Questa non è una recensione che arriva in ritardo. Più semplicemente, con L’Armeria Nera Bungie ha deciso di gestire le cose un po’ diversamente rispetto al passato. I contenuti di questa nuova espansione di Destiny 2 inizialmente erano infatti bloccati, e sono divenuti disponibili nell’arco di un mese. Una scelta bizzarra, direte voi. E noi non possiamo che essere d’accordo.
Ma a prescindere da idee poco sensate è giusto adesso fare il punto della situazione e capire se questo DLC meriti o meno l’acquisto con una recensione approfondita.

Destiny 2 armeria nera black armory recensioneDestiny 2 – L’Armeria Nera – Recensione

Data di uscita: 04/12/2018
Versione recensita: PC
Disponibile su: PC, PS4, XB1
Lingua: Italiano
Prezzo di lancio: €19.99

The Black Armory, o L’Armeria Nera, coincide con una sana voglia di sperimentare da parte di Bungie. Lo sviluppatore ha pensato di mettere da parte la trama, offrendo invece delle attività che garantissero una elevata rigiocabilità sul lungo periodo. Concettualmente quindi qualcosa di simile a Protocollo d’Intensificazione o il Pozzo Cieco. La nuova attività è per l’appunto la Forgia, mentre mancano del tutto cutscene, assalti, missioni tradizionali, nuove ambientazioni o una nuova storia. Conosceremo invece un personaggio mai visto prima. Si chiama Ada e ci darà una sfilza di missioni che sbloccheranno le quattro Forge dove in teoria dovremmo passare i prossimi due mesi.

Dico “una sfilza” perché sono veramente tante, e sono molto lontane dall’essere divertenti. Con L’Armeria Nera Bungie ha infatti esasperato l’elemento grinding presente nel gioco, costringendoci ad affrontare dei passaggi in sequenza che sono messi lì apposta per allungare il brodo. Che si tratti di sbloccare una forgia con le missioni o di ottenere una nuova arma, il game design si dimostra assolutamente fallace, privo della benché minima originalità.

Se vuoi fare questo uccidi tot cattivi, poi uccidi tot cativi in questo posto, poi uccidi tot cattivi con quest’arma. Appena hai finito torna dal nuovo NPC, che abbiamo intelligentemente collocato nel punto più sperduto della Torre, in maniera tale che cammini quei 30, 40 secondi in più che aggiungono gameplay e divertimento. Ottenuta l’arma te la diamo con i random roll, in maniera tale che sarà altamente improbabile riceverne una davvero valida. Così dovrai ripetere l’intera sequenza. Moltiplichiamo tutto per il numero di forge e per il numero di armi esclusive presenti in ciascuna forgia. Ecco che abbiamo la longevità. Benvenuti in L’Armeria Nera.

Destiny 2: L’Armeria Nera – Video recensione

Dunque, è verissimo che i random roll sono stati richiesti a gran voce dalla community, ma è altrettanto vero che agli sviluppatori si chiede buonsenso. Un conto era ottenere Eyasluna con dei roll perfetti, un altro è perdere le giornate uccidendo avversari stupidi in un ciclo infinito di quest del tutto prive di interesse o stimoli. Questo non è buon game design. Questo è esattamente l’opposto di un buon game design. E in questa mediocrità L’Armeria Nera ci sguazza allegramente.

Non fraintendetemi però, le forge in sé sono divertenti. Sono eventi brevi, molto intensi, ambientati in quattro nuove arene situate fra la Terra e Nessus. Si può partecipare al massimo con un team da tre giocatori. Alcuni riusciranno a vincere anche in 2, ma si richiede un’abilità notevole, personalmente ci sono riuscito solo con la terza lacalità, Izanami.

Il funzionamento è piuttosto semplice. Abbiamo una forgia al centro dell’arena e un timer con un conto alla rovescia. Verremo immediatamente attaccati da un’ondata senza fine di avversari. Alcuni di questi brilleranno di azzurro e, se uccisi, aggiungeranno dei secondi al contatore e rilasceranno una o più sfere di luce. Il round finisce quando avremo lanciato 20 sfere nella forgia. Ci sono due round da vincere più uno finale contro un boss.
La cosa fondamentale sarà quindi essere abbastanza veloci a uccidere i nemici, capire i punti di pop degli avversari luminosi (variano in base al round) e, naturalmente, evitare di farci ammazzare.

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In un inaspettato momento di lucidità mentale, Bungie ha aggiunto il matchmaking alle forgia

Con L’Armeria Nera Bungie sorprende un po’ tutti e smette di complicarsi da sola la vita. Le forge hanno il matchmaking! Otto minuti di applausi, per favore.
Proprio il matchmaking è infatti una feature che gli utenti chiedono a Bungie dai tempi del primo Destiny, per un gran numero di attività. A tanti anni di distanza la compagnia sembra avere ancora difficoltà a comprendere quanto sia fondamentale poter fare gruppo con utenti casuali. E’ un ragionamento troppo complesso.

Ad ogni modo, sarebbe tutto molto bello se suddetto matchmaking funzionasse a dovere, ma purtroppo non è così. Il tempo a disposizione per ricercare altri giocatori è piuttosto limitato, dunque spesso e volentieri vi ritroverete del tutto soli ad affrontare una sfida che non potrete superare. Questo è vero in particolare per alcune forge più che altre, e in alcuni giorni della settimana più che in altri. Gli utenti tendono a concentrare tutte le attività subito dopo il reset del martedì, quindi si presenta una situazione piuttosto simile al Pozzo Cieco. Andate di martedì o mercoledì e probabilmente avrete fortuna e troverete gente. Andate un altro giorno e probabilmente non concluderete nulla.

Concedendo più tempo al matchmaking si sarebbe potuto arginare almeno in parte il problema, ma ovviamente dipende tutto da quante persone siano effettivamente interessate all’evento in quel particolare momento.
Non aiuta poi il fatto che per avviare il matchmaking bisogna recarsi fisicamente alla forgia d’interesse. Considerato che L’Armeria Nera offre 4 forge in totale, a mio parere sarebbe stato molto più sensato dare la possibilità di accedere direttamente dalla mappa delle destinazioni, un po’ come avveniva nel primo Destiny con La Prigione degli Anziani.

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L’Armeria Nera fa pur sempre parte di Destiny, quindi si lanciano palle. E’ necessario.

L’evento è in sé piuttosto divertente, frenetico. Le arene sono tutte progettate in maniera intelligente, con la terza dotata tra l’altro di una forma molto particolare. Se l’attività è piacevole, purtroppo i boss non sono esattamente interessantissimi. Si tratta solo di abbattere degli scudi (tutti allo stesso modo) e sparare finché il cattivone non muore. Non c’è nessuna meccanica particolare, è tutto molto banale. I round per arrivare al boss risultano a conti fatti più piacevoli dello scontro col boss stesso.

C’è inoltre un problema di bilanciamento. Nella mia personale esperienza, la prima forgia è sempre risultata la più difficile, nonostante il livello richiesto per accedere sia in assoluto il più basso. Probabilmente dipende dal fatto che i Cabal siano più fastidiosi rispetto agli altri avversari, ma resta il fatto che avrete più difficoltà a vincere la prima forgia che non l’ultima. Ultima forgia che, tra l’altro, ha un boss finale veramente ridicolo, senza ombra di dubbio il più facile tra i quattro presenti nel nuovo evento.

Le ricompense sono ok, ma non stravolgono nulla nell’economia di gioco. Ci sono un paio di armi esotiche, buone e alcune leggendarie che possono venir fuori con roll di tutto rispetto.

Ciò che mi infastidisce di più è probabilmente il solito difetto che negli anni Destiny non è mai riuscito a scrollarsi di dosso. Anche con l’Armeria Nera, a regnare è come al solito la modalità orda. Il livello di difficoltà è creato artificialmente con la sfilza di avversari che ci verranno addosso. Questo espediente viene utilizzato fin dal lancio all’interno del franchise, palesa un game design pigro e spesso privo di inventiva.

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Ne L’Armeria Nera c’è un nuovo NPC. Fatevi i chilometri per raggiungerlo.

Unico frangente in cui Bungie sembra davvero impegnarsi sono invece i raid, e fa piacere sapere che anche in questo caso la situazione è decisamente positiva.

