Dopo Vampire Survivors, il genere dei bullet heaven è diventato uno dei più competitivi in assoluto, ed è proprio in questo segmento che Night Swarm, dello sviluppatore Fubu Games, cerca di ritagliarsi un proprio spazio, dopo un periodo di early access in cui la community ha contribuito al suo sviluppo. La struttura è adesso più soddisfacente, ma sarà abbastanza per scontrarsi con titani come appunto Vampire Survivors e il profondo Deep Rock Galactic Survivors? I publisher Mad Mushroom e Gamersky Games ci hanno inviato una chiave di attivazione per Steam per poter dare un’occhiata approfondita al gioco.
Night Swarm è stato rilasciato il 4 dicembre 2025 su PC Windows tramite Steam (certificato giocabile su Steam Deck), PS5 e Xbox a meno di 10 euro. Sono presenti i sottotitoli in lingua italiana.
Night Swarm si presenta come un bullet heaven che cerca di andare oltre la formula più immediata resa popolare da Vampire Survivors, puntando su una struttura da roguelite più scandita e su una progressione che dà un ruolo centrale alle scelte del giocatore. Dal punto di vista del gameplay di base, il cuore resta familiare: visuale dall’alto, orde sempre più dense di nemici, abilità tra cui scegliere con una certa strategia e una costante gestione dello spazio per non farsi sopraffare. Dove Night Swarm prova a distinguersi è nel modo in cui organizza le partite e nel peso che attribuisce alla costruzione della build.
Le run hanno una struttura un po’ diversa rispetto al solito, concettualmente simile ai livelli di profondità di Deep Rock Galactic Survivors. Ogni partita è suddivisa in una sequenza di scontri che portano verso un obiettivo preciso, spesso rappresentato da un boss o da un nodo chiave. Questa struttura spezza la sensazione di loop infinito tipica di molti giochi di questo tipo, è un buon approccio. La progressione da uno scontro all’altro dà l’idea di avanzare davvero, invece di limitarsi a resistere il più a lungo possibile.
Durante la run si accumulano i classici potenziamenti temporanei che modificano il comportamento del personaggio, ma c’è anche un sistema di alleati ed evocazioni che ci assistono negli scontri. Night Swarm spinge molto su compagni che combattono al fianco del protagonista e che contribuiscono in modo attivo al controllo dell’area. Le build acquisiscono uno spessore in più: non si tratta solo di aumentare numeri e incrementare il DPS, ma di creare combinazioni che hanno un senso, magari rallentano i nemici o concentrano il danno in punti specifici. Peccato che tra tutti gli elementi a schermo e a causa di alcune scelte stilistiche, il colpo d’occhio non è chiaro come avrei voluto, un difetto molto importante in un gioco di questo tipo.
La quantità di avversari a schermo e la maniera in cui sono strutturati gli scontri è a sua volta un po’ diversa rispetto a tanti altri bullet heaven: il posizionamento ha un ruolo di maggiore importanza, e si creano situazioni che spingono a scegliere quando avanzare e quando arretrare. Pur essendo piuttosto navigato in questo genere, devo dire che Night Swarm ha la sua originalità e mostra un carattere solido, immediatamente riconoscibile. Non è il classico esempio di gioco senza idee che cerca di inserirsi in un filone di successo.
Tra una run e l’altra torneremo inoltre a un hub centrale da dove gestire potenziamenti e progressione. C’è però un problema che si sente dopo un certo numero di ore, in cui anche lo stesso Vampire Survivors non è riuscito a trovare un buon bilanciamento. Pur essendo normale che il nostro personaggio diventi progressivamente più forte, si arriva a un punto in cui il livello di difficoltà si appiattisce al punto di diventare triviale. Questo è vero in particolare per le prime fasi degli stage che, dopo determinati potenziamenti, risultano a mio parere fin troppo facili. Non aiuta da questo punto di vista che la varietà di nemici lasci un po’ a desiderare, con le run che dopo un po’ finiscono per somigliarsi in modo eccessivo. Ha comunque abbastanza carne al fuoco da offrire almeno la sua ventina di ore.
PRO | CONTRO |
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Verdetto
Night Swarm è migliore rispetto all’oceano di cloni apparsi come funghi nel genere dei survivor, ma non raggiunge la qualità dei migliori esponenti della categoria, su tutti Deep Rock Galactic Survivor. La sua struttura è ben direzionata grazie a un hub che dà un buon senso di progressione, e un’impostazione basata su round successivi che funziona a dovere. Allo stesso tempo, paga una certa ripetitività sul lungo periodo e un bilanciamento che, una volta compreso, può rendere alcune partite meno tese. È un bullet heaven che prova a essere anche un roguelite vero e proprio, riuscendoci in buona parte, pur senza eccellere davvero. Resta comuque consigliato agli amanti del genere.

