Inizio l’articolo con una premessa a scanso di equivoci. Non parteggio per nessuna azienda (eccezion fatta per quella in cui lavoro), non credo di rientrare nella categoria dei fanboy: ho sempre criticato qualsiasi big dei videogiochi, compresi Microsoft, Nintendo, Valve e compagnia. Chi sbaglia si becca una tirata d’orecchi, ecco tutto. Ma passiamo all’argomento di oggi.
In questi giorni vi sarete accorti che Sony e Naughty Dog si sono attirate addosso un quantitativo inimmaginabile di merda. I leak di The Last of Us 2 hanno mandato in bestia milioni di giocatori, che naturalmente si sono sentiti dare dell’-ista e del -fobo per la loro opinione. Infatti, seguendo l’elegantissimo modus operandi dei guerrieri sociali, diversi dipendenti pseudo-marxisti di Naughty Dog si sono scagliati su Twitter contro chiunque abbia espresso un parere negativo sulla trama leakata di The Last of Us 2 etichettandolo, tra le altre cose, come estremista di destra.

Panico e paura in casa Naughty Dog

Lo stesso director di Naughty Dog Neil Druckmann, amico stretto di Anita Sarkeesian, ha pubblicato post alla Patrick Soderlund sui social. Roba del tipo: “se non vi piace non compratelo, brutti misogini razzisti che non siete altro!” Non sia mai che la trama faccia oggettivamente schifo e prenda a ceffoni i fan del primo capitolo rovinando quanto di buono fatto finora. No, la colpa è dei maschi bianchi etero tossici. E sappiamo bene quanto andare contro i propri clienti sia produttivo. Più li insulti, più sale la probabilità che ti premino acquistando il tuo gioco. Marketing 101, elementare Watson.

Per non parlare poi dei copyright strike ai canali YouTube che si sono permessi di discutere i leak. Pur non mostrando alcuna immagine o rivelando informazioni, diversi account hanno ricevuto notifiche di violazione copyright in merito a The Last of Us 2. Gente che prendeva per il culo Sony e Naughty Dog per 20 minuti parlando nella propria stanza adesso deve difendersi (anche in tribunale) per non rischiare di perdere la propria fonte di reddito. Non ho dubbi sulla disfatta legale dei mangiasoia, visto che queste accuse di violazione sono spurie e non tengono conto della regola del Fair Use. Ma sappiamo già che il vero obiettivo è silenziare qualunque voce critica, come da prassi californiana.

last_of_us from Naughty Dog

Intanto sulle pagine PSN di The Last of Us 2 (Standard e Digital Deluxe) appaiono magicamente migliaia di recensioni positive. Però il gioco esce il mese prossimo. Tutto normale, no? Cioè signori, siamo arrivati al punto in cui si mettono 5 stelle da soli per paura dell’opinione pubblica, per prevenire potenziali review-bomb sul proprio negozio digitale. Il passo lo avevano già fatto su YouTube, dove hanno disattivato pollici e commenti dopo essere stati ricoperti di negatività nel videomessaggio di Neil Druckmann. Sono nel panico e stanno facendo di tutto per tappare le falle in modo maldestro.

Arroganza di Naughty Dog e marketing fuffa

Giorni fa sentivo una dichiarazione di Hiroki Totoki (CFO di Sony) sul presunto svantaggio lato marketing di PS5 rispetto alla concorrenza. La sua risposta è stata la seguente:

Noi consideriamo le cose dal punto di vista strategico, ma facendo del nostro meglio. Per quanto riguarda il promuovere o meno, aspetterei di vedere le vendite di PlayStation 5 per esprimere quel giudizio.

In sostanza afferma che pur essendo rimasti indietro in termini di pubblicità rispetto a Microsoft, si aspettano comunque di aver ragione nelle vendite. Perché? Non si sa. Forse pensa di avere un’utenza composta da capre che acquistano una piattaforma solo per il nome, nonostante l’inferiorità hardware e una gestione software discutibile. Probabile. Ma del resto, aggiudicarsi l’esclusiva temporale di intere modalità di Call of Duty lascia già intendere quale sia il loro target principale. Lo stesso che gioca a Fortnite.

