Teeto – Recensione | Un delizioso collectathon per tutti

Teeto arriva senza inventarsi rivoluzioni epocali, e probabilmente fa bene. Lo sviluppatore Eat Pant Games recupera i canoni dei collectathon tridimensionale degli anni Novanta, ci mette dentro le trasformazioni di Kirby e tanto carisma. Il risultato è un platform costruito con mezzi ridotti ma pieno di personalità, che riesce a dire la propria all’interno di un genere che ormai da anni a questa parte non è proprio sulla cresta dell’onda.
Teeto è disponibile dal 15 Luglio 2026 su PC Windows tramite Steam (con status Verificato per Steam Deck), PS5 e Switch 2. Il publisher del gioco, Super Rare Originals insieme a CouchPlay Interactive, ci ha mandato una chiave di attivazione del gioco per Steam in modo che potessimo provarlo per darvi le nostre impressioni.

Nonostante non sia troppo importante all’interno di questo genere, Teeto ha una base di lore che funziona per giustificare il suo mondo di gioco. Dopo la scomparsa degli esseri umani, animali e oggetti hanno acquisito coscienza mentre alcune creature oscure hanno cominciato a infestare il mondo. Teeto è il protagonista della vicenda, un esserino blu capace di assorbire le proprietà degli elementi dello scenario.

La campagna è divisa in una ventina di capitoli, collegati attraverso un’area centrale. Ogni livello funziona come un piccolo spazio aperto, pieno di attività e oggetti nascosti da raccogliere, in puro stile collectathon appunto. La progressione è lineare, ma le ambientazioni possono essere rivisitate per recuperare ciò che è stato lasciato indietro. Per fortuina c’è una buona varietà nelle ambientazioni, passando da un giardino elettrificato, dove il terreno diventa una minaccia, a una metropolitana gigantesca più simile a un labirinto, fino a una sequenza musicale bidimensionale che sembra arrivata da Rayman Legends.

Il sistema di trasformazioni è alla base del gameplay e funziona più che degnamente. Assorbendo determinati oggetti, Teeto ottiene un costume e una capacità specifica: i fiori permettono ad esempio di agganciarsi a nodi sospesi, la roccia consente di sfondare determinate pareti, il fuoco scioglie il ghiaccio, l’elettricità alimenta macchinari e i cespugli offrono copertura nelle sezioni stealth. Non tutte le forme ricevono lo stesso spazio all’interno dell’avventura, né hanno lo stesso livello di utilità; alcune compaiono per una sola trovata e vengono abbandonate subito dopo. C’è quindi una certa tendenza al gimmick situazionale, ma l’esperienza rimane comunque molto fresca, con le abilità che arrivano con il ritmo giusto e con controlli semplici, evitando di trasformare ogni nuova acquisizione in un corso serale.

La base del gioco è piuttosto tradizionale. Teeto dispone di salto doppio, planata, schivata, attacco rotante, schianto a terra e arma a distanza quando si trova nella forma originale. Il movimento è piuttosto preciso, la presa automatica sui bordi perdona eventuali piccoli errori e i checkpoint riducono il problema delle cadute. Proprio questa generosità potrebbe essere considerata eccessiva dai giocatori più navigati in questo genere: per gran parte della durata, la difficoltà del gioco è piuttosto bassa, è chiaro che Teeto voglia essere un prodotto accessibile anche per utenti non proprio esperti.
I boss rompono improvvisamente questa tranquillità, forse in modo un tantino sbilanciato. Gli scontri con questi avversari tendono ad essere molto più duri del resto della campagna, con spike evidenti nella difficoltà che sarebbe stato meglio cercare di livellare in modo più efficace. Tra l’altro, la sfida elevata non dipende sempre da meccaniche particolarmente raffinate: a volte può essere la telecamera capricciosa, salti che non rispondono come previsto o qualche mancanza nella chiarezza di certe animazioni. Sono mancanze più legate alla fase del polishing, non necessariamente alle meccaniche in sé. C’è comunque un’opzione per diventare invulnerabili, che evita situazioni di frustrazione eccessiva. Resta comunque una soluzione davvero poco elegante.

Il lato collectathon ruota soprattutto attorno ai Vioniti, necessari per dare accesso ai livelli successivi, e ai Baby Michaels, personaggi da recuperare in giro per i livelli. Ognuno dei Michael possiede un aspetto o una descrizione diversa, da quello imprenditore a quello emotivamente disturbato, e una volta salvati si radunano su un’isola nell’hub. Non concedono poteri fondamentali, ma la curiosità di scoprire il prossimo funziona meglio di molte ricompense studiate in laboratorio. Stelle e altri oggetti permettono inoltre di comprare numerosi costumi per Teeto.
I completisti soffriranno per l’assenza di una mappa o di indicazioni più precise. Quando rimangono uno o due Vioniti, il gioco mostra cosa manca ma non offre chiarezza per capire dove cercare. I livelli non sono enormi, quindi non ci si perde sul serio, ma ripassare ogni angolo senza sapere quale attività sia sfuggita può diventare un po’ noioso. Anche i requisiti per accedere agli atti successivi obbligano a volte a ripetere capitoli già conclusi.
La cooperativa locale in split screen è un’aggiunta gradita e inaspettata per un gioco di questo genere. Il secondo giocatore controlla un Teeto rosa con le stesse capacità, rendendo l’esplorazione più caotica ma anche adatta a una serata sul divano.

Visivamente, Teeto usa modelli semplici, colori saturi e animazioni espressive per evocare l’epoca di Banjo-Kazooie senza fingersi un gioco Nintendo 64 in bassa definizione. Gli scenari non impressionano per complessità, ma restano chiarissimi e comunque piacevoli da esplorare; su PC la leggerezza garantisce inoltre prestazioni solide, anche su Steam Deck. Le musiche accompagnano l’esplorazione con loop semplici, mentre il doppiaggio carinissimo fornisce buona parte del carattere che manca alla trama.

Verdetto

Teeto non ridefinisce il platform 3D e ogni tanto inciampa nella telecamera, nel bilanciamento dei boss e nella caccia poco guidata agli ultimi collezionabili. Compensa comunque alla grande con controlli precisi, trasformazioni sfruttate bene e una varietà di situazioni rara per un progetto di queste dimensioni. Non è il collectathon per chi cerca sfide punitive, questo deve essere chiaro, ma è comunque un titolo piacevole e collocato al prezzo corretto.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *