Questa guida completa a Nioh 3 raccoglie walkthrough e boss guide in italiano, con indicazioni pratiche per avanzare nelle missioni principali senza perdere tempo tra bivi poco chiari, aree a rischio e cutscene che bloccano la progressione. L’obiettivo è fornire un riferimento unico per orientarsi tra shrine e Bodhisattva statue, scorciatoie e passaggi nascosti (pareti finte, scale da abbassare, gate che diventano shortcut), gestione delle risorse come Elixirs e consumabili, e preparazione ai combattimenti più duri nel Crogliolo. Se stai cercando una soluzione rapida per capire dove andare, cosa attivare prima di proseguire e come affrontare boss come Yamagata Masakage, Takeda Shingen e Jakotsu-baba, qui trovi una struttura chiara, aggiornata e pensata per essere consultata mentre giochi.
Indice
- La caduta del Castello di Edo
- Fuga dalla battaglia di Hitokoto
– Boss: Yamagata Masakage - L’incidente di Hamamatsu
– Boss: Jakotsu-baba - La battaglia del Castello Futamata
– Boss: Baba Nobuharu - La battaglia di Mikatagahara
– Boss: Yamagata Masakage (a cavallo)
– Boss: Takeda Shingen - La battaglia di Saigagake
– Boss: Takeda Shingen (Yokai) - L’inizio dell’Età dei Clan
– Boss: Great Tengu
– Boss: Otoroshi
– Boss: Ibaraki Doji
– Boss: Kajiwara Kagetoki - Una causa troppo grande
– Boss: Minamoto no Yoritomo - Il seme della Calamità
– Boss: Kusanagi - Al Principio
– Boss: Tokugawa Kunimatsu - Quelli lasciati indietro
– Boss: Enenra
– Boss: Nuribotoke - L’ultima speranza
– Boss: Okita Soji + Tokugawa Yoshinobu
La caduta del castello
La prima cosa da fare una volta preso controllo del personaggio è parlare con Yagyu Munenori per far partire la sequenza iniziale. Da qui si passa subito alla parte pratica: ti viene chiesto di scegliere un’arma per il combattimento in Samurai Style. Non serve avere fretta, perché puoi raccogliere e provare tutte le armi disponibili quante volte vuoi, così capisci subito quale moveset ti torna più comodo. Quando hai deciso, torna da Yagyu Munenori per proseguire.
A questo punto parte il tutorial vero e proprio del Samurai Style: segui i prompt a schermo e completa le prove fino allo scontro con Kunimatsu. Una volta sconfitto, l’addestramento si chiude e la storia va avanti.
La caduta del Castello di Edo
Uscito dal dojo, attraversa il piccolo cortile e punta alle porte esattamente di fronte: lì trovi Yagyu Munenori impegnato contro degli yokai. Avvicinati e preparati a una battaglia a ondate: ne arrivano tre, una dopo l’altra. In questa sezione possono comparire spiegazioni su Enemy Ki e Grappling, quindi sfrutta l’occasione per prendere confidenza con le meccaniche.
Ripulita l’area, parla di nuovo con Yagyu Munenori per sbloccare il passaggio successivo. Poco dopo ti affida a Tokugawa Kunimatsu: seguilo mentre sale su un tetto crollato, poi scendi dall’altro lato fino a raggiungere un tempietto. Fermati a pregare per salvare i progressi, poi prosegui sulla destra: troverai un varco stretto nel muro, dove dovrai abbassarti (il classico crouch) per passare.
Continua finché non sbuchi in un cortile più ampio. Qui c’è Hattori Hanzo che sta combattendo altri yokai: unisciti allo scontro e aiutalo a ripulire la zona. Subito dopo si apre una seconda fase di tutorial, questa volta legata al Ninja Style. Anche qui la logica è identica: scegli un’arma, provale liberamente finché non sei convinto, poi parla con Hattori Hanzo per andare avanti.
Il tutorial del Ninja Style si svolge nel cortile e ti mette davanti a tre ondate di nemici. Eliminati tutti, arrampicati sulla scala e parla ancora con Hattori Hanzo. Dopo il dialogo ti consegna Nekomata: con l’oggetto in mano scendi dalla scala successiva e riprendi la fuga.
Ora ti basta seguire la strada principale finché non vedi un pozzo danneggiato: è l’accesso a un passaggio sotterraneo. Buttati nel pozzo, percorri il tunnel e raggiungerai una coppia di porte doppie. Aprile per attivare la cutscene e chiudere questa parte della missione.
Dopo la sequenza, ti ritrovi in una grotta: segui Kusanagi verso l’uscita e, lungo il tragitto, ti viene chiesto di scegliere quale impostazione usare con lui, tra Ninja Style e Samurai Style. Una volta selezionata, interagisci di nuovo con Kusanagi per lasciare l’area. Questo passaggio completa la missione e fa partire la cutscene che introduce la sezione successiva della storia.
Fuga dalla discesa di Hitokoto
Da qui in poi l’area si fa densa di nemici: risali Hitokoto Slope e spingiti dentro il campo senza correre. L’approccio più pulito è avanzare a blocchi, ripulendo le zone una alla volta e controllando ogni angolo. Così, mentre apri la strada, accumuli EXP e pezzi di equipaggiamento utili per sistemarti prima dello scontro principale.
Quando arrivi in prossimità della tenda grande, fermati un attimo: poco lì vicino c’è uno Shrine e conviene usarlo subito per salvare. Questo punto è anche perfetto per prepararsi al boss Yamagata Masakage. Se le statistiche sono ancora basse o gli Elixirs scarseggiano, puoi sfruttare i yokai intorno per farmare: li elimini, raccogli i drop (compresi gli Elixirs quando escono), poi preghi allo Shrine per farli respawnare e ripeti finché non sei messo bene.
Prima di entrare nella tenda, l’obiettivo pratico è arrivare almeno con l’equip migliore che hai già droppato e con un piccolo margine di cura. Se riesci a mettere insieme fino a 4 Elixirs, è un ottimo buffer per affrontare il fight senza giocartela tutta sull’ultimo errore.
Boss: Yamagata Masakage
Quando varchi l’ingresso della tenda per la prima volta parte una cutscene, e subito dopo si apre il combattimento contro Yamagata Masakage. Se vuoi renderti la vita più semplice, sfrutta il blue Benevolent Grave prima dello scontro: usando gli Ochoko Cups puoi evocare un NPC alleato che ti affianca e ti toglie pressione, soprattutto nei momenti in cui il boss forza gli scambi ravvicinati.
Yamagata può buttarti giù in pochi colpi. Non conviene impostare lo scontro come una gara di danno rapido, perché tra affondi, grapple, rotazioni ampie e colpi con danno ad area rischi di prendere botte anche quando pensi di essere fuori range. La chiave è un’altra: svuotargli il Ki, cioè la barra blu sotto la vita. Quando il suo Ki va a zero, l’avversario resta scoperto e puoi scaricare un colpo pesante che fa una quantità enorme di danni rispetto a qualsiasi scambio normale.
Nel frattempo gioca pulito con le risorse. Se la tua vita scende sotto circa un terzo, cura subito invece di aspettare il colpo successivo. E sfrutta il fatto che a questo punto puoi già usare Ninjutsu per fare danno a distanza quando il boss si allunga troppo o quando vuoi chiudere una finestra senza esporti.
All’inizio del fight il boss tende ad aprire con una combo lunga. Usala contro di lui: avvicinati di corsa giusto per sviarlo, poi arretra di corsa e lascialo andare a vuoto. Quando finisce la sequenza e resta fermo un attimo, rientra e piazza la tua combo rapida, poi torna subito a distanza. Questo schema funziona perché in Nioh 3 puoi correre durante i boss fight e puoi perfino attaccare mentre corri: ti permette di stare sempre un passo fuori dal suo raggio e di scegliere tu quando avviare lo scambio.
Per rendere tutto più semplice, in questa fase del gioco spesso conviene il Ninja Style con Dual Ninja Swords. Sono eccellenti per due motivi: schivate rapide e pressione costante sul Ki del boss con colpi veloci. L’obiettivo è ripetere cicli brevi: combo rapida completa, stop, riposizionamento. Quando gli azzeri il Ki, cerca di portarti dietro di lui e colpisci con qualche attacco rapido (da dietro fai più danno), poi chiudi con un attacco pesante.
Qui entra in gioco la parte più importante dello scontro: il tuo Ki. Attacca solo quando sei vicino al pieno. Se sei sotto metà Ki, evita di ingaggiare: restare senza Ki a metà combo ti trasforma in un bersaglio fermo, e contro un’arma come la odachi è spesso un problema non recuperabile. Se durante la tua combo vedi che lui riparte invece di bloccarsi, non insistere: stacca e vai via, poi ricostruisci la distanza e riprendi la tua danza.
Quando il boss scende intorno al 35% di vita, puoi accelerare la fine dello scontro usando il Guardian Spirit. In Spirit Form non subisci danni, quindi è il momento migliore per spingere con attacchi rapidi e pesanti senza paura di essere interrotto. Spesso questa finestra basta per portarlo vicino alla morte.
Finita la trasformazione, torna al piano di prima: distanza sicura, fagli sprecare la combo lunga, rientra solo quando hai Ki alta e quando lui ha appena mancato. Se mantieni questo ritmo, lo scontro diventa una routine di controllo: tu conservi Ki, lui la perde.
Una volta vinto interagisci con Yamagata Masakage dopo la sconfitta per far avanzare la storia e chiudere correttamente questa sezione.
L’incidente di Hamamatsu
Dopo la cutscene con Honda Tadakatsu ti ritrovi nei pressi del Tenryu River. Parlagli per far avanzare la scena, poi imbocca il sentiero che sale sulla collina: poco più avanti parte un’altra breve cutscene che ti conferma di essere sulla strada giusta. Da qui l’obiettivo vero è arrivare al Castello di Hamamatsu e al Crogiolo che si vede in lontananza, ma conviene trattare questa traversata come una fase di preparazione. La mappa offre parecchie deviazioni utili: puoi esplorare con calma, parlare con yokai NPC quando li incontri, svolgere missioni secondarie, cambiare equip e potenziare le statistiche senza pressione. Quando entri nell’area di Hamamatsu e attraversi il ponte di legno, scatta un’ulteriore scenetta animata.
Prima di varcare la soglia del Crogiolo usa il tempietto per salvare e il merchant yokai per eventuali acquisti. Se sei ancora indietro come livello o ti mancano skill ed equip decenti, non buttarti dentro a caso: la soglia consigliata è almeno livello 14, e puoi sempre tornare qui più tardi dopo aver esplorato ancora un po’ fuori.
Una volta dentro, cambia la logica dei checkpoint: trovi una statua Bodhisattva che fa esattamente il lavoro degli shrine esterni. Quando sei vicino a una statua puoi anche uscire con il viaggio rapido senza dover rifare tutto a piedi, quindi attivale appena le vedi. Per orientarti invece non serve memorizzare ogni bivio: alcune lampade vengono accese automaticamente dalla luce di Kusanagi. Se te ne trovi una davanti, in genere stai seguendo il percorso corretto.
Il primo nodo grosso da risolvere è un fiume di lava con due piattaforme galleggianti. Qui hai due scelte: a sinistra attraversi saltando sulle piattaforme e continui in avanti; a destra puoi infilarti passando dentro una casa per arrivare sul retro e aprire una porta che prima era chiusa, creando un collegamento comodo verso l’altro lato. Sempre sul lato destro, se attraversi, trovi anche un vicolo cieco con un forziere sorvegliato da un nemico: vale la deviazione se vuoi loot extra, ma non è obbligatoria per avanzare.
Proseguendo sul tracciato principale (quello a sinistra) ti tocca attraversare case mezze distrutte e una serie di passaggi su piattaforme collegate a un enorme masso che sembra un osso. Superato quel blocco, la strada fa una specie di inversione a U e ti porta su un livello superiore: vai verso sud per un tratto, poi gira di nuovo e ti ritrovi a dover attraversare un altro tratto con lava, tornando a puntare a nord. Restando sui tetti e sulle strutture rialzate, dopo un po’ arrivi a una scala che puoi abbassare: è una scorciatoia che ti riporta al forziere del vicolo cieco vicino al primo fiume di lava, nel caso lo avessi lasciato indietro. Nella casa accanto a quella scala, al piano terra, c’è anche un altro forziere.
Continua a seguire il percorso tra i tetti finché non trovi un’altra lampada, questa vicino a un altro corso di lava. Da lì puoi scendere e riprendere una strada più lineare, ma con yokai sparsi in giro: non correre in mezzo, perché il rischio è attirare più nemici insieme e sarebbe un bel problema.
Verso il centro del Crogiolo spunta un edificio piuttosto grande, stranamente più integro e meno bruciato degli altri. All’ingresso c’è una statua Bodhisattva: attivala prima di entrare, perché dentro ti aspetta un combattimento più impegnativo del solito. Se vuoi aumentare le probabilità di pulire l’area senza sprechi, puoi usare Ochoko Cups per evocare un alleato dai Benevolent Graves che trovi dentro e intorno alla proprietà.
Nel cortile interno c’è Mikoshi Nyudo, uno yokai enorme che attacca soprattutto con attacchi elettrici e ampie spazzate con la staffa. Evita di restargli vicino quando inizia a far girare il bastone e non sottovalutare le scariche: è il tipo di combattimento in cui conviene creare spazio, leggere il timing e rientrare solo quando hai una finestra chiara. Dopo averlo eliminato, esci dal lato opposto: trovi un portone aperto e una lampada a segnalare la direzione, seguita poco dopo da un secondo portone con un’altra lampada.
