Una persona sana di mente penserebbe che dopo aver bruciato 3,1 miliardi di dollari in Borsa Electronic Arts potrebbe fare due più due e imparare la lezione. Blake Jorgensen, che sarebbe il CFO della compagnia (!), si è alzato in mattinata pensando che fosse il momento giusto per raddrizzare il proprio karma, e ha spiegato per quale motivo i loot box di Star Wars Battlefront 2 influenzassero la progressione nel gioco. Mi limito a tradurre le sue parole, poi ci ragioniamo un secondino insieme. Ok? Ok.

“La cosa a cui stiamo estremamente attenti e a cui loro (i giocatori) fanno molta attenzione è che non si violino i canoni stabiliti da Star Wars. E’ un franchise straordinario, costruito nel corso di tanti anni, quindi se cominciassimo a inserire contenuti cosmetici potremmo violare tali canoni, no? Darth Vader in bianco probabilmente non ha molto senso, se pensiamo a quello nero. Per non parlare del fatto che è improbabile che vogliate vedere un Darth Vader in rosa. Senza offesa per il rosa, ma penso che non rispetterebbe i canoni del franchise.

Quindi, ci potrebbero essere delle modifiche cosmetiche, e stiamo lavorando insieme a Lucas in tal senso. Il problema è che non è facile, non è come quando lavori a una tua IP e hai tutte le libertà. In Star Wars diventa una cosa molto importante, perché i fan di Star Wars vogliono realismo. Eppure i fan di Star Wars potrebbero anche voler modificare qualcosa, magari avere una spada laser di un altro colore, eccetera. Magari in futuro vedrete cose del genere.”

Hm.

Lo sguardo della furbizia

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Quindi, i “canoni stabiliti da Star Wars” sono il motivo per cui i loot box determinano il progresso all’interno del gioco. Ok, quali canoni? Il canone secondo cui stiamo combattendo con Darth Vader e Darth Maul contemporaneamente sullo schermo? Sì dai, ricordo benissimo Star Wars Episodio Cane, quando Darth Maul in pubertà gioca a My Little Pony su 3DS e sogna un enfisema polmonare per mettere la maschera di Batman ritoccata. Venti anni dopo abbiamo l’incrocio perfetto, Darth Vadoul… hmm Darth Moulder… e parte la musichetta di X-Files. Tutto perfettamente nel canone. Facciamo gentilmente un applauso molto molto lento per EA, grazie.

I “canoni stabiliti da Star Wars”. Battlefront 2 consiste nello sparacchiare in faccia a giocatori dell’altra squadra, punto. Se mi sbatti in partita personaggi di epoche diverse, in pianeti dove non sono mai stati e mi crei dei combattimenti che non hanno mai avuto luogo, quale tipo di ictus ti sta colpendo per parlarmi del “canone di Star Wars”?

E poi l’illuminazione zen, il momento catartico di un uomo che ha dato un senso alla sua mattinata: i contenuti cosmetici significano Darth Vader rosa. Accettatelo, è così. E voi non potete fare nulla per negarlo.
A parte forse menzionare il precedente Star Wars Battlefront, uscito solo due anni fa, dove questi temibili contenuti cosmetici, per qualche motivo, c’erano! Evidentemente del “canone di Star Wars” non gliene fregava assolutamente nulla. O forse sono riusciti a rispettarlo anche con i contenuti cosmetici?! No dai, sarebbe assurdo. Dimostrerebbe che quest’uomo sta sparando cagate a pressione.
Perché, indovinate un po’, nonostante nel Battlefront del 2015 ci fossero questi contenuti, per qualche motivo non c’era nessun Darth Vader rosa. Coincidenza?! Gomblotto!? Alieni!

Battlefront 2 si difende dalle false informazioni diffuse dagli alieni

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Perché due anni fa, Electronic Arts sapeva che i contenuti cosmetici non sono necessariamente Darth Veder rosa, né Yoda col morbillo né Chewbacca con le palle depilate.
Magari in Battlefront 2 si poteva introdurre un cappellino? Un braccialetto? Modificare il bordo di un elmo? Non è che devi per forza darmi i tatuaggi a forma di Cristina D’Avena in una sessione di bukkake. #Connettiamoilcervello.

Perché poi, stiamo attenti, i fan di Star Wars vogliono realismo. Lo ha detto lui. Deve essere vero.
I fan di una serie fantastica vogliono realismo. Vogliamo jedi, sith, spade laser, ewoks, rancor e sarlacc. E realismo. Tantissimo realismo. Non fa una grinza.

Egregio sig. Jorgensen, hai fame e non ragioni bene, pigghiati na pizzetta.