Quanto tempo è trascorso dall’ultima volta che un publisher ha tentato di gabbare l’utenza del mondo videoludico con scorrettezze e astuti giochi di marketing?
Basti ricordarsi di quanto accaduto con Assassin’s Creed: Unity, in stato pietoso al lancio e ancora parzialmente rotto ad un anno di distanza, oppure al meno recente Battlefield 4, come anche SimCity, Skyrim, NBA 2k15 e tanti altri tripla A.
Sebbene si tratti di titoli che vantano grandissimi budget, infatti, vengono dati in pasto ai giocatori in condizioni di assoluta incompletezza giusto per arraffare la maggior quantità di denaro nel minor tempo possibile, a scapito della stessa qualità.
Il punto è che, a nostro parere, oggi si mira più ad un veloce cashgrab e non a proporre un prodotto finito, dignitoso e supportato per diversi mesi dopo l’uscita (The Witcher 3, ad esempio).

Le politiche aggressive e ingannevoli del marketing videoludico odierno si basano sullo stuzzicare attraverso trailer in pompa magna di versioni che verranno poi downgradate, frammentazione capillare dei contenuti sul disco in porzioni poi vendute separatamente – anche a 40€ – al fine di mascherare un ingiustificato aumento di prezzo già avvenuto, tra l’altro, anche negli store digitali dove il costo di un download pareggia quello del retail, ed infine la corsa al preorder, ovvero all’acquisto a scatola chiusa, incentivato da day one DLC o altri contenuti bonus come skin.

Tutto ciò porta alla defocalizzazione da qualsiasi altro elemento, come l’ottimizzazione o addirittura il beta testing, con la patata bollente lanciata subito in mano ai giocatori, complici e vittime di un sistema ormai marcio.
Vittime per essersi fidati di una determinata casa di produzione/distribuzione che ha preso i loro soldi senza rispettare le promesse, complici perché sono caduti nella trappola del preordine e quindi dell’impazienza.
Ed ecco affiorare capolavori di tecnica ed onestà come Batman: Arkham Knight, ennesimo schiaffo agli utenti PC, sempre più spesso presi in giro e mancati di rispetto da un mercato ahinoi console-centrico, che riduce il range creativo e di potenza grafica per adattarsi a sistemi già outdatati e surclassati da macchine preassemblate di fascia media.
E’ inammissibile che nel 2015 si debba assistere al ripetersi di un tale comportamento da parte di un nome importante come Warner Bros, ancora nell’occhio del ciclone dopo le scottanti polemiche con altre conversioni non andate a buon fine.
Invece di fornire al pubblico di Steam una versione anche solo pari alla controparte console – fatto comunque scabroso a dirla tutta, se si considera l’architettura delle console di nuova generazione – è stato rilasciato un porting azzoppato e irrispettoso che risulta ingiocabile persino su configurazioni top tier.

batman arkham knight

Iniziamo parlando del lock a 30 frame al secondo, indegno ma sostanzialmente furbo in quanto avrebbe dovuto fungere da toppa alle varie falle in sede di ottimizzazione; inutile dire che, visti i cali ben sotto i 20 frame per secondo, è servito davvero a poco.
Pur abbassando i settaggi, pochissimi a dire il vero, e disattivando gli effetti game(not)works, è risultato impossibile mantenere i 60 stabili su una MSI GTX 970 gaming, soffrendo oltretutto di uno stuttering cronico – in particolare durante le sezioni di volo e di guida – e numerosi singhiozzi dovuti, con molta probabilità, alla geniale implementazione del DRM Denuvo che grava pesantemente sulla CPU e all’inefficace streaming delle texture.
Il framerate medio, sbloccato tramite modifica del file BMSystemSettings.ini, si è rivelato alquanto instabile e oscillava tra i 40 e i 50, calando drasticamente nelle situazioni più concitate.
Inoltre, il fatto che manchino effetti di post processing presenti nella versione console come occlusione ambientale, profondità di campo e gli effetti della pioggia sulle superfici solide oltre che sul mantello di Batman può solo confermare i nostri presentimenti.
Ad ogni modo, qui troverete un compendio di fix e tweak temporanei per alleviare i gravissimi problemi del gioco.
Ulteriori dettagli sulle opzioni di configurazione: nessuna modalità di antialiasing, semplicemente on/off; qualità delle texture limitata a bassa/normale; qualità ombre e livello di dettaglio bloccate al massimo ad high; nessun filtro anisotropico (!); impossibilità di disattivare il fastidioso motion blur ed utilizzare correttamente SLI.
Se i problemi di streaming (stuttering, singhiozzi) sono correntemente più frequenti sui sistemi che utilizzano hard disk meccanici e dovrebbero essere patchati con priorità massima, i cali e le situazioni di basso framerate vengono riscontrati persino da possessori di Titan X, con un consumo di VRAM che può arrivare addirittura a 5GB per appena 1080p.

Incompetenza, mancanza di tempo o chissà cos’altro hanno impedito agli sviluppatori di lavorare correttamente su un motore grafico ormai anziano come l’Unreal Engine 3 e far rientrare una GTX 980 tra i requisiti consigliati.

Questo dovrebbe darvi un’idea dello stato in cui si trova attualmente Batman: Arkham Knight, ritirato dai prodotti in vendita su Steam con tanto di rimborsi offerti sia da prime che terze parti.
Finché Rocksteady non avrà provveduto a risolvere i problemi di questo orrido port – e non crediamo che ci riuscirà in breve tempo – il nostro consiglio è di chiedere il rimborso o, se non lo avete ancora acquistato, aspettare una eventuale versione GOTY in saldo.
Ma soprattutto, smettete di preordinare.