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Recensione: Gonner – Una balena per amica

Rischiavamo di perderlo per strada ma fortunatamente gli sviluppatori si sono ricordati di spedirci il codice di Gonner, platform in 2D con elementi roguelike tra cui proceduralità dei livelli e permadeath.
Per descriverlo brevemente lo si potrebbe definire un Downwell in orizzontale, del resto il feeling è davvero molto simile.
Questo significa che il titolo raggiunge l’eccellenza del collega giapponese?
Non proprio, ma diciamo pure che vi arriva abbastanza vicino.

Gonner

Uscita 12 Ottobre 2016
Lingua Italiano
Piattaforme PC
Versione recensita PC
Prezzo al lancio 9,99€

In Gonner interpretiamo Ikk, una creaturina dalla testa intercambiabile in missione per risollevare il morale della sua amica balena Sally.
Per questo decide di esplorare le caverne sotterranee nelle vicinanze in cerca di ninnoli interessanti da portarle, tuttavia si imbatte in carrellate di mostri senza pietà e temibili boss.
Gonner basa tutto sulla reattività e fluidità dei controlli, due elementi fondamentali in un platform che si rispetti.
Punta parecchio anche sulla difficoltà e i ragazzi di Art in Heart non lo nascondono affatto, anzi invitano a non prendere il gioco alla leggera poiché, a dispetto delle apparenze, la loro creazione -dicono- potrebbe dare del filo da torcere persino ai giocatori più hardcore.

Ciò risulta assolutamente veritiero, lo dimostra il nostro death count, ma c’è comunque da precisare una serie di dettagli.
Il titolo si struttura in stanze dalle piccole dimensioni disseminate di nemici vaganti e l’obiettivo consiste nel raggiungere la porta di fine livello che ci porterà al successivo; “ripulirli” non è affatto obbligatorio, per quanto talvolta semi-impossibile, ma noi consigliamo ugualmente di farlo in quanto si potrebbe venir riccamente ricompensati con oggetti o addirittura livelli segreti.

Parliamo proprio degli oggetti, i quali rappresentano, insieme al platforming, il fulcro del gameplay di Gonner.
Avremo a disposizione tre pezzi di equipaggiamento: un’arma da fuoco, una testa e una sorta di zaino.
Mentre la funzione della prima appare piuttosto chiara, le restanti due ci hanno inizialmente procurato non pochi dubbi, complice l’assenza di un vero e proprio tutorial che introduca in maniera adeguata ogni meccanica.
Per fortuna abbiamo scoperto (a nostre spese) che la testa fornisce energia e abilità passive, mentre lo zaino quelle attive.
In linea di massima possiamo dire di essere rimasti soddisfatti dal funzionamento di tali abilità, utilizzabili sovente in combinazione per creare effetti devastanti, tuttavia il loro numero ci ha un tantino deluso e auspichiamo l’arrivo di content update il più presto possibile.
Un’altra lacuna, che ha a che vedere con il design, è l’effetto dei colpi nemici su Ikk.
Di certo non si muore istantaneamente, almeno non con la maggior parte delle teste, fornite di almeno 3 slot per gli HP, però la mancanza di frame di invulnerabilità e il drop degli equipaggiamenti in nostro possesso costituisce un serio ostacolo alla fruibilità del sistema.

Gonner

Ad ogni modo non si tratta neanche in questo caso di qualcosa di irreparabile e gli sviluppatori hanno ancora tempo per rivedere le suddette criticità.
Escluse quelle, il gioco si lascia godere tranquillamente senza frustrare offrendo peraltro alcuni brillanti addolcimenti della formula.
Infatti Gonner, a differenza di molti altri roguelite, permette di scegliere quali tra i propri equipaggiamenti utilizzare all’inizio della run una volta sbloccati, e attraverso l’accumulo di cubi rilasciati dai nemici alla morte, dà al giocatore diverse opportunità per ampliarlo ulteriormente in appositi negozi situati tra un livello e l’altro.

Passando al lato tecnico, invece, riportiamo che sia graficamente sia uditivamente il lavoro svolto è oltremodo dignitoso.
Lo stile minimale e i colori sfumati, insieme alla discreta soundtrack, garantiscono un’atmosfera immersiva, pacata e all’occorrenza pervasa di tensione e frenesia: Gonner, in questo senso, non ha proprio nulla da invidiare ad Isaac e Meat Boy.

In sintesi
Tirando le somme, ci sentiamo senz’altro di definire Gonner un buon esempio di platform roguelite che si distingue dalla massa.
Nonostante il titolo di Art in Heart manchi di tutorial e le sue meccaniche, oltre a non essere così immediate, presentino delle falle che ne abbassano la godibilità e ne aumentano artificialmente il livello di sfida, il risultato finale è comunque convincente.
Questo perché i controlli sono precisissimi e al giocatore viene lasciato ampio spazio di manovra, senza dimenticare che la gratificazione a seguito di un successo è alta.
A questo aggiungiamo un degno comparto tecnico e sonoro ed ecco venir fuori un indie assolutamente da non perdere.
Avete 10€ da spendere? Fatelo vostro e vi assicuriamo che non ve ne pentirete.
Valutazione scala 1/10

8.0
+ Fluido, responsivo, gratificante
+ Grafica e sonoro di buona fattura
+ Sa essere calmo e caotico in alternanza
+ Interessanti gli equipaggiamenti…
– Campagna breve
– Manca un tutorial
– Qualche scelta di design troppo ruvida
– …ma ne avremmo graditi di più

*Recensione basata su una copia promo fornita dal publisher*

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