Da lì passa nel vicolo e usa le cataste di fieno per salire sui tetti. In fondo puoi saltare dall’altra parte e riprendere la strada. A un certo punto vedi un bivio: a destra c’è un ponte osseo, a sinistra invece scale e un portone invaso dalla vegetazione. Per avanzare in modo corretto vai a sinistra, attraversa il portone e cerca subito una porzione di muro crollato sulla sinistra: è l’accesso a una salita con più rampe di gradini in pietra che ti porta dentro una grande casa. Attraversa l’edificio e, sul retro, gira intorno: da lì risali tra recinzioni rotte e un altro ponte che sbuca in una casa più piccola. Uscito anche da questa, il percorso torna a tirare dritto verso nord, sempre guidato dalle lampade.
Boss: Jakotsu-baba
In fondo arrivi a una seconda statua Bodhisattva, circondata da Benevolent Graves. A sinistra della statua ci sono delle pesanti porte doppie: aprirle avvia una cutscene e il boss del Crogiolo, Jakotsu-baba.
Prima di pensare alla strategia in arena, la differenza la fanno le cose fatte fuori: nelle prime 3 aree vale la pena raccogliere tutto quello che puoi. Non è solo Amrita extra per salire di livello, molti collezionabili danno anche buff utili. In particolare i Kodama sono fondamentali perché aumentano il numero di Elixir con cui respawni, quindi ogni tentativo parte con più margine di errore.
Un altro motivo per ripulire bene è che così accumuli Ninja Points e Samurai Points per comprare più skill e rendere lo stile scelto più efficace.
Come riferimento pratico: se hai esplorato davvero e non hai saltato mezzo mondo, di solito arrivi almeno intorno al livello 20. A livello di statistiche, non serve essere creativi: avere almeno 10 punti in Health (più Ki) e 10 in Constitution (più vita) rende lo scontro molto meno terribile. Anche l’equip conta più del solito: punta a gear leggero di livello circa 14 e resta sotto il 30% di peso, così schivi rapido e consumi meno Ki a ogni movimento. Infine, prima di entrare, allo shrine equipaggia un Soul Core nello slot Yang: ti serve per avere l’evocazioine pronta dal menu rapido e non perdere tempo in fight.
In arena l’idea è semplice e ripetibile: il boss va gestito attaccandolo il più possibile alle spalle. Da dietro i danni salgono parecchio, e se giochi in Ninja Style ottieni anche un bonus specifico che rende questo approccio ancora più efficace. Per questo motivo le Dual Swords in Ninja Style funzionano molto bene: sono agili, ti fanno riposizionare velocemente e ti permettono di restare incollato ai punti sicuri senza bruciarti la barra.
Il ritmo ideale è lavorare per cicli di Ki. Entri quando hai abbastanza Ki per scaricare due combo complete, poi ti stacchi e usi quel momento per fare danno a distanza mentre la Ki ricarica: Shuriken e qualsiasi altra Ninjutsu o Onmyo Magic che hai sbloccato ti tengono attivo senza esporti. È un modo pulito di non sprecare tempo tra un ingaggio e l’altro.
Invitalo ad attaccare frontalmente, schiva passando dietro e piazza le combo. Alcuni colpi ad area come rotazioni o pestoni possono comunque sfiorarti anche se sei dietro, ma in genere sono meno pericolosi rispetto agli attacchi frontali. Appena chiudi le hit e vedi che sta per ripartire con un’altra sequenza, non restare lì a sperare: fai un passo indietro, riprendi distanza e prepara di nuovo l’ingresso.
La cosa che fa davvero male è il grappling. Se ti prende, i danni sono enormi e spesso finisci per morirci. C’è un attacco in particolare da riconoscere: a volte “spara” la testa verso di te partendo dalla spina metallica. Quando vedi quella mossa, non schivare di lato. Sembra naturale, ma è proprio quello che ti porta fuori tempo perché l’attacco tende a inseguirti e, se la schivata non è perfetta, può comunque agganciarti. La risposta più sicura è schivare verso di lui e infilarti dietro: una volta lanciata, la testa non riesce a tornare all’indietro, quindi alle spalle sei al sicuro e, soprattutto, lui resta scoperto per qualche secondo. È una delle finestre migliori per fare danno vero e riportare lo scontro sotto controllo.
Se vuoi chiuderla con meno rischio, puoi entrare già con la Spirit Force Gauge piena. Poi, quando il boss scende intorno al 35% di vita, attiva il tuo Spirit Guardian per spingere in attacco. Se invece ti sembra che la tua pressione sia troppo bassa o che prendi troppo danno anche giocando alle spalle, non è un problema di tecnica: è quasi sempre un problema di preparazione. Fermati, fai qualche livello, ottimizza l’equip leggero e considera di evocare aiuto dai blue Benevolent Graves. Con quei due aggiustamenti, lo stesso pattern diventa molto più stabile.
Dopo aver battuto Jakotsu-baba, non limitarti a uscire: interagisci con il Crogiolo spike per ripulire l’area di Hamamatsu Castle Town e far avanzare la missione. A quel punto entra nel forte e segui Ii Naotora fino a un tempietto dove puoi salvare. Parlandole ottieni uno Specchio Guida: usalo per accedere a Eternal Rift, lo stesso luogo legato a Kusanagi, ma stavolta puoi esplorare più liberamente.
Se entri nel primo edificio sulla destra trovi il Fabbro con la maschera da volpe, utile per forgiare armi, armature e altri oggetti. Eternal Rift non serve solo a quello: qui puoi anche cambiare aspetto e sbloccare le missioni Battle Scroll. Quando hai finito di gestire tutto, vai alla pool centrale e parla con Kusanagi per uscire.
Tornato al forte, attraversa le porte doppie oltre Ii Naotora e risali la struttura finché non incroci Honda Tadakatsu. Da lì punta al balcone dall’altra parte della sala: Tokugawa Ieyasu è lì, poco oltre Hattori Hanzo, e parlargli chiude questa fase della storia e apre la successiva.
La Battaglia del Castello Futamata
Il castello Futamata sta nella parte più a nord della mappa: per arrivarci devi attraversare Futamata Road e poi spingerti fino all’estremità dell’area di Futamata. La missione è pensata per un personaggio intorno al livello 39, quindi non ha senso forzare la mano: se sei sotto, sfrutta le zone intermedie per fare esperienza, raccogliere equip e sistemare build e consumabili prima di puntare dritto al castello.
Quando decidi di muoverti sul serio, l’ingresso principale è quello che passa da Futamata Castle – Castle Town. Lungo il tragitto ci sono soldati appostati e pattuglie, quindi conviene avanzare con calma e non trascinarsi dietro gruppi troppo grandi, soprattutto nei tratti stretti vicino ai punti di passaggio.
Seguendo la strada verso nord incroci Hattori Hanzo. Parlagli per aggiornare la situazione, poi riprendi il percorso e supera un ponte di legno: poco dopo trovi un tempietto dove salvare. Da qui gira a destra e resta sul tracciato che costeggia l’acqua. Qui c’è un dettaglio facile da saltare: prima di una salita che porta verso le linee nemiche trovi una parete rocciosa finta. Se la attraversi, si apre un passaggio che ti evita giri inutili. Appena oltre, entra nella casa in rovina sulla destra e attraversala fino all’uscita opposta. Dovresti sbucare davanti a un portone chiuso che riconduce all’esterno del castello: aprilo subito, perché funziona da scorciatoia e ti semplifica parecchio la vita se devi recuperare loot o riprovare una sezione.
Da qui la progressione diventa più verticale. Segui il percorso aggirando le case, passa accanto a stalle vuote e scendi in trincea usando due serie di scale a pioli. Una volta giù puoi continuare a seguire la linea del fossato fino a risalire verso l’insediamento successivo.
Nel nuovo nucleo di edifici, individua la salita che ti porta sulle mura e sui tetti tramite una scala. Da sopra riesci a entrare al secondo piano di un edificio in pietra, poi scendere verso un cortile chiuso dove c’è un altro tempietto. Attivalo: è un punto di sicurezza importante prima del prossimo blocco. Uscendo dall’insediamento torni di nuovo in trincea, ancora con due serie di scale a pioli verso il basso. Qui c’è un nemico che può far rotolare massi lungo il percorso. Non correre alla cieca e tieni la visuale chiara davanti a te.
Più avanti arrivi a un cortile con diversi nemici e con Anayama Nobutada. Per sbloccare l’avanzamento devi ripulire completamente l’area, quindi evita di inseguire bersagli fuori dal cortile e chiudi lo scontro in modo ordinato, uno per volta. Ripulito il cortile, entra nella casa e cerca un buco sul lato sinistro. Seguendo il percorso arrivi a un altro tempietto. Da quel punto risali gradini in pietra verso un piccolo cortile e continua a seguire scale e passaggi fino a un cortile più ampio che ospita un ulteriore tempietto.
Quando sei pronto a proseguire, partendo dal tempio punta all’ingresso sulla sinistra e avanza finché non incroci un nemico a cavallo. Superalo e prendi le scale sulla destra: ti conducono verso un foro nel muro. Appena entri, apri la porta immediatamente sulla sinistra per creare un’altra scorciatoia, così riduci parecchio la strada in caso di tentativi multipli. Il corridoio porta a un set di porte da aprire, dietro cui trovi Baba Nobuharu: è il prossimo boss con cui fare i conti.
Boss: Baba Nobuharu
Prima del boss conviene potenziarsi il più possibile anche con i collezionabili, specie per i bonus ad attacco e difesa. Se hai portato ogni regione almeno a Livello Esplorazione 2, oltre ai bonus base ti porti dietro anche un incremento extra che rende lo scontro molto più agevole. Nel processo dovresti anche essere salito di livello in modo naturale: arrivare intorno al livello 50 è un riferimento realistico se hai fatto davvero tutto il giro.
Se l’equip è rimasto indietro, passare dal fabbro prima del combattimento non è opzionale: armi ed equipaggiamento di livello alto fanno più differenza di quanto sembri, soprattutto perché il boss ha prese e colpi che puniscono in modo brutale gli errori. Per questa boss fight conviene impostare tutto attorno al Ninja Style, perché c’è una fase in cui spamma attacchi d’acqua a distanza e stare lontano diventa la scelta più semplice e sicura.
Porta con te Shrapnel Bomb, Shuriken e Uncanny Flame, e alza Skill almeno oltre 10 per spingere il danno delle Ninjutsu. Anche la base difensiva va sistemata: avere Constitution e Heart sopra 15 ti dà la vita e la Ki necessarie per non collassare al primo errore, mentre restare sotto il 30% di peso con armoratura leggera ti permette di schivare spesso senza bruciare la barra. Se noti che la presa ti uccide con un solo colpo, il problema non è la lettura della mossa ma la preparazione: alza ancora Constitution e non andare con armatura troppo bassa, perché con equip intorno al livello 40+ la situazione diventa molto più stabile. Come arma, le Dual Ninja Swords sono comode perché la velocità d’attacco ti aiuta sia a muoverti meglio sia a ricaricare più in fretta quello che ti serve per tornare a giocare a distanza.
Il piano è semplice: il danno vero lo fai da lontano con Ninjutsu e Magic, e il corpo a corpo lo usi quasi solo come fase “di ricarica”. Finché hai Ninjutsu disponibili, tieniti sul bordo opposto dell’arena e consumalo con lanci e magie: lì la sua pressione cala e lo scontro resta prevedibile. Quando hai finito le risorse a distanza, fai una singola finestra melee e poi torna subito indietro. L’ingresso più sicuro è una schivata in diagonale avanti-sinistra che ti porta dietro al boss; schivi la sua combo, piazzi pochi colpi rapidi e stacchi. Ripeti questo ciclo finché le Ninjutsu tornano pronte, poi sprinti di nuovo lontano e scarichi tutto, tornando subito alla fase pulita fuori pericolo.
Anche con questo approccio restano due rischi da tenere in considerazione. A volte può colpirti con un colpo di coda anche quando sei dietro, quindi non restare incollato oltre la finestra che ti sei preso e non fissarti sul finire una combo se vedi che sta ripartendo. Soprattutto, non concedergli mai i grapple e gli attacchi con bagliore rosso.
In alcuni momenti il combattimento ti porta nel mondo Yokai, la stanza diventa grigia e lui spinge molto di più sulla magia elemento acqua. Qui non serve inventarsi nulla: devi solo esasperare la regola della distanza. La mossa più pericolosa è quella in cui tutto il pavimento diventa acqua e il danno sale in modo assurdo, quindi la risposta migliore è essere già lontano e limitarti a colpire da lontano senza rientrare. In questa fase è spesso più efficiente aspettarlo: lascialo sprecare la sequenza finché non torna alla forma normale, continuando a fargli danno con Ninjutsu e con la summoning seal magic.
L’unico attacco davvero rilevante che può raggiungerti mentre sei lontano è un colpo d’acqua sparato in linea retta. È un proiettile lento, quindi se lo vedi partire lo schivi senza panico e riprendi subito a fare pressione da distanza. La cosa utile è che, anche se alterna più volte le due modalità, non utilizza mai nuove mosse e non ci sono fasi con barra vita separata: è sempre lo stesso fight, solo con transizioni che devi leggere e rispettare.
Dopo la vittoria, alla porta compaiono Hattori Hanzo e Nakane Masateru: parlaci per chiudere la parte attiva della missione. A questo punto usa il viaggio rapido per tornare a castello di Hamamatsu, sali fino al piano più alto e parla ancora con Hattori Hanzo per completare definitivamente la missione.
La Battaglia di Mikatagahara
La missione legata al Battle of Mikatagahara è pensata per un personaggio intorno al livello 43. Se sei sotto soglia, qui conviene davvero fare un passo indietro e alzare livello ed equip prima di entrare, perché dentro ci sono più combattimenti ravvicinati e meno margine per improvvisare.
Per raggiungere il campo di battaglia hai due accessi comodi: puoi seguire la strada che parte dal tempio di Stone Buddha Path, oppure tagliare usando il percorso che inizia dal portone rosso. Appena metti piede nell’area parte una cutscene, e subito dopo trovi Hattori Hanzo davanti a uno tempietto da attivare. Seguilo e punta all’estremità nord. La strada è piena di soldati e yokai, quindi evita di corrergli in mezzo: ripulisci i gruppi quando ti bloccano l’avanzata e non lasciare nemici alle spalle nei tratti stretti. In fondo, vicino al limite nord, trovi un secondo tempio. Da qui puoi prendere la salita a sinistra fino a raggiungere delle porte doppie di legno. Aprirle avvia la cutscene successiva. Nella stessa zona c’è una scala che puoi abbassare.
Boss: Yamagata Masakage (a cavallo)
Dopo la scena ti aspetta Yamagata Masakage, ma in una versione diversa: stavolta è a cavallo ed è diventato un yokai molto più pericoloso. L’avversario alterna colpi di spada molto larghi, arco per la distanza e una trasformazione in cui passa a usare quasi solo elemento fuoco. Per rendere il combattimento più gestibile conviene arrivare con Ninjutsu orientate al danno rapido e a distanza, soprattutto perché l’avversario si muove tanto e non sempre è facile centrarlo. Shuriken e Shrapnel Bomb sono le più pratiche, e Uncanny Bubble è ottima perché è debole all’acqua.
Nella fase normale la regola è restargli alle spalle. La posizione più sicura si ottiene quasi sempre con la stessa traiettoria: schiva in diagonale avanti-sinistra mentre attacca, muovendoti di taglio e ritrovandoti dietro al cavallo, fuori dal suo range di azione. Da lì puoi piazzare una combo completa e staccare. Tra una combo e l’altra conviene buttare uno o due Shuriken, non tanto per il danno in sé, ma perché ti danno quei secondi utili a far risalire la Ki senza rimanere fermo a guardare il nemico.
La cosa da non fare mai è svuotare del tutto la Ki. Se finisci la barra mentre sei vicino, lui ti costringe a subire e non hai più schivata pronta quando riparte con un attacco o quando prova una presa. Anche qui la diagonale avanti-sinistra resta la risposta più affidabile: funziona sui suoi fendenti ravvicinati e ti toglie dal pericolo anche quando tenta di afferrarti.
Quando entra nella fase fire lo schermo tende al grigio e lui inizia a bruciare. Da quel momento lascia una scia di fuoco mentre corre, quindi la prima priorità è non farti chiudere. Inoltre usa spesso salti che generano un anello di fuoco che si allarga: se resti vicino, sei costretto a reazioni sporche e rischi di prendere malus burn anche solo per un contatto breve. In questa fase i suoi colpi corpo a corpo applicano burn e il set di mosse diventa meno prevedibile; anche l’arco cambia, tende a sparare più frecce per volta. La buona notizia è che le frecce sono gestibili: di solito basta una schivata laterale per evitarle.
Qui il piano deve cambiare in modo netto rispetto alla fase normale. Niente melee: è troppo facile finire dentro la scia o in un anello di fuoco. La cosa più sicura è arretrare, mantenere la massima distanza possibile e usare tutte le Ninjutsu che hai accumulato prima. Per non sprecare lanci, sparale quando ti viene addosso in linea retta: se sta correndo di lato rischi di mancarlo. L’obiettivo qui è uscire da questa fase con pochi danni e senza perdere cure. Dopo circa un minuto infatti torna in modalità normale, e riparte lo stesso copione iniziale. In pratica usi la fase normale per fare melee e ricaricare, e la fase fire per scaricare Ninjutsu e giocare di sicurezza.
Vinto lo scontro, si manifesta il Crogiolo. Esci dall’arena dal varco a nord e raggiungi l’ingresso del Crogiolo. Una volta dentro trovi subito una statua Bodhisattva da attivare. Da qui c’è anche una regola fondamentale: evita il fumo in bianco e nero, ti uccide.
Per proseguire prendi la strada di sinistra. Avanza e stai pronto: diversi yokai escono da nascondigli e ti attaccano mentre sei già impegnato con gli ostacoli del terreno. Supera un tratto di lava usando una grande rampa di legno, poi gira a destra e passa sopra una casa sprofondata. Da lì il percorso ti fa girare attorno a sporgenze di pietra: cerca il lato con bordi più bassi, ti permette di risalire su un sentiero di pietra che continua verso nord. Arrivato in fondo a quel tratto, devi scendere e attraversare una casa in fiamme. Dentro possono esserci yokai nascosti, quindi entra pronto a reagire. Uscito dall’altra parte, troverai una lampada accesa dalla luce di Kusanagi.
Usa la piattaforma vicino alla lampada per superare un altro fiume di lava e raggiungere una tenda dove Nakane Masateru sta combattendo. Ripulisci l’area, parlaci e ti consegna una Power Pill, utile per aumentare l’efficacia offensiva nella fase successiva. Subito dopo, sulla sinistra di Nakane Masateru c’è una sporgenza di pietra su cui puoi saltare: risali e attraversa ancora la lava sfruttando tetti e piattaforme fino alla prossima lampada. Entra nell’edificio e sali fino al tetto. Trovi un ponte di legno che ti porta a un’altra statua Bodhisattva. In zona c’è anche Honda Tadakatsu, quindi la statua è un punto sicuro per riorganizzarti prima di scegliere se fare deviazioni o andare dritto all’obiettivo.
Se vuoi loot e supporti extra, lì vicino puoi trovare qualcosa di utile. Vai a nord, risali una sporgenza e gira a destra aggirando una tenda. Ne trovi quindi una più piccola dove Sakakibara Yasumasa è sotto pressione. Aiutalo a ripulire e parlagli: come ricompensa ti dà Daion – Jin’s Sake. Uscendo dall’altro lato e continuando a risalire per alcune sporgenze, arrivi anche a una sorgente termale, ottima per recuperare senza consumare risorse.
A questo punto passa oltre la tenda e gira a sinistra per entrare in una zona aperta dove un yokai ti tira addosso delle rocce. Usa le strutture di legno come copertura per evitare i colpi e avanza spostandoti a segmenti, poi continua a sinistra. Poco dopo trovi un’altra lampada vicino a un ponte di legno: attraversalo e prosegui dritto fino a quella successiva. Superata anche questa, il percorso curva e si apre in una salita con diversi yokai. Ripulisci il tratto basso e poi sali, altrimenti rischi di essere preso in mezzo. Un’ulteriore lampada ti guida verso un grande ponte di legno e un’altra statua Bodhisattva: attivala. Dall’altra parte del ponte trovi una tenda grande e parte una cutscene. Subito dopo devi affrontare Takeda Shingen.
Boss: Takeda Shingen
Qui conviene semplificare tutto e giocare di Ninja Style con Dual Ninja Swords, puntando a svuotargli la Ki più che gli HP. La tattica più efficace è sbloccare prima dello scontro la Ninja martial art Footstool Jump (costa 1 Ninja Point). Una volta in fight, lo usi per trasformare ogni blocco del nemico in un’occasione di attacco: fai il doppio salto per superarlo, poi chiudi con un attacco pesante mentre sei sospeso in aria in modo da atterrare alle sue spalle. Da dietro lo colpisci dove non riesce a difendersi bene, gli passi sopra la guardia e, soprattutto, gli consumi Ki in fretta senza dover incassare i suoi parry.
Quando riprendi controllo, parla con Ii Naotora per chiudere la sequenza narrativa. Per completare ufficialmente la missione, usa il Viaggio Rapido per tornare al Castello di Hamamatsu e parla con Tokugawa Ieyasu.
La Battaglia di Saigagake
Per questa missione conviene essere intorno al livello 50, altrimenti i combattimenti chiave rischiano di diventare parecchio complicati. Quando sei pronto, fai Fast Travel allo shrine di Saigagake Junction, che si trova poco a nord di Hamamatsu Castle. Davanti al gate c’è Ii Naotora: parlaci, poi apri il portone e attraversa per entrare nell’area della missione.
Dal gate segui il sentiero recintato. In breve arrivi a un grande ponte di legno rotto e a uno tempietto: attivalo subito, perché da qui in poi la progressione si fa in stile platform e un checkpoint vicino è comodo. Non attraversare il ponte rotto: gira a sinistra e cerca le scale che scendono. Ti portano a un secondo ponte più piccolo, anche questo danneggiato, ma qui puoi superarlo con un salto per raggiungere l’altro lato. Una volta oltre, punta verso nord fino a trovare un ponte integro che puoi attraversare normalmente. Subito dopo c’è una scala a pioli che scende sulle fondamenta in legno del castello. Salendo, preparati a cambiare approccio: qui non è un corridoio classico, ma una sequenza di travi, passerelle e bordi stretti.
Dalla cima della scala vai verso il margine della roccia e scendi nell’area ampia sottostante: è una zona aperta dove trovi un Magatsu Warrior. Attraversala fino a individuare una trave di legno inclinata che funge da rampa: risalila per tornare sul livello delle strutture. In alto, tieniti sul lato sinistro e avvicinati al muro: da lì puoi salire su piccole scale di legno e portarti sulle travi superiori. Da questo punto il rischio principale non è solo cadere. I passaggi sono rotti e pieni di spazi vuoti, quindi devi saltare più volte, e in più possono comparire degli avversari lungo le fondamenta. Avanza con calma, pulisci i nemici che ti chiudono la strada e non correre sui tratti più stretti, perché basta un colpo per farti perdere l’equilibrio o farti finire sotto.
Alla fine del percorso di travi arrivi in cima a un postazione in legno: qui c’è un altro tempietto. Attivalo e poi prendi il sentiero sulla sinistra per tornare su terreno solido. Guarda subito a destra: tra le torce si vede un ingresso che sembra una galleria o una cavità, ed è il passaggio corretto per proseguire.
Dentro quest’a sezione’area al chiuso ti muovi ancora su travi e legno: attraversa il primo tratto, poi gira a sinistra per imboccare un secondo passaggio simile. In una di queste cavità trovi anche un Magatsu Warrior, quindi non entrare troppo tranquillo e stai in guardia: lo spazio è stretto e se ti fa pressione mentre sei sul legno rischi di finire fuori.
Uscito dal tunnel, sulla sinistra trovi un paio di sporgenze in pietra e una scala a pioli: usale per risalire. Poco dopo la strada ti porta vicino a un tempio sulla destra. Prima di andare avanti, vale la pena fare una deviazione breve: a sinistra c’è un percorso lastricato che conduce in un cortile con due soldati, uno dei quali è a cavallo. Ripulisci l’area e nota l’elemento interattivo in fondo a destra: c’è una porta yokai. Se usi la gesture whistle (quella per fischiare) su quella porta, sblocchi una sorgente termale, utilissima per recuperare senza consumare cure.
Per proseguire con l’obiettivo principale, torna al cortile e aggira le recinzioni di legno. Lungo il passaggio trovi diversi benevolent graves, quindi se vuoi un aiuto extra è un buon momento per evocare. Prosegui fino ai gate che portano alla scena successiva.
Boss: Takeda Shingen (Yokai)
La versione Yokai di Takeda Shingen cambia completamente tono. Ha un moveset più selvaggio e tanti attacchi che coprono area, ma resta uno scontro a una sola barra vita, quindi quello che conta è tenere un metodo pulito e non perdere risorse per fretta. La base è la stessa che funziona contro molti boss: avvicinati solo quando hai Ki alta, schiva in diagonale avanti-sinistra per passargli dietro, piazza pochi colpi rapidi alle spalle e mettiti subito in sicurezza. Lui usa spesso schiacciate a terra che generano onde d’urto e ti prendono anche se non sei proprio vicinissimo, quindi non restare piantato solo per finire le combo: fai danno breve, ti riposizioni, e lasci sempre spazio per una schivata d’emergenza.
Lo scambio ideale è usare la fase iniziale per ricaricare le tue Ninjutsu con qualche finestra melee sicura da dietro, poi allontanarti e trasformare il resto del tempo in danno a distanza con Ninjutsu e Magic. Quando torna gestibile, rientri. È un ciclo semplice, ma ti evita di farti schiacciare dal caos degli slam.
A un certo punto il combattimento entra in una fase più complicata: il demone inizia a bruciare e spara delle sfere di fuoco. In quel momento non conviene cercare di restargli vicino. Spostati dall’altra parte dell’arena e gioca solo di distanza, scaricando Ninjutsu e Magic finché la pressione non si abbassa e lui rientra nel comportamento normale. A quel punto torni al piano di prima.
Dopo aver sconfitto Takeda Shingen parte una cutscene e, quando riprendi il controllo, trovi Ii Naotora pronta a chiudere la sequenza. Parlale una prima volta per far avanzare la storia, poi interagisci di nuovo con lei: il secondo dialogo completa la missione e avvia automaticamente quella successiva, con trasporto diretto nel periodo Heian.
L’inizio dell’Età dei Clan
Apri i cancelli davanti a te e segui il sentiero che scende dalla montagna. Dopo pochi passi trovi un tempietto: attivalo subito, perché questa zona tende a far perdere tempo se si cade più avanti e si è costretti a rifare tutta la discesa. Dal tempietto puoi continuare lungo la via principale, ma vale la pena segnarsi una deviazione utile quasi subito: poco più avanti, sulla sinistra, c’è una sporgenza e una Spirit Vein che conduce a una scala. Scendendo da lì raggiungi una sorgente termale, comoda per recuperare senza consumare cure prima di addentrarti nella parte più affollata di yokai.
Restando sul percorso originale, la strada porta a un bivio. Qui conviene prendere a sinistra: scendi verso una zona piena di alberi giganteschi con diversi yokai e tieniti il più possibile sul lato sinistro mentre ripulisci. In mezzo c’è un nemico che spara proiettili di ghiaccio e va gestito per primo, perché ti costringe a schivate sporche proprio mentre stai già combattendo su terreno irregolare.
Una volta arrivato nel punto in cui stava quello yokai, puoi usarlo come riferimento per risalire: salta sulle sporgenze intorno e segui il passaggio tra radici e gradoni fino a un varco d’ingresso in legno. Da qui scendi lungo le scale in pietra e trovi Kajiwara Kagetoki, con cui puoi parlare per far avanzare la sequenza.
Dopo il dialogo riprendi la discesa. Passa oltre due strutture in legno: in questo tratto uno yokai alato può piombarti addosso, quindi attraversa ma stai pronto a reagire. La strada gira poi a sinistra e porta a un altro tempietto da attivare.
Adesso il sentiero si divide in tre. I percorsi centrale e destro finiscono in un vicolo cieco, quindi continua da quello più a sinistra. Lungo quel tratto passi vicino a una casa chiusa e affronti una curva secca a sinistra che porta a un portone sorvegliato da un yokai, con delle scale in pietra sulla destra. Apri il portone appena puoi, perché sblocca una scorciatoia che riporta direttamente all’ultimo tempietto.
Ora risali le scale, attraversa il ponte sulla sinistra e raggiungi una porta difesa da un altro yokai. Oltre c’è un cortile in cui Mikoshi Nyudo blocca il passaggio: qui la priorità è non farti incastrare contro i bordi, quindi ripulisci con calma e attraversa l’area solo quando hai spazio.
Superato il cortile trovi altri gradini in pietra che salgono verso un portone chiuso, in una zona riconoscibile perché è circondata da benevolent graves. Oltre quel punto c’è un tempio sul lato opposto: attivalo subito, perché è il checkpoint immediatamente prima del boss. Vicino al tempio trovi anche una casa con una porta apribile che ti collega alla Spirit Vein vista all’inizio della missione, utile per chiudere il giro e rendere più rapido il ritorno.
Quando sei pronto, apri il portone circondato dai benevolent graves e parte lo scontro con Great Tengu.
Boss: Great Tengu
Great Tengu è un boss yokai che riprende diversi movimenti dei Tengu normali, ma con più mobilità e attacco. Ha una sola barra vita e alterna attacchi corpo a corpo a magia del vento, quindi la cosa che ti frega non è tanto la resistenza quanto il fatto che salta, decolla e riposiziona di continuo, rendendo lo scontro più fastidioso di quanto sembri sulla carta.
In arena la gestione più stabile è quella da “colpisci e scappa”. L’ingresso più pulito è quasi sempre lo stesso: schiva in diagonale avanti-sinistra per passargli dietro, piazza uno o due combo rapide e poi stacca mettendoti al sicuro. Tra una combo e l’altra lancia uno shuriken, non per fare miracoli di danno, ma per tenere pressione mentre la Ki risale senza costringerti a restare appiccicato. Appena chiudi la finestra, allontanati e torna a usare Ninjutsu da distanza, poi ripeti il ciclo. Funziona perché da dietro hai più sicurezza e perché Great Tengu fatica a colpirti se entri ed esci in modo secco, senza inseguirlo quando prende quota.
A metà scontro tende a cambiare passo e ad aumentare l’uso degli attacchi di vento. Qui non devi reinventarti nulla: semplicemente spingi ancora di più sul distanziamento e usa Magic e Ninjutsu da una posizione sicura. Se provi a restare vicino durante questa fase, rischi di prendere troppi colpi gratuiti.
Le cose davvero pericolose sono due. La prima è la presa, che può chiudere la partita se ti afferra mentre sei fuori tempo. La seconda è l’attacco in cui si accende di rosso e ti arriva addosso in volo: qui il timing conta tantissimo perché il mostro tende a inseguirti e se schivi male ti aggancia comunque. Quando fa la presa in volo, la risposta più affidabile è schivare di lato, non indietro e non verso di lui, perché lateralmente tagli la traiettoria e riduci le possibilità che ti segua fino a colpirti. C’è poi un’altra situazione da riconoscere: a volte prende quota e lancia magia del vento verso il terreno, e se in quel momento sei dietro o troppo vicino rischi di subire un colpo che non vedi partire bene. Appena lo vedi salire, stacca e schiva via, poi rientra solo quando ricade e i suoi movimenti sono di nuovo comprensibili.
Dopo la vittoria compare Minamoto no Yoshitsune: parlaci e seleziona “Sì” quando te lo chiede per proseguire e completare la missione.
Epoca Heian Contaminata
Dopo gli eventi della missione precedente, Minamoto no Yoshitsune ti consegna un Talismano della Purificazione e ti affida un compito, ovvero ripulire tre barriere che stanno soffocando Kyoto. Sulla mappa compaiono subito tre indicatori, legati a Black Feather Sanctuary, The Oni of Rajomon e Subterfuge at the Abandoned Shrine. Le puoi affrontare nell’ordine che preferisci, ma conviene scegliere sempre in base al livello consigliato della singola missione, perché qui la differenza tra entrarci pronto o entrarci sotto è enorme.
Per Black Feather Sanctuary devi spostarti a ovest, nella zona di Sagano: l’obiettivo è il Matsuo-taisha tempio. È una missione pensata per un livello intorno al 69, quindi se sei sotto prenditi tempo per potenziarti un po’. Una volta partito dal Matsuo-taisha tempio, risali il sentiero stretto e roccioso: appena in lontananza si intravede il corvo gigante, inizia subito a bersagliarti, quindi non restare fermo. Lungo il percorso trovi diversi muri di ghiaccio che possono fare da copertura, quindi sfruttali come scudi mobili mentre continui a salire. Devi arrivare abbastanza vicino da poterlo colpire e costringerlo a scappare, poi spostati sul sentiero di sinistra e raggiungi un tempietto. Entra nel percorso sulla sinistra: ti porta in una piccola caverna con tre nemici, e sulla destra trovi dei gradoni che salgono verso una sporgenza. Scendendo nella galleria a sinistra trovi un bivio, dove il ramo sinistro ti permette di spingere un masso e aprire una scorciatoia che riporta al tempietto, mentre il ramo destro porta all’esterno. Per proseguire prendi il ramo destro: arrivi a un ponte e, poco avanti, a un altro muro di ghiaccio. Il corvo torna a farsi vedere, quindi riparati subito, respingilo di nuovo e continua a salire finché non trovi un’altra grotta sulla destra. Dentro fai attenzione sia ai nemici sia ad altri massi rotolanti, perché qui è facile prendere danni inutili.
All’uscita della grotta trovi un tempietto e un sentiero segnato da lampade. Una di queste non è quello che sembra e può trasformarsi in uno yokai, quindi non correre in mezzo alla fila senza guardare. Più avanti arrivi a un cortile e di nuovo al corvo gigante, che adesso attacca soprattutto con battiti delle ali: respingilo, attraversa il cortile e supera il portone dove era appollaiato. Aprendo i portoni poco più avanti ottieni un collegamento che ti riporta al primo tempietto, mentre il percorso ghiacciato sulla sinistra ti fa entrare nell’edificio e ti consente di proseguire. Attraversa la casa fino alle porte doppie che portano a un ruscello con un ponte in pietra; oltre trovi un’altra zona d’acqua che va aggirata con attenzione, perché lì possono comparire yokai. Segui il corso d’acqua verso nord su un altro tratto di pietra, passa dentro una casa semidistrutta e infilati nella grotta sulla destra: arrivi a un tempietto che precede la chiusura della missione.
Subito oltre trovi una scia di benevolent graves e il boss Otoroshi.
Boss: Otoroshi
Per prima cosa tieni presente che nelle zone di Heian di livello più alto puoi farmare equip migliore e salire di livello molto più in fretta. Quando arrivi con equipaggiamento intorno al livello 90, lo scontro diventa davvero facilissimo, perché hai più margine sia per reggere gli errori sia per attaccarlo senza dover forzare tempi complicati.
In termini di comportamento, Otoroshi è un mostro grosso e piuttosto lento. Attacca soprattutto con gli artigli e magie di ghiaccio, e ogni tanto usa due enormi pezzi di ghiaccio per schiantare il terreno: la sua lentezza comunque ti lascia spesso il tempo di leggere l’animazione e spostarti senza troppe difficoltà. La tattica più semplice è restargli alle spalle: schivi le sue entrate, lo aggiri e lo colpisci da dietro, dove fatica a proteggersi e dove ti è più facile evitare le traiettorie degli attacchi frontali.
La strategia più pulita resta quella già vista con altri boss: usare il corpo a corpo solo per ricaricare e poi fare il grosso del danno a distanza. Entri, schivi, vai dietro e infliggi danni con qualche combo breve finché non hai di nuovo Ninjutsu pronte, poi ti stacchi e dalla distanza scarichi summoning seal e tutte le Ninjutsu. Quando finisci le risorse, rientri, ricarichi di nuovo alle spalle e ripeti. Così rimani fuori dalla sua zona pericolosa per gran parte del fight e ti esponi solo in finestre che scegli tu.
Dopo la vittoria avvicinati alla barriera e usa l’opzione Cleanse Impurity per purificare la barriera del Matsuo-taisha tempio.
Per The Oni of Rajomon il livello consigliato sale parecchio: conviene arrivare almeno intorno all’80 e spostarti a sud dell’area Hachijo. Parti dal tempietto Rajomon: Suzaku Avenue e prendi subito a destra sul sentiero in pietra, poi scendi sulla passerella di legno che ti porta dentro una casa parzialmente crollata. Dentro ci sono ragni, quindi entra con calma e non farti bloccare in spazi stretti. Se attraversi la casa e sbuchi nella strada interna, puoi fare destra e poi sinistra per trovare un pozzo con un Kodama e un ingresso aperto. Dietro quell’ingresso ti aspetta un Raiju, e l’obiettivo reale è arrivare alla Spirit Vein dietro di lui: una volta raggiunta, la Spirit Vein ti porta sul tetto e da lì puoi andare verso nord fino a un sentiero in pietra che sale fino a un tempietto.
Dal tempietto entra nella casa e gira a destra: trovi un percorso roccioso che sale fino a un’altra casa con una statua all’interno. Superata quella casa, davanti a te ci sono due Yagyo Soldiers e, poco oltre, un altro tempietto. È l’ultimo punto sicuro prima dell’arena del boss Ibaraki Doji.
Boss: Ibaraki Doji
Questo boss è una yokai femminile discretamente fastidioso. Ha una spada rapida, magie elettriche e un ritmo che ti costringe a essere preciso con le schivate. Prima di tutto, però, vale la regola che qui pesa più del solito: se hai ripulito davvero tutti i collectibles ti ritrovi con bonus alle statistiche e un livello che di solito supera il 90, e questo cambia completamente quanto puoi permetterti di sbagliare. Se invece ti sembra che il danno sia basso e che lei faccia troppo male, spesso non è un problema di strategia ma di preparazione.
Lo schema migliore resta quello che funziona contro molti yokai aggressivi, ma va eseguito con disciplina. In fase normale non cercare di stare davanti: entra sotto i suoi tagli con una schivata diagonale avanti-sinistra, finisci alle sue spalle e piazza colpi brevi solo per ricaricare le Ninjutsu. Quando le hai di nuovo pronte, smetti di inseguire e torna a distanza: lì scarichi summoning seal e le Ninjutsu in sequenza, poi rientri solo quando serve ricaricare. Con questo boss l’accoppiata che tende a rendere meglio è Uncanny Flame e Shrapnel Bomb per incendiarla, e appena hai la posizione alle spalle ci infili Shuriken per sfruttare il danno critico, alternando qualche combo melee solo quando il timing è pulito.
Il colpo a distanza a cui prestare particolare attenzione è quello elettrico a doppio arco. Lo riconosci perché l’avversario fa sempre una rotazione prima di spararlo, poi c’è un minimo di ritardoche ti dà il tempo di reagire senza panico. Appena vedi la rotazione all’indietro, non restare fermo a guardare: fai una doppia schivata laterale e sei fuori dalla linea dei proiettili.
La parte più complicata dello scontro in realtà è ricaricare le Ninjutsu mentre lei ti attacca, perché tende a mescolare tagli e movimenti elettrici in modo imprevedibile. Qui ti conviene anticipare la tua difesa: invece di schivare dopo, impara a passare sotto i colpi un attimo prima dell’impatto, così non ti ritrovi incollato alla sua hitbox quando riparte con un’altra sequenza. Dopo alcuni attacchi più pesanti, spesso si prende una pausa più lunga: quelle sono le finestre in cui puoi davvero stare dietro e fare danno consistente. Inoltre, quando entra nella fase elettrica, per qualche secondo resta quasi ferma: è un momento in cui puoi infliggere danni gratis.
Nella fase elettrica i suoi fendenti restano simili, ma aggiunge mosse nuove che coprono un’area maggiore e fanno molti più danni, e soprattutto aumenta la quantità di proiettili a distanza. Qui non conviene fare l’eroe: spostati sull’altro lato dell’arena, schiva i proiettili e aspetta che torni in fase normale. Il lato positivo è che schivare ti aiuta anche a ricaricare, quindi mentre ti concentri a sopravvivere puoi continuare a ricostruire risorse e a lanciare quando hai una traiettoria pulita. Quando rientra nella forma base, il moveset torna quello dell’inizio e riprendi lo stesso loop di prima. Tieni la trasformazione del Guardian Spirit come carta finale: se la conservi fino a quando lei scende intorno al 15% di vita, di solito basta per chiudere lo scontro senza dover attraversare un’altra fase sporca.
Dopo averla sconfitta puoi ripulire la barriera di Rajomon con la stessa procedura di purificazione.
Per Subterfuge at the Abandoned Shrine devi andare a Rokuhara, al Tempio di Yasaka, e qui il livello consigliato è ancora più alto, intorno all’83. Partendo dal tempietto di Yasaka: Nishiro Gate, scendi verso sud su una sporgenza, sali su una scala a pioli e poi gira a destra verso un cortile vuoto. Da lì segui la passerella in pietra costeggiando una fila di case finché non arrivi a un edificio circolare grande, sorvegliato da yokai. Entra, cerca la scala che porta al secondo piano e poi quella nella stanza successiva che sale ancora: arrivi al terzo piano, dove trovi una porta verso il balcone e una Spirit Vein. Dal balcone scendi usando una serie di piattaforme di legno e punta al portone sulla sinistra.
Quel portone ti porta in un cortile con segni viola sul terreno e due portoni distinti: quello dall’altro lato del cortile crea un collegamento di ritorno verso un tempietto, mentre quello a destra conduce all’arena del boss Kajiwara Kagetoki.
Boss: Kajiwara Kagetoki
Questo è uno scontro contro un boss umano armato di due asce che gioca più di fastidio che di pericolo reale. I suoi colpi in melee non sono devastanti, ma compensa con due cose che allungano il fight: blocca spesso e usa summoning seals per chiamare yokai di supporto. Per fortuna hai un compagno NPC dalla tua parte che non può morire, quindi in teoria potresti anche restare lontano e lasciarlo lavorare finché il boss non va al tappeto. Ovviamente in questo modo ci metteresti un sacco di tempo, quindi conviene comunque spingere un minimo e usare l’IA solo come ancora di sicurezza mentre gestisci ritmo e posizionamento.
Il modo più pulito per gestire il combattimento è continuare con la logica Ninjutsu. Funziona bene perché costringe il boss a incassare colpi anche quando prova a rallentarti con la guardia, e perché puoi impostare il danno a raffiche senza esporti troppo. Se hai Shuriken, Uncanny Flame e Shrapnel Bomb, l’idea è semplice: infliggi malus burn e poi continua a far lavorare il danno mentre ti muovi, infilando qualche combo melee solo quando l’avversario è scoperto.
La parte a cui stare più attenti non è tanto lui, quanto quello che lascia a terra quando usa i summoning seals. Lancia delle sfere dorate sul pavimento e da lì può uscire uno yokai di supporto in modo casuale. Le varianti sono poche, ma devi comunque creare un certo spazio perché l’uscita è imprevedibile: può comparire un lupo che taglia in avanti, uno sciame di mosche che applica malus stench, un coniglio mostruoso che spara proiettili oppure un yokai grosso che carica dritto. Appena vedi le sfere dorate, la scelta più sicura è allontanarti e lasciare che la summon si consumi da sola mentre tu continui a colpire da lontano, senza restare a distanza media dove rischi di prendere sia la summon sia il boss.
Mentre lavori di Ninjutsu, l’altra cosa che può portarti al game over sono i suoi lanci di asce. Raggiungono parecchio lontano e, paradossalmente, fanno più male dei suoi colpi ravvicinati, quindi non dargli linee dritte quando ti stai curando o quando stai aspettando una finestra di attacco. Il resto del moveset è abbastanza chiaro e prevedibile, quindi basta non farsi prendere dalla fretta.
Anche qui stai attento a ricaricare Ninjutsu perché l’avversario si chiude in block di continuo. Per non trasformare lo scontro in una guerra di logoramento, devi farlo “lavorare” prima. Stai a distanza, invitalo ad attaccare, schiva e colpisci quando l’animazione lo lascia vulnerabile, poi inserisci uno Shuriken tra una sequenza e l’altra per non restare fermo mentre la Ki risale. Quando rientra in guardia e sembra voler rallentare il ritmo, non spingere a testa bassa: aspetta il suo prossimo attacco, perché è quello che lo fa aprire davvero, e in quel momento rientri con combo brevi per riempire di nuovo le risorse.
Dopo la vittoria puoi purificare l’ultima barriera e, oltre l’arena, parlare con Minamoto no Yoshitsune per completare la missione.
Una causa troppo grande
È il momento di puntare ai Palace Grounds, ormai inghiottiti da un Crogiolo enorme. Prima di partire conviene essere almeno intorno al livello 86, perché dentro ti ritrovi in una sezione lunga e piena di checkpoint intermedi: se sei sotto, meglio alzare livello e tornare quando hai più margine. Quando sei pronto usa il Viaggio Rapido verso il tempietto di Anneibo Temple. Da lì vai a sinistra verso il sigillo rosso gigantesco: qui incontri Minamoto no Yoshitsune, che lo rimuove per te e ti apre l’accesso. Superato il blocco, entra nel Crogiolo per far partire la progressione vera e propria.
All’ingresso scendi lungo il pendio innevato e infilati nella grotta. Poco dentro trovi una statua Bodhisattva piazzata su un bivio: attivala, perché da qui iniziano i riferimenti guidati dalle lampade accese dalla luce di Kusanagi. Dal bivio prendi a sinistra e vedrai la prima lampada accendersi davanti a una caverna con cristalli blu luminosi, che indicano la direzione. Da quella lampada continua ancora a sinistra sul pavimento di pietra azzurra fino alla seconda lampada, poi prosegui dritto verso la successiva e segui la curva a destra quando la strada gira. La svolta ti porta su un livello più basso, che conduce a un’altra lampada; subito oltre si apre un tratto più tortuoso che termina davanti a un portone crollato con lanterne accese. Superalo e sul lato opposto trovi la lampada successiva e una Spirit Vein.
Usa la Spirit Vein per raggiungere la seconda statua Bodhisattva del Crogiolo. Appena arrivi parte una scenetta, poi puoi riprendere. Da qui il percorso è bloccato da un ammasso di ghiaccio a forma di loto che chiude la via. A sinistra della statua c’è una salita: prendila, raggiungi la parte alta e rompi il blocco più grande in cima, perché è quello che fa sparire l’ostruzione e ti permette di procedere.
Dopo lo sblocco scendi verso un cortile con altri blocchi di ghiaccio a forma di loto e una lampada dall’altra parte. In questa zona c’è anche una sorgente termale: la trovi dentro la casa che sta sulla sinistra rispetto alla lampada iniziale di quest’area, è una deviazione comoda se vuoi sistemarti prima di spingere oltre. Se invece vuoi proseguire, guarda le sporgenze a sinistra del cortile: salendo trovi un One-eyed Oni che protegge un altro grande blocco di ghiaccio a forma di loto da rompere. Distruggendolo, il ghiaccio del cortile diventa acqua, quindi ti conviene farlo prima di attraversare, così non perdi tempo in giri inutili.
Per continuare, esci dal cortile sul lato destro e trovi un varco nel terreno con piattaforme sospese. Attraversale per raggiungere la lampada successiva e un altro blocco di ghiaccio a forma di loto che ti chiude la strada passando dentro una casa. Supera la casa e, prima del grande edificio in legno, gira a destra: c’è una sporgenza su cui puoi saltare, segnata da un cadavere, che ti porta allo stesso livello dell’ingresso dell’edificio vicino. Dentro trovi il ghiaccio a forma di loto più grande di questa sezione, ma è sorvegliato da yokai, quindi entra pronto a ripulire prima di romperlo. Una volta distrutto il blocco, puoi buttarti giù e tornare rapidamente al passaggio appena aperto nella casa rotta: la strada riprende e poco avanti trovi un’altra statua Bodhisattva. Lì accanto c’è una salita con una casa in cima che vale la deviazione: dentro trovi un forziere e la spada Odenta Mitsuyo, che serve per il myth Memories in the Blade.
Dal checkpoint riprendi la salita, segui la curva e arrivi a una serie di piattaforme rialzate: su una c’è un One-eyed Oni, sull’altra c’è un ghiaccio a forma di loto che devi rompere per sbloccare il tratto successivo. Dopo la rottura attraversa il ponte davanti a te e continua a seguire la strada che sale, guidata da una nuova lampada, fino ad arrivare a un’altra statua. Proprio lì vicino trovi una Spirit Vein che ti porta su, verso un portone circondato da benevolent graves: aprilo per avviare la cutscene. Dopo la scena parte lo scontro contro Minamoto no Yoritomo.
Boss: Minamoto no Yoritomo
Questo boss è uno yokai alato armato di spada che usa magia del vento, e il feeling ricorda parecchio Great Tengu: si muove tanto, ti costringe a inseguirlo e prova a farti sbagliare tempo con raffiche e scatti improvvisi. Bisogna prestare massima attenzione all’attacco in cui si illumina di rosso: dopo il bagliore parte con due cariche consecutive in cui ti insegue per infliggere danni enormi. Qui hai tre strade e devi scegliere quella che ti viene più naturale: imparare il timing di schivata, rispondergli con la spirit skill (R1 + quadrato) oppure usare uno style shift (:r2:) per non farti agganciare.
Per il resto puoi continuare con lo stesso approccio che sta funzionando con altri boss: Ninja Style e Dual Ninja Swords, perché ti servono colpi rapidi e mobilità per restare spesso alle spalle. L’idea è costruire danno a distanza senza passare troppo tempo nella sua hitbox, quindi ti conviene avere Shuriken, Uncanny Flame e Shrapnel Bomb pronti, insieme al Summoning Seal. Uncanny Flame e Shrapnel Bomb attivano velocemente status negativo burn e quel danno persistente ti fa lavorare anche mentre ti stai solo riposizionando. Se hai completato i collezionabili delle regioni, i bonus passivi si sommano e la differenza si nota.
La rotazione base è semplice: entri sempre con una schivata diagonale avanti-sinistra per finire dietro di lui, piazzi uno o due combo brevi per caricare le Ninjutsu e poi ti stacchi. Quando sei a distanza, scarichi Ninjutsu e Summoning Seal e ricominci. Per farla funzionare davvero devi arrivare con una build coerente: tanti punti in Heart per la Ki, Skill e Magic per spingere i danni delle abilità, e almeno 20+ in Constitution per non esplodere quando qualcosa ti prende pieno. Anche il peso conta, perché qui la schivata è un lavoro continuo: restare sotto il 30% di peso con armor leggera ti rende tutto più gestibile.
La presa, sorprendentemente, è una delle cose meno stressanti del fight. A differenza di altri boss simili, qui basta spesso la solita diagonale avanti-sinistra per evitarlo e rimetterti subito alle spalle, quindi non farti prendere dal panico: se lo vedi partire, passa sotto e riparti col tuo ciclo. Le sue raffiche di proiettili di vento, invece, sono frequenti ma si evitano bene con una schivata laterale pulita, e dopo che le ha sparate tende a concederti una finestra in cui puoi sprintare dentro e fare melee prima che riparta. Questo è uno dei momenti migliori per ricaricare risorse senza prenderti rischi inutili.
Quando entra nella seconda fase aumenta la pressione a distanza: spara più proiettili e spesso li segue con un’onda d’urto di elemento vento a terra. Qui non devi forzare ingressi, devi semplicemente continuare a schivare finché la sequenza si esaurisce, poi rientrare quando ha mancato e ha finito il suo ciclo. Anche le transizioni tra le fasi possono essere sfruttate: mentre cambia stato resta più vulnerabile e, se sei già in posizione, puoi piazzare parecchio danno critico alle spalle prima che riprenda il controllo dell’arena. Se tieni questo ritmo, lo scontro resta ordinato: melee solo per caricare, distanza per fare danno, e attenzione massima al doppio rush rosso che è l’unico vero pericolo da non sottovalutare.
Vinto il combattimento parte un’altra cutscene, poi parla con Shizuka Gozen e, se vuoi passare subito alla missione successiva senza fermarti, parlale una seconda volta.
Il seme dalla Calamità
Ti ritrovi in una foresta e, a pochi passi davanti a te, c’è un tempietto rappresentato da una statua animale. Attivalo e poi spostati subito sulla sinistra: devi abbassarti e passare sotto alcune radici, quindi seguire il sentiero che sale verso nord attraversando la boscaglia. Proseguendo ti ritrovi a costeggiare una cascata, poi attraversi un enorme ponte naturale e passi in mezzo a rovine invase dalla vegetazione fino a raggiungere un secondo tempietto. Da qui vai a destra per uscire dal bosco e iniziare a vedere un villaggio, con il gigantesco Spirit Tree che domina l’orizzonte in lontananza.
Scendi verso il ponte più in basso, attraversalo ed entra nel villaggio. Attraversa le strade senza perdere tempo tra le case diroccate e i vicoli finché non arrivi al terzo tempietto, piazzato dall’altra parte del villaggio. Alla sua destra parte una strada che sale con una rampa di scale: prendila, supera i cancelli e ti ritrovi direttamente nell’arena del boss della missione.
Boss: Kusanagi
Qui devi affrontare Kusanagi. Sembra uno scontro con un doppio boss, ma in realtà il bersaglio vero è uno solo. Kusanagi è il mostro principale e tutto il combattimento gira attorno a lui. La sacerdotessa presente nell’arena ha poca vita e non è una grande minaccia: se provi a inseguirla perdi solo tempo, anche perché tende a proteggersi con una bolla che la rende più difficile da colpire. Inoltre, se la butti giù non ottieni un vantaggio consistente, perché può resuscitarsi. La cosa importante è che basta abbattere Kusanagi: quando muore lui, la sacerdotessa viene eliminata automaticamente e lo scontro si chiude.
A questo punto della storia, se hai pulito bene le regioni precedenti e completato i Myths, dovresti essere più o meno intorno al livello 100. Non è un dettaglio: entrare con equip almeno sul 95+ cambia parecchio le cose, perché hai più margine su danno e sopravvivenza. Se ti manca qualche pezzo, il modo più diretto per metterti in pari è craftare alla forgia invece di sperare nei drop.
In termini di strategia, qui la soluzione più valida resta la solita: giocare di Ninjutsu e tenere il combattimento sotto controllo con una tattica semplice. Kusanagi soffre parecchio il fuoco, quindi Uncanny Flame e Shrapnel Bomb diventano il cuore del danno a distanza. Per farle rendere davvero, conviene avere Skill molto alta, con un riferimento pratico intorno a 30 punti, così ogni lancio pesa di più.
