Quando Days Gone fu presentato all’E3 del 2016 fece esultare i fan dei cari, vecchi zombi. C’erano orde spropositate da cui fuggire, e se nel frattempo ci scappava una carneficina a base di non morti tanto meglio. In buona sostanza, quello che ci si aspettava da Days Gone era proprio questo. Orde grosse e incazzate che ci immergessero nella più classica delle apocalissi zombi, con tutto ciò che ne consegue in termini di opzioni e game design.
Queste attese sono state pienamente soddisfatte? La risposta è sì… Ma in realtà no.

days gone recensioneDays Gone – Recensione

Data di uscita: 26/04/2019
Versione recensita: PS4
Disponibile su: PS4
Lingua: Italiano
Prezzo di lancio: €69.99
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Days Gone si apre in modo straordinario. Il mondo è appena entrato in una nuova era, quella dei non morti. La ragione della pandemia è ignota. I protagonisti sono impegnati in una fuga disperata, ammantati dalla speranza di sopravvivere, con una conta dei feriti già piuttosto numerosa. Sarah, moglie del protagonista Deacon, ha una ferita profonda allo stomaco e Boozer, fratello di Sarah, un foro di proiettile sulla gamba. Per miracolo i tre riescono a trovare un elicottero dei soccorsi intento a partire, ma questo può ospitare solo due persone. Le condizioni di Sarah sono pessime ed è costretta a salire a bordo. Alla fine Deacon e Boozer rimangono in quell’inferno da soli.

Questa scena, oltre a segnare l’inizio del gioco, è semplicemente sublime. Si delinea perfettamente e in pochissimo tempo la psicologia generale dei personaggi. Il giocatore prova rapidamente una certa empatia, e si rende chiaro quanto curata sia la narrativa di Days Gone.
Le espressioni dei personaggi, la colonna sonora, la regia e il doppiaggio, tutto è studiato per fornire un esperienza ludico-narrativa eccezionale. Purtroppo però non possiamo non provare una strana sensazione, difficile da identificare. Un pensiero plausibile potrebbe essere: “Ma io voglio vedere gli zombi… E ne voglio vedere tanti.” Nelle prime fasi di gioco, Days Gone si allontana parecchio da quanto ci aspettavamo.

Days Gone – Trailer di lancio

Superata la sequenza iniziale, il gioco fa un salto temporale di due anni e mostra Deacon e Boozer in sella delle loro potentissime moto. E’ chiaro che si siano ormai abituati a vivere in un mondo dove la follia e le mostruosità siano all’ordine del giorno. E’ proprio in questo contesto che il gioco si sviluppa.
Essendo costretti a difendersi da mille pericoli, i personaggi hanno a disposizione sia un sistema di shooting interessante, che uno per il combattimento in mischia. Quest’ultimo è stato visto e rivisto più volte, ma rimane comunque abbastanza valido.

Il sistema di combattimento in mischia non brilla per originalità: premi costantemente lo stesso tasto per attaccare e quando il nemico schiva fa lo stesso anche tu, poi ricomincia a premere costantemente lo stesso tasto. Senza nulla togliere alle animazioni del combattimento corpo a corpo, la meccanica è piuttosto monotona.

Ad ogni modo, non pensiate di poter affrontare Days Gone in modalità Rambo, in particolare se il gioco viene giocato a difficoltà elevate. Per esempio, se ci si dovesse trovare dietro un riparo mentre 4 nemici ci puntan contro i fucili, tentare di risolvere tutto con una sparatoria si rivelerebbe una pessima idea. Piuttosto sarebbe indicato rinunciare a quell’unico fumogeno al quale ci si era immancabilmente affezionati… A mali estremi, estremi rimedi. Oppure, durante i combattimenti contro sciami di zombi è praticamente obbligatorio lanciare molotov come se piovesse.

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Days Gone è piuttosto diverso rispetto a quanto ci aspettassimo

Fortunatamente viene in nostro soccorso il sistema di crafting. Anche questo non propone nulla di innovativo: trova gli oggetti necessari per creare quella determinata cosa, apri la ruota degli oggetti, seleziona ciò che ti interessa et voilà, una granata a frammentazione bella e pronta. Così come in molti altri videogame, anche qui è possibile creare gli oggetti più elaborati in una frazione di secondo, anche durante una fuga disperata. Utile, sì… ma è innegabile che sia un omicidio del realismo e del livello di sfida. Se nel mezzo di un combattimento ci si ritrova ad avere granate quasi infinite, non è che ci si possa sentire esattamente in un survival.

Passando ad altro, nel mondo di Days Gone sono presenti più fazioni. Parlare di buone e cattive sarebbe una follia dato che in un mondo del genere il concetto di bene e male è piuttosto distorto. Piuttosto sarebbe meglio differenziarle tra quelle che accettano il protagonista senza sparagli a vista e quelle che invece gli sguinzagliano contro i cani.

