Nelle scorse ore Microsoft ha lanciato un violento guanto di sfida a Sony, modificando la propria offerta Xbox Game Pass. Il servizio permetteva di avere accesso a una batteria di oltre 150 giochi di primissimo livello per Xbox 360 e Xbox One, pagando una quota mensile di 10 euro. Il funzionamento è identico a quello di Netflix: paghi un canone e hai accesso a una libreria, che potrai utilizzare fin quando non interromperai suddetto abbonamento. Il catalogo viene allargato mese per mese con nuovi giochi. Alcuni dei prodotti third party verranno messi a rotazione, ma Microsoft annuncerà con almeno un mese di anticipo cosa sarà rimosso. Nessun problema invece per i giochi first e second party.

L’offerta, già molto succosa, si espanderà a partire da Febbraio 2018. L’attesissimo Sea of Thieves, titolo multiplayer esclusivo Xbox e PC sviluppato da Rare, sarà disponibile il giorno di lancio anche per tutti gli abbonati, che non dovranno pagare un centesimo in più. Interessante, no? Non ci si ferma qui però, perché tutte le future esclusive first e second party arriveranno gratuitamente su Xbox Game Pass a partire dal loro giorno di lancio, incrementando enormemente il valore dell’offerta.
Si tratta in pratica di titoli venduti a 60 e 70 euro, che gli utenti potranno giocare per tutto il tempo che vorranno, non ci sono limitazioni di alcun tipo.
Che si tratti di Crackdown 3, State of Decay 2, dei prossimi Halo, Forza o Gears of War, gli abbonati vi avranno accesso immediatamente. Con una spesa di 10 euro direi che si tratta di un’offerta ottima.

Cerchiamo di andare un po’ più in profondità

crackdown 3Prima però di gridare al miracolo penso sia giusto fare qualche considerazione.
Non credo che Microsoft stia facendo qualcosa di straordinario in questo momento. Piuttosto, penso si stia ripetendo qualcosa di molto simile a quanto avvenne col lancio di Xbox Live, concettualmente. Microsoft si sta portando in una posizione di vantaggio rispetto a Sony, anticipando i tempi.
Mi spiego meglio.

I videogame offerti come servizio non sono affatto una novità. Ci avevano già provato con lo streaming sia Onlive che Gaikai, mentre Electronic Arts ha lanciato qualche tempo fa i suoi Origin Access ed EA Access. Microsoft sta facendo qualcosa del genere, ma lo fa in grande stile, seguendo più da vicino le orme di Netflix, un colosso che è maestro in questo campo.


L’esempio di Netflix è vicinissimo a Xbox Game Pass

Netflix investe ogni anno qualche miliardo di dollari nella produzione di film, serie TV, speciali comici e documentari. Nessuno di questi prodotti raggiunge il cinema, né diventa un DVD. In pratica non viene venduto in maniera diretta.
Netflix li produce perché sono contenuti esclusivi che andranno ad aggiungere valore alla propria offerta. Se il valore sarà sufficiente per il consumatore, questo sottoscriverà un abbonamento. In pratica l’azienda investe denaro per guadagnare importanza agli occhi del pubblico, per fidelizzare i già clienti e per intrigare chi ancora non è abbonato.

Halo Combat Evolved nrsQuesto meccanismo è sufficiente a generare introiti. Netflix lo sa e investe, Amazon lo sa e investe allo stesso modo. Microsoft sta provando ad applicare la stessa regola al mercato dei videogame, ed è assolutamente sensato.
Se so che posso giocare ad Halo 4, Halo 5 e Gears of War 3, Xbox Game Pass ha un determinato valore. Ma se mi dici che anche tutte le tue nuove uscite diventeranno immediatamente disponibili, il tuo valore ai miei occhi incrementa in maniera vertiginosa. Prima pensavo che fosse una buona offerta, esattamente come Origin Access. Oggi penso che sia un’offerta straordinaria, e ti do i miei soldi. Hai guadagnato un cliente.

Sia lo sviluppo di un videogame che la realizzazione di un film sono costosi. Si va dal milione di dollari agli oltre 250 milioni, non c’è una regola fissa. La cosa fondamentale è sapere bilanciare spesa e introiti con delle previsioni il più possibile realistiche.
Se il mercato del cinema si può sostenere interamente con degli abbonamenti mensili, lo stesso vale per i videogame. Microsoft dovrà solo capire quanto investire per garantirsi i suoi guadagni.

sea of thieves

L’esclusiva Rare Sea of Thieves, disponibile gratuitamente su Xbox Game Pass dal giorno di lancio

C’è di più.
Se vai su Netflix puoi guardare una stagione di Narcos o di Dark. E hai finito.
Se vai su Xbox Game Pass puoi scaricare Sea of Thieves o Crackdown. Ma in questo caso non hai finito. All’interno di Sea of Thieves o di Crackdown puoi spendere i tuoi soldi in micro transazioni. Magari comprerai dei loot box. Forse deciderai di acquistare i DLC e i Season Pass, che ti saranno gentilmente offerti con uno sconto del 10%, dato che stai già pagando per il servizio.
In pratica Microsoft non si limita ad aggiungere valore alla sua offerta, ma spinge il cliente verso una ulteriore possibilità di spesa. Dal punto di vista commerciale è brillante, c’è poco da dire.
Poi potremo parlare dei loot box, delle micro transazioni e del modo in cui saranno implementate all’interno di ciascun singolo gioco. Potremo parlare di tutto quello che volete, ma è innegabile che la strategia sia sulla carta vincente.

E ancora: non vi va di giocare online?
Bene, pagate per Xbox Live Gold. Perché Xbox Game Pass e Live Gold ovviamente sono indipendenti. Questo significa che per ciascun singolo utente, Microsoft intascherà 120 euro l’anno di Xbox Game Pass e 60 euro di Gold (offerte a parte). Siete già stati educati a pagare quei 60 euro senza un motivo preciso, quindi la cosa non vi stupirà, e continuerete a ricevere ogni mese i giochi gratuiti che vi faranno stare più tranquilli.
I 120 euro l’anno di Xbox Game Pass alla fine sono un ottimo prezzo. Sono il costo di 2 giochi orientativamente, e in 12 mesi è quasi certo che giocherete ben più di due giochi. L’offerta è eccellente.

Anche State of Decay 2 sarà disponibile dal lancio su Xbox Game Pass

Microsoft sta proponendo qualcosa che a mio parere avrà un successo clamoroso, e a cui Sony dovrà per forza rispondere. Sta spingendo su un’idea non esattamente nuova, ma su cui nessuno si era ancora lanciato in maniera così decisa. Non nel campo del gaming almeno.
C’è poi un ultimo elemento, che sarà anche ragione di frustrazione per tanti giocatori: Xbox Game Pass è disponibile solo su Xbox, se avete un PC al momento siete tagliati fuori. Perché se usate Windows non pagate quei 60 euro per il Live. Se usate Windows siete costretti a utilizzare un’infrastruttura demoralizzante come Windows Store, che fa acqua da tutte le parti, e che sarebbe del tutto incapace di soddisfare le richieste degli abbonati paganti. In pratica siete allo stesso tempo più difficili da soddisfare e meno interessanti dal punto di vista economico.

Phil Spencer ha promesso che il servizio sarà disponibile anche per gli utenti PC. Sicuramente succederà in futuro, ma solo quando Windows Store diventerà una piattaforma anche lontanamente sufficiente.
Considerata la situazione disastrosa in cui si trova in questo momento penso che ci sarà ancora da aspettare.