Denshattack – Recensione | Follia arcade

Denshattack non sembra nascere dalle menti più equilibrate del pianeta. Prendete un treno, fate finta che sia uno skateboard e lanciatelo lungo i resti di un Giappone post-apocalittico. Tutto nella norma, e chiaramente anche un’idea irresistibile per chiunque abbia dato un’occhiata al folle stile visivo sfoggiato nei trailer. Vi anticipiamo che Undercorders, lo sviluppatore, ha dimostrato tanta preparazione e personalità, riuscendo a costruire intorno a questa folle idea un gioco solido e completo.
Denshattack è stato rilasciato il 15 Luglio su PC Windows tramite Steam (status “Verificato” su Steam Deck), PS5, Xbox Series e Nintendo Switch 2. Il publisher del gioco, Fireshine Games insieme a Boltray Games, ci ha inviato una chiave di attivazione per Steam, in modo che potessimo offrirvi il nostro punto di vista.

La storia segue Emy, una ragazza che consegna ramen utilizzando una locomotiva in un Giappone devastato dalla crisi climatica. Emy inizia a sfidare le gang locali, raccoglie nuovi alleati e finisce inevitabilmente contro l’azienda che domina il Paese. Tutto molto anime, non particolarmente interessante, ma non è per la storia che ci si avvicina ad un gioco del genere.
La campagna attraversa otto regioni e circa sessanta livelli, con una durata intorno alle dieci ore, con una buona varietà sugli obiettivi che consente di scongiurare la ripetitività. Le corse classiche si alternano infatti a sfide a tempo, gare contro treni rivali, arene più aperte, sequenze costruite attorno a veicoli diversi e boss discretamente assurdi.

Il controllo del treno sembra prendere ispirazione da Tony Hawk, e lo fa in maniera intelligente. L’analogico destro gestisce flip e rotazioni, con salti, grind e atterraggi che possono essere concatenati per aumentare il punteggio. Le rotaie impongono la direzione, ma ci sono tanti percorsi alternativi e la possibilità di cambiare di corsia, aggiungendo più spessore al gameplay. A questo si aggiungono derapate con il rilascio del freno, corse sui muri, ostacoli da distruggere con il clacson e sezioni da vero e proprio platform. Il gioco chiede reazioni rapide senza affidarsi soltanto alla memoria, occorrono riflessi come accade nei migliori arcade.

In realtà la curva della difficoltà è interessante e non proprio morbidissima. Inizialmente basta muovere l’analogico un po’ a caso per tirare fuori qualche movimento spettacolare, mentre i capitoli successivi introducono nuove tecniche e le cose cominciano a farsi decisamente più impegnative. Essenzialmente chi vuole soltanto vedere la campagna può arrivare al traguardo senza inseguire la perfezione; chi cerca medaglie, punteggi elevati e vuole completare gli obiettivi secondari dovrà ripetere più volte i livelli cercando di fare tutto alla perfezione e di massimizzare i risultati.

Le bombolette che otterremo potranno essere usate per acquistare elementi cosmetici, ma ci sono anche altri oggetti collezionabili che allungano un po’ il succo. Nel corso dell’avventura si sbloccano inoltre più di trenta modelli diversi di treni con caratteristiche differenti, ai quali si possono applicare colori, adesivi e modifiche. I nuovi modelli potranno essere più adeguati per ottenere determinati achievement o completare un tracciato al 100%.
Purtroppo non c’è una modalità multiplayer, cosa che mi ha lasciato un po’ perplesso. In un gioco del genere potrebbe essere interessante scontrarsi in partite uno contro uno basate magari sul punteggio o sull’ottenere dei trick particolari.

Sul piano visivo, Denshattack! mescola cel shading, colori molto saturi e un gusto che sembra tributare lo stile di giochi come Crazy Taxi e Jet Set Radio. Particelle, fumo, scintille ed esplosioni riempiono lo schermo senza compromettere la chiarezza. La versione PC è molto stabile, ed anche su Steam Deck abbiamo raggiunto un ottimo framerate, con controlli perfettamente reattivi e precisi.
La colonna sonora sostiene perfettamente il movimento, combinando elettronica e influenze giapponesi

Verdetto

In definitiva Denshattack! convince pienamente, grazie a un gameplay rifinito, profondo per chi voglia effettivamente approfondire, ma consentendo anche una certa superficialità per chi voglia solo lanciare il gioco e spegnere il cervello affidandosi al caos a schermo. Ci sono contenuti in abbondanza per tenere il giocatore impegnato più di una manciata di ore, per quanto l’assenza di una modalità multiplayer dedicata si faccia parecchio sentire, e resti ad oggi la mancanza più grave di una produzione comunque di altissimo livello. Lo raccomandiamo senza riserve a tutti gli amanti dei giochi arcade casinisti della vecchia scuola.

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