aggiornamenti per i volti dei personaggi, e sarebbero serviti. Questi risultano infatti particolarmente grezzi, stonano rispetto al resto della grafica, urlano a gran voce la propria età reale. A fine 2016 sono davvero brutti.

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Grande motivo di insoddisfazione per gli utenti sarà il framerate, che su console rimane ancorato a 30 frame per secondo. A onor del vero la situazione è nettamente migliore rispetto alla versione originale del gioco. Skyrim puntava sia su PlayStation 3 che su Xbox 360 ai 30FPS, valore soddisfacente in un gioco di ruolo. La verità è che in entrambi i casi c’erano dei cali considerevoli e molto fastidiosi, con l’edizione PS3 che a volte scadeva nella più totale insufficienza, avvicinandosi in maniera preoccupante ai 15 fotogrammi per secondo, la soglia dell’ingiocabilità.
Il nuovo Skyrim Special Edition si mantiene invece molto stabile su entrambe le piattaforme, un passo avanti dovuto e benvenuto.
A rigor di logica puntare ai 60 frame al secondo sarebbe stato possibile. Sia i combattimenti che la semplice esplorazione avrebbero guadagnato parecchio da una fluidità incrementata. Probabilmente l’età stessa del motore grafico e il budget a disposizione non ha permesso un lavoro del genere. E’ un peccato.

Importante novità per il mondo console è l’introduzione del supporto alle mod. Queste sono state in grado di mantenere la versione PC vivissima fino ai nostri giorni, grazie soprattutto all’attiva community. Sfortunatamente le due console non godono della stessa libertà in quanto a contenuti originali.
Se Xbox One vanta già oltre 250 mod e supporto per pacchetti da 2GB, la versione per PlayStation 4 limita tutto a 800MB, offre poco più di un centinaio di contenuti e permette agli utenti di utilizzare solo gli asset già presenti nel gioco. E’ una limitazione notevole, che ci porta senza dubbio a preferire l’edizione Xbox One tra le due. La longevità sarà indubbiamente superiore in questo caso, come è già stato dimostrato dagli utenti PC.

In sintesi
Skyrim Special Edition è un pacchetto caldamente consigliato ai pochi che non abbiano ancora giocato questo titolo. Si tratta di uno dei migliori giochi di ruolo della passata generazione, e a questo punto un po’ tutti dovrebbero conoscerlo. Il vantaggio principale di questa edizione consiste nelle migliorie visive, nei tempi di caricamento ridotti su console e nel framerate finalmente stabilizzato. A questo si aggiunge la presenza dei DLC già rilasciati, che consentono di godere dell’esperienza completa.
Detto questo, chi ha già speso le sue 200 ore tra le lande di Skyrim non troverà molte ragioni per tornare. Per quanto infatti la grafica sia migliorata, è evidente che il titolo sia vecchio di una generazione. Le migliorie visive non interessano infatti ogni elemento del gioco, i modelli poligonali sono semplici, i volti dei personaggi a tratti agghiaccianti. Ci sono inoltre delle animazioni legnose e la pletora di bug che nel corso degli anni non sono stati risolti.
In sintesi questo Skyrim Special Edition resta caldamente consigliato a tutti quelli che non abbiano giocato al prodotto sulla passata generazione, a prescindere dalla piattaforma.
Valutazione scala 1/10

8.2
+ Gioco ancora molto valido
+ Migliorie grafiche che svecchiano parecchio
+ Framerate finalmente stabilizzato
+ Supporto alle mod anche su console
– Siamo fermi a 30FPS
– Mod limitate su PS4
– Il gioco ha la sua età, e un po’ si vede

*Recensione basata su una copia promo fornita dal publisher*

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