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Luna: The Shadow Dust – Recensione | Punta e clicca artistico

Personalmente ho sempre avuto un debole per i videogame con grafica disegnata a mano. Luna: The Shadow Dust mi ha affascinato da subito, ricordandomi in parte i lavori di Studio Ghibli, in parte alcuni cartoni animati francesi di qualche anno fa. Lantern Studio ha lavorato con passione, questo sarà chiaro un po’ per tutti. La passione però non è sempre sufficiente a realizzare un gioco all’altezza o a giustificare la spesa del biglietto. Biglietto che in questo caso costa 20 euro. Andiamo a scoprire nella nostra recensione come se la cava questa piccola produzione del circuito indie.

luna the shadow dustLuna: The Shadow Dust – Recensione

Data di uscita: 13/02/2019
Versione recensita: PC
Disponibile su: PC, Mac, Linux
Lingua: Italiano
Prezzo di lancio: €19.99
Sponsor: in offerta su Amazon

Nessun dialogo scritto, niente testi e niente doppiaggi. Luna: The Shadow Dust è un’avventura grafica punta e clicca che spiega la storia attraverso un paio di sequenze animate completamente mute, e attraverso un’ambientazione ricca di dettagli che presentano la lore del gioco. Forse parlare di lore è un po’ eccessivo, perché parliamo pur sempre di un gioco che finisce in un paio d’ore. Manca quindi il tempo per approfondire sui protagonisti, che vengono solo abbozzati.
La storia vede un giovane precipitare da un’altissima torre. Subito prima dello schianto al suolo, un qualche tipo di forza sconosciuta ne frena la caduta. Dopo essersi ripreso, il nostro protagonista deciderà di risalire la torre in compagnia del suo compagno, ad occhio e croce un gatto paffuto.

Abbiamo due personaggi principali, e saremo liberi di passare dall’uno all’altro con la semplice pressione di un tasto. Il ragazzo può toccare oggetti, tirare leve, azionare congegni e così via. Di contro, il gatto può passare attraverso spazi angusti, arrampicarsi e interagire con le ombre presenti nello scenario. Di conseguenza, il rapporto luce/ombra avrà grande importanza nell’economia di Luna: The Shadow Dust. Nei panni del ragazzino dovremo ad esempio manipolare candele o lucernari, spostarci nello scenario per modificare la proiezione della nostra ombra, rendendoci utili all’altro personaggio.

Luna: The Shadow Dust – Trailer di lancio

La progressione è lineare, priva di backtracking, basata su quadri vecchio stile. Ogni stanza della torre fa praticamente da livello a sé, dunque dovremo risolvere i puzzle lì presenti per sbloccare il passaggio e andare al piano successivo. Come dicevamo non c’è alcun tipo di testo o dialogo, quindi la risoluzione degli enigmi si basa sull’osservazione dell’ambiente e la comprensione dei meccanismi. C’è un processo di trial and error ma, trattandosi di un’avventura punta e clicca, non è prevista la possibilità di morire.

Luna: The Shadow Dust non è un gioco difficile, ma presenta una curva della difficoltà ben calibrata. Si parte con enigmi davvero molto semplici, praticamente triviali, che sembrano volerci iniziare alla comprensione delle meccaniche e al mondo di gioco. In realtà è più una perdita di tempo, considerato che il gioco in sé è molto breve.
Procedendo incontreremo un paio di stanze più complicate delle altre, con due spike nella difficoltà che potranno creare qualche problema. Forse un errore di bilanciamento, forse un mio personale momento di stupidità. Sono comunque solo due scenari, che alla fine si riesce a risolvere, basta avere un po’ di pazienza. Quando avrete difficoltà o crederete di esservi bloccati, tenete in considerazione i dettagli dell’ambientazione. Le pareti sono spesso decorate con incisioni, murali e disegni che, in qualche caso, offrono degli spunti o dei suggerimenti utili per risolvere l’enigma della stessa stanza.

luna the shadow dust recensione

Se un videogame decide di non offrire dialoghi di alcun tipo, è necessario che si ingegni in altro modo per guidare il giocatore sia in termini meccanici che nella comprensione della storia. In questo senso, Luna: The Shadow Dust non è proprio perfetto, e non riesce a farsi comprendere con chiarezza. Gli spike nella difficoltà dipendono proprio da questo, un difetto che viene evidenziato anche nella narrativa.
Il gioco offre infatti un paio di sequenze animate realizzate con cura, dotate di una buona regia e disegnate veramente bene, che però non riescono a tirare fuori tutto il potenziale dell’opera.

Arrivati alla conclusione del gioco avremo un quadro più chiaro di cosa sia successo, ma ci sarà anche un senso di amarezza. In qualche modo volevo di più, più storia, più lore, volevo conoscere meglio questo mondo di cui gli sviluppatori mi offrono invece solo un assaggio. Come accennato qualche rigo più su, le ambientazioni sono ricche di murali, ci sono tantissimi particolari che suggeriscono una storia profonda, cenni di mitologia, ci si sente incuriositi e stuzzicati, ma alla fine non si riesce ad avere abbastanza.

Journey, di ThatGameCompany, è l’esempio perfetto di come una struttura del genere andrebbe imbastita. Senza dubbio è possibile offrire un prodotto muto, ma bisogna comunque comunicare con il giocatore in maniera chiara, sia essa allegorica o meno, sfruttando tutti gli strumenti possibili. Lo stesso Abzu, per quanto imperfetto, era riuscito a parlare meglio con il giocatore attraverso un uso intelligente di murali e illustrazioni presenti nello stesso scenario. Peccato.

Spendiamo qualche parola anche sulla colonna sonora di questo Luna: The Shadow Dust, curatissima e molto evocativa. Una delle tracce in particolare mi ha ricordato un pezzo (Apotheosis) ascoltato proprio in Journey, e di cui la bravissima Taylor Davis ha realizzato una cover straordinaria qualche anno addietro. E’ senza dubbio una colonna sonora all’altezza della bella veste grafica della produzione.

Consigliato


Luna: The Shadow Dust è un’esperienza breve, che terrà impegnati gli amanti delle avventure punta e clicca per circa due ore. Ci sono giusto un paio di errori nella curva della difficoltà, che in linea di massima è comunque ben bilanciata. Gli enigmi sono carini, non troppo originali forse, ma funzionano, il gameplay è stimolante. Non è un gioco che farà la storia, non innalza gli standard del genere, questo è chiaro. E’ però un’offerta solida, resa interessante dal comparto visivo e sonoro, entrambi di altissimo livello. Peccato solo per una narrativa non all’altezza, nonostante gli intermezzi animati siano di ottima fattura. Se vi piace il genere è certamente da prendere in considerazione. Magari aspettate una piccola riduzione di prezzo.

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