Duskfade arriva sul mercato tra colori accesi, mondi fantastici, piattaforme tridimensionali e combattimenti ovunque: lo sviluppatore Weird Beluga recupera parecchio dell’action platform dei primi anni duemila, aggiungendo un sistema di combattimento che guarda chiaramente a Kingdom Hearts e una storia costruita attorno al tempo, alla perdita e ai ricordi. Il rischio di vivere soltanto di nostalgia c’era. Per fortuna Duskfade ha abbastanza idee proprie da evitarlo.
Il gioco è stato rilasciato il 13 agosto 2026 su PC Windows tramite Steam (Verificato su Steam Deck), PS5, Xbox e Switch 2 a un prezzo ufficiale di 29,99€, ed è dotato di sottotitoli in lingua italiana. Il publisher Fireshine Games ci ha inviato una chiave di attivazione per Steam in modo da analizzarlo per potervi offrire la nostra opinione.
La parte riuscita meglio del gioco è senza dubbio il movimento. Zirian risponde bene ai comandi e diventa progressivamente più divertente da utilizzare quando entrano in gioco scatti, rampino e nuove possibilità di movimento. Le sezioni platform sfruttano questa mobilità piuttosto bene, soprattutto quando il level design comincia a lavorare maggiormente sulla verticalità.
Anche l’esplorazione è di per sé ben strutturata. Le aree nascondono deviazioni, collezionabili e percorsi inizialmente irraggiungibili, dando un motivo per guardarsi attorno invece di correre direttamente verso il prossimo obiettivo. Tornare nei livelli precedenti dopo aver acquisito nuove capacità può quindi portare a qualche scoperta interessante.
Manca però una vera mappa, scelta che durante l’avanzamento principale può anche essere una mancanza accettabile, ma diventa un problema più serio quando si decide di recuperare quello che abbiamo lasciato indietro. Ricordarsi esattamente dove fosse quella piattaforma vista alcune ore prima rende tutto inutilmente ripetitivo e forse un po’ troppo confusionario.
Sul piano artistico Duskfade riesce invece a lasciare subