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[Anteprima] Furi – Una demo al cardiopalmo

Nel nostro mondo, quello degli scettici convinti, accade raramente di venire impressionati da un semplice trailer d’annuncio della durata di un minuto scarso.
Furi, action isometrico ideato da The Game Bakers, è però riuscito nella titanica impresa di farci spalancare le palpebre giusto con qualche sprazzo di gameplay, motivo per cui abbiamo immediatamente approfittato della possibilità di provare la demo inviataci dagli sviluppatori.
Ecco dunque la sintesi della prima esperienza con questo particolarissimo indie.

Furi

Il punto forte di Furi è senz’altro la frenesia: il gioco si struttura come una continua boss fight a più fasi contro avversari umanoidi (niente mostri o colossi) che ci sfideranno in lunghi duelli estenuanti alla fine dei quali dovremo oltrepassare un portale e prepararci allo scontro successivo.
La demo si apre con un breve filmato introduttivo durante il quale ci vengono presentati il protagonista, un samurai dai capelli argentei imprigionato in un misterioso macchinario, il suo carceriere, una sorta di Oni giapponese e uno strano personaggio, abbastanza inquietante ma amichevole, con in testa una maschera da coniglio.

Lo stile eccentrico ed ispirato viene dalla mente del producer di Afro Samurai, Takashi Okazaki, ancora una volta in grado di conferire un tocco distintivo alle sue creazioni, qui realizzate in grafica 3D con colori sgargianti e un art style davvero affascinante.
Neanche il tempo di finire la cutscene e veniamo subito catapultati in combattimento, motivati peraltro dalla voglia irrefrenabile di toccare con mano la folle rapidità vista nei trailer.
La responsività dei comandi è ciò che salta maggiormente all’occhio, oltre alla relativa semplicità di esecuzione delle manovre offensive ed evasive.

Potremo attaccare con la spada fino a tre volte di seguito in combo, sparare illimitatamente con la pistola in dotazione, effettuare uno scatto con frame di invulnerabilità incorporati ed infine eseguire una parata al momento giusto per contrastare gli assalti nemici.
Ogni manovra, eccetto l’ultima, potrà essere caricata aumentandone così l’efficacia e rompendo talvolta le coriacee difese avversarie, di certo non facili da spezzare.
Pur con qualche istante di delay di troppo dopo le mosse, il sistema funziona alla grande e garantisce battaglie fluide e avvincenti contro boss dai pattern ben studiati e duri a morire, con addirittura sette barre di salute che ne determinano la fase quindi il moveset.
Dato il ritmo sostenuto del gioco, prontezza di riflessi, capacità di pianificazione e timing saranno necessari per padroneggiare al meglio il combat system di Furi, a nostro parere uno dei più avvincenti degli ultimi tempi.

Abbiamo inoltre apprezzato parecchio la verbosità dei boss nel mezzo dei duelli, elemento amplificato positivamente dalla presenza di un doppiaggio giapponese di ottima fattura, coinvolgente a livelli da anime shounen.
Anche la soundtrack, almeno da quel che si può udire in questa demo, ci è sembrata appropriata e qualitativamente discreta, non a caso conta personalità di spicco come Carpenter Brut tra i compositori.

Insomma, Furi ha mostrato molto potenziale e noi aspettiamo con ansia la release del titolo di The Game Bakers, nella speranza che possa offrire un buon numero di contenuti ed approfondire la trama in modo adeguato.
L’unico neo riscontrato finora, il breve delay dopo ogni manovra, può benissimo essere ridotto o eliminato del tutto per rendere ancora più fluido il sistema di controlli, già piuttosto responsivo e soddisfacente.
Furi non ha ancora una data d’uscita ma il suo approdo su PC e PS4 è localizzato approssimativamente nei mesi estivi di quest’anno, ragion per cui vi consigliamo di rimpinzarvi di video gameplay del gioco e continuare a seguirci in attesa della recensione completa.

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