Trasformarsi in acqua per risolvere enigmi e dare personalità a un sistema di combattimento può sicuramente funzionare. Il problema arriva quando bisogna costruirci attorno un gioco intero e non le solite quattro situazioni preparate ad hoc per una demo. Demo che tra l’altro abbiamo anche provato e che ci aveva pienamente convinto. Adesso è il momento di provare la versione completa di Fading Echo che, vi anticipiamo, conferma quasi al 100% le buone impressione che avevamo già avuto.
Il gioco è stato rilasciato il 21 Luglio 2026 su PC Windows tramite Steam (nessuna certificazione per Steam Deck, ma lo abbiamo giocato tra i 40 e i 50fps con impostazioni di default tra Basso e Medio), a un prezzo ufficiale di 19,99€. È prevista una release anche per PS5 e Xbox Series entro la fine dell’anno, in data da destinarsi. Lo sviluppatore del gioco è Emeteria, e il publisher New Tales insieme a Com2uS Holdings ci ha mandato una chiave di attivazione per potervi offrire il nostro punto di vista sul prodotto. Qui un riferimento al sito ufficiale del gioco.
One si risveglia su Corel, un mondo afflitto dalla corruzione del Paradosso, senza ricordare granché del proprio passato. Da qui parte una storia forse un po’ troppo pretenziosa che vuole giustificare l’azione. Onestamente si poteva anche semplificare. Certi passaggi risultano più complicati che profondi, a volte inutilmente lunghi, non c’è un gran mordente. Rimane un contesto piacevole da scoprire, soprattutto per la buona direzione artistica che regge il mondo di gioco, ma i dialoghi di per sé non sono proprio emozionanti.
Il gioco si accende quando ci lascia controllare One in libertà. In forma umana si combatte con il bastone e i poteri dell’Aether. Il nostro personaggio può trasformarsi in acqua al tocco di un pulsante, aprendosi a una serie di meccaniche interessanti, come la possibilità di infilarsi nelle fessure dell’ambientazione a grande velocità. Il passaggio è immediato e non interrompe l’azione con animazioni messe lì a perdere tempo. Dopo pochi minuti ci si liquefa per arrivare addosso a un nemico e si torna umani per colpirlo, i controlli sono sempre reattivi e c’è un buon grado di precisione. Il movimento e la trasformazione tra le forme determinano una parte consistente del divertimento, anche e soprattutto per la maniera ingegnosa in cui sono stati concepiti i puzzle.
Le sostanze assorbibili ampliano il sistema, con lava e materiali tossici che cambiano le proprietà di One, oltre al suo aspetto. Queste variazioni alterano lo scenario oppure rendono vulnerabili alcune creature. Utilizzare i materiali in sequenza dà poi vita a reazioni a catena logiche che ampliano la maniera di interagire con l’ambiente di gioco. Ad esempio, calore e acqua producono vapore, mentre il freddo permette di creare ghiaccio. Basta capire cosa offre l’area e usarlo con un minimo di criterio.
Gli enigmi sono appunto il luogo in cui questa struttura funziona meglio. Bisogna conservare una sostanza fino al posto giusto oppure cambiare forma durante un salto, beccando il giusto tempismo. Le Shadows modificano alcune aree, rendendo accessibili passaggi che nella realtà normale non esistono.
In media, la difficoltà di Fading Echo resta abbordabile e qualche soluzione risulta chiara con un certo anticipo, ma il gioco evita di spiegare ogni gesto come se avesse paura di lasciarci soli per trenta secondi. La curva della difficoltà è comunque piuttosto lineare e corretta, senza spike, garantendo divertimento e piacevolezza sia nei combattimenti che nella risoluzione degli enigmi.
Segnalo che nel finale alcune combinazioni tendono a ripetersi, come se fosse mancata quella virgola di creatività in più. Rimane comunque tutto molto godibile.

Il combattimento, pur avendo delle ottime basi, tende a sua volta ad “accontentarsi” andando avanti nell’avventura. One risponde bene e sfruttare le reazioni elementali è più divertente del solito giro di attacchi leggeri e pesanti. Spingere un avversario contro un pericolo o scaraventarlo nel vuoto può risolvere lo scontro in pochi secondi. Se gli strumenti a nostra disposizione sono ottimi, lo stesso non posso dire degli avversari. C’è una scarsa varietà di nemici, le tattiche più semplici funzionano in modo anche troppo efficace, e verso la metà dell’avventura ho trovato gli scontri più una scocciatura tra un puzzle e l’altro che non un vero elemento di divertimento.
Il sistema di progressione aggiunge abilità e permette di riassegnarle in base alle necessità. Esplorare le possibili deviazioni sul percorso base ha quindi un’utilità concreta, anche se raccogliere abbastanza essenza per completare l’albero può diventare noioso.
Sul piano visivo Emeteria sa esattamente cosa vuole fare. Il cel shading e gli effetti da fumetto rendono subito riconoscibili personaggi e ambienti. Le trasformazioni cambiano chiaramente l’aspetto di One, quindi è facile capire quale sostanza abbia assorbito anche nel mezzo dell’azione. Le sequenze narrative in stile motion comic rispettano la stessa impostazione senza dare l’idea di un ripiego economico. La musica funziona, ma lascia un ricordo meno netto delle immagini.
Verdetto
Fading Echo è un gioco molto piacevole e consigliato a tutti gli amanti di adventure 3D tradizionali, con idee valide e puzzle progettati con criterio. La trasformazione acquatica che fa da concept di base cambia sul serio il modo di attraversare le aree e le reazioni elementali funzionano soprattutto negli enigmi. Ha dei piccoli difetti che gli impediscono di brillare davvero, come un sistema di combattimento che perde mordente soprattutto a causa della scarsa varietà di avversari. C’è comunque tanta originalità e una direzione artistica molto piacevole, e alla fine le idee riuscite pesano senza dubbio più dei piccoli problemi.
