Ah la Pasqua… cosa può esserci di più atteso di cioccolato, sorprese e bambini felici?  “Sangue e budella” risponderanno probabilmente parecchi videogiocatori, riferendosi alla recentissima release di Mortal Kombat 11 per PS4, Xbox One, PC e Nintendo Switch. Il nuovo titolo di punta Warner Bros infatti aveva suscitato parecchio hype già dalla sua presentazione, che lasciava presagire un capitolo più maturo in termini di gameplay e soprattutto di personalizzazione. Benvenuti quindi alla recensione completa di Mortal Kombat 11: procediamo con ordine analizzando le componenti principali del titolo, partendo dal suo fiore all’occhiello, la violenza.

Mortal Kombat 11 recensioneMortal Kombat 11 – Recensione

Data di uscita: 23/04/2019
Versione recensita: PS4
Disponibile su: PC, PS4, XB1, NSW
Lingua: Italiano
Prezzo di lancio: €69.99

Sin dal suo rilascio nel lontano ’92, ogni capitolo di Mortal Kombat ha sempre scandalizzato il pubblico sensibile a causa di un suo uso spinto della violenza. Fatality, Brutality, Quitality ed Animality sono solo alcuni dei nomi assegnati alle mosse più esplicite sotto questo punto di vista e costituiscono una lama a doppio taglio per il franchise. Non c’è da stupirsi allora se anche Mortal Kombat 11 rispetta questa tradizione, guadagnandosi l’antipatia della critica in alcuni Paesi tanto da esserne proibita la vendita al loro interno.

Il problema, in ogni caso, è che in alcune delle mosse sopracitate (soprattutto nelle Fatal Blow, delle “super” in stile Injustice) mi è sembrato ci fosse violenza insensata. Alt, calmi, non si tratta di moralismo né di eccesso di violenza: solo insensatezza (a mio parere) come se per bucare un palloncino decidessimo di metterlo sotto una trivella petrolifera. Seppur in minima parte infatti, a volte si ha la sensazione che una qualche mossa sia stata prolungata più del dovuto solo per dare ancora più spettacolo che non sempre è gradito. Per fortuna non accade così spesso come potrei aver fatto intendere, e tutto sommato le mosse sono varie ed originali seppur con qualche lontano richiamo ad alcune presenti già in Injustice 2. Fatality e Brutality insomma riescono ancora a stupire e far soffrire allo stesso tempo…

Il combattimento

Diverso da quello di MKX come un bruco è diverso da una farfalla, è difficile dire quale dei due sia l’uno e quale l’altro: suppongo sia soggettivo. Parecchie sono le novità introdotte infatti da Mortal Kombat 11, a partire dai sopracitati Fatal Blow e terminando con gli indicatori differenziati di attacco e difesa.

La prima, il Fatal Blow appunto, consiste in una supermossa disponibile quando si scende sotto il 30% della barra vitale ed è consentita solo una volta per match. Detto in parole povere è un x-ray (fan di Mortal Kombat X perdonatemi) accessibile solo in un determinato momento della partita e solo una volta: il verdetto su questa innovazione spetta a voi. Qualcuno potrebbe apprezzare che sia prevedibile l’uso della super (lasciatemela chiamare così), ma altri tra cui il sottoscritto potrebbero sentirsi limitati nel loro picchiare.

Mortal Kombat 11 – Video recensione

Parlando degli indicatori invece mi sono sembrati una trovata interessante e si suddividono in 4 barre, due verticali (addette alla difesa) e due orizzontali (per l’attacco). Azioni come interazioni ambientali, fughe ed estensioni delle mosse speciali consumeranno tali barre. La cosa innovativa è il loro rigenerarsi velocemente nel tempo, che rende meno “stupido” parare ed attendere anziché insistere. Questo è forse il maggiore cambiamento nel combattimento di Mortal Kombat 11: rispetto ai suoi predecessori è più pesato, controllato, in un certo senso più fermo e meno “forsennato”. Ciò è anche dovuto ad una completa rivisitazione del sistema delle combo, che sono adesso più corte e soddisfacenti, con colpi più decisi e godibili. In parole povere, non basta più premere a caso i tasti per avere concatenazioni accettabili, qui si richiede una conoscenza approfondita del personaggio. E ovviamente non ne basteranno due per mettere KO l’avversario, data la loro breve durata.

Una piccola pecca però, o almeno così mi è parso, è che per raggiungere questo risultato siano state notevolmente ridotte le mosse (soprattutto quelle speciali) dei personaggi… e fa dispiacere. E’ anche doveroso accennare ad altre piccole introduzioni nel sistema come la parata Perfetta, la punizione e i salti rapidi, tutti richiedenti un tempismo impeccabile ma che regalano piccole (talvolta grandi) soddisfazioni. E menzionerò solo per nome i Colpi Devastanti, premi per chi è veramente meticoloso nello studio del proprio personaggio preferito.

Personalizzazione personaggi

Forse il migliore aspetto di Mortal Kombat 11, il sistema di personalizzazione è sviluppato in maniera molto apprezzabile. Come ispirazione ha chiaramente quello di Injustice 2 (ma del resto è naturale avendo gli stessi sviluppatori), ma è ristretto ed ampliato allo stesso tempo.
Mi spiego subito: l’equipaggiamento personalizzabile è di meno (non esiguo però), e quindi diminuisce quel senso di impotenza che si aveva osservando tutto ciò che era possibile trovare per i supereroi DC Comics. Più si utilizza un pezzo, inoltre, e più aumentano gli slot disponibili per inserirvi potenziamenti di vari tipi. E’ un processo lungo ma utile per chi veramente vuole adattare il gioco al proprio stile di combattimento.

D’altra parte ora è possibile selezionare anche le presentazioni del personaggio ad inizio match e quelle di esultanza alla fine, così come la skin (tra oltre 60 disponibili) e le abilità utilizzabili. E soffermandoci proprio su questo ultimo aspetto, io lo trovo geniale. In Injustice 2 avere ulteriori mosse da poter usare era un’idea grandiosa ma era decisamente arduo e noioso collezionarle tutte. Averle invece già sbloccate ma poterne scegliere solo alcune è perfetto. Tutto ciò inoltre comporta una completa rivisitazione delle varianti introdotte in Mortal Kombat X, che adesso diventano semplici slot per salvare le nostre combinazioni preferite (è anche possibile cambiare nomi ed icone).

Mortal Kombat 11 recensione

Storia

La storia è (come al solito) coinvolgente appena quanto basta, suddivisa in 12 capitoli da 4/5 combattimenti ciascuno. Il problema però è quando non si combatte.
Per ogni minuto di botte in Mortal Kombat 11 infatti ci sono circa 2/3 minuti di cutscenes ed è una cosa insostenibile… ed anche coloro che, come me, vi sono abituati troveranno pane per i loro denti. Tra citazioni politiche e scelte inutili su quale combattente utilizzare in alcune occasioni, l’assenza totale di quick time events rende inoltre ancora più tedioso il tutto.

Vi è però qualche nota positiva, che tuttavia compare verso la fine: per evitare spoiler, dico solo che il personaggio giocabile nell’ultima fase sarà mozzafiato (almeno esteticamente). La battaglia finale è la ciliegina sulla torta. Difficile a dir poco ma estremamente avvincente, è la via d’accesso a tre diversi finali (ed ogni round perso ci porterà più vicini a quello peggiore). Certo resta un peccato il non potere utilizzare alcuni combattenti battuti nel corso di tale modalità (tra cui il boss stesso), ma una mod sembra averlo reso possibile almeno su PC.

Tutorial e torri

La realizzazione del tutorial è estremamente efficace, più bilanciato in termini di difficoltà di esecuzione e lunghezza rispetto a Injustice 2 e soprattutto meno complesso da comprendere. Consigliatissimo pertanto a coloro che desiderino conoscere pienamente tutto ciò che il gioco ha da offrire, ma essendo accessibile a tutti potrebbe valere la pena dargli un’occhiata in ogni caso.

Le torri, dulcis in fundo, non sono poi così dolci: lunghissime, toste sino all’inverosimile a causa di modificatori inaccettabili e con ricompense non sempre (anzi raramente) soddisfacenti. Un vero peccato visto che in MKX avevano raggiunto un livello eccelso, mentre adesso sembrano assomigliare ad una versione più spietata del Multiverso di Injustice 2 (consentitemi tutti questi paragoni, ma Mortal Kombat 11 è una sorta di Injustice con il sangue).

Mortal Kombat 11 recensione

Mortal Kombat 11 rimane molto valido nel gameplay e nei contenuti

Ed essendosene resi conto gli sviluppatori stessi, è stato inserito un sistema di consumabili con lo scopo di potenziare il nostro combattente per quello scontro o per l’intera torre: inaccettabile a dir poco, a mio parere. Probabilmente è colpa del mio astio perenne verso i consumabili, ma mi sembra proprio che in questo modo venga meno gran parte della bravura del giocatore… e la cosa peggiore è che talvolta non se ne può proprio fare a meno.
Oltre al danno la beffa poi: è relativamente frequente che un avversario IA, dopo averci messo in ginocchio nonostante i buff spesi, ci finisca con una Fatality. Grazie mille, NetherRealm Studios…