La rotazione è quella classica, ma qui funziona ancora meglio perché ti permette di ridurre quasi a zero il tempo in cui resti vicino a un boss enorme. Entra quando vedi una finestra pulita, schiva in diagonale avanti-sinistra per finire alle sue spalle, piazza qualche colpo rapido finché non ricarichi le Ninjutsu e poi staccati subito. Da lontano scarichi tutto quello che hai, tenendo dentro anche i summoning seals mentre lanci. A questo punto della campagna dovresti aver già sbloccato due slot di summoning tramite la progressione della storia, quindi puoi assegnare due evocazioni diverse alle scorciatoie e alternarle senza interrompere la pressione. In pratica passi la maggior parte dello scontro a distanza, pensando solo a schivare e a non farti chiudere, e rientri nel melee solo quanto basta per ricaricare e ripartire col prossimo ciclo.
Dopo la vittoria parte un’ultima cutscene con la Vergine col vestito rosso e, subito dopo, la missione si chiude.
Presagio malato
Dopo lo scontro precedente, vai fino in fondo all’arena e parla con Himiko. Accanto a lei parte un sentiero che ti porta rapidamente a un tempio: attivalo e preparati a una sezione molto più puzzle del solito, dove devi soprattutto capire come usare le Spirit Stone Box per alimentare le prese di corrente e sbloccare porte e piattaforme.
Dal tempio vai avanti finché non arrivi a una scalinata in pietra. Salendo trovi nemici lungo i gradini, quindi non correre a testa bassa. In cima gira a sinistra e scendi per un altro tratto di scale fino a un secondo tempio, che conviene attivare subito perché diventa il riferimento principale della zona.
Da questo punto, il passaggio non è sul percorso più ovvio: a sinistra del tempio, nell’angolo più lontano, c’è una radice enorme che funziona da collegamento verso un corridoio, ma c’è anche una guardia nei paraggi. Superata la radice, segui il corridoio e sali pochi gradini per entrare in una stanza piena di sangue. Dall’altro lato della stanza trovi una scalinata che porta a una passerella rialzata che attraversa l’ambiente: usala per uscire e proseguire, perché è il modo più pulito per salire.
Appena sei fuori, vai a sinistra e scendi lungo un’altra radice enorme fino a un’area più aperta dove vedi a terra una Spirit Stone Box. Se la raccogli evoca due stone soldiers, quindi metti in conto un combattimento immediato. Questa box non serve solo come oggetto da portare in giro: è anche la fonte di energia che ti permette di far funzionare le piattaforme mobili circolari che trovi in questa sezione, quindi è il primo tassello del puzzle.
Adesso fai le scale verso un’arena più bassa e poi giù di nuovo finché arrivi a un corridoio con due meccismi che sparano fuoco in fondo. Qui non devi incassare i colpi: quando sparano, riparati nelle rientranze sulla sinistra e avanza solo tra un attacco e l’altro. Dietro i meccanismi trovi un’altra Spirit Stone Box: prendila e inseriscila nella presa di corrente vicino per spegnere i dispositivi, così ti togli un problema e ti apri il passaggio senza dover rifare lo slalom ogni volta. Attraversa le stanze successive e prendi la salita sulla destra che ti riporta al piano superiore. Là trovi un secondo set di macchine che lanciano fuoco con un’altra Spirit Stone Box dietro: prendila, ma questa volta non usarla subito. Ti serve per una porta chiusa al livello inferiore. Torna giù e cerca, dietro la salita, un portone bloccato: accanto c’è la presa di corrente giusta.
Oltre quel portone, sulla sinistra, trovi un’altra Spirit Stone Box e una presa, messi lì apposta per riattivare una piattaforma mobile nelle vicinanze. Prosegui, poi scendi per le scale oltre la piattaforma: ti portano in un lungo passaggio aperto dove al centro ci sono due yokai enormi. Qui non sei obbligato a ingaggiare: se vuoi risparmiare risorse puoi correre oltre e arrivare al punto in cui puoi attivare altri dispositivi lancia fuoco usando la Spirit Stone Box e la presa lì vicino. Una volta superata la porta oltre i meccanismi, sulla destra puoi aggirare una radice intrecciata con una struttura di pietra crollata e risalire: sopra trovi un’altra Spirit Stone Box. Subito sotto c’è già la piattaforma con la presa, quindi usala lì per aprire la porta accanto.
Quella porta ti immette in un percorso che scende verso un’altra coppia Spirit Stone Box e prese per la corrente: attivandoli metti in funzione una piattaforma. Se la usi, ti porta a una stanza superiore con un altro portone che puoi aprire usando la Spirit Stone Box, e questo giro ti riporta di nuovo verso il tempio, creando una scorciatoia utile se devi ripetere la parte finale.
Quando hai sistemato la scorciatoia, riprendi la piattaforma e scendi di nuovo. Vicino trovi delle scale che portano al livello più basso: qui il terreno è pieno di sangue e ci sono vari yokai sparsi. In questa zona devi recuperare un’ultima Spirit Stone Box che sta sul lato destro, protetta da un yokai: è appoggiata a terra e si può mancare facilmente se attraversi l’area di fretta, quindi controlla bene il perimetro. Sul lato opposto, a sinistra delle scale, c’è anche una sorgente termale che vale la deviazione se stai puntando al Distant Memories achievement.
Con la Spirit Stone Box in mano, raggiungi l’estremità dell’area: trovi una specie di palco rialzato con una presa. Attivala e poi usa la piattaforma al centro del palco, che scende verso un corridoio con un tempio in fondo da attivare. Entra usando il portone e ritrovarti nell’arena di Hiruko.
Boss: Hiruko
In questo scontro hai due fasi vere e proprie e, all’atto pratico, una barra e mezza di punti vita: quando porti Hiruko a metà HP, cambia forma e si rimette in piedi con una barra piena. Cerca di presentarti a questo scontro sopra 100 e equip almeno sul 90+ per avere margine.
La buona notizia è che il metodo che stai già usando continua a funzionare. La cattiva è che qui le Ninjutsu non sono il fulcro del danno: su Hiruko rendono meno, mentre il danno critico alle spalle è molto più efficace, soprattutto se stai usando un’a Crucible weapon’arma del Crogiolo. Andiamo quindi di Ninja Style con Dual Ninja Swords per avere mobilità e recupero Ki rapido, e ingresso costante alle spalle. La diagonale avanti-sinistra resta la traiettoria più affidabile per passargli sotto e finire dietro mentre il nemico chiude le sequenze. Da lì fai combo rapide e chiudi ogni volta con un attacco pesante, poi stacchi quel tanto che basta per non farti agganciare dalla sua ripartenza. Per tenere la Ki stabile senza rallentare il ritmo, tra una combo e l’altra inserisci uno Shuriken. Alle spalle fa comunque un buon danno critico, quindi è danno reale mentre ti rimetti in posizione.
La parte che accelera davvero lo scontro sono i summoning seals legati ai Soul Core che a questo punto dovresti già avere. Scampuss Soul Core e Ibaraki Doji Soul Core sono una coppia molto forte perché ti aiutano a fare la cosa più importante contro Hiruko: svuotargli la Ki. L’evocazione di Ibaraki picchia duro sulla Ki e, se la usi quando è già a circa metà barra, manda il nemico in stagger e ti regala una finestra pulita per massimizzare il danno alle spalle. Per questo ha senso conservarla per la seconda fase, quando il combattimento diventa più stressante.
Dopo aver sconfitto Hiruko parte una cutscene. A quel punto parla con Himiko due volte: il primo dialogo fa avanzare la sequenza, il secondo chiude la missione e ti manda a quella successiva.
Al principio
Esci dal dojo e ripercorri la strada dei primissimi minuti di gioco. Torna nel cortile iniziale e aiuta Yagyu Munenori: qui devi affrontare tre ondate di yokai. Finita la pulizia, la via si riapre e puoi rompere il muro per passare oltre. Superato il varco, sali e attraversa il tetto fino al tempietto in fondo al vicolo. Da lì continua lungo la strada, abbassati per passare sotto alcune radici e prosegui finché non rientri nel cortile dove Hattori Hanzo sta già combattendo contro altri yokai. Qui ti aspetta un’altra sequenza a ondate: con l’aiuto di Hattori Hanzo e Yagyu Munenori devi ripulire tre gruppi di nemici, ma non è tutto. In mezzo arriva anche Gozuki: non dargli spazio per i suoi fendenti larghi e non restare davanti alla traiettoria quando carica, perché basta un errore per prendere un colpo pieno.
Dopo la cutscene, guarda sulla destra rispetto ai cancelli: c’è una Spirit Vein che ti porta dall’altra parte, dove trovi un tempietto pronto da attivare. Da qui segui la strada verso nord, scendi le scale e raggiungi il pozzo rotto. Buttati dentro e percorri il corridoio sotterraneo: è lo stesso passaggio che all’inizio portava allo scontro con Tokugawa Kunimatsu. Stavolta però non è un semplice passaggio della storia: devi batterlo per proseguire.
Boss: Tokugawa Kunimatsu
Tokugawa Kunimatsu è uno dei fight più difficili del gioco. Ha una sola barra degli HP, ma il vero problema è che non ti concede quasi mai la posizione alle spalle: gira di continuo, ruota insieme ai suoi colpi e si rimette in posizione appena provi a metterti dietro. In più blocca spesso, quindi le Ninjutsu diventano molto meno affidabili rispetto ad altri boss, a meno che non lo prendi mentre sta attaccando o quando per qualche secondo gli arrivi effettivamente dietro.
Oltre a lui c’è anche una evocazione di elemento vento evocata che rende le cose più complicate. La mossa più pericolosa è la carica dritta in linea retta, se ti prende mentre sei impegnato su Kunimatsu fa male. Per il resto può creare tornadi e attacchi a base vento, ma sono movimenti lenti e di solito si evitano senza panico, a patto di non restare fermo al centro.
Appena inizia il combattimento prova a metterti dietro e lancia subito qualche Shuriken sulla schiena, poi procedi con una combo melee sempre alle spalle. Da lì in poi, però conviene lavorare sulla difesa. I fendenti di spada del nemico non hanno una portata enorme, quindi la schivata all’indietro funziona bene: lasciagli chiudere la sequenza e solo dopo entra in un breve attacco. La chiave è imparare il suo timing, perché è un combattimento in cui vinci per lettura e disciplina, non per danni rapidi e rischiosi.
Le finestre in cui attaccare arrivano soprattutto dopo le combo lunghe e dopo alcune magie. In quei momenti il nemico può restare fermo un attimo. Se non riesci ad arrivare alle spalle non intestardirti: entra comunque di fronte e fai una combo breve. I summoning seals qui vanno usati presto, nella prima fase, per togliere una fetta di vita prima che il combattimento diventi più caotico. C’è anche un segnale importante da notare: quando il nemico elettrifica il terreno e il pavimento inizia a “caricarsi”, allontanati e aspetta che l’effetto finisca, perché subito avrai una piccola finestra per correre dentro e piazzare dei colpi puliti. Quando invece lancia le sfere elettriche, schiva lateralmente ma col giusto tempismo.
Nella seconda fase del combattimento l’avversario usa di più gli elementi elementi e introduce la mossa peggiore: una carica in linea retta con le spade di vento, seguita da un’esplosione ritardata lungo la scia che lascia dietro. Devi evitare la carica, ma anche restare lontano dalla traiettoria che ha percorso, perché la detonazione arriva in ritardo e fa malissimo. Stai lontano finché la scia non esplode.
Nella seconda fase a volte sparisce per un istante dall’arena. Quello è il preavviso di un attacco dall’alto con elettricità che fa danni ad area. Fai semplicemente una corsa laterale appena lo vedi sparire e lo eviti senza problemi.
Usare Ninjutsu o Magic durante i suoi attacchi è rischioso, perché spesso sfrutta proprio quel momento per infilarti una stoccata o spararti addosso proiettili. Se vuoi lanciare qualcosa, fallo quando lui è impegnato in una combo di spada e tu sei già fuori dal suo raggio, non quando sei a distanza media a cercare spazio.
Conserva il Guardian Spirit per quando scende intorno al 10% di vita, così puoi chiudere in modo più sicuro.
Dopo la vittoria parte una cutscene e la missione si chiude.
Una nuova era
Dopo la cutscene vieni catapultato nel Bakumatsu, Kyoto nel 1864. All’inizio segui il corridoio naturale delimitato da spuntoni finché non arrivi a uno strapiombo: lì trovi una Spirit Vein che ti fa scendere al livello più basso. Prosegui tra nel sentiero e una rampa di scale per raggiungere un tempietto affacciato su un cortile ampio, che conviene attivare subito prima di infilarti nei vicoli.
Prendi il passaggio sulla sinistra e scendi le scale. In questa zona ci sono degli incensieri viola che puoi colpire per distrarre gli yokai nelle vicinanze, utile soprattutto se vuoi attraversare senza attirarti addosso tutto il quartiere. In fondo alle scale gira a sinistra ed entra in un vicolo stretto per uscire dalla strada principale; dall’altro lato trovi delle balle di fieno su cui puoi salire per raggiungere una piattaforma in legno. Da lassù puoi scegliere se colpire a distanza un incensiere dall’altra parte della strada oppure aspettare e fare un’imboscata dall’alto a un yokai di passaggio.
Se prosegui lungo la strada più evidente, dopo un tratto trovi una barriera di spuntoni che blocca il percorso. Per aggirarla, vai fino in fondo e apri la porta sulla destra, poi sali le scale: in cima c’è un altro tempietto. Oltre il tempietto attraversi una stanza e un ponte che ti porta verso la casa di fronte; vicino al ponte c’è anche una scala a pioli che ti consente di tornare al livello strada, ma dal lato opposto della barriera di spuntoni.
