Radiolight – Recensione | Tra Firewatch e Twin Peaks

Radiolight è uno di quei giochi a metà fra horror, suspense e narrativa, quel tipo di giochi che per funzionare davvero ha bisogno di una scrittura molto solida e di una direzione di alto livello. Non è facilissimo realizzare prodotti di questo tipo, serve gente in grado di catturare il giocatore con l’atmosfera e con le idee. E sono lieto di comunicarvi che Krystof Knesl, unico sviluppatore di Radiolight, aveva le idee abbastanza chiare per riuscire nel proprio intento con questo Radiolight.

Il gioco è stato rilasciato il 23 ottobre 2025 su PC Windows tramite Steam (certificazione “Verificato” su Steam Deck), dove è proposto a un prezzo di lancio di 14,79€. Purtroppo non sono presenti i sottotitoli in lingua italiana. Il publisher del gioco, Iceberg Interactive, ci ha mandato una chiave di attivazione per PC in modo che potessimo procedere con questa nostra analisi.

Peso del gioco

Basso

Fascia PC consigliata

Storia e Ambientazione

Radiolight è fondamentalmente un racconto di genere mystery/thriller che rientra nei “slow burn”, ovvero quelle narrative che si prendono il loro tempo per definire tutto come si deve. Niente corse verso azione sfrenata e situazioni per scaldare il ritmo, l’inizio del gioco è abbastanza compassato.

Siamo ad Ashwood Creek nel 1985: un quattordicenne scout, Elliot Laire, sparisce nel nulla dentro il parco nazionale. Pochi giorni dopo svanisce anche il ranger Harvey Waters. A quel punto la polizia manda sul posto l’agente Ethan Collins, il nostro personaggio, e l’indagine parte con i binari classici da caso di scomparsa, almeno finché non entra in scena l’elemento centrale del gioco: l’audio.

Ethan tiene i contatti via walkie-talkie con il capo e con Robert, collega e amico che fa da contrappeso razionale, e si porta dietro una vecchia radio ricevuta dalla figlia, Mia. Già sulle prime battute però, una serie di interferenze e strani segnali rendono le cose più interessanti, ed è lì che Radiolight smette di essere solo investigazione e inizia a invischiarsi con il paranormale.

Non ci sono molti personaggi con cui interagire, ma Robert e Mia riescono a definire Ethan senza rubare spazio. L’ambiente e l’esplorazione sono però i veri protagonisti del gioco, che premia chi sa osservare. Ci sono infatti diversi dettagli opzionali che possono essere riportati a Robert tramite scelte di dialogo, e questa micro-ramificazione dà la sensazione di non trovarsi in un racconto a binario unico, ma di avere davvero un ruolo nella definizione del personaggio e della storia, stabilendo cosa Ethan decide di dire, cosa tenere per sé, come interpretare quello che vede. La narrazione passa più da oggetti, tracce e indizi ambientali che da cutscene lunghe.

I dialoghi sono credibili, non cercano di strafare ed hanno una dose generalmente accettabile di sottotesto. Come accennato, la tensione viene costruita con pazienza invece che con colpi di scena a raffica. Non tutto però è perfettamente calibrato: andando avanti ci sono sezioni in cui proprio il sottotesto viene a mancare un po’ troppo, forse c’è una tendenza a spiegare un po’ troppo, sarebbe stato più efficace un minimo di sospensione in più.

Gameplay

Radiolight è, prima di tutto, un’avventura in prima persona costruita su esplorazione e narrazione: si attraversano aree sufficientemente ampie guidate da obiettivi, orientandosi con una mappa cartacea e si torna continuamente alla radio come strumento di progressione e racconto, in una struttura che per molti aspetti mi ha ricordato il bellissimo Firewatch.

Il loop tipico consiste nel raggiungere uno specifico punto d’interesse, osservare l’ambiente, raccogliere oggetti o indizi e poi fare rapporto a Robert via walkie-talkie. Molte scoperte opzionali si possono comunicare con un piccolo albero di dialogo, e questa cosa dà sostanza all’esplorazione perché aggiunge contesto anche quando gli oggetti trovati non sono fondamentali per gli obiettivi principali. I puzzle sono generalmente leggeri, più da avventura narrativa che da vero e proprio adventure o puzzle, e spesso ruotano attorno a dove andare e cosa usare. Se cercate un gioco particolarmente impegnativo o con meccaniche affinate è molto probabile che questo non sia il prodotto che state cercando.

Tornando per un attimo alle radio, questa non viene utilizzata solo per atmosfera e narrativa, ma a volte diventa un elemento importante tra le meccaniche del gameplay. In alcuni punti bisogna infatti sintonizzarsi su frequenze specifiche per far emergere informazioni, gestire eventi strani (inclusi dei particolari tagli temporali su cui preferisco non fare spoiler) e, soprattutto, difendersi. Perché sì, in Radiolight c’è anche del combattimento, ma non è il cuore del gioco. Ci sono degli scontri occasionali durante piccole sezioni che fanno più che altro da gimmick, e che forse non sono troppo riusciti in termini di gioco e divertimento. Sono situazioni comunque sporadiche, più legate alla trama che a un vero e proprio sistema di combattimento integrato nell’esperienza.

  • Ottima atmosfera, per certi versi ricorda Firewatch.
  • Sound design eccellente e doppiaggi convincenti.
  • Buona ritmica, non ci sono filler, tutto sempre piuttosto denso.
  • Trama piacevole e dialoghi godibili.
  • Non ho apprezzato la scelta strutturale del finale, fuori contesto e fastidioso.
  • Fasi action molto meno riuscite rispetto al resto.
  • Alcune mancanze tecniche tipiche da titolo a basso budget.

VERDETTO

Radiolight è un horror narrativo dal ritmo compassato che ricorda da una parte la struttura di Firewatch, dall’altra le atmosfere di Twin Peaks. I dialoghi credibili, l’ottima interpretazione dei doppiatori e i piccoli bivi che definiscono Ethan rendono la narrazione piacevole, merito anche del ritmo compatto e privo di filler. Buona la tensione, che cresce più per suggestione che per jump scare. I difetti arrivano quando prova a diventare action: le fasi di difesa e di combattimento sono rare ma poco raffinate e il finale può deludere. Resta consigliato a chi cerca mistero e suspense, accettando i limiti tecnici e l’assenza di sottotitoli italiani.

VALUTAZIONE CONSIGLIATO Voto 7.0/10

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