Shin Megami Tensei: Strange Journey Redux è l’edizione aggiornata dell’originale Shin Megami Tensei: Strange Journey, rilasciato anni fa sul mitico DS e sfortunatamente mai approdato sul suolo europeo. Questa nuova edizione, forte di nuove feature che vanno ad arricchire ed ampliare l’esperienza originale, si presenta non solo come un must-have per tutti gli appassionati della saga, ma anche come un titolo da non lasciarsi sfuggire per tutti gli appassionati di giochi di ruolo giapponesi.

shin megami tensei strange journey reduxShin Megami Tensei: Strange Journey Redux

Data di uscita: 18/05/2018
Versione recensita: 3DS
Disponibile su: 3DS
Lingua: Inglese, doppiaggio Giapponese
Prezzo di lancio: 39,99€

Nel corso degli anni il franchise demoniaco realizzato da ATLUS ha saputo conquistarsi poco a poco una crescente schiera di fan. Nelle intenzioni degli sviluppatori, l’opera originale doveva essere il seguito dell’acclamato Shin Megami Tensei 3: Nocturne, uscito su PS2. Grazie al ritorno in auge del genere ‘dungeon crawler’ in epoca DS, il progetto è però cambiato in corso d’opera virando verso un ritorno alle origini della serie. Dato che le connotazioni assunte dal gameplay si sarebbero quindi allontanate troppo dagli elementi cardine della serie principale, il titolo ha acquisito un’identità autonoma diventando di fatto uno spin-off di indubbio spessore.

Il filo conduttore di Shin Megami Tensei resta preservato anche in questo capitolo grazie ai caratteri estetici in stile anime, le atmosfere dark ed i toni apocalittici, tuttavia il setting inusuale e una storia avvincente rappresentano una stuzzicante ventata di aria fresca.

Al posto della classica ambientazione giapponese, stavolta il gioco ci porta tra i gelidi paesaggi innevati dell’Antartide, dove si sta sviluppando lo Schwarzwelt, una sorta di anomalia gravitazionale che minaccia la fine del genere umano. Questa sorta di buco nero sembra capace di inghiottire tutto ciò che lo circonda, minacciando l’intero globo terrestre.

shin megami tensei strange journey redux

Strange Journey Redux ha un’impostazione da dungeon crawler

In una lunghissima e approfondita fase introduttiva, ci verrà presentata una squadra speciale multidisciplinare incaricata di indagare la natura e l’origine di tale anomalia. Il gruppo incaricato di scoprire cosa si cela dietro allo Schwarzwelt è composto da 4 battaglioni principali che hanno base in altrettanti veicoli speciali: il Red Sprite, il Blue Jet, l’Elves ed infine il Gigantic. Ciascun veicolo di riferimento è dotato di tecnologie avveniristiche e di una IA senziente. Al giocatore sarà demandato il controllo di un giovane cadetto assegnato alla squadra operativa del Red Sprite, che avrà il compito di difendere i membri del proprio battaglione da qualsiasi minaccia si presenti.

Una volta completati i convenevoli e dopo essere entrati in possesso dell’equipaggiamento – una tuta speciale chiamata ‘Demonica’ – l’avventura entrerà nel vivo dell’azione con l’ingresso degli squadroni nello Schwarzwelt. Non appena entreremo in contatto con l’anomalia apparirà subito chiaro che le cose non saranno per niente facili: il battaglione Red Sprite rimarrà isolato e tagliato fuori dalle comunicazioni e il nemico non tarderà a presentarsi mettendoci in seria difficoltà.

E’ in questa fase che il setting tecnologico del titolo si fonde con quello più mistico e sovrannaturale tipico della serie. In men che non si dica il giocatore si troverà a dover fronteggiare schiere di demoni assetati di sangue mentre cercherà disperatamente la via di uscita per tornare sulla Terra. Lo Schwarzwelt si rivelerà un portale spazio-temporale verso un universo parallelo, in cui le forze angeliche e demoniache sono in lotta tra di loro. Gli strumenti necessari per sopravvivere alle avversità di questo universo saranno forniti dall’avveniristica tuta Demonica. Grazie a particolari programmi installabili direttamente su di essa sarà infatti possibile espandere le capacità del nostro personaggio.