A questo punto l’obiettivo è entrare nell’edificio grande dall’altra parte e spingerti in profondità, ma con una cautela: in alcune stanze e corridoi sono piazzate trappole a filo, e se le rompi scattano e ti sparano addosso. Avanza senza correre, controlla gli angoli e non tagliare le curve alla cieca. Verso l’estremità dell’edificio, superato un cortile interno, trovi un corridoio d’angolo che porta a una scalinata. Sali, attraversa il secondo piano e cerca l’accesso che continua verso il piano superiore; quando apri la porta in alto parte una cutscene e si entra nel combattimento.
Boss: Takasugi Shinsaku
Lo scontro è con Takasugi Shinsaku, un boss umano armato di katana e pistole. Il suo stile sarà presto molto chiaro: spara, accorcia le distanze, attacca in melee se resti fermo e prova a spezzarti il ritmo con parate e ripartenze rapide. La buona notizia è che qui le Ninjutsu tornano a essere utilissime, soprattutto perché il nemico è debole al fuoco. La tattica più efficace è quindi Shrapnel Bomb, Uncanny Flame e Shuriken, con l’idea di attivare velocemente malus burn.
Cerca di stunnare l’avversario quando ne hai la possibilità: apri con uno Shuriken per interromperlo, entri con una combo di attacchi rapidi e chiudi con una finisher pesante, poi lancia subito un altro Shuriken e riparti. Quando vedi che blocca o che sta partendo un attacco, non intestardirti: schiva per finire dietro, lascia risalire un attimo la tua Ki e riprendi la tua sequenza. Appena le Ninjutsu tornano piene, invece di continuare a fare scambi, staccati e scarica tutto da distanza, così eviti di esporti ai suoi counter.
Tieni inoltre presente che in Eternal Rift puoi sbloccare tre Veteran missions parlando con gli NPC contrassegnati dal punto esclamativo e avviandole come Battle Scroll dal tempietto. Tra queste, la Onmyo Veteran è importantissima perché ti assegna la skill text Summoning Basics, che raddoppia gli usi delle summoning seals. È una delle passive più forti dell’intero gioco, e conviene equipaggiarla appena la prendi, scegliendo poi le evocazioni più potenti che hai a disposizione, come Ibaraki Doji e la seconda migliore che ti sei portato dietro fino a qui.
Dentro il fight parti subito aggressivo con le evocazioni: appena scatta lo scontro, usa Ibaraki Doji summoning seal, perché fa tanto danno e soprattutto gli brucia Ki in fretta. Da lì entri con attacchi rapidi e Shuriken tra una sequenza e l’altra. Nel frattempo, se alterni Uncanny Flame e Shrapnel Bomb in sequenza ravvicinata, lo mandi in burn velocemente e il dot lavora da solo mentre continui a colpirlo. Se giochi così, tra summoning seals raddoppiati, Ninjutsu e pressione costante, la sua barra vita scende molto velocemente.
Dopo aver vinto interagisci con Takasugi Shinsaku per chiudere la missione.
Quelli lasciati indietro
Il prossimo Crogiolo da ripulire ha inghiottito l’Hinnoji Temple nella regione di Sanjo, in una missione tarata su un livello 112. Quando sei pronto, punta all’icona dorata della quest nella parte bassa a sinistra del Crogiolo per avviare la sequenza. Avvicinandoti al marker parla con Shinsaku. Sul ponte del Crogiolo arrivi presto a un bivio. Qui conviene prima girare a destra e seguire il percorso fino in fondo per creare una scorciatoia, poi tornare indietro e prendere l’accesso che porta a una radura con un enorme tornado di fuoco che gira al centro. È lì che parte il primo boss della missione, Enenra.
Boss: Enenra
Enenra è un boss in realtà piuttosto semplice, che arriva direttamente dal secondo capitolo di Nioh.
Prima di entrare nel fight ricarica le Ninjutsu, quindi apri il combattimento con l’evocazione di Ibaraki Doji per svuotargli la Ki rapidamente. Da lì piazzati alle sue spalle e procedi con combo brevi e controllate, infilando uno Shuriken tra una sequenza e l’altra per guadagnare quel mezzo respiro che serve a far risalire la tua Ki senza mollare pressione. Se mantieni questo ritmo e continui a alternare summoning seals e Ninjutsu appena sono disponibili, Enenra resta spesso bloccato e puoi permetterti di stare fuori dalla zona di pericolo per gran parte del fight. Il nemico ha comunque parecchia vita, ma tra Ki che crolla, crit alle spalle e evocazioni ripetute, la barra scende molto più in fretta di quanto sembri.
Una volta vinto lo scontro con Enenra puoi procedere nel Crogiolo. Prima della porta attiva il tempietto esterno e assicurati di aggiornare equip e consumabili prima di iniziare la discesa, perché la strada è dura.
Scendendo arrivi alla prima statua Bodhisattva da attivare. Lì vicino trovi una porta chiusa che ancora non puoi usare. Vai nella direzione opposta e affronta un yokai a cavallo, poi entra nell’edificio. Dentro trovi grudge yokai e trappole a spuntoni, quindi non correre troppo. Nel cortile vicino al cavaliere c’è anche un pozzo con un Kappa nascosto.
Arrivato verso il fondo della casa trovi due uscite che portano entrambe avanti. Una ti fa saltare su una piattaforma sopra la lava, l’altra passa da una stanza con un forziere che contiene Samurai’s Locks. Qualunque strada prendi, finisci nell’edificio successivo e prima o poi torni all’aperto.
Qui la progressione si sposta su passerelle molto sottili, un punto in cui è davvero facile commettere errori. Prima però c’è un passaggio importante: sulla sinistra vedi un tronco in fiamme che puoi abbattere per creare un ponte. Fallo, elimina lo yokai nella nebbia e attraversa il tunnel che stava proteggendo. Dall’altra parte trovi il primo centipede bridge lungo e stretto: cammina pulito, perché scivolare è facilissimo, e usa la Vena Spirituale in fondo per scendere in sicurezza al livello inferiore, poi risali verso destra.
Il ponteggio successivo ti porta a un edificio che emette una luce blu. Dentro c’è un forziere nell’angolo in fondo a destra, ma c’è un’imboscata: uno yokai è appostato sopra e ti salta addosso se ti avvicini senza guardare. Tiralo giù e apri il forziere per ottenere il Savage Blade Kata Secret Skills Text, poi esci e prosegui.
Dopo un salto verso la sporgenza a sinistra e uno yokai nella radura successiva, arrivi a un’altra Vena Spirituale. Da lì ti rimetti su un percorso che passa dentro una casa diroccata con un altro ponteggio, e in cima trovi una porta chiusa: aprirla sblocca una scorciatoia diretta alla prima statua Bodhisattva.
Andando avanti trovi trappole a spuntoni rotanti. Puoi distruggerle sparando al nucleo giallo o se passarci accanto usando le piccole rientranze nei muri. Raggiungi la seconda statua Bodhisattva, ma prima di attivarla elimina il nemico nascosto nella nebbia.
A sinistra della seconda statua c’è un buco nel muro che apre una sezione quadrata attorno a un piccolo tempietto centrale. L’ingresso “pulito” al tempietto sta sul lato opposto, ma la passerella che ci arriva è piena di trappole a spuntoni: puoi distruggerle o semplicemente seguirle fino a trovare l’apertura senza prenderti danni, l’obiettivo è raggiungere quel varco e poi salire sul ponteggio che porta alla zona successiva. Sul ponte, quando incontri un bivio, andando a destra finisci sui tetti sopra la statua Bodhisattva. Qui puoi buttare giù una scala e creare un’ulteriore scorciatoia, poi torni sul ponte e continui. In fondo trovi una Vena Spirituale che ti trasferisce al ponte successivo e ti spinge verso un altro edificio. C’è un buco bloccato da casse: spaccale e dentro trovi una sorgente termale. Uscito, ti aspetta un altro nemico nella nebbia e, superato quello, un altro ponteggio ti porta dritto al boss successivo.
Boss: Nuribotoke
Nuribotoke è grosso, ma anche lento. Se non gli stai incollato addosso e resti appena fuori dalla sua portata, spesso non riesce a costruire pressione vera, quindi il combattimento diventa un esercizio di gestione della Ki e di posizionamento alle spalle.
Appena parte lo scontro usa Ibaraki Doji summoning seal e, mentre la Ki del nemico scende, entra con una raffica di colpi melee e con l’altra evocazione che hai in scorciatoia. L’obiettivo non è togliere HP, ma mandarlo rapidamente in crisi con il Ki. Quando lo vedi instabile, spostati dietro e lavora di combo brevi, inserendo uno Shuriken tra una sequenza e l’altra per farti risalire la Ki senza interrompere la pressione.
Quando si trasforma, se vuoi zero rischi, puoi semplicemente tenerti a distanza e aspettare che torni normale, perché in questa fase fa più male. Se invece vuoi chiuderla in modo aggressivo, puoi spendere un altro Ibaraki Doji: gli svuoti di nuovo la Ki e lo tieni bloccato abbastanza a lungo da continuare a martellarlo alle spalle senza lasciargli riprendere fiato.
La parte che rende tutto ancora più veloce è la sinergia con Summoning Basics, la skill text che ottieni dalla Onmyo Veteran mission in Eternal Rift. Raddoppiare gli usi delle summoning seals cambia completamente lo scontro: Ibaraki Doji, in pratica, è un modo per prosciugare la Ki di quasi qualsiasi boss, e se poi ci aggiungi il danno critico alle spalle puoi tenere Nuribotoke in una vulnerabilità quasi continua. Nel frattempo usa le altre evocazioni e le Ninjutsu quando hai spazio, e ricordati che questo boss soffre parecchio anche le Shrapnel Bombs, quindi vale la pena inserirle nelle finestre in cui sei già in controllo.
L’ultima speranza
Questa missione pensata orientativamente per il livello 130 e lo stacco di difficoltà con la precedente si sente parecchio. Prima di procedere è caldamente consigliato completare sia Peerless Katana sia Solitary Blade. Completando Peerless Katana ottieni la chiave per il tempio di Mibu, nella regione di Mibu. Lì trovi Okita Soji e sconfiggerlo chiude Solitary Blade. Se lo elimini, durante la missione L’Ultima Speranza non sarai costretto ad affrontare due boss consecutivamente, semplificandoti parecchio la vita.
Quindi, elimina Okita Soji, poi puoi puntare al Palazzo Imperiale. Attraversa il ponte e poi entra, quindi attiva la statua Bodhisattva che trovi sulla destra. Attivata quella, scendi lungo il sentiero sulla sinistra e arriva fino in fondo: troverai un grande arco aperto. Passa sotto l’arco, tieniti sulla sinistra e prova a eliminare più nemici possibile con colpi a distanza. Sali quindi sulla collina a destra per raggiungere un tunnel. Qui trovi trappole a spuntoni rotanti: puoi distruggerle oppure seguirne il movimento fino alla rampa sul lato sinistro della stanza per entrare nel tunnel successivo. Attenzione al salto nel tratto dopo, perché appena scendi subisci un’imboscata con un rullo che ti arriva da sinistra. Continua lungo la sporgenza e usa la Vena Spirituale per arrivare alla seconda statua Bodhisattva.
Prendi adesso il percorso verso destra. Ti trovi davanti a una nuova serie di sporgenze, ma prima di arrampicarti conviene fare pulizia a distanza: in fondo ci sono guardie con armi per la distanza che ti vedono anche se tu le noti a malapena. Considerata la distanza, l’unica soluzione è l’hand cannon con colpi alla testa. Eliminati i due nemici, salta sulle sporgenze e raggiungere la loro posizione.
Lì ti aspetta anche uno yokai di elemento elettrico. Sconfiggilo, quindi sali le scale sul lato sinistro dell’edificio davanti a te. In cima infilati nell’apertura, uccidi i nemici e apri il forziere per ottenere il Concentrated Mist Secret Skills Text. Torna fuori e apri le grandi porte di legno: dall’altra parte puoi abbattere un tronco in fiamme per creare una scorciatoia, poi continua tenendoti sulla destra e segui il percorso che sale e passa sopra il ponte. Arrivi a un edificio grande e diroccato, con una piccola tenda al centro. Dentro quella tenda c’è un Wraith del Crogiolo, quindi se vuoi toglierti una minaccia extra puoi eliminarlo, poi esci e spostati a sinistra per trovare una Vena Spirituale, che ti porta a un altro edificio pieno di trappole a spuntoni. Non correre tra le stanze, potresti venire attaccato da più nemici. Quando riesci a uscire, gira a destra e apri una porta chiusa per creare un’altra scorciatoia.
Con quel collegamento sbloccato, prosegui lungo il sentiero vicino alla porta e usa la Vena Spirituale successiva. Sopra, in una casa, c’è uno yokai appostato: toglilo di mezzo e poi esci verso un giardino pieno di nemici pesanti. Ripulisci facendoti attaccare da gruppi il più possibile contenuti, quindi risali fino alla statua Bodhisattva che trovi dentro un piccolo edificio sulla destra. Sul lato sinistro della statua, in fondo al sentiero, trovi delle porte di legno chiuse. Attraversale e si entra nello scontro con Tokugawa Yoshinobu.
Boss: Okita Soji + Tokugawa Yoshinobu
A seconda di come vi siete preparati, questo scontro sarà contro uno o due boss. Per questa guida consideriamo la peggiore delle ipotesi, quindi un combattimento contro entrambi gli avversari.
