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[Recensione] The Technomancer – Marte chiama Terra

Data di Uscita 28 Giugno 2016 Lingua Italiano
Piattaforme PC, PS4, One Versione recensita PC

The Technomancer è uno di quei titoli promettenti che abbiamo scoperto quasi per caso in occasione dell’ultimo E3 attraverso un trailer rilasciato dai ragazzi di Spiders, studio francese già autore di lavori rispettabili come Of Orcs and Men, Mars: War Logs e Bound by Flame per conto di Focus Home Interactive.
Pur non avendo a disposizione un budget paragonabile a quelli di altri blasonati concorrenti, il team di sviluppo con sede nella bella Parigi ha deciso di puntare in alto con The Technomancer investendo nel progetto un quantitativo di tempo e denaro di gran lunga superiore a tutti i lavori realizzati in precedenza.
Sarà servito a creare un’esperienza memorabile? Scopriamolo insieme.

The Technomancer

L’ambizioso action RPG sci-fi ambientato su Marte ci mette nei panni di un Technomancer, ovvero un guerriero addestrato a controllare i flussi elettrici all’interno del proprio corpo, di nome Zachariah, alla ricerca di un importantissimo segreto nascosto per secoli dalla sua setta.
Il titolo non è open world e si struttura essenzialmente in macrozone circoscritte al cui interno sono presenti i vari NPC datori di quest, i mercanti e i nemici.

Le missioni e lo stile generale rimandano chiaramente a The Witcher, illustre fonte d’ispirazione per gli sviluppatori francesi, con una serie di similarità da noi gradite quali la presenza di una quest principale davvero profonda e ben ramificata ma anche di compiti secondari molto soddisfacenti, un’elevata dose di informazioni sul lore dei personaggi e del mondo di gioco sotto forma di lunghi dialoghi (talora troppo verbosi) e un alto impatto delle scelte sugli esiti dell’avventura, durata per noi circa 14 ore.
Il gioco appare decisamente curato sotto questo punto di vista, offrendo un numero smodato di missioni dai risvolti multipli che andranno poi ad influenzare i rapporti con le fazioni o i membri della nostra squadra alla stessa maniera di un Mass Effect, altro celebre modello di riferimento per gli Spiders.
Pur usufruendo di un discreto doppiaggio in inglese, però, The Technomancer fallisce nell’impresa di andare oltre l’intrigante e sbalordire l’utente con la tanto paventata epicità dei suoi avvenimenti, presente solo sulla carta.
In poche parole i fatti narrati appaiono sì complessi e godibili ma non riescono mai a sfociare in momenti memorabili, ricchi di pathos a tal punto da farci saltare sulla sedia.
Tutto un po’ statico, insomma, pur se con ottimi spunti narrativi.

The Technomancer

Sul versante del gameplay registriamo alti e bassi, complice un combat system calibrato non proprio al meglio.
Il concept ci ha convinti, forte dei tre diversi stili di combattimento da utilizzare e sviluppare a seconda dei gusti personali, in più le innumerevoli abilità da sbloccare -insieme ad attributi specifici quali carisma, crafting, furtività, etc.- tramite il level up garantiscono un’ampia personalizzazione, coadiuvata ulteriormente dalla possibilità di creare oggetti dai materiali raccolti e migliorare l’equipaggiamento (anche del team alleato, composto da 3 unità) in pochi step.
Ogni stile vanta proprietà differenti, ad esempio il primo si basa sulla forza bruta dotando Zachariah di un bastone, il secondo sull’agilità furtiva di coltello e pistola mentre l’ultima prevede l’utilizzo di mazza e scudo.
Purtroppo l’asino casca nell’atto pratico, ovvero ogniqualvolta ci si imbatte in una schiera di nemici.
I motivi sono semplici: il moveset è limitato ad attacco leggero non combinabile, rottura della guardia e colpo speciale, oltre naturalmente alla schivata; la tecnomanzia racchiude tecniche magiche assimilabili ai segni da witcher limitate tuttavia dai pochi slot a disposizione; in ultimo le animazioni risultano legnose e le hitbox piuttosto imprecise.

La frustrazione cresce a dismisura nel momento in cui si iniziano a scorgere gli evidenti limiti dell’intelligenza artificiale, in certi casi buggata, e soprattutto il danno esagerato che persino il più inoffensivo tra i nemici può infliggere con un attacco basilare.
Non capiamo poi la scelta di rimuovere i frame di invulnerabilità da parecchie animazioni obbligatorie permettendo così a mob e boss di colpirci ripetutamente e stunlockarci sul posto anche, ad esempio, mentre stiamo rialzandoci da una caduta.
Per fortuna il gioco permette di risolvere gran parte dei conflitti con la diplomazia, dunque non abbiamo dovuto sorbirci più di tanto la tediosa solfa di una sfida infinita con un gruppo di soldati anonimi dai pattern striminziti; resta comunque il fatto che le fasi di combattimento sono la parte peggiore di The Technomancer, senza alcuna ombra di dubbio.

The Technomancer

Parlando di comparto tecnico, invece, ci sentiamo di lodare l’egregio lavoro eseguito dagli sviluppatori nella realizzazione degli ambienti, abbastanza dettagliati, strutturalmente variegati e belli da vedere.
Trattandosi di Marte la varietà del paesaggio non è proprio al top, come prevedibile, ciò nonostante il sistema di illuminazione, le ombre e l’antialiasing svolgono bene il proprio dovere sopperendo alla qualità altalenante di texture e animazioni.
Gli unici problemi tecnici riscontrati sono degli sporadici cali di framerate e dei bug comportamentali dell’IA, per il resto il gioco non soffre di particolari problemi di ottimizzazione/mancato polishing, anche se avremmo preferito i 60 fps fissi almeno sulla GTX 970.

Conclusioni
Guardandolo complessivamente, comunque, The Technomancer si rivela un prodotto più che valido.
Non è un tripla A e si vede, ma l’impegno profuso dal team di sviluppo traspare da ogni poro, se si eccettua il sistema di combattimento davvero poco rifinito.
Se avete voglia di sci-fi e aspirate all’immersione in un mondo dal lore vasto e articolato, tenendo sempre in considerazione i limiti di una produzione sicuramente inferiore sotto ogni punto di vista ai capostipiti del genere action RPG, questo gioco potrebbe fare al caso vostro.
Valutazione scala 1/10

7.0
+ Background narrativo ricchissimo
+ Missioni soddisfacenti
+ Buon livello di personalizzazione
– Mancano veri momenti epici
– Combat system da rivedere
– Qualche bega tecnica

*Recensione basata su una copia promo fornita dal publisher*

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