Node: The Last Favor of the Antarii – Recensione | Un platform sui generis

NODE: The Last Favor of the Antarii prende il puzzle-platformer classico, quello fatto di leve, piattaforme, cadute e tentativi, e lo ribalta in una specie di esercizio di programmazione mascherato da avventura sci-fi. L’idea è molto semplice da spiegare e parecchio più complicata da gestire: non controlliamo NODE in tempo reale. Prepariamo invece una sequenza di comandi su una timeline, la eseguiamo, guardiamo il piccolo robot andare incontro al proprio destino e poi, quasi sempre, correggiamo il disastro. Una struttura decisamente originale. È trial and error, sì. Però non quello nervoso da platform punitivo, dove il problema sono le dita. Qui si fa tutto con la testa.

Il publisher e sviluppatore del gioco Lapsus Games ci ha mandato una chiave di attivazione per Steam di NODE in modo che potessimo procedere con la nostra analisi.

NODE può essere giocato in due modalità differenti, ovvero l’originale timeline, pensata per un pubblico hardcore, e quella tradizionale da platform standard, implementata da pochissimo con l’ultimo grande update dei contenuti. Il cuore di NODE, e il suo principale tratto distintivo, è quindi la modalità a timeline. Ogni azione va messa in sequenza: avanzare per un certo numero di secondi, saltare, fermarsi, tornare indietro, attivare un interruttore, cambiare piano nello spazio 2.5D, riprovare tutto da capo quando il risultato non è quello previsto.
Il gioco non mette pressione sul tempo di pianificazione. Possiamo osservare, ragionare, sbagliare e rifinire. Ogni tentativo diventa una piccola autopsia del fallimento precedente: qui mezzo secondo in più, lì una frenata prima, poi un salto anticipato, poi magari una svolta verso il fondo dello scenario per evitare un buco.

Il formato 2.5D aiuta, perché il gioco non si limita al solito movimento laterale. NODE può spostarsi tra primo piano e sfondo, e questo aggiunge varietà a corridoi, piattaforme e percorsi alternativi. Il problema è che un sistema così pretende una cosa sopra tutte: affidabilità. Se si chiede al giocatore di ragionare al decimo di secondo, allora ogni esecuzione deve essere coerente. NODE ci riesce spesso, ma non sempre.

In alcune situazioni più complesse, i movimenti non sembrano corrispondere sempre in modo perfetto agli input impostati. Piccole variazioni, leggere discrepanze, esiti non identici con sequenze apparentemente uguali. Non capita continuamente e non distrugge l’esperienza, però in un gioco costruito sulla precisione anche l’incertezza occasionale pesa. Perché se non capisci se hai sbagliato tu o se il sistema ha risposto in modo sporco, il trial and error smette di essere apprendimento e diventa frustrazione.

C’è anche qualche incertezza nella fisica, percorsi alternativi che possono portare a confusione e, in un gioco dove pianificare il percorso è tutto, sono cose che si sentono.
Ho inoltre notato dei crash sistematici su Steam Deck (dove il gioco risulta con status Verificato) e qualche incertezza tecnica anche su PC desktop. Non è un disastro tecnico, ma abbastanza da ricordare spesso che sotto l’idea forte c’è un indie ambizioso, non una macchina rifinita al millimetro.

Un mondo più forte della storia

L’ambientazione è uno dei punti migliori. NODE si muove in un complesso nucleare sovietico abbandonato, nel 2034, dopo una fuga radioattiva e con una missione che ruota attorno a ciò che è successo alla struttura e agli scienziati mandati a investigare. Funziona.

Visivamente NODE richiama quel filone di platform cupi e laterali che ormai associamo subito a Inside, ma la sua identità meccanica va da tutt’altra parte. Il gioco ha un bel colpo d’occhio, soprattutto nelle architetture vaste e spoglie della struttura, anche se a volte paga proprio la sua oscurità. Alcune aree risultano troppo poco definite, e su schermi piccoli come Steam Deck si fatica un po’.

Il protagonista, invece, è riuscito. NODE è un robottino piccolo, espressivo, con animazioni minime ma efficaci, vicino a una mascotte da film Pixar.
La storia è semplice e altalenante. C’è Control, che guida NODE e fa da collegamento con l’esterno. C’è PRIZMA, l’IA della struttura, inizialmente ostile e poi parte di una relazione più interessante. Ci sono dialoghi, scelte, percorsi alternativi, finali multipli e una narrazione frammentata che punta sul mistero più che sulla spiegazione.
Non sempre la scrittura regge l’atmosfera. Alcuni dialoghi sono funzionali, altri risultano freddi e piuttosto inutili. Alla fine il mondo incuriosisce più dei personaggi.

La modalità più tradizionale aiuta, ma non stravolge

Come accennato, il nuovo aggiornamento introduce una modalità di controllo più diretta e tradizionale, affiancando al sistema a timeline una struttura più classica da platform. Rende NODE parecchio più accessibile per chi trova ostica la pianificazione pura, senza snaturarare il gioco, ma dandogli invece una seconda porta d’ingresso. Chi vuole l’esperienza più particolare resta sulla timeline, chi preferisce un controllo più immediato può avvicinarsi senza sentirsi subito respinto. È una buona aggiunta, soprattutto perché NODE ha un’idea forte ma divisiva: non tutti hanno voglia di programmare ogni salto, e non tutti trovano divertente vedere un errore ripetersi finché non viene corretto al dettaglio.

Detto questo, NODE è interessante proprio perché non si comporta come un platform normale. Renderlo più comodo aiuta, ma il suo valore sta ancora in quel modo particolare di farci attraversare gli ambienti.

Verdetto

NODE: The Last Favor of the Antarii è uno di quei giochi che meritano attenzione anche quando inciampano. Non perché sia perfetto, ma per il coraggio delle proprie idee: meno riflessi e più pianificazione riescono ad innovare la formula classica, rendendo il prodotto unico. Quando funziona va alla grande, ma ci sono incertezze che sarebbe stato il caso di attenzionare forse un po’ di più. Resta un titolo consigliato a chi cerca un indie diverso, metodico e originale, a patto di scendere a qualche compromesso.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *