Dispiace che sia Nintendo a spingere un po’ più avanti l’asticella dell’indecenza in fatto di monetizzazione dei videogame free to play. Tra l’altro proprio con Mario Kart Tour, che appartiene a uno dei franchise più amati dai videogiocatori di tutto il mondo. Ma procediamo con ordine e vediamo cosa è successo.

Come probabilmente saprete, pochi giorni fa Nintendo ha rilasciato su iOS e Android il suo nuovo titolo mobile free to play. Parliamo per l’appunto di Mario Kart Tour, con cui il colosso di Kyoto sta continuando a sperimentare in termini di monetizzazione su mobile.
Ovviamente si tratta di un videogame di corse arcade, con qualche variazione sul tema. Spingendo infatti sui trend del momento e sulla necessità di creare dipendenza, Nintendo ha riempito il gioco di elementi gacha. Uno degli obiettivi primari infatti è ottenere personaggi e oggetti attraverso un sistema basato su loot box. Il che è già abbastanza triste.

Il motivo è chiaro: trattandosi di un free to play, è necessario che la ritenzione dei giocatori sia elevata. Servono insomma delle esche, meccanismi che stimolino a giocare nel tempo. La progressione attraverso loot box funziona, è un fatto assodato, scientificamente confermato da anni. Con le giuste percentuali di drop rate si creano nel cervello dei bilanciamenti validi tra frustrazione e successivo rilascio di serotonina. Detto più semplicemente, i giocatori che ottengono l’oggetto desiderato sono più contenti, se l’elemento casuale gli ha complicato un po’ la vita.

Mario Kart Tour: un problema di monetizzazione

Come forse saprete, noi non siamo esattamente degli amanti di loot box e affini, ma non è di questo che vogliamo parlare oggi. Il problema reale con Mario Kart Tour, è che era stato presentato come free to play con micro transazioni, mentre in realtà alcuni elementi del gioco sono bloccati dietro un abbonamento mensile. Mi spiego meglio: scaricate il gioco gratuitamente, poi potrete spendere denaro reale per ottenere personaggi, kart e skin, e infine aprite qualche loot box sperando di guadagnare altra valuta di gioco. Abbiamo quindi sia loot box che micro transazioni. Peccato che non finisce qui.

Nintendo ha deciso di osare qualcosa in più, inserendo in Mario Kart Tour anche un sistema di abbonamento mensile. Si chiama Gold Pass, costa 5,49€ (contro i 4,99$ della versione americana, mistero della fede) ed è l’unico modo per avere accesso alla categoria 200cc. Se conoscete un minimo Mario Kart saprete che questa è la classe maggiore, quella più impegnativa, pensata per i giocatori più abili.
Con Pokémon Duel, Nintendo aveva fatto qualcosa di simile. Anche in quel caso si trattava di un videogame gacha mobile dove era presente un abbonamento. In quel caso si parlava di ben 17 dollari al mese, che davano accesso ad alcuni contenuti bonus. All’epoca la notizia fece meno rumore di quanto forse avrebbe dovuto. Ora però le cose sono cambiate, e il motivo è presto detto.

5,49€ al mese significa che una modalità di Mario Kart Tour ha un costo maggiore di un abbonamento ad Apple Arcade o a Google Play Pass. E c’è da restare senza parole.
Per 4,99€ al mese, Apple ci offre un centinaio di giochi mobile, molti dei quali sviluppati in esclusiva e co-finanziati dal colosso di Cupertino. Google Play Pass costa invece 4,90€ e dà accesso a circa 350 tra giochi e applicazioni selezionate da Google.
Poi arriva Nintendo, che per 5,49 euro al mese è tanto gentile da offrirci l’accesso ad una modalità di un suo gioco free to play, già simpaticamente condito da loot box e micro transazioni. E a questo punto è difficile dire se sia più opportuno piangere o farsi una grassa risata.

Mario kart tour

Probabile espressione di Nintendo quando ha deciso di inserire loot box + micro transazioni + abbonamento mensile in Mario Kart Tour.

Non c’è bisogno di dirlo, ma ovviamente i giocatori non l’hanno presa proprio con allegria. Post su post un po’ ovunque, recensioni sugli store non proprio lusinghiere, e una stampa che ha bocciato malamente il prodotto. Il nuovo Mario Kart Tour sembra insomma aver messo tutti d’accordo nel suo essere offensivo nei confronti dell’intelligenza umana.

Del resto sembra che gli introiti di Mario Kart Tour non siano al momento molto elevati, nonostante il gioco abbia avuto ben 20 milioni di download durante le prime 24 ore di disponibilità. Gli altri titoli mobile di Nintendo avevano avuto invece strade un po’ diverse.
Super Mario Run, primo vero videogame mobile rilasciato dalla compagnia, era stato venduto con sistema premium a circa 10 euro. Il gioco ha mancato gli obiettivi di vendita, secondo Nintendo proprio a causa di un prezzo troppo alto. Gli utenti mobile non sono infatti abituati a spendere delle cifre del genere, nonostante qualche azienda si ostini a proporre certi giochi a prezzi anche superiori, come nel caso di Square Enix.

Anche Animal Crossing Pocket Camp si è rivelato fallimentare dal punto di vista commerciale, mentre Dragalia Lost ha fatto registrare numeri interessanti. L’unico reale vincitore nella corsa mobile del colosso di Kyoto è stato però Fire Emblem Heroes, che continua a macinare numeri di tutto rispetto. E’ chiaro quindi che Nintendo stia ancora sperimentando per capire quale sia il miglior sistema di monetizzazione, e come il suo pubblico si comporti con le piattaforme mobile.

Mario kart tour

Tralasciando il discorso monetizzazione, Mario Kart Tour è un pessimo videogame mobile, anche in termini di gameplay e controlli.

Secondo le dichiarazioni, numerosi giocatori di Mario Kart Tour hanno già sottoscritto un abbonamento al Gold Pass. Purtroppo non abbiamo numeri precisi, anche perché il Pass prevede due settimane gratuite, dopo le quali scatta il pagamento dei 5,50 euro al mese, con rinnovo automatico. E’ possibile che un buon numero di utenti abbia attivato il pass per provare la modalità 200cc, ed è altrettanto probabile che in tanti dimenticheranno di cancellare la sottoscrizione allo scadere delle due settimane gratis. Rimane da capire in quanti continueranno a pagare.

La cosa più interessante però sarà vedere come si comporterà Nintendo dopo la lamentele che hanno invaso la rete. Mario Kart è un franchise molto amato, e sono stati in tantissimi a sentirsi scottati dalle scelte commerciali dello sviluppatore. Tutto ciò che possiamo sperare è che la compagnia ritorni un po’ sui propri passi, e realizzi che contenuti di questo tipo dovrebbero far parte dell’offerta base di Mario Kart Tour, un po’ come accaduto con Mario Kart 8. Non ha molto senso monetizzare sia con micro transazioni che con abbonamento mensile, in un gioco che di per sé parte già con una struttura gacha basata su loot box. E’ davvero eccessivo. Ed è a dir poco paradossale che sia stata proprio Nintendo a toppare in maniera tanto plateale.