Dreamed Away è un’avventura narrativa RPG indie sviluppata da Nicolas Petton, e pubblicata da Pineapple Works. Ispirato in modo evidente ai classici RPG in stile Earthbound, il gioco combina estetica pixel-art, esplorazione, combattimento a turni e una forte componente emotiva per offrire un’esperienza intima, malinconica e per molti aspetti personale.
Il gioco è disponibile dal 23 Ottobre 2025 su PC Windows tramite Steam (giocabile su Steam Deck senza problemi), Xbox e Nintendo Switch, a un prezzo di poco inferiore ai 19 euro. Sono presenti i sottotitoli in lingua italiana.
Il publisher ci ha mandato una chiave di attivazione della versione PC del gioco per poter procedere nella nostra analisi.
Se dovessi inserire Dreamed Away all’interno di una categoria, direi che appartiene al filone dei RPG narrativi sulla linea tracciata da Undertale. Dreamed Away non parla di salvare il mondo o combattere mostri, ma di affrontare la paura e il passaggio all’età adulta. È un viaggio breve e per certi versi lento, sospeso tra sogno e realtà.
La storia segue Theo, un bambino che si risveglia trovando la casa vuota e il suo mondo familiare trasformato in qualcosa di strano e inquietante. Cercando la sorellina Lucy, Theo viene trascinato in un regno onirico dove realtà e memoria si frantumano. La narrazione si sviluppa come un incubo infantile, mescolando nostalgia e disagio. Ciò che parte come una semplice ricerca si trasforma presto in un percorso attraverso il dolore e il dubbio. I personaggi umani, le figure oscure e le strane manifestazioni che incontra sembrano simboli del suo subconscio, e in effetti la simbologia ha un peso enorme all’interno della narrazione di Dreamed Away.
I personaggi che incontreremo non sono molti ma significativi. Lucy, pur quasi sempre assente, rappresenta l’innocenza e il legame affettivo. Gli incontri lungo la strada saranno sempre a metà tra il confortante e il minaccioso, e riflettono lo stato emotivo del bambino. La scrittura è valida ed assistita da una regia ottima. Riesce a esprimere emozioni autentiche senza ricorrere a spiegazioni superflue. È una storia profondamente personale, e la sua ambiguità costituisce parte del suo peso emotivo.

Il gameplay combina esplorazione, dialoghi ed elementi RPG leggeri. Si attraversano aree surreali e occasionalmente si affrontano scontri a turni che hanno una struttura simile a quella vista in Undertale: personaggio da una parte e nemico dall’altro, menu con le possibili azioni da compiere ma, soprattutto, interazioni che richiedono un notevole tempismo sia per attaccare che per difendersi.
In fase di attacco dovremo premere un pulsante al momento giusto per poter concatenare un successivo attacco. Ciascun attacco addizionale richiede un tempismo perfetto.
Per difenderci dovremo invece pressare i tasti direzionali in momenti diversi: ciascun avversario ha pattern di attacco diversi, che si manifestano nel modo in cui dovremo spostarci a schermo o premere i tasti. Potrà succedere ad esempio di avere sequenze variabili di pulsanti, indicatori fluttuanti a schermo ed altro ancora. Non è una struttura semplicissima da spiegare a parole, ma diventerà chiarissima visualizzando anche un singolo video gameplay o trailer. In assoluto c’è una buona creatività, è un combat system che mi ha convinto e che rende più action il classico sistema degli RPG a turni.
Su PC il gioco gira perfettamente: leggerissimo, rapido da caricare, con visual pulite anche su schermi grandi. Controlli semplici e reattivi, supporto completo al controller e un audio piacevole seppur non stellare.
Su Steam Deck l’esperienza è altrettanto impeccabile. La pixel-art risulta nitida, le prestazioni sono stabili e i controlli in modalità portatile funzionano senza problemi.
Consigliato
Dreamed Away è un’esperienza malinconica e delicata, che esplora il tema della perdita, del dolore e della crescita. Se vi sono piaciuti giochi come To the Moon o Finding Paradise qui ritroverete atmosfere familiari, con una componente di gameplay molto più sviluppata, grazie anche ad un sistema di combattimento che funziona degnamente partendo dalle basi di Undertale. Non è un gioco per tutti – chi cerca azione o durata potrebbe trovarlo insoddisfacente – ma per chi apprezza storie introspettive raccontate attraverso atmosfera e sottotesto, vale assolutamente il viaggio.