Ogni fazione alleata ha un accampamento con cui il giocatore dovrà lentamente creare un rapporto di fiducia. Così facendo, gli NPC inizieranno a venderci armi ed equipaggiamenti sempre migliori, e sbloccheremo opzioni di dialogo aggiuntive con alcuni dei membri della fazione. Ogni accampamento inoltre ha una sua moneta specifica, perciò anche se il giocatore dovesse diventare ricchissimo in uno degli accampamenti, potrebbe comunque essere un poveraccio in un altro. Per guadagnare fiducia e denaro, sarà necessario recuperare viveri durante i nostri viaggi, portare orecchie delle creature infette che sono state sconfitte come taglie, o semplicemente svolgere missioni affidate dal capo della fazione di turno.

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Days Gone si prende parecchio tempo prima di introdurre le orde di zombi

La caccia e le taglie meritano una menzione speciale: più sono pericolosi gli animali uccisi e maggiore sarà il compenso, motivo in più per interrompere per qualche minuto i viaggi in moto e seguire qualche traccia. Potrà sembrare una sciocchezza, ma oltre ad essere divertente aumenta parecchio la longevità del titolo. Per le taglie vale lo stesso discorso, poiché esistono più tipi di zombi e alcuni saranno veramente duri da sconfiggere, ragion per cui ogni volta che viene eliminato uno sciame, è bene dedicare qualche secondo a raccogliere le orecchie di ogni non morto ucciso.

Come accennato, Deacon è un biker vecchio stile: cappellino rovesciato, giacca di pelle e fazzoletto rosso in tasca a dimostrare il fatto che lui di motori se ne intende. La moto sarà interamente personalizzabile con livree disegnate ad hoc o con quelle già presenti in gioco. Tralasciando il lato estetico, sarà possibile acquistare dagli accampamenti pezzi di ricambio che miglioreranno le prestazioni del nostro bolide. Essendo questo il nostro unico mezzo di trasporto, dedicargli qualche attenzione sarà tempo ben speso. Ci saranno infatti tanti inseguimenti, fughe da animali, salti di ogni tipo e altro ancora, tutti eventi dopo i quali sarà necessario ringraziare motore, telaio, ammortizzatori, radiatore e così via.

Da quanto spiegato fino ad ora, sembra che Days Gone sia quasi privo di difetti, tra un’ottima narrativa, un buon sistema di combattimento e la solida meccanica delle fazioni… Ma durante la scoperta dei diversi elementi è praticamente impossibile non impazzire davanti a un frame rate che a malapena tiene stabili i 25… in particolare durante le sezioni di guida.

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Purtroppo Days Gone è afflitto da problemi tecnici considerevoli e inspiegabili

Bend Studio ha fatto un lavoro eccellente sotto molti punti di vista, ma questa è una esclusiva PS4. Ci si aspetta che nella console nativa tenga un frame rate stabile e convincente. I più sensibili (quale l’editor in questione) saranno obbligati a fermarsi durante certe fasi del gioco. In alternativa è possibile continuare a giocare a costo di rimetterci il pranzo. Magari, durante una fase cruciale della trama, diventa necessario interrompere la partita a causa di seri fastidi fisici, che ci porteranno ad odiare chiunque si sia occupato dell’ottimizzazione.
Chiaramente è ancora presto per disperare, anche adesso il team sta lavorando per patchare il gioco fino all’inverosimile per risolvere questi fastidiosissimi problemi, ma chi ha comprato il gioco al lancio certamente non ha potuto godere appieno dell’esperienza. E comunque sia, fa strano che un gioco uscito da neanche un mese abbia già ricevuto 8 patch.

La trama principale di Days Gone dura in media 35 ore. Se giocato con criterio e svolgendo alcune quest secondarie (che poi tanto secondarie non sono), il gioco durerà in media 45 ore.
Le famose orde non faranno la loro apparizione prima delle 25 ore se andiamo di fretta. 35 se tendete a giocare con più calma. Perciò sì, le orde ci sono e sono belle grosse, come avevano promesso. Prima di presentarcele però, il giocatore deve aver fatto una certa pratica con le meccaniche del gioco, o sarebbe stato un suicidio. Già incontrare un piccolo sciame di zombi nelle prime fasi è da cardiopalma, in termini di gameplay la scelta è sensata. Ma il problema rimane: non era questo che ci era stato promesso.

E dunque, per tirare le fila del discorso… Days Gone, cosa sei?

Consigliato


Days Gone è stato una bellissima bugia. Mostriamo trailer spettacolari, orde di zombie, accattiviamoci quei videogiocatori che comprano videogame action, ma lasciamo anche intendere che la trama sarà importante. Bend Studio ha proposto qualcosa di un po’ più maturo rispetto ai classici titoli dove si massacrano zombi. Peccato per le numerose mancanze tecniche e per il fatto che si prenda davvero tanto tempo prima di deliziarci con le feature promesse. Quando arrivano c’è comunque di che divertirsi.

Pregi Difetti
  • Trama ben scritta
  • Personaggi definiti e solidi
  • Sistema di combattimento si presta a tanta inventiva
  • Colonna sonora splendida
  • Sistema delle fazioni convincente
  • Le orde sono fantastiche e divertentissime
  • La moto è divertente da guidare
  • Frame Rate instabile e fastidioso
  • Perde molto tempo per offrire le meccaniche promesse
  • Le battaglie contro i nemici umani a volte sono troppo semplici
  • È difficile prendere confidenza con la moto
  • Molte meccaniche sono riciclate da altri giochi