Esoteric Ebb – Recensione | CRPG Originalissimo

Esoteric Ebb è un CRPG fantasy isometrico che richiama apertamente Disco Elysium, ma prova a ritagliarsi uno spazio proprio grazie a un tono più assurdo, una forte componente umoristica e un’impostazione che prende molto anche dal mondo di D&D. Non è solo un’imitazione, ma un gioco che usa quella base per costruire un’avventura più bizzarra, colorata e politica, tra esplosioni, elezioni elettorali, dialoghi fittissimi, tiri di dado e scelte di ruolo.
Sviluppato da Christoffer Bodegård, Il gioco è stato rilasciato su PC Windows tramite Steam (Verificato su Steam Deck) il 3 marzo 2026 a un prezzo ufficiale di 24,99€. Purtroppo non sono presenti i sottotitoli in lingua italiana, quindi è assolutamente necessario conoscere l’inglese per poterlo apprezzare. Il publisher Raw Fury ci ha inviato una chiave di attivazione per potervene parlare in modo più approfondito.

Peso del gioco

Basso

Fascia PC consigliata

L’ambientazione è probabilmente la prima cosa che colpisce. Esoteric Ebb non è il classico fantasy epico con draghi e profezie, ma una città piuttosto decadente, piena di tensioni sociali, ideologie in conflitto e piccoli giochi di potere. Il tono è curioso perché mescola elementi abbastanza seri con una vena costante di ironia e situazioni quasi grottesche. È un mondo che non si prende mai completamente sul serio, ma allo stesso tempo non diventa mai una semplice parodia. Questa combinazione tra satira e costruzione del mondo funziona bene: l’ambientazione è ricca di dettagli e personaggi strani, ma non dà mai la sensazione di essere un’enciclopedia fantasy da studiare.

La storia parte da un evento piuttosto semplice: l’esplosione di una sala da tè nel cuore della città. Il protagonista, un chierico che si risveglia senza gran parte delle sue risorse, viene incaricato di indagare su quello che è successo. Sulla carta è un classico incipit investigativo, ma serve soprattutto come scusa per infilarsi nelle dinamiche della città. Più si va avanti e più si scopre che dietro l’incidente si muovono fazioni, interessi politici e personaggi con obiettivi molto diversi tra loro. In parallelo c’è anche una campagna elettorale in corso, che aggiunge un ulteriore livello di tensione. Il gioco mette pure una piccola pressione temporale: ci sono pochi giorni per arrivare a una conclusione prima che la situazione degeneri. Questo aiuta a dare ritmo all’esplorazione, anche se a volte accentua la sensazione di perdersi pezzi della storia se si prende una strada invece di un’altra.

Uno degli elementi più riusciti sono i personaggi. La città è popolata da figure decisamente strane, ma quasi sempre scritte con una certa attenzione. Compagni improbabili, politici sospetti, cittadini eccentrici: il cast sembra costruito apposta per dare personalità all’ambientazione. Un’idea interessante riguarda le statistiche del protagonista. Invece di essere semplici numeri, diventano vere e proprie voci nella testa del personaggio. Forza, Intelligenza, Saggezza e le altre caratteristiche commentano le situazioni, suggeriscono interpretazioni e a volte si contraddicono tra loro. È una trovata che rende i dialoghi più dinamici e rafforza la sensazione di interpretare davvero un ruolo, perché le scelte non arrivano solo dal giocatore ma anche dalla personalità che si costruisce man mano.

Il sistema di gioco gira quasi tutto attorno a dialoghi e check di abilità. Ogni situazione può essere affrontata in modi diversi: convincere qualcuno, ingannarlo, analizzare la situazione, usare un incantesimo o semplicemente accettare il fallimento e vedere cosa succede dopo. L’impostazione è molto da gioco di ruolo classico, ma con una forte enfasi sulla scrittura. Le build contano: distribuire i punti nelle statistiche cambia davvero il tipo di approccio che si può avere nelle conversazioni e nelle indagini. Non esiste una build perfetta, e il gioco sembra progettato proprio per incoraggiare soluzioni alternative. Se una strada non funziona, spesso ce n’è un’altra. Questo rende l’esperienza abbastanza aperta e contribuisce anche alla rigiocabilità.

Il gameplay vero e proprio cambia un po’ quando si entra in combattimento. Qui il gioco adotta una soluzione abbastanza particolare: gli scontri sono quasi completamente astratti e descritti tramite testo. Si tira l’iniziativa come in un gioco da tavolo, poi si scelgono azioni e si tirano dadi per vedere cosa succede. Non c’è il classico combattimento tattico con griglie, posizionamento e controllo preciso del campo. In compenso c’è molto caos, molta improvvisazione e quella sensazione da sessione tabletop in cui il master descrive la scena mentre i giocatori cercano di cavarsela. In alcuni momenti funziona bene perché crea tensione e situazioni imprevedibili. In altri può risultare frustrante, soprattutto quando il caso pesa più delle decisioni.

Anche la gestione delle quest segue una filosofia abbastanza rigida. Il gioco non tende la mano al giocatore: niente indicatori chiari sulla mappa, pochi suggerimenti espliciti e descrizioni delle missioni spesso vaghe. Bisogna ricordarsi le conversazioni, prendere appunti mentalmente e collegare i pezzi. Per alcuni è parte del fascino, perché rende l’indagine più immersiva. Per altri può diventare un ostacolo, soprattutto nelle prime ore quando si cerca di capire come orientarsi nella città.

La progressione del personaggio è abbastanza tradizionale ma ben integrata con il resto del sistema. Si sale di livello, si migliorano le statistiche, si trovano oggetti che modificano le abilità e si sbloccano talenti che ampliano le possibilità della build. Molti oggetti danno bonus ma anche penalità, quindi bisogna scegliere cosa equipaggiare in base allo stile di gioco. Questo contribuisce a dare un po’ di profondità alla costruzione del personaggio senza trasformarla in un esercizio di min-maxing continuo.

Dal punto di vista tecnico e artistico, Esoteric Ebb non è un gioco che punta sullo spettacolo. Lo stile visivo è piuttosto particolare: modelli 3D semplici affiancati da ritratti 2D molto più dettagliati durante i dialoghi. Non è una direzione artistica super raffinata, ma funziona sorprendentemente bene per il tipo di atmosfera che il gioco vuole creare. Gli ambienti sono colorati, strani, pieni di piccoli dettagli curiosi che invitano a esplorare. Anche qui l’impressione generale è la stessa che si ha con il resto del gioco: non perfetto, ma pieno di carattere.

  • Ambientazione originale, satira politica e worldbuilding validissimo.
  • Scrittura brillante, con dialoghi divertenti e pieni di personalità.
  • Molti modi diversi di affrontare le situazioni.
  • Le statistiche trasformate in “voci” del protagonista rendono i dialoghi piacevolissimi.
  • Sistema di quest poco guidato: le nuove generazioni potrebbero trovarlo dispersivo.
  • Ritmo iniziale piuttosto lento.

Verdetto

Esoteric Ebb è uno di quei RPG che puntano più su personalità e scrittura che su spettacolo o sistemi rivoluzionari. L’ambientazione bizzarra, i dialoghi pieni di carattere e la libertà di interpretare il protagonista lo rendono un’esperienza molto particolare, soprattutto per chi ama i giochi di ruolo fortemente narrativi. Non tutto funziona alla perfezione, con alcune scelte di design che possono risultare poco intuitive, ma quando il gioco trova il suo ritmo, tra indagini, politica e personaggi assurdi, riesce a offrire un CRPG davvero originale nel panorama attuale.

VALUTAZIONE CONSIGLIATO Voto 8.5/10

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