Roster personaggi ed online

Il roster personaggi, ovvero l’insieme dei combattenti giocabili, è accettabile ma non fa gridare al miracolo ed anzi fa domandare se gli sviluppatori non si siano voluti risparmiare un po’ di lavoro. I DLC dovrebbero includere 6 nuovi personaggi, portando il tutto a 31 selezionabili contro i 38 di Injustice 2 e i 33 di Mortal Kombat X (il che è tutto dire). Quantomeno la differenziazione è resa bene, ed effettivamente ognuno viene percepito unico e diverso dagli altri. Persino Shao Kahn (che sospettavo essere uno specchio per le allodole) non si esime da ciò.

La sezione Online fa il suo dovere senza stravolgere nulla, ed introduce delle Leghe che sarò curioso di sperimentare tra un mesetto, non appena verranno rilasciate (e che mi auguro riescano a prendere con successo il posto delle ormai defunte Fazioni). Fa storcere il naso invece qualche algoritmo, che fa scontrare un novizio lv6 con un ben navigato lv22 (con ovvie conseguenze naturalmente).

Kripta ed acquisti in-app

La kripta è il luogo dove si spende la valuta ottenuta nel corso del gioco per ottenere nuove fatality o skin o tutto ciò che sia acquistabile. E’ una sezione fondamentale di Mortal Kombat 11, ed anche piuttosto divertente e ben congegnata, un bel passo avanti rispetto a quella del suo predecessore. La fregatura è dietro l’angolo: la quantità di valuta richiesta è davvero ingente, e spesso le ricompense non giustificano la spesa portando il giocatore a dover ricominciare il grinding da capo.
E’ interessante che sia stata resa in terza persona rispetto a MKX dove era in prima ed anche che sia più “viva” ed intricata. Tuttavia il suo scopo principale è un altro (e non vi sta riuscendo bene).

Mortal Kombat 11 recensione

Mortal Kombat 11 abbraccia purtroppo le micro transazioni

Proprio a tale proposito vengono inseriti degli acquisti in-app, i Krono-Kristalli, ottenibili anche in altri modi ma con estrema pazienza e dedizione… oppure sborsando un po’ di sonori dindi (ciò naturalmente ha fatto storcere il naso a molti). Questi permettono di acquistare e sbloccare molto più rapidamente gli oggetti che altrimenti si troverebbero nella Kripta o nelle Torri, e considerato il loro enorme numero e la grande difficoltà a reperirli alternativamente, il loro acquisto è “caldamente suggerito” dal gioco. Si pensi che un utente ha stimato che comprare tutte le skin con soli soldi veri, solo ed unicamente queste, costerebbe quasi 6500 dollari: un bel gruzzolo, eh?! Un altro titolo insomma che cade vittima della folle corsa all’oro.

Comparto tecnico

Premettendo che la versione testata è quella PS4 (primo modello uscito) e che possiedo una competenza limitata, devo ammettere di essere soddisfatto sotto questo punto di vista. Caricamenti più che sopportabili e solo qualche leggera incertezza durante alcuni momenti (da attribuire probabilmente alla veneranda età della mia console) lo rendono un gioco fluido e godibile in tutto il suo splendore. La grafica è decisamente al passo con i tempi ed i colori sono luminosi, rendendo il sangue e i corpi dilaniati più realistici che mai. E’ insomma un bel passo avanti rispetto alle tonalità scure che dominavano nel capitolo precedente, e fa sperare bene per quelli futuri.

Accettabile


In conclusione, consiglio Mortal Kombat 11 a prezzo pieno solo ai fan sfegatati, a cui non dispiacerà avere molto (e dico molto) da fare nei prossimi mesi e cimentarsi in sfide sempre più complesse. Chi invece è un po’ più casual, e volesse solo divertirsi sferrando qualche colpo, può ancora fare affidamento su Injustice 2 o Mortal Kombat X, titoli tutt’ora validissimi a tale scopo.

Anteprima Prodotto Prezzo
Xbox One Mortal Kombat 11 - Xbox One Mortal Kombat 11 - 30,00 EUR 25,54 EUR
Pregi Difetti
  • Combattimento rinnovato piacevolmente.
  • Sistema di personalizzazione impeccabile.
  • Storia interessante se la si vive come un film.
  • Tutorial chiaro ed esaustivo.
  • Torri difficilissime e modificatori ingiusti.
  • Grinding eccessivo evitabile solo attraverso ulteriori esborsi.
  • Storia noiosa se si vuole effettivamente giocare.
  • Un roster personaggi che potrebbe non soddisfare tutti (almeno al momento).