Se Pinocchio voleva diventare un bambino vero, anche Anthem (qui la nostra recensione) vuole diventare un gioco vero. Solo che qui non c’è nessuna fatina, e se il burattino aveva un naso che si allungava, gli unici allungamenti causati da Anthem sono stati allo scroto dei giocatori. Dopo quest’immagine di alta poesia andiamo a vedere che è successo con il maxi aggiornamento 1.1.0 da 4,3GB, rilasciato nelle scorse ore da BioWare.
Ci sono nuovi contenuti, tanti problemi risolti e l’implementazione di una sfilza di miglioramenti. Procediamo con ordine.

Primo elemento di rilievo è senza dubbio The Sunken Cell, nuovo stronghold piuttosto ispirato, graficamente piacevole e interessante anche nelle meccaniche. Peccato solo per il boss finale, stimolante quanto una salsiccia cruda. Vedremo comunque di analizzare il nuovo contenuto in maniera più approfondita nei prossimi giorni, per il momento diamo un’occhiata all’aggiornamento nel suo complesso.

BioWare ha fatto una cosa buona e giusta, permettendoci di attivare i contratti direttamente dalla schermata delle spedizioni, senza quindi la necessità di andare a parlare con gli NPC. Sulla stessa linea, è adesso possibile avviare una nuova missione direttamente dalla schermata post spedizione, evitandoci di tornare nella ridente Fort Tarsis.
Tutto ciò significa che si eliminano di fatto alcuni tra i più fastidiosi (e inutili) caricamenti presenti nel gioco. Essenzialmente si tratta di vere e proprie scorciatoie che permettono ai giocatori di concentrarsi sul gameplay e sui contenuti. Non è quindi un’ottimizzazione strutturale, che forse sarà anche in lavorazione, ma senza dubbio richiederà del tempo. Poco importa comunque se il fine ultimo viene comunque raggiunto. Con il nuovo aggiornamento ci eviteremo di andarcene in giro per il Forte a passo di lumaca, attività noiosa e del tutto fine a se stessa. Un biscottino per BioWare!

Il travolgente successo di Anthem

Sorprendendo un po’ tutti e causando improvvise oscillazioni sul piano astrale, Anthem ci consente adesso di accedere alla Forgia anche durante le missioni, il freeplay e gli stronghold. Tradotto significa che potremo cambiare equipaggiamento senza dover tornare nella ridente e già citata Fort Tarsis. Un giocatore pignolo potrebbe chiedere che senso abbia chiamarla Forgia se possiamo accedervi in qualunque momento. Un altro giocatore pignolo potrebbe suggerire di cambiare il nome della Forgia in “Inventario”, una parola bizzarra e appartenente a un linguaggio specifico proprio dei videogame normali. Per fortuna nessuno qui è pignolo e non ci permetteremmo mai di dire a BioWare come fare il proprio lavoro. E’ gente capace.

Andando oltre, si è cercato di rendere un po’ più chiare le dinamiche del sistema di combattimento. Sono stati aggiunti nel cortex una serie di approfondimenti che illustrano il funzionamento delle combo e delle abilità. Proprio le combo potevano risultare di difficile comprensione per i neofiti, che venivano lanciati nell’azione senza alcuna spiegazione o suggerimento utile. In questo modo si migliora la curva dell’apprendimento, il che fa sempre bene.

Lo sviluppatore ha inoltre potenziato in maniera sensibile numerose armi ed equipaggiamenti di rango Masterwork. In questo modo i giocatori verranno invitati ulteriormente a farmare per ottenere i pezzi, che diventeranno a conti fatti molto più efficaci.

anthem

Tenere le gambe nei javelin di Anthem deve essere la cosa più scomoda del mondo

Poi ci sono dei fix che devo assolutamente tradurvi dall’originale, perché meritano.

  • Rimosso il personaggio di Dax dallo sfondo di una conversazione in cui ci viene detto che è uscita per andare a prendere il tè.
  • Risolto un problema in cui il comandante Vule lasciava l’inquadratura durante una conversazione con Brin e il giocatore.
  • Risolto un problema in cui il braccio di Jarek Arnel spariva malamente dentro il muro.
  • Risolto un problema in cui ci si diceva che la nostra squadra stava aspettando che ci preparassimo, mentre non era vero.
  • Risolto un problema in cui Faye non appariva durante una scenetta in cui parlava con Haluk.

Tutto ciò è meraviglioso.

Penso sia evidente che il nuovo update vada a tamponare alcune importanti criticità del gioco. Per quanto mi riguarda il piatto forte non è certamente lo stronghold, ma piuttosto la possibilità di saltare quella sfilza di caricamenti per dedicarmi alle attività che desidero.
Chiarita l’importanza dell’aggiornamento, bisogna sottolineare anche che questi fix erano assolutamente dovuti. Dalla mia prospettiva si stanno eliminando problematiche che non avrebbero mai dovuto essere presenti nella build lanciata sul mercato.
Cerchiamo di non farci ingannare, perché attualmente Anthem è in pieno sviluppo. Non è un gioco finito, non è contenutisticamente completo, e non è ottimizzato. Questo è a tutti gli effetti un videogame in accesso anticipato venduto a prezzo pieno.

Anthem

Anthem sta migliorando, ma servirà ancora tanto tempo

I cosiddetti “quality of life adjustments” sono solo feature che avrebbero dovuto essere lì fin dal lancio. Sarebbe da stupidi fare i salti di gioia perché adesso possiamo aprire l’inventario durante le missioni. E sarebbe da stupidi celebrare la rimozione di tempi di caricamento che stanno fuori da ogni logica. Gli sviluppatori stanno sviluppando, fanno il loro lavoro, stanno costruendo un gioco che è ancora lontano dall’essere completato. Questo significa che nel tempo andremo incontro a miglioramenti. Significa anche che, con ogni probabilità, abbiamo messo le mani su Anthem nel peggior momento possibile, e che dunque le cose – in teoria – dovrebbero ora andare a migliorare.

Fix, contenuti, ottimizzazioni e tutto il resto arriveranno perché Electronic Arts ha già preso i nostri soldi. Avete già pagato per tutto quello che solo adesso state cominciando a ricevere. In pratica avete finanziato Anthem stile Kickstarter. Avete creduto in un progetto e deciso di investire del denaro per una prenotazione.
In questo caso specifico non si trattava di uno sviluppatore indipendente, né di un team semi sconosciuto, né di un videogame che avesse bisogno del vostro supporto. Ma è comunque andata in questo modo.
Siamo ancora in fase di early access. Magari tra un annetto Anthem sarà effettivamente completo, ma per il momento siamo ancora lontani.

BioWare deve ora continuare a lavorare in maniera intelligente, correggere al più presto le criticità più evidenti, tra cui il discorso loot. In seguito, quando il gioco sarà effettivamente completo, si potrà valutare qualche rilancio. Magari si adotterà un sistema free to play, magari si utilizzerà la struttura per creare un seguito, magari Electronic Arts si butterà su una nuova campagna marketing per invogliare i giocatori a dare un’altra chance al suo prodotto. Un prodotto che attualmente non possiamo considerare molto più di una alpha.