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Il sistema di combattimento è piuttosto diverso rispetto agli altri capitoli

Inizialmente il giocatore avrà a disposizione solo programmi basilari, che permetteranno di effettuare operazioni routinarie come identificare i demoni e comunicare con loro oppure mappare le aree esplorabili. Nel corso dell’avventura sarà però possibile ottenere, scoprire o sviluppare programmi sempre più complessi, che permetteranno di espandere sensibilmente la gamma di abilità a disposizione del protagonista. La rosa di programmi installabili sulla tuta permetterà così al giocatore di influenzare il gameplay: sarà per esempio possibile alterare a piacimento la frequenza di incontri casuali, aumentare il drop-rate o semplificare la navigazione nelle mappe tramite radar e indicatori.

Anche in questo capitolo ritornano due dinamiche molto apprezzate della serie, ovvero la possibilità di dialogare con i demoni che si incontrano lungo il cammino e la possibilità di arruolarli tra le nostre fila. Affinché l’arruolamento vada a buon fine è necessario che siano soddisfatte una serie di condizioni e che esista un certo grado di sintonia tra il giocatore e il demone. Ogni demone infatti è caratterizzato da un preciso allineamento morale, che andrà ad influenzare non solo le interazioni con i demoni stessi ma condizionerà anche come si svolgeranno le battaglie.

Esistono 3 diverse tipologie di allineamento morale: Law (i giusti, identificati dal colore celeste), Neutral (i neutrali, dal colore bianco) e Chaotic (i malvagi, associati al color cremisi). Nella fase iniziale ci verranno sottoposte delle domande che andranno a caratterizzare il nostro allineamento morale. Questo determinerà a quale tipo di demoni andremo naturalmente a genio, semplificando di molto le conversazioni che dovremo intavolare per convincerli a cambiare schieramento. Al tempo stesso ci precluderà l’accesso ai demoni disallineati a noi.
Perfino l’accesso ai vari finali del gioco verrà condizionato dal nostro allineamento morale oltre che dalle scelte compiute nella storia, assicurando un’alta rigiocabilità.

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Facciamo progressi

Vagando per i dungeon sarà importante cercare di costruire una squadra di demoni il più compatibile possibile con le nostre caratteristiche. Il motivo è presto detto: a differenza di quanto succede in altri titoli della serie, sfruttare i punti deboli dell’avversario non garantirà necessariamente un vantaggio strategico.

Come nei suoi predecessori, anche in Strange Journey Redux troveremo il classico sistema di combattimento a turni. La squadra del giocatore si comporrà di 4 elementi: il protagonista più 3 demoni. Tuttavia, se in passato attaccare il punto debole di un avversario significava causare un danno maggiorato e guadagnare un turno extra di attacco, in Strange Journey Redux sfruttare le vulnerabilità permetterà di effettuare un attacco combinato con gli altri demoni nel nostro gruppo. Questo solo qualora il gruppo sia composto da combattenti con lo stesso allineamento morale. Appare quindi evidente che avere una squadra affiatata incrementerà a dismisura il nostro potenziale offensivo.

Purtroppo, creare una squadra che sia contemporaneamente affine al protagonista e dotata di tutte le abilità necessarie per contrastare i demoni non sarà semplice. Nonostante nelle fasi più avanzate potremo portare con noi fino a 18 diversi demoni (un buon incremento rispetto ai 12 del gioco originale) non sempre potremo contare su demoni contemporaneamente dotati sia del giusto allineamento morale, che dotati delle skill necessarie per sfruttare i punti deboli degli avversari. E’ qui che entra in gioco un’altra feature caratteristica della saga. La possibilità di effettuare la fusione di diversi demoni per generarne di nuovi, con diverse skill e allineamento. Potremo dunque adattare il nostro party alle diverse circostanze.
Grazie al compendio potremo anche richiamare a piacimento qualunque demone precedentemente assoldato o creato. Tutto questo contribuisce a rendere l’esperienza accattivante, potendo generare demoni sempre più potenti o ottenere versioni su steroidi dei nostri demoni preferiti.

