L’esperienza ludica provata con Puyo Puyo Champions può essere definita in un unico modo: strana.
La storia del videogioco insegna che se qualcuno propone una buona seppur grezza idea, ci saranno sempre altri creativi che cercheranno di lucrare sopra alla nuova tendenza. Ebbene, nonostante siano passati 35 anni, qualche sviluppatore si ostina a riproporre il gioco dei mattoncini che il buon Tetris aveva lanciato all’epoca.
I ragazzi di Sonic Team, saranno riusciti a rendere appetibile una formula così antiquata?

puyo puyo champions recensionePuyo Puyo Champions – Recensione

Data di uscita: 07/05/2019
Versione recensita: PS4
Disponibile su: PC, PS4, Xbox One, Switch
Lingua: Inglese
Prezzo di lancio: €9.99
Sponsor: in offerta su Amazon

Puyo Puyo Champions è un bundle di due giochi. Permette di scegliere se giocare a Puyo Puyo 2 o a Puyo Puyo Fever, ma questa recensione sarà adattata ad entrambi senza troppe difficoltà, dato che le differenze tra i due titoli sono soltanto due: la forma dei mattoncini e il metodo per vincere.
In Puyo Puyo 2 bisogna calcolare con attenzione dove andare a posizionare ogni singolo mattoncino, mentre in Fever il gameplay sarà più frenetico, con maggiori possibilità di incastro.

I mattoncini non saranno “solidi” come lo erano su Tetris, ma liquidi. Per comprenderne il funzionamento portiamo un esempio: se un mattoncino largo 3 unità dovesse poggiare su un mattoncino largo 2, l’unità in eccesso “gocciolerebbe” fino a raggiungere la superficie più vicina.

Diversamente dal buon vecchio Tetris, in Puyo Puyo Champions non verranno accumulati punti ogni qualvolta si completerà una riga, bensì quando verranno affiancati almeno 4 colori uguali. Inoltre, non basterà semplicemente mantenere la propria area di gioco priva di mattoncini, ma sarà necessario costruire strutture facendo in modo che quando crolleranno per la rimozione di un colore specifico, quelli posizionati sopra entrino in contatto con altri dello stesso colore sotto, così da realizzare combo sempre più complesse e articolate, accumulando una spropositata quantità di punti.

Puyo Puyo Champions – Trailer di lancio

Il gioco chiaramente prevede sempre la presenza di uno o più avversari, sia controllati dalla CPU che da altri giocatori. Le combo sono necessarie non solo a surclassare il proprio avversario in punteggio, ma anche a creare ostacoli nella sua sessione di gioco per complicargli la vita. Per i neofiti il titolo risulterà molto impegnativo anche se giocato alle difficoltà più basse a causa di una difficoltà bilanciata decisamente male. Se a questo si addiziona la mancanza di un vero e proprio tutorial, otteniamo un titolo artificialmente complicato.
Il modo migliore per imparare a giocare è indubbiamente quello di osservare le mosse degli avversari più esperti, ma questi sono talmente rapidi che comprendere appieno le loro strategie non solo è complesso, ma è anche frustrante.

Una meccanica interessante di Puyo Puyo Champions è la possibilità di scegliere un personaggio all’inizio della partita, scelta che andrà a influire sullo stile di gioco. Ogni personaggio infatti richiamerà ad ogni partita sempre la stessa sequenza di mattoncini, così che il giocatore possa creare una strategia in anticipo e sapere già come comportarsi.

È inoltre presente la Fever Mode, ovvero una fase della sfida durante la quale i punti saranno moltiplicati e bisognerà risolvere una sorta di puzzle. In questo frangente avremo a disposizione solo dei mattoncini specifici e starà al giocatore capire dove inserirli per effettuare una combo ricca di punti.

Inoltre, il gioco presenta una modalità teatro, all’interno della quale verranno registrate tutte le partite giocate dal momento dall’installazione.

Da evitare


Puyo Puyo Champions è un gioco piccolo, con meccaniche interessanti ma comunque riciclate da altri titoli ben più validi. Riprendere a piene mani meccaniche di giochi del passato ha senso quando la formula si presta a un’innovazione: il gioco “rogue” del 1983 ha dato il via al filone dei “rogue like”, ma aveva del potenziale che poteva evolversi, trasformabile in qualcosa che sarebbe chiaramente sopravvissuto nel tempo, basti vedere titoli come Rogue Legacy o The Binding of Isaac. Ma un titolo come Tetris, che ha avuto il suo successo e ha fatto il suo tempo, è bene che venga lasciato nel suo tempo, a meno che non lo si rinnovi completamente proponendo quasi un gioco completamente nuovo, un po’ come ha fatto Tricky Towers.

Pregi Difetti
  • Sistema di mattoncini “liquidi” interessante.
  • Interessante la possibilità di scegliere il personaggio utilizzabile.
  • Colori vivaci e piacevoli alla vista.
  • Il gioco, nel complesso, è noioso
  • Assenza di tutorial in un gioco che ne avrebbe bisogno
  • Sbilanciamento nella selezione della difficoltà