Prima di entrare, imposta l’equip a dovere: in Ninja Style resta sotto il 30% di peso per schivare e recuperare Ki senza fatica; in Samurai Style fai l’opposto e indossa l’armatura più pesante che possiedi, perché in alcuni momenti ti serve bloccare e non puoi permetterti di affidarti solo al timing. Al tempio apri la gestione delle abilità, vai su Abilità Comuni ed equipaggia Summoning Basics: è la skill text che raddoppia gli usi delle summoning seals e la sblocchi dalla Onmyo Veteran mission in Eternal Rift, parlando con il mago e avviando la missione via Battle Scroll dal tempio. Come arma, in Ninja Style le Dual Ninja Swords sono la scelta più pulita. Per Samurai Style, invece, scegli quello che ti dà il Block più alto, spesso una lancia è la soluzione più pratica.
Le evocazioni qui contano più del solito. Ibaraki Doji è la base perché divora la Ki, e come seconda scegli quella che infligge più danno, anche se ha solo uno o due utilizzi: con Summoning Basics diventano comunque molti di più. Sul fronte talismani, quello che cambia davvero lo scontro è Life Leech, che ti fa recuperare vita su ogni colpo. Se ti manca, puoi ottenerlo dal Mermaid Soul Core, farmabile in Bakumatsu sui nemici Mermaid. Per Yoshinobu, se hai un’opzione con elemento elettrico come Lightning Familiar sarebbe ottima per far crollare la Ki del nemico e aumentare il danno. Come Ninjutsu, la triade più utile resta Shuriken, Shrapnel Bomb e Uncanny Flame.
La prima parte contro Okita Soji va giocata con una regola precisa: non bruciare risorse. Appena lo scontro parte Okita tende ad aprire con una stoccata in avanti: usa quella animazione per passargli addosso con una schivata diagonale avanti-sinistra, finire dietro e lanciare subito Life Leech. Da qui l’obiettivo è tenerlo interrotto con le Dual Ninja Swords e trasformare ogni colpo in cura. Il ritmo che funziona meglio è tre attacchi leggeri e poi un pesante, perché il pesante ti porta in salto e ti aiuta anche a “scivolare” via dai suoi attacchi. Se ti blocca, non spingere a vuoto: aspetta che riparta con un attacco e rientra, oppure usa una Ninjutsu per sbloccare la situazione e tornare subito in melee quando smette di parare. In pratica lo devi schivare davvero solo in due casi: quando tenta la presa (lo capisci dal bagliore grigio sulle mani, ti basta uscire indietro o di lato); quando fa un affondo lungo in avanti, dove la risposta più pulita è schivare in avanti per attraversare la traiettoria. Per il resto, se continui a colpirlo, lo interrompi e lui si comporta quasi come un Remnant: picchia forte, ma se lo sommergi non riesce a impostare il suo gioco.
Quando lo porti al 50% cambia tutto. Okita beve un elixir e da quel momento non si lascia più bloccare allo stesso modo. Ti attacca adesso anche con combo lunghe che possono diventare letali. La cosa più pericolosa sono le stoccate rapide, perché arrivano da distanza variabile e colpiscono anche quando pensi di essere fuori tiro. Se lo vedi brillare di rosso, aspettati due stoccate in fila: se ti prendono entrambe, spesso la partita finisce lì. Per gestirle hai tre strade, e devi usare quella che ti viene più naturale: fare Burst Break con cambio di stile su R2 quando parte l’attacco rosso, schivare con timing perfetto, oppure scegliere la via più semplice e passare a Samurai Style per bloccare con armatura pesante e un’arma ad alto Block. Se hai Ki piena, puoi reggere le due stoccate con la guardia, poi torni subito in Ninja Style e riprendi a muoverti.
C’è un’altra cosa da sapere su questa fase: appena Okita diventa giallo, fa sempre due combo lunghissime una dopo l’altra, con una pausa breve tra le due. Qui non devi attaccare, ma solo sopravvivere, allargare la distanza e far terminare la fase. Le stoccate restano il rischio principale; tutto il resto, se ti muovi largo e corri di lato in un cerchio ampio, lo gestisci schivando. Quando chiude le due sequenze iniziali, il fight va trasformato in una sorta di logoramento a distanza: resta lontano e scaricagli addosso summoning seals e Ninjutsu. Evita il corpo a corpo il più possibile.
Su Okita, l’obiettivo realistico è non usare più di due o tre Elixir. Usali solo quando vedi che rallenta tra una combo e l’altra. In questa fase non vale la pena sprecare Life Leech: punta a chiuderla in fretta, anche a costo di spendere evocazioni.
Dopo Okita, Tokugawa Yoshinobu è molto più simile ai boss yokai classici. Sarebbe bene arrivarci con cinque o sei Elixir e ancora qualche Life Leech disponibile, immaginando che le summoning seals le hai già consumate per sopravvivere alla seconda metà di Okita.
Yoshinobu alterna momenti aggressivi ad altri più controllabili, e tende a entrare e uscire dalla sua fase di pressione quando gli svuoti la Ki. È un picco di intensità che dura relativamente poco. Usa magia d’acqua, a volte spara archi d’acqua, ma sono lenti e si evitano facilmente; se tieni la distanza, spesso non riesce a fare molto. Quando prova ad avvicinarsi in corsa, una schivata laterale pulita lo lascia andare a vuoto, e in generale prende anche parecchio danno dalle Ninjutsu.
L’apertura migliore è crearti spazio e lanciare subito Life Leech. Se hai qualcosa di elemento elettrico attivo, come Lightning Familiar, è il momento di usarlo perché ti accelera il lavoro sulla Ki. Appena vedi un’apertura, scatta e colpisci alle spalle: ogni hit ti restituisce vita grazie a Life Leech e, se la Ki di Yoshinobu crolla, puoi andare di danni critici finché non cambia fase. Quando entra nella sua fase più aggressiva rimani lontano, schiva e lavora di Ninjutsu finché non torna normale. In genere è una finestra intorno ai trenta secondi. Cura con Elixirs se scendi sotto metà vita, senza aspettare l’errore successivo.
La presa di Yoshinobu è riconoscibile dal bagliore grigio sul volto: corri di lato e schiva al momento dell’impatto. Se ti prende fa danni pesanti, ma a vita piena lo reggi e puoi rimetterti in piedi. Continua a rilanciare Life Leech ogni volta che scade e mantieni il tuo loop: colpi alle spalle quando hai finestra, danno a distanza quando necessario. Se mentre attacchi ti colpisce un paio di volte non è un disastro, almeno finché non scendi sotto metà vita: Life Leech ti riporta su e ti consente di risparmiare Elixir. In questa seconda parte, Shrapnel Bomb diventa uno dei modi più veloci per far scendere la barra, mentre il melee ti serve sia per fare danno sia per ricaricare ciò che ti manca.
In pratica, la chiave dell’intero scontro è dominare Okita Soji senza bruciare cure. Se arrivi a Yoshinobu con abbastanza Elixir diventa un fight gestibile di distanza, Ki e pazienza, senza quella sensazione di dover rischiare tutto a ogni scambio.
Ciò che crea uno Shogun
Parla con Himiko e avvicati allo Spirit Tree per andare nel 1622 CE e andare verso la conclusione della storia.
Vai dritto lungo la strada davanti a te e preparati alla prima prova. Nella radura incontri Yagyu Munenori e combatti al suo fianco. La sfida parte con alcune ondate di yokai più piccoli, poi ti mette davanti un finale cattivo: Gozuki e Mezuki insieme, nello stesso spazio. Qui non ha senso trattenersi. Se hai Living Artifact pronto, usalo.
Ripulita la radura, puoi sbloccare il passaggio e usare una Vena Spirituale per salire alla seconda statua Bodhisattva. Da lì continui in avanti fino a un piccolo spiazzo. Ci sono due yokai appostati sui tetti che ti bersagliano con proiettili mentre devi gestire anche un nemico grosso alla tua altezza. Appena riesci, passa dietro l’angolo subito a sinistra e apri un forziere, poi sali sui tetti sul lato opposto dello spiazzo per andare avanti.
Dai tetti scendi nell’edificio successivo e attraversa i corridoi fino a uscire dall’altra parte. Appena dentro, la scelta più pulita è girare subito a sinistra: lì trovi grudge yokai da ripulire, una porta lungo la parete di fondo da aprire e, subito dopo, un nemico grande nascosto nella nebbia davanti a una cassa. Sistemata quella sezione, torna al punto in cui eri atterrato dai tetti e riprendi i corridoi andando verso destra.
Incontri Kasha (miniboss), la stessa creatura di The Beast of the Underworld. È enorme, ha un carro in fiamme al posto delle gambe e gioca tutto su fuoco e mobilità. Qui hai un vantaggio concreto: combatti insieme a Himiko e Saito Fuku, quindi puoi sfruttare l’aggro più morbida e lavorare con più calma. Kasha soffre elemento acqua, quindi sfrutta questa debolezza se possibile.
Finita Kasha arriva subito dopo Nuribotoke, già visto durante la missione Those Left Behind. Anche lui è debole ad acqua, quindi mantieni lo stesso approccio elementale. Una volta sconfitto, usa la Vena Spirituale per raggiungere la terza statua Bodhisattva.
Nell’area successiva devi attraversare rocce e rovine invase dagli yokai, ma dall’altra parte dell’arena c’è anche una creatura enorme che richiama fulmini ogni pochi secondi. La bestia ruggisce prima di lanciare l’elettricità, quindi quel suono è il tuo vero segnale di schivata. Avanza tra le rovine ripulendo senza correre, prendi i due forzieri della zona e nota una Vena Spirituale piazzata di fronte a un corridoio: usala per recuperare alcuni oggetti, poi risali e continua dritto lungo il sentiero fino a raggiungere un grande set di porte di legno. Aprile e arrivi al checkpoint successivo.
Alla quarta statua Bodhisattva prendi il percorso a sinistra e seguilo fino a un’altra casa. C’è un forziere nel corridoio a sinistra. Attraversa l’edificio per uscire dal lato opposto. Fuori ti aspetta uno yokai massiccio: non dargli tempo di “ricostruirsi”, perché se lo lasci respirare tende a diventare più grande, quindi qui serve pressione costante finché non muore. Dopo lo scontro, continua a salire per i gradini.
Nel cortile successivo la creatura dei fulmini torna a farsi sentire, quindi mentre ti sposti verso destra e entri nel prossimo edificio devi continuare a schivare a ritmo regolare per non farti colpire dalle scariche. Dentro, procedi verso sinistra: a un certo punto puoi vedere la bestia dritta davanti a te. Se fai uno scatto deciso nella sua direzione, la costringi ad allontanarsi e ti liberi la salita successiva.
Più avanti trovi un cavaliere da eliminare. Dopo averlo sconfitto, attraversa la porta che stava proteggendo e arrivi a un altro spiazzo. Qui c’è di nuovo un nemico nascosto nella nebbia davanti a una porta: uccidilo, passa oltre e usa la tua energia spirituale per distruggere un muro rotto. Da lì parte una salita che, attraverso una serie di Vene Spirituali, ti porta al quinto checkpoint della zona.
Attivata la quinta statua Bodhisattva, gira a destra e attraversa l’edificio. Ci sono molte guardie e infilarsi in mezzo senza preparazione ti fa sprecare cure. Procedi di stealth e usa un’arma a distanza. Segui il fantasma tra corridoi e piani finché non raggiungi la sommità, dove trovi l’ultima statua Bodhisattva. Attivala e, quando sei pronto, usa la Vena Spirituale sulla sinistra.
Boss: Velo della Morte
Death Veil non è un boss nel senso classico del termine: è più una barra vita legata a una sequenza di scontri. Ogni stanza è una prova separata piena di nemici standard, gli stessi che hai già affrontato per tutta la campagna, quindi non devi aspettarti pattern nuovi o mosse strane. La progressione è semplice: completi una stanza, e subito dopo la barra del Death Veil scende di un pezzo, poi passi alla successiva.
L’unica vera particolarità arriva nell’ultima prova, dove la stanza ti spara fuoco da lontano. Usa il muro come copertura e resta dietro finché il getto passa. La cosa utile è che quel fuoco non colpisce solo te, ma anche i nemici, quindi può diventare danno gratis se li fai muovere nella traiettoria invece di correre allo scoperto.
Se muori, non ti viene chiesto di rifare tutto da capo. In pratica è una sequenza da consumare con risorse e pazienza, non un fight da imparare.
Quando completi tutte e quattro le stanze e azzeri la barra di Death Veil, arrivi a un ultimo punto sicuro: un’altra statua Bodhisattva appena fuori dall’arena del boss finale.
Boss: Hiruko
Il boss finale è in realtà molto semplice. Ha una sola barra vita e non è particolarmente resistente: la posizione alle spalle vale più di qualsiasi altra scelta, perché da dietro gli togli molte opzioni di attacco e lo elimini velocemente
Se hai Life Leech, apri lo scontro lanciandolo subito. Il tuo obiettivo resta sempre lo stesso: entra, passa dietro, combo brevi e riposizionamento, senza inseguire sequenze lunghe se non hai Ki piena.
Quando entra nella fase Yokai Realm, invece di provare a duellare in melee, scaricagli addosso le tue risorse. Qui le summoning rendono tantissimo, soprattutto Ibaraki Doji. Appena la sua Ki crolla, lo scontro diventa praticamente a senso unico: lo tieni in vulnerabilità e lo massacri in melee, infilando uno Shuriken tra una combo e l’altra per darti quel mezzo respiro che serve a far risalire la Ki senza mollare la pressione. Se hai Ninjutsu pronte usale.
Quando torna alla forma normale, riprendi il loop pulito: rilancia Life Leech se è scaduto, consuma le evocazioni che ti restano e torna a lavorare alle spalle per ricaricare e mantenere il ritmo. Se vuoi giocarla ancora più sicura, puoi anche alternare melee e Ninjutsu a distanza, perché quando resti lontano i suoi attacchi elementali diventano molto meno pericolosi e le sue opzioni ravvicinate sono lente e facilmente anticipabili, si schivano facilmente.
Chiusa questa fight hai ufficialmente completato Nioh 3!

