Immaginate che un giorno dei dipendenti Fiat arrivino a casa vostra e vi rivernicino la Panda riempiendola di loghi pubblicitari su sfondo rosso. Bestemmiereste, come è giusto che sia. E ovviamente nessuna azienda dotata di una dirigenza pensante si sognerebbe di fare nulla di simile. No beh, in realtà qualcuno ci sarebbe. Chiaramente, come sempre quando si tratta di conquistare primati squallidi, parliamo di un publisher AAA. Capcom nello specifico, per gli amici Crapcom.

Cos’ha fatto stavolta? Non contenta delle micro transazioni in Devil May Cry 5, ha inserito annunci pubblicitari all’interno di Street Fighter V. Già, contenuti sponsorizzati in un gioco che avete pagato.

Il sistema è abbastanza semplice. Le pubblicità vengono visualizzate durante i caricamenti, sui costumi dei lottatori e nelle arene. Viene gentilmente concessa un’opzione per disattivarli ma, udite udite, farlo provoca svantaggi in game.

Le ricompense ottenute in precedenza ora sono riservate a chi attiva gli annunci, mentre per tutti gli altri il quantitativo è inferiore. Bella merda, Capcom. I banner, comunque, contengono al momento solo promemoria su DLC, micro transazioni e Street Fighter Pro Tour. In futuro, statene pur certi, arriveranno anche quelli di terze parti tipo Red Bull e Logitech. Del resto una volta cagato fuori dal vaso non si torna più indietro.

Con questo si tocca un nuovo fondo nell’industria più svergognata in circolazione. D’accordo, Electronic Arts aveva già sperimentato il sistema in Battlefield 4 ma lo aveva ritirato a seguito delle giuste lamentele degli utenti. Robaccia simile si vede nei giochi sportivi con i tabelloni scorrevoli e in certi titoli che sponsorizzano neanche tanto occultamente cibi e bevande mainstream. Questo però non rende la pratica normale né accettabile.

street fighter V

Street Fighter V si prepara a ricevere pubblicità e sponsor. Per il momento di Capcom, in seguito si vedrà.

Soprattutto se il titolo in questione non è free to play e anzi ha il solito prezzo pieno dei tripla A. Ancora meglio se ha avuto un lancio disastroso e vi sono state inserite dentro micro transazioni in modo retroattivo. Da che mondo e mondo se pago per un prodotto digitale mi aspetto che quantomeno non peggiori nel corso del tempo. Proprio tale volatilità rappresenta uno dei grandi svantaggi nell’usufruire dei cosiddetti live service. I publisher possono modificarli a piacimento e mettervelo dietro in men che non si dica.

Allora attenzione a non supportare né sottovalutare pratiche del genere. Come accaduto prima con i DLC e poi con le micro transazioni (ormai neanche tanto micro), essere apatici comporta svantaggi a lungo termine. Se siete possessori del gioco non sottostate, lamentatevi e chiedete conto e ragione a Capcom. Se possibile, magari, fatevi rimborsare. È un vostro diritto in quanto consumatori paganti.

Comportamenti del genere esistono solo nel mondo dei videogiochi e sapete perché? Perché noi giocatori lo permettiamo. La nostra passività lo permette. Non ripetiamo gli stessi errori commessi in passato e facciamo la voce grossa. Electronic Arts e Bethesda hanno sperimentato cosa succede a punzecchiare troppo il can che dorme. Rimaniamo vigili e attivi, ragazzi. Ne va del futuro del nostro hobby preferito.