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Strange Journey Redux vanta un character design riconoscibilissimo

Ma veniamo ora all’esplorazione e ad approfondire come il gioco si sviluppa. Come già accennato, lo Schwarzwelt è un universo parallelo a quello terrestre. E’ suddiviso in tanti piani paralleli, ognuno dei quali è metafora dei peccati e dei vizi degli esseri umani. Grazie a questa organizzazione stratificata di dantesca memoria, ogni livello sarà caratterizzato da specifici demoni, un setting particolare e un boss di fine livello.

L’esplorazione funziona come nei classici dungeon crawler, nulla di nuovo. Le mappe presentano un level design molto intelligente, sono piacevoli da navigare e da scoprire. Le varie aree sono disseminate di segreti, trappole, passaggi nascosti e altri escamotage che le aiutano ad essere interessanti e mai noiose. L’esperienza esplorativa è variegata e di alto livello. Tale risultato è garantito grazie al supporto dello studio di sviluppo Lancarse, famoso per aver dato origine alla saga di Etrian Odyssey.
A rendere ancora più stuzzicante l’esplorazione ci pensa una piccola chicca: quando incontreremo un demone per la prima volta, dovremo affrontare un’entità astratta di cui non si conoscono né il nome, né le fattezze. Ci si trova quindi in netto svantaggio strategico e bisogna pianificare in corsa una strategia efficace.

Lo sviluppo della trama sarà affidato invece alla risoluzione delle missioni esplorative che di volta in volta ci verranno affidate sia dai membri della nostra squadra, sia dalla IA senziente che governa il Red Sprite. Portare a termine gli incarichi principali significherà esplorare i dungeon nel modo più completo possibile. Durante questo processo scopriremo particolari macchinari per recuperare HP e salvare i progressi, ma incontreremo anche demoni non combattenti che ci affideranno missioni secondarie o comunicheranno utili informazioni relative allo Schwarzwelt.

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Il level design di Strange Journey Redux è molto solido

Nel corso dell’esplorazione potremo anche entrare in contatto con certi manufatti demoniaci che prendono il nome di ‘Forma’. Questi non sono altro che i vari materiali necessari a sviluppare nuove app e sub-routine da installare nella tuta, oppure per craftare oggetti ed equipaggiamenti.

Il setup di battaglia prevede un’arma bianca, una bocca di fuoco, la tuta ‘Demonica’ ed un accessorio. Sviluppando nuovi equipaggiamenti potremo modificare e potenziare le abilità del nostro personaggio, donandogli quella versatilità necessaria per essere in simbiosi con i demoni alleati e risultare letali per quelli avversari.

I vari punti di salvataggio sono ben localizzati e sufficientemente numerosi da non costringere il giocatore a sessioni troppo prolungate, tutto sommato non si sclera in caso di morte accidentale. Altra nuova feature introdotta in questa versione del gioco è la possibilità di effettuare un unico salvataggio volante in qualunque punto della mappa, cosa che si sposa molto bene con la natura portatile di 3DS e che migliora non di poco la godibilità del titolo.

