Kingdom of Night – Recensione | Demoni in pixel art

Kingdom of Night è un action-RPG isometrico dal sapore anni ’80: un’avventura che mescola combattimenti hack and slash, esplorazione libera e una storia con tinte horror, una combinazione che abbiamo trovato subito parecchio interessante. L’ambientazione è Miami, in un 1987 alternativo dove una notte “storta” trasforma la normalità da provincia americana in un incubo popolato da demoni, culti e misteri che si allargano man mano che si avanza. Sembra quasi il setting per un film di serie B, e l’idea ci piace.
Il gioco, sviluppato da Friends of Safety e pubblicato da Dangen Entertainment e Game Source Entertainment, è disponibile su PC Windows tramite Steam (status Verificato su Steam Deck) a un prezzo di lancio di 19,50€. Purtroppo il gioco è solo in lingua inglese. Il publisher ci ha inviato una chiave di attivazione per procedere nella nostra analisi.

Nel 1987 alternativo di Kingdom of Night, Miami è una cittadina semi-desertica dove le cose vanno avanti con una certa routine, finché un rituale satanico spalanca la porta a Baphomet, uno degli arcidemoni dell’inferno. In poche ore le strade vengono invase dalle forze del male, con presenze demoniache e persone comuni trascinate nel caos. In questo contesto vestiamo i panni di John, che si ritrova in questa situazione assurda, cercando di sopravvivere e al contempo salvare gli amici prima che sia troppo tardi.

La storia si sviluppa come un percorso a tappe nel corso della stessa notte, con deviazioni narrative e incontri che alternano horror sovrannaturale, drammi da liceo e minacce sempre più fuori scala, fino a portare John verso i covi dei signori dei demoni che hanno preso possesso della città. Lo stile è quello tipico degli anni ’80, con situazioni tipiche da b-movie, e si nota in particolare una certa influenza da parte di Stranger Things.

Kingdom of Night è di base un ARPG con impostazione grafica isometrica. Si passa gran parte del tempo a perlustrare l’ambiente cittadino, all’interno di ambienti quali supermercati ormai abbandonati, biblioteche, strade buie, fogne e tutto ciò che ci si aspetterebbe da un contesto urbano del genere. L’atmosfera viene costruita soprattutto tramite dettagli ambientali, incontri rapidi e piccoli frammenti di worldbuilding che spesso diventano missioni vere e proprie. Lo sviluppatore è riuscito anche a creare un buon senso di coinvolgimento con una direzione sonora intelligente, che lascia spazio a silenzi carichi di tensione e suoni ambientali a effetto.

L’esplorazione è volutamente poco guidata: dopo l’avvio, si può scegliere cosa seguire e dove andare, con un gating morbido che ci fa capire in che modo procedere sulla base del nostro livello, abilità e pericolosità dei nemici nelle diverse zone. Inizialmente le nostre possibilità di movimento sono limitate da una certa lentezza, ma la mappa aiuta parecchio nell’orientamento e, dopo un po’, arriva anche un utilissimo fast travel.

Kingdom of Night pone una certa enfasi anche sui combattimenti, che sono frequenti e piuttosto piacevoli. Abbiamo un sistema di attacchi corpo a corpo, schivata e parate, tutto da gestire con la classica stamina che si consuma in base alle nostre azioni. Gestire le distanze, tempismi per attacchi e difese è quindi molto importante, con la necessità di sfruttare quindi dei posizionamenti intelligenti e un certo livello di kiting (ovvero farsi seguire dall’avversario mentre si recupera la stamina o si cerca una finestra di attacco).
Sono rimasto piacevolmente colpito dai nemici, più che buoni per una produzione economica di questo tipo, e dotati di comportamenti abbastanza variegati. Tendono a comparire in gruppi che impongono un certo livello di tattica nel crowd control, e sanno essere letali attraverso proiettili, status negativi e la pressione numerica, con alcune sequenze che non stonerebbero in un bullet hell.

Il sistema di combattimento è largamente influenzato dalle decisioni iniziali del giocatore, che dovrà decidere se optare per una classe magica o melee e, più avanti, una sottoclasse. C’è però una certa sproporzione nel bilanciamento dei nostri approcci durante gli scontri. In particolare, utilizzare la magia risulta più facile rispetto al sistema melee corpo a corpo, che invece mi sento di consigliare a chi cerchi un livello di sfida più elevato. Naturalmente melee e magia hanno abilità e statistiche diverse, che crescono in maniera lineare e si affidano ai canoni classici del genere. Unici elementi più interessanti sono Fear (che indica appunto la paura) e la sinergia tra statistiche, armi e accessori.

Kingdom of Night ha dalla sua una buona quantità e varietà di oggetti droppabili e loot, ma soffre a causa di una UI che non regge bene questa mole di contenuti. In particolare ho trovato piuttosto scomodi sia la gestione dell’inventario che la maniera in cui le quest vengono tracciate, specie quando diventano tante.

La direzione artistica del gioco è valida, ma trattandosi di pixel art so che almeno una parte della community potrebbe non apprezzarla. Per il mio gusto, sia i modelli di mostri e personaggi, che la maniera in cui sono state realizzate le ambientazioni cittadine dà un senso di coesione che incrementa il coinvolgimento. Tutto ciò si traduce inoltre su un peso molto leggero sull’hardware, come intuibile dallo status Verificato su Steam Deck. E per l’appunto, ho giocato per la maggior parte questo Kingdom of Night proprio sulla macchina portatile di Valve, e non ho avuto nessun problema nemmeno durante i combattimenti più intensi.

  • Tributa gli anni ’80 con stile
  • Esplorazione piacevole, bel senso di immersione
  • Design convincente in un’ottima pixel art
  • Tanti contenuti per quello che costa
  • UI e interfaccia ampiamente migliorabili
  • Sbilanciamento tra magia e melee
  • Una certa ripetitività nel map design di alcune locazioni

Verdetto

Consiglio Kingdom of Night agli amanti di ARPG che apprezzino Stranger Things e affini, e che siano alla ricerca di un prodotto che offre un bel senso di coinvolgimento. Si tratta di un’esperienza caldamente consigliata in particolare se vi piace giocare in mobilità. Il sistema di combattimento funziona nonostante un chiaro sbilanciamento nella difficoltà tra melee e magie, e il senso di esplorazione è più che valido. A questo aggiungete una mole di contenuti più che generosa, considerato il prezzo del biglietto. Non reinventa nulla, ma è un solido action RPG che identifica alla perfezione il proprio pubblico.

VALUTAZIONE CONSIGLIATO Voto 7/10

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *