Uscita PS6: perché si parla di 2028 o 2029

L’uscita di PS6 potrebbe essere più lontana del previsto: nelle ultime ore è tornata a girare l’ipotesi di uno slittamento al 2028 o 2029. Il report attribuito a Bloomberg mette sul tavolo un motivo concreto: la crisi della memoria (RAM e NAND) alimentata dalla domanda dell’AI, con prezzi e disponibilità che rischiano di restare tirati ancora a lungo. Anche fuori dal gaming arrivano segnali simili: TrendForce, citata da Reuters, prevede contratti DRAM in rialzo nel primo trimestre 2026. In questo scenario, Sony starebbe valutando di far slittare il debutto della prossima PlayStation al 2028 o addirittura al 2029.

Perché questa ipotesi pesa più di altre? Perché rompe il “metronomo” storico: PS5 è uscita nel novembre 2020, e una transizione 6–7 anni porterebbe naturalmente verso il 2027. Spostare l’uscita PS6 avanti di uno o due anni vorrebbe dire allungare la generazione a 8–9 anni, con una domanda implicita: meglio una console più tardi, o una console in tempo ma a prezzo fuori scala?

Il primo effetto è banale ma centrale: più spazio per PS5 (e per l’ecosistema PS5/PS5 Pro) come piattaforma di riferimento, con cross-gen più lungo e incentivi a spremere ottimizzazioni invece di inseguire subito il salto hardware. Nel report rimbalza anche l’idea che il rischio vero, oggi, sia lanciare next-gen con listini in stile PC enthusiast: una soglia psicologica che taglia fuori il mass market e costringe a compensare altrove (abbonamenti, servizi, giochi a prezzo pieno).

NeoGAF: le reazioni della community

Il thread NeoGAF è esploso in poche ore (oltre duecento risposte nella stessa giornata di apertura), segnale che il tema uscita PS6 tocca un nervo scoperto: prezzo e valore percepito.

Il tono medio non è da panico: molti commenti vanno nella direzione del “meglio rimandare che uscire con un mostro da 800–1000 euro”, anche perché i giochi richiedono già tempi di sviluppo enormi. Dall’altra parte emerge una lettura più prudente: considerare un rinvio può voler dire che il piano sulla carta resta 2027, ma con margine per scivolare di qualche mese o di un anno (da fine 2027 alla prima metà del 2028), non necessariamente fino al 2029.

C’è anche un filone interessante: l’eventuale console portatile handheld che dovrebbe accompagnare PS6. Alcuni utenti ipotizzano che una portatile possa uscire prima o comunque separata dal lancio della home console, proprio perché potrebbe cavarsela con un profilo memoria più leggero e costi più gestibili.

Switch 2: effetto domino della memoria

La storia non riguarda solo Sony. Nello stesso report si parla di Nintendo che starebbe valutando un ritocco di prezzo di Switch 2 nel 2026, sempre per pressione sui costi legati alla memoria. Se i due colossi si muovono nella stessa direzione, il messaggio è chiaro: non è (solo) strategia marketing, è una catena di fornitura che sta riscrivendo le regole del ciclo console.

Scenario più credibile, oggi

Messa così, l’uscita PS6 nel 2028 è il compromesso più pulito: dà tempo per assorbire i costi e per costruire una line-up che giustifichi davvero il salto. Il 2029 resta possibile, ma è anche l’opzione che rischia di far sembrare la next-gen un treno arrivato tardi. Per ora, la variabile non sono le teraflop: è la memoria, quella che nessuno vuole pagare e che tutti, nel 2026, stanno inseguendo.

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