Anthem non ha certo iniziato il suo cammino verso il lancio con il piede giusto. Anzi, sembra proprio che se la vedrà piuttosto brutta, considerando anche la competizione serrata da qui a febbraio. La vip demo ha suscitato più dubbi che impressioni positive, alla luce di problemi tecnici gravissimi (tra cui server che si auto-ddosano) e un feeling generale di mediocrità e già visto. Ora, lungi da noi dare giudizi prima dell’uscita di un gioco, ma le nostre impressioni spaziano dal cauto all’estremamente pessimistico. Perché? Principalmente perché parliamo di un titolo EA, e sappiamo tutti cosa comporti ciò. Micro-transazioni, micro-transazioni ovunque.

Proprio nelle scorse ore è circolata su Reddit un’immagine dello shop di Anthem. Per chi non lo sapesse, nel gioco ci sarà la possibilità di comprare oggetti e skin sia con valuta in game che con soldi veri. 100 unità di valuta equivalgono a circa 1 dollaro, probabilmente 1€ nel nostro caso. Nello screenshot si vede chiaramente che le colorazioni delle armature costano ben 2000 unità ciascuna. Con un breve calcolo ci accorgiamo che il prezzo di una skin in soldi reali si aggira dunque sui 20$. Onesti, non vi pare?

Per noi non è affatto una sorpresa, del resto la stessa Bioware su Twitter aveva specificato come, rispetto alla demo, progressione ed economia nella versione finale sarebbero stati “totalmente differenti”. E non avevamo dubbi che si intendesse in senso negativo. EA perde il pelo ma non il vizio. Orgoglio e senso di realizzazione alla massima potenza, cari signori. Roba da far invidia persino a Bethesda con i suoi carissimi vestiti di Babbo Natale sullo store di Fallout 76.

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Alcuni hanno apprezzato la demo di Anthem, altri lo ritengono privo di originalità

Bioware ha altresì affermato che l’immagine non rappresenti il prodotto finito, in quanto i prezzi cambieranno sicuramente nella versione finale. “Questi prezzi non rappresentano il modello economico definitivo. Stiamo lavorando sul bilanciamento quasi ogni giorno e quanto vedete è soltanto un’iterazione. Ecco perché non vogliamo discutere di tali argomenti, in quanto si tratta di elementi soggetti a variazioni continue finché non arriva il day one”.

Già, peccato che nei live service i prezzi cambino di continuo anche dopo il lancio e in ogni caso EA finora ha dimostrato di non essere degna della minima fiducia. Il fatto che siamo all’oscuro di come funzioneranno le micro-transazioni su Anthem e quanto ci vorrà per sbloccare gli oggetti senza spendere la dice lunga. Informazioni basilari come il prezzo dovrebbero essere ben chiare sia ad utenti che a sviluppatori molto prima dell’uscita. Fare diversamente significa avere qualcosa da nascondere. Basti pensare a Black Ops 4 e al modo losco in cui ha implementato il mercato nero.

Questo trend delle micro-transazioni obbligatorie nei giochi online ha decisamente oltrepassato il limite. I publisher sembrano convinti del fatto che bisogna per forza di cose imitare Fortnite. Lo facessero nel modo giusto, poi! Cercare di implementare un modello economico da free to play in un titolo venduto a prezzo pieno è folle e vergognoso. Se Anthem fosse stato gratuito non avremmo neanche fiatato a riguardo. Ma costa, e costa anche tanto.

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Attenzione a non farsi prendere dall’hype

E allora ragazzi, la morale è ancora una volta: non fidatevi. Non lasciatevi prendere dall’hype per questi maledetti live service e recuperate piuttosto un single player (ammesso e concesso che non ci siano sorprese anche lì). Se proprio non riuscite a ignorare Anthem e simili, per lo meno aspettate qualche settimana o mese e poi vedrete se si tratterà dell’ennesimo shop travestito da videogioco oppure di un prodotto in cui vale la pena investire tempo e risorse.

Dal mio punto di vista, comunque, Anthem sarà un flop. L’ennesimo, avido, fallimento di Electronic Arts. Mi auguro di essere smentito prima che sia troppo tardi.