E siamo qua. Tornati dalle ferie, carichi e pimpanti più che mai, pronti a parlarvi di video… Ah, no, come non detto. Volevamo parlare di videogiochi ma a quanto pare i pazzi dell’internet non vogliono concederci tregue. ResetEra, nello specifico, sembra essere tornato alle abitudini di sempre, ovvero distruggere tutto ciò che non gradisce in pieno stile social justice warrior. Sì, insomma, quei malati mentali che avevano fatto censurare Smash Bros Ultimate e Catherine Fullbody perché troppo “offensivi”. La vittima di turno è Ion Fury, uno sparatutto in prima persona sviluppato da 3D Realms e uscito nei giorni scorsi su PC.

In sostanza gli oppositori della libertà d’espressione di CensorEra hanno fatto pressioni sul publisher del gioco, Voidpoint Interactive, affinché prendesse provvedimenti contro gli sviluppatori. A quanto pare il gioco conterrebbe linguaggio “insensibile” non meglio specificato, forse qualche spregevole battuta sui disoccupati della Cambogia meridionale o sull’esistenza del Molise. Non solo, ma hanno chiesto il licenziamento di un dipendente della compagnia per dei commenti “transfobici” pubblicati su Discord.

I commenti riguardavano il fatto che alcuni genitori costringano i bambini a cambiare sesso già in tenera età. Non ci esprimiamo sulla questione (credeteci, è meglio così) ma crediamo che voler licenziare una persona per divergenze d’opinioni al di fuori del posto di lavoro sia pura follia. La verità è che se non la pensi come loro sei nel torto, devi essere cancellato e non avere più la possibilità di dire la tua. L’ex community manager di GOG ne sa qualcosa.

Una grafica retro non salva Ion Fury dalla psicosi collettiva dei guerrieri sociali di ResetEra.

Voidpoint, scemo com’è, ha abboccato e pubblicato un post di scuse con le solite paraculate che ovviamente non serviranno a niente perché alla fine se sei un guerriero sociale perennemente offeso c’è un 98% di possibilità che tu sia anche disoccupato, squattrinato, privo di passione per qualsiasi cosa e soprattutto di buonsenso. Figuratevi che sul forum nessuno sembra voler “perdonare” gli sviluppatori e acquistare il loro gioco, neanche dopo l’annuncio della donazione di 10.000$ dai profitti di Ion Fury al lancio ad un’associazione pro LGBT e l’istituzione di un corso per “sensibilizzare” il proprio staff, cosa che sa molto di Arancia Meccanica.

Niente di strano, i guerrieri sociali non supportano altri che se stessi. Tipo tutti quelli che si lamentano dei giochi giapponesi e del fanservice senza averci mai giocato, o che chiedono ai publisher di censurarli a prescindere mettendolo in quel posto ai veri fan. Ma un pugno di cazzacci vostri no, eh? Tolleranza, inclusione e diversità vanno bene solo quando gli conviene, mai quando si tratta di affrontare dibattiti con altri schieramenti ideologici o semplicemente di rispettare i gusti altrui.

Però vedete, la colpa ce l’ha principalmente il publisher che si è piegato alle richieste assurde di questi fanatici e ha addirittura programmato una patch censoria per il gioco (oltre ad aver chiuso centinaia di discussioni sui forum di Steam e bannato altrettanti utenti). Così facendo si strizza l’occhio alle vittime professioniste e si dà invece il medio a chi effettivamente ti supporta. Marketing 2.0, che funziona sempre, e Respawn ne è testimone. Se avete intenzione di procurarvi il gioco (e non a caso ho usato il verbo procurare) fatelo al più presto o ve lo beccherete in versione politicamente corretta. Altrimenti fate come noi: comprate la Day One Edition fisica di Shantae Half Genie Hero e bafantoculu. I soldi si danno solo a chi li merita.