Il nuovo raid si chiama Scourge of the Past, e in termini di dimensioni è più vicino a un Raid Lair delle altre espansioni, che non a uno vero e proprio. Per quanto breve l’ho trovato denso, molto piacevole, e finalmente con una bella svolta in termini di ambientazione.

Si va sulla Terra, tra i tetti di palazzi in rovina, a combattere Caduti e a sfruttare gimmick che non avevamo ancora incontrato. Tra le novità c’è il Berserker, un nuovo avversario dotato di un particolare scudo che richiedere due persone per essere disattivato. Niente di particolarmente impegnativo, ma il bello viene poco dopo.

Con l’Armeria Nera e Scourge of the Past, Bungie si è finalmente decisa a rispolverare la corsa degli astori, richiesta a gran voce dai fan. Adesso non è una vera e propria gara contro i compagni, ma una fuga da un avversario che ci inseguirà senza sosta. E’ probabilmente la parte del raid che ho più apprezzato, adrenalinica, esilarante. Per superarla basta che solo due dei sei membri del party arrivino a destinazione, dunque chi non è particolarmente abile alla guida potrà affidarsi alle abilità dei compagni.

Naturalmente questo particolare scontro mette in risalto tutte le mancanze della fisica applicata agli sparrow, mancanze che comunque conosciamo ormai da un pezzo. I nostri mezzi si muovono in maniera bizzarra, lo sappiamo bene, e tante volte capiterà di schiantarsi o finire fuori pista accompagnati da una buona dose di frustrazione. Eppure bisogna comunque ammettere che correre come forsennati con una palla infuocata che ti tallona ha il suo perché.

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L’Armeria Nera: 141.80

Il design del boss finale è uno spettacolo. E’ diversissimo dagli avversari affrontati prima d’ora, e farà venire la pelle d’oca agli amanti di Solid Snake e Big Boss. In tutta franchezza non sono però troppo convinto della fase puzzle. Nel corso degli anni ho notato come Bungie abbia reso le meccaniche dei raid sempre più complesse, a volte perdendo di vista il divertimento vero e proprio. Qui non si raggiungono gli estremi di certi Raid Lair (niente palle da lanciare), ma lo scontro col boss mi è parso frammentato.

Il party è costretto a dividersi, non tutti i giocatori si ritroveranno a sparare al cattivone per tutta la durata del combattimento. Trovo che questo spostarsi da una parte all’altra e darsi il cambio con i compagni possa a volte essere sensato, il problema è quando diventa lo standard all’interno di tutti i raid. Personalmente ho un po’ il desiderio di qualcosa di più semplice e lineare, dove la difficoltà sia data dall’avversario in sé, e non dalle ondate di nemici che ti vengono addosso o dalla necessità di spostarsi continuamente a causa di laser che ti sparano dal cielo.

Accettabile


L’Armeria Nera è un DLC che mi sento di consigliare solo a chi abbia la possibilità di giocare il raid. Se non avete un team o se state puntando solo alle forge sappiate che si tratta di un’esperienza tutto sommato trascurabilissima, e che non aggiunge molto in termini di qualità né di quantità. E’ vero, vi perderete un paio di armi molto valide, ma possono comunque essere rimpiazzate da altro senza troppi problemi. Le forge in sé sono piuttosto divertenti, ma troppo fini a se stesse e soprattutto progettate con poco criterio, anche a causa di un matchmaking che fa acqua da tutte le parti.
Il raid, d’altra parte, è fatto molto bene, si torna a correre sugli sparrow, c’è un avversario finale molto figo, c’è tanta sostanza. Ci sono però anche tutti i soliti difetti di Destiny 2, tra cui una difficoltà artificiale basata su una costante modalità orda, e meccaniche a volte inutilmente complesse.

Pregi Difetti
  • Raid denso e divertente
  • Le Forge sono piuttosto adrenaliniche
  • Contenuti distribuiti in modo molto discutibile
  • Matchmaking delle Forge insoddisfacente
  • Tutti i soliti problemi di Destiny
  • Niente storia o aree nuove a parte il raid
  • Pochezza di contenuti in relazione al prezzo