Wolfenstein: The New Order, è un titolo che per certi aspetti vuole rifarsi al passato. Un passato in cui questo nome era automaticamente associato agli gli FPS e a John Carmack, un passato fatto di azione e poco altro. In un presente fatto di open world come Far Cry, e di sceneggiature da Oscar come Bioshock, questo Wolfenstein: The New Order tenta una strada diversa, offrendo al giocatore una buona varietà nell’offerta. Sarà sufficiente a far breccia nei portafogli dei giocatori?

Wolfenstein: The New Order – Hitler ha vinto

Il gioco ci colloca in un passato alternativo, ipotizzando un mondo in cui i tedeschi hanno vinto la seconda guerra mondiale, soggiogando tutte le nazioni e lanciandosi in una sorta di dominio assoluto del globo. Si tratta di un passato per alcuni versi futuristico, caratterizzato da una forte ricerca scientifica da parte del Reich, che ha permesso lo sviluppo di tecnologie meccaniche e robotiche molto avanzate.
Con una trama molto più curata e interessante rispetto ai precedenti capitoli, Wolfenstein: The New Order si fa furbo concedendo molta libertà nella maniera di essere giocato.
Il titolo è a tutti gli effetti un first person shooter, ma sarà possibile in molti casi tenere un profilo più tipicamente da stealth game, procedendo con uccisioni silenziose o agguati alle spalle. Purtroppo, l’approccio stealth viene minato da un’intelligenza artificiale discutibile, che rende l’esperienza a volte poco realistica. Capiterà ad esempio di vedere soldati ignorare completamente dei cadaveri posti sotto al proprio naso, cosa che da una parte rende il gioco più facile, dall’altra anche molto meno credibile.
Ad ogni modo, The New Order non impone una metodologia di gameplay, e cerca di accontentare un po’ tutti inserendo percorsi alternativi e mappe strutturate in maniera intelligente. I classici corridoi esistono, e in molte occasioni saremo costretti a seguire una determinata via. Ad ogni modo è palese come gli sviluppatori abbiano cercato di ampliare l’offerta, disegnando molte sezioni di gioco in modo da garantire un approccio più libero.

A supportare questa filosofia c’è un netto ridimensionamento degli aiuti nei confronti del giocatore. In linea di massima sapremo cosa fare, ma dimentichiamoci frecce in sovrimpressione che ci indichino dove andare, perché questo Wolfenstein vuole piuttosto incitare all’esplorazione e alla sperimentazione. E noi apprezziamo.
Altro elemento che ricorda i tempi andati sono i classici health pack, che potremo raccogliere per ripristinare i nostri HP. Non dimentichiamo infatti che la maggior parte degli FPS odierni tenda a preferire un sistema di ricarica degli HP graduale, senza la necessità per l’utente di amministrare le risorse trovate in giro per i livelli. Bioshock rappresenta da questo punto di vista un’eccezione, e Wolfenstein: The New Order fa qualcosa di simile.
Il sistema di recupero degli HP funzionerà in automatico su multipli di 20. Ciò significa che se verremo colpiti e i nostri punti vita scenderanno al 90%, ci basterà attendere un po’ per vederli magicamente salire di nuovo fino al 100%. Se invece scenderemo al 65%, questi si ripristineranno in automatico solo fino all’80%. Per recuperare il resto sarà dunque necessario utilizzare i più classici med kit.
Ad ogni modo non ci sarà davvero molto di cui preoccuparsi: restando fedeli allo stile degli anni passati, i developers hanno riempito i livelli di oggetti, munizioni, e per l’appunto anche med kit. I giocatori più navigati vorranno probabilmente partire quindi dal livello di difficoltà più elevato, per garantire un livello di sfida impegnativo.
Gli sviluppatori sono inoltre riusciti ad aggiungere spessore all’esperienza generale, attraverso un sistema di progressione piuttosto riuscito. Parliamo di una sorta di struttura ad achievement, che ci permetterà di sbloccare e potenziare svariate skill eseguendo un certo numero di volte determinate azioni. Potrà ad esempio venire richiesto di uccidere tramite dei colpi alla testa, o utilizzando delle armi particolari. Molte tra queste skill andranno inoltre sbloccate in successione, cosa che porta il giocatore a procedere in maniera sistematica e con un minimo di tatticismo, sulla base di ciò che si desidera ottenere all’interno del gioco. I più avidi di achievement avranno pane per i propri denti.

Le meccaniche shooter funzionano per il resto piuttosto bene, e parte del feel a la Wolfenstein resta ancora intatto, grazie a una velocità di spostamento volutamente accentuata, alla rosa di armi disponibili tramite il classico switch, e alla vena più ipicamente casinista, che permetterà tra le altre cose di imbracciare due armi allo stesso tempo.
Se a livello di gameplay abbiamo a che fare con un prodotto solido, non possiamo purtroppo dire che la qualità generale di questo Wolfenstein svetti rispetto ad un qualsiasi Call of Duty o chi per lui. A dare quel quid in più è senza dubbio l’ambientazione e l’intrigante background storico in cui si svolge la vicenda, che qualsiasi fan del franchise di certo apprezzerà.

The New Order riesce ad essere sufficientemente longevo, con circa nove o dieci ore necessarie a finire la campagna principale, e un buon livello di rigiocabilità dato dalla trama stessa (sulle prime battute del gioco saremo chiamati a compiere una scelta che modificherà parte dell’esperienza). Non è presente alcuna modalità multiplayer, specifica scelta dei developer, che desideravano fornire un’esperienza profonda e che non si affidasse ai soliti scontri online per cercare di piazzare più copie. Rispettiamo la scelta, e in linea di massima dobbiamo ammettere che il prodotto è abbastanza completo così com’è.
Tecnicamente si sono raggiunti buoni risultati, anche se di tanto in tanto capitano dei fastidiosi popup delle texture, effetto che ci ricorda i primi periodi di Unreal Engine 3. Davvero notevoli sono le ambientazioni all’aperto, e in particolare gli scorci di paesaggio, spesso molto evocativi.

Commento
Wolfenstein: The New Order è un buon first person shooter, non particolarmente innovativo nelle meccaniche, ma abbastanza interessante nella sceneggiatura. Il problema è che quando ti scontri con nomi come Far Cry, Bioshock e Borderlands, uscire a testa alta da uno scontro diventa davvero difficile, in particolare se non hai il coraggio di osare un po’ di più nelle meccaniche. Piacevoli in questo prodotto sono gli elementi stealth e il sistema di progressione a skill, ma in definitiva non sono feature sufficienti a rendere il gioco eccezionale. Un buon first person shooter, consigliato agli appassionati della serie e a chi cerchi un’esperienza senza troppe pretese.

+ Storia interessante e buona sceneggiatura
+ Meccaniche stealth gradevoli
+ Buona progressione del personaggio
– Non è particolarmente innovativo
– Non compete con i mostri sacri del genere

valutazioneMetascore PC 81/100
Metascore PS4 78/100
Metascore XOne 79/100
Wolfenstein: The New Order | Steam | 49.99€