Data di Uscita 2 Novembre 2015 Lingua Italiano
Piattaforme PC, Wii U, 3DS Versione recensita PC

A due anni di distanza dal lancio su 3DS e Wii U, Sega ha annunciato a sorpresa l’arrivo di Sonic Lost World su Steam in un’edizione completa di DLC che supporta risoluzioni HD, 60fps, gamepad e tastiera.
Pur non trattandosi di uno dei migliori capitoli della saga, alla luce di una ricezione alquanto controversa da parte di pubblico e critica, si tratta comunque di una mossa azzeccata da parte del publisher nipponico, consapevole, oggi più che mai, di come la piattaforma digitale Valve rappresenti un checkpoint obbligatorio se si vuole ampliare di molto i profitti scaturiti dalle vendite, grazie ad una poderosa community in continua espansione.
L’appeal del marchio vive ancora nei cuori di milioni di fan e il Team Sonic sembra aver ritrovato l’ispirazione; adesso resta da vedere se la qualità effettiva di gioco e port siano tali da permetterci di consigliarvelo spassionatamente.

Sonic Lost World

Le premesse narrative sono, al solito, abbastanza scontate: il sempreverde Dr. Eggman ha escogitato un piano per appropriarsi dell’energia del pianeta al fine di costruire un’arma potentissima, e per far ciò ha assoggettato un gruppo di creature umanoidi chiamate Zeti, le quali riescono ben presto a liberarsi dalla sottomissione e si ribellano contro il dottore e il mondo intero, minacciando di distruggerlo.
Qui entra in scena Sonic, che usufruendo dell’aiuto di Tails e dello stesso Eggman si fionda alla caccia degli strambi mostri con lo scopo di eliminarli definitivamente dalla scena.

Inutile specificare che la trama, piatta e frammentata, non genera alcun interesse e anzi i momenti narrati attraverso le cutscene risultano quasi sempre banali, mentre solo uno tra i sei Zeti riesce per lo meno a divenire tollerabile risparmiandosi gag e battute a dir poco pessime abusate dal resto della compagnia, complice ma non autore un doppiaggio inglese vicino all’amatoriale.

Veniamo al gameplay partendo con il punto forte della produzione, ovvero la struttura dei livelli.
Se cercate un Sonic vecchio stile sappiate in anticipo di trovarvi fuori strada perché stavolta gli sviluppatori hanno provato a diversificare la formula prendendo spunto da titoli del calibro di Mario Galaxy e Donkey Kong, riuscendoci tuttavia solo a metà.
Le nuove aggiunte al sistema di controllo del porcospino blu conferiscono al titolo uno stampo ragionato e, anziché puntare sulla velocità, Lost World vuole a tutti i costi donare profondità alle manovre offensive aggiungendo un calcio volante, un sistema di power up, un tasto per il dash/parkour e uno per lo spin dash, non più integrati ai direzionali.
A dire il vero ci sarebbero altri due comandi, cioè quello relativo alla trasformazione in super Sonic e quello per accovacciarsi, ma mentiremmo se vi dicessimo che abbiamo avuto modo di utilizzarli almeno una volta nel corso dell’avventura.
Uno dei problemi di Lost World è appunto la mancanza di un level design in grado di sfruttare tali meccaniche, ridotte il più delle volte alla mera pressione degli analogici e del salto.
Invece di costruire gli stage, che alternano la classica prospettiva 2D a quella 3D vista in Unleashed, sulla base del moveset di Sonic, gli sviluppatori hanno scelto di imperniarli su delle gimmick forgiate a regola d’arte senza dubbio spettacolari dal punto di vista scenico ma che non trasmettono affatto quel senso di libertà tanto desiderato dagli appassionati.

Si finisce così ad ammirare le complessità architettoniche o i colori sgargianti di pianeti zeppi di monete e mostri ma non ci si sente realmente liberi di esplorarli.
Un altro elemento innovativo ma non sfruttato a dovere -anzi inserito a forza laddove non se ne sentiva il bisogno- è la gravità, capace di trasformare il platforming in un esercizio di pazienza e di ridurre sezioni potenzialmente interessanti in frustranti rompicapi confusionari.
Questo non viene causato soltanto dalla meccanica in sé ma dall’assenza di un qualsiasi tipo di tutorial, aggravata dall’incapacità del level design di guidare il giocatore fornendogli quantomeno dei suggerimenti ambientali di fronte a situazioni non proprio limpidissime.
Scomodo ed impreciso anche il parkour, piuttosto arduo da padroneggiare sia per l’obbligo di dover tener premuto il tasto adibito alla corsa che per la legnosità rivelata dall’atto pratico, ragione di innumerevoli morti ingiuste e punitive oltremodo.
Lost World non è un gioco la cui difficoltà scaturisce da errori dell’utente ma dalle dubbie decisioni di game design che costringono a ripetere una stessa sezione più e più volte in modo meccanico alla disperata ricerca dell’azione da eseguire per avanzare.
Fuori luogo i power up, totalmente inutili in livelli a scorrimento che possono essere superati in scioltezza ignorando bellamente strade alternative, ostacoli e nemici mai pericolosi.
Persino le boss fight scadono nel deludente non per il concept di base, talora convincente, ma perché mancano d’intensità e durano troppo poco, giusto il tempo di piazzare tre colpi in dash jump al malcapitato di turno.

Procediamo adesso con l’analisi tecnica del porting.
Il gioco rimane sostanzialmente invariato rispetto alla versione WiiU -dall’ottimo aspetto grafico e sonoro-, con l’unica differenza della scalabilità di risoluzione che però non viene affiancata da un minimo di antialiasing né in game né durante i filmati e del framerate lockato a 60fps, motivo di pesanti rallentamenti nel caso non si possegga un sistema in grado di reggerli stabilmente.
Si registra poi la scomparsa del multiplayer in ogni sua forma (grave se si considera la durata di circa 4 ore della modalità storia), oltre che dei livelli circensi e, chiaramente, degli oggetti bonus ottenuti dal Miiverse.
In poche parole, meglio su WiiU.

In sintesi
Sonic Lost World rappresenta l’ennesimo distaccamento da un canone in passato perfettamente funzionante e divertente che però ha scelto di piegarsi alla modernità perdendo molte delle sue migliori caratteristiche.
Il titolo cerca in tutti i modi di assomigliare a Mario Galaxy, non solo esteticamente ma anche nelle meccaniche, subendo un drastico calo di velocità ed apertura dei livelli, a volte davvero ben costruiti ma incapaci di adattarsi al sistema di gioco, in verità per niente complesso ma frustrante e confusionario poiché non esplicato a dovere.
Infine il port, mediocre se non peggio.
Ci fa piacere che Sega abbia deciso di considerare il mercato PC ma dovrebbe rendersi conto che rimuovere feature e contenuti anziché aggiungerne di nuovi serve solo ad indisporre l’utenza, già infastidita dai problemi relativi al framerate e alla mancanza di sufficienti opzioni grafiche.
Se desiderate acquistarlo, vi rimandiamo senza indugi alla versione Wii U.
Valutazione scala 1/10

6.0
+ Una manciata di livelli interessanti
+ Tanto potenziale…
+ 1080p e 60fps…
+ Ottima veste grafica e sonora
– Mancanza di contenuti presenti nella versione Wii U
– …sprecato miseramente
– …ma nient’altro di nuovo
– Problemi tecnici su alcune configurazioni