E le menate su Unreal Engine 5 e il fantasmagorico SSD più veloce della luce? Tutte da ridere. Ditemi voi quale sia l’utilità in game di un SSD che probabilmente farà schizzare alle stelle il prezzo di una console già estremamente costosa per il produttore. Su PC i dischi a stato solido esistono da decenni e raggiungono prestazioni elevatissime velocizzando di molto i caricamenti. Sony non ha scoperto l’acqua calda. Bastava un SSD. La tecnologia NVME, su console, è praticamente inutile.

Prima laggrafica™

E anziché concentrarsi sull’archiviazione, marginale nell’economia di gioco, sarebbe stato opportuno creare una macchina potente e stabile. Invece hanno scelto di tirare per i capelli l’hardware overclockandolo in corso d’opera per non sfigurare troppo con Xbox Series X e i suoi 52CU. Frequenze variabili per 200mhz in più? Ma cos’è, il primo approccio di un dodicenne a MSI Afterburner? Davvero grasse risate. Se PS4 Pro decolla direzione Luna scaldando più di un forno elettrico, PS5 sarà un mini-vulcano.

Ecco perché diverte leggere i commenti ai video di Digital Foundry dove si loda la console per aver presumibilmente fatto girare una tech demo di Unreal Engine 5. Ricordate il 4k nativo promesso con la 4 Pro? È finita che la maggior parte dei giochi gira tutt’oggi a 1440p e 30fps. Bisogna anche essere realisti. Probabilmente i first party vedranno un gran bel boost tecnico ma aspettarsi nuovi e rivoluzionari standard dalla prossima generazione è utopia. Non a caso Ubisoft mette già le mani avanti dichiarando “almeno 30fps” su Assassin’s Creed Valhalla. Però ehi, evviva gli SSD NVME.

Ma poi, pensateci bene. A che serve puntare tutto su grafica e risoluzione quando con Red Dead Redemption 2 si sono raggiunti picchi incredibili anche sulla mediocre generazione corrente? Abbiamo davvero bisogno del fotorealismo e del 4k a scapito della giocabilità? La risposta è no e basti vedere quanti utenti pagherebbero lingotti d’oro per avere God of War e Bloodborne a 60fps, che dal punto di vista di un giocatore PC sono comunque anacronistici. L’importante è avere il Ray Tracing, talmente inutile e ammazza-framerate da convincermi a non attivarlo mai pur avendo una RTX.

the last of us part 2 naughty dog

Una conclusione amara

Ok, il discorso è degenerato e me ne rendo conto. Ma non avete idea di quanto mi faccia rabbia l’inversione a S (soia) di Sony da quando ha spostato i suoi quartieri generali in California. Sono sempre stato un affezionato cliente PlayStation dai primi anni 2000 e vedere lo squallore odierno mi provoca un misto di rabbia e tristezza. Peggio dell’ultima stagione di Westworld. Dovrebbero puntare sulle esclusive nipponiche di qualità, come fu per i titoli FromSoftware, Atlus, Vanillaware e tutto il resto.

Invece li vedi scavarsi la fossa sul web tentando di parare il culo a una Naughty Dog letteralmente impazzita, continuare con le censure a pieno regime e fare marketing per bimbi nutella a cui interessa solo la parolina fuffosa tipo esse esse dì, quattro cappa e rei tresing. E non ditemi di avere hype per Ghost of Sashimi perché credere in un capolavoro sviluppato da Sucker Punch (i tizi di Infamous) equivale ad aspettarsi frasi di senso compiuto da Luca Giurato. Ah, e sappiate che conterrà femminismo e politicamente corretto come The Last of Us 2. Uomo avvisato, mezzo salvato.

Conclusione? Fanculo la Sony californiana, ecco la conclusione. Di questo passo ne rimarrà soltanto il marchio. E in fin dei conti, pur odiando soia e guerrieri sociali, non è qualcosa per cui un videogiocatore dovrebbe gioire. Ci vorrebbe la macchina del tempo di Cecchi Paone per tornare indietro e calciorotare sui maroni Layden, House, Hirai e compagnia. Ma ormai è davvero troppo tardi.