Quest’ultima feature, assieme alla possibilità di scegliere tra 3 differenti livelli di difficoltà, rende il gioco decisamente più accessibile anche a chi non ha una grande conoscenza dell’universo di Shin Megami Tensei. Tuttavia, la selezione del livello di difficoltà non pregiudica la possibilità di incorrere in battaglie che metteranno a dura prova il nostro party. Nel caso in cui gli avversari riuscissero a sfruttare i punti deboli della nostra squadra e non viceversa, è altissima la probabilità di assistere ad una completa disfatta del nostro team.

shin megami tensei strange journey redux

Strange Journey Redux ha nuove scenette animate

Non sarà raro trovarsi a fronteggiare questa situazione, specie non appena si procederà ad esplorare per la prima volta nuovi territori o si affronteranno i fortissimi boss presenti nel gioco.
Poter alterare la formazione di battaglia sacrificando il turno di attacco di un demone in prima linea per sostituirlo con uno di riserva, utilissima per attuare cambi strategici al volo, non sempre sarà sufficiente a garantire al team la sopravvivenza alla battaglia.
La possibilità di salvare in qualsiasi istante permette di sperimentare sempre nuovi approcci, mantenendo alto l’interesse e riducendo all’osso la sensazione di ripetitività spesso riscontrabile nei ‘dungeon crawler’.

Rispetto a quanto proposto nell’opera originale, questa versione Redux offre, oltre alle feature già trattate, nuovi contenuti narrativi, un inedito e misterioso personaggio, un nuovo, enorme dungeon, nuovi demoni, nuovi finali, sprite in alta definizione (si fa per dire), nuovi filmati animati di intermezzo e dialoghi interamente doppiati in lingua giapponese.
Alex, il nuovo personaggio introdotto, riesce ad inserirsi nella narrazione in maniera coerente, senza risultare accessorio o forzato. Anzi, ricopre un ruolo rilevante negli eventi della storia principale.
Il nuovo dungeon, sebbene di natura opzionale, non è relegato ad una posizione trascurabile. Tutt’altro: esso presenta un level design di prim’ordine, molto ricercato ed ingegnoso ed offre nuove missioni secondarie, nuovi segreti da scoprire e nuove sfide pronte ad attendere il giocatore che deciderà di esplorarne ogni anfratto.
I nuovi finali incrementano la rigiocabilità del titolo e lo rendono appetibile anche a chi ha già avuto modo di giocare all’originale.

shin megami tensei strange journey redux

Strange Journey Redux soffre di texture in bassa definizione

Il doppiaggio, come da tradizione giapponese, è eccellente: davvero molto ben fatto e capace di donare carattere e colore ai protagonisti della vicenda.
Un plauso alla colonna sonora, strepitosa e ricca di tracce ricercate, intense ed originali. Probabilmente una delle soundtrack più belle realizzate per un capitolo della serie.

L’unica nota dolente che cozza con la qualità espressa da tutti gli altri elementi è la veste grafica. L’aggiornamento grafico applicato ai vari elementi tridimensionali è davvero marginale ed il gioco presenta texture un po’ troppo sgranate ed un fastidioso pop-up degli elementi all’orizzonte. Seppur la grafica non rappresenti di certo il punto di forza di queste produzioni, si poteva auspicare uno sforzo in più da parte dello sviluppatore. Da rimarcare anche la totale assenza al supporto del 3D. Gli elementi bidimensionali ed il nuovo HUD appaiono invece molto nitidi e puliti.

Consigliato

Fortunatamente le aggiunte di questo Strange Journey Redux non vanno a snaturare l’opera originale, ma al contrario la arricchiscono rendendola ancora più interessante, completa e accessibile anche ai neofiti del genere. Questo non deve far storcere il naso ai puristi della serie. Per chi vuole godere di un’esperienza più hardcore, il livello di difficoltà massimo non attende altro che mettere a dura prova anche i giocatori più navigati che saranno pronti a cogliere la sfida. In conclusione, Shin Megami Tensei: Strange Journey Redux risulta un gioco solido, accattivante, con una storia matura e sfaccettata, ricco di contenuti e caratterizzato da un gameplay mai ristagnante. Si propone come la versione definitiva che tutti gli amanti della saga non devono farsi sfuggire e colloca il titolo in cima alla classifica dei titoli più belli del genere ‘dungeon crawling’.