Earth Must Die – Recensione | Un classico istantaneo

Da grande amante delle avventure punta e clicca della vecchia scuola, non ho potuto che avvicinarmi con grande curiosità a questo Earth Must Die, nuovo lavoro dei ragazzi di Size Five Games. Ma attenzione, perché non si tratta di un’avventura classica: ha una struttura molto più semplice, una progressione lineare e un livello di difficoltà contenuto, quindi è davvero difficile finire col bloccarsi da qualche parte. Ma soprattutto, Earth Must Die ha dalla sua un sarcasmo cattivissimo, condito con parecchio dark humor, che mi ha letteralmente tenuto incollato allo schermo.
Il gioco è stato rilasciato il 27 gennaio 2026 su PC Windows tramite Steam (Verificato su Steam Deck), dove è proposto a un prezzo di 13,29 euro. Purtroppo non sono presenti i sottotitoli in lingua italiana. Questa recensione è basata su una chiave di attivazione per Steam inviata dal publisher No More Robots.

Peso del gioco

Basso

Fascia PC consigliata

Storia e setting

In Earth Must Die vestiamo i panni del Gran Pastore VValak Lizardtongue, tiranno di un impero galattico. Cattivissimo, assolutamente disconnesso dalla realtà, egocentrico, megalomane e del tutto incompetente, il nostro personaggio dovrà gestire una crisi nel proprio impero, accompagnato dal suo prode companion meccanico: una caraffa per il latte con un capezzolo. VValak è in realtà un personaggio straordinario, non proprio un antieroe, ma davvero un idiota messo lì per essere divertente nella sua imbecillità. È disposto a tutto pur di ottenere il potere, e sarà il giocatore a scegliere di metterlo in situazioni a dir poco assurde anche solo per vedere cosa succede.

Il gioco è, dall’inizio alla fine, una sequela ininterrotta di gag, battute crudeli, momenti di gore estremo e sessualità esplicita, che aiutano nella caratterizzazione dei diversi personaggi. Quelli principali sono tutti straordinari pur nel loro essere stereotipati, merito di una qualità della scrittura elevatissima e di una ritmica che funziona alla grande. La sceneggiatura è di per sé piuttosto semplice, ma le situazioni che muovono gli eventi sono disseminate di un’inventiva che potrebbe tranquillamente rivaleggiare con il Tim Schafer dei tempi migliori.

Il racconto è strutturato in 8 capitoli principali, che mantengono alta l’attenzione anche grazie a cambi di scena molto frequenti. Più che un’avventura classica abbiamo quindi un racconto che si dipana all’interno di aree specifiche, in una progressione più o meno lineare. La sensazione è che ciascun capitolo sia suddiviso in piccole mini-scenette che ci impegneranno per quei 10/20 minuti, prima di passare ad altro. E questi tempi sono in realtà davvero comodi, non creano dispersione, ma un senso di compattezza e di chiarezza narrativa che ho trovato molto riusciti. Si ha effettivamente la sensazione di guardare un episodio di una serie animata, e si resta incuriositi riguardo al prosieguo della storia.

Gameplay

Dal punto di vista meccanico Earth Must Die è molto diverso rispetto alle avventure punta e clicca tradizionali. La differenza più marcata è senza dubbio il fatto che qui non c’è un inventario né la possibilità di raccogliere oggetti per risolvere puzzle. Ma questo non significa che il gioco non abbia enigmi o soluzioni più complesse.

Tutte le ambientazioni e le scenette in cui ci ritroveremo richiedono infatti un qualche tipo di interazione creativa per essere affrontate e superate. Potremo parlare con i personaggi, scegliere tra le diverse risposte disponibili, o creare azioni tra un personaggio e gli altri elementi dello scenario. Potremo ad esempio impartire ordini al nostro fido assistente, in modo che ci assista nel distrarre qualcuno, o utilizzare le sue interferenze elettriche in modo creativo. Sempre il nostro assistente funge inoltre da enciclopedia portatile sulla lore e sulle informazioni sul mondo di gioco, che si riveleranno fondamentali in più situazioni: a volte risolvere i puzzle richiederà di accedere alle informazioni corrette, in modo che il nostro protagonista abbia la conoscenza necessaria per affrontare le conversazioni.

Tutto questo significa che la soluzione di ciascun puzzle si trova all’interno dello scenario stesso. Non c’è backtracking, non ci sono davvero momenti morti. Si tratta solo di pensare in modo creativo a come affrontare la situazione, spesso utilizzando anche una certa dose di ironia.

Appare quindi chiaro come Earth Must Die voglia offrirsi soprattutto come una storia dissacrante e divertente, con un’interazione che soddisfa un pubblico non troppo esigente, più interessato magari a seguire il racconto stesso.

Spendiamo due parole anche sui doppiaggi, assolutamente straordinari. Sono in lingua inglese e, nel caso di alcuni dei protagonisti, donano uno spessore aggiunto considerevole. Magnifici sono in particolare i risultati raggiunti con il protagonista VValak e con Milky, la nostra fida assistente. Un plauso davvero agli attori che hanno svolto in questo frangente un lavoro magistrale.

  • Assolutamente esilarante se amate lo humor cattivo.
  • Personaggi iconici, da classico istantaneo.
  • Dialoghi spassosi e scorrevoli.
  • Struttura accessibile anche per i meno esperti.
  • Esteticamente delizioso.
  • Prezzo ottimo.
  • Alcuni momenti un po’ più lenti e meno ispirati.
  • Dark humor cattivo che potrebbe non piacere.
  • Richiede una buona conoscenza dell’inglese per essere apprezzato, niente italiano.

Verdetto

Earth Must Die non vuole essere confuso con le classiche avventure punta e clicca, offrendo un gameplay sostanzialmente diverso, più semplice e lineare. Nonostante questo, ha tutto il potenziale per diventare un classico istantaneo nella sua nicchia, con personaggi splendidamente caratterizzati, uno humor nero dissacrante e una narrazione fluida che può essere fruita anche per brevi sessioni. Se consideriamo anche il prezzo, è un acquisto imperdibile per chi apprezza questo genere di sarcasmo. Peccato solo per la grossa mancanza della lingua italiana, che nel nostro mercato è un problema non di poco conto.

VALUTAZIONE CONSIGLIATO Voto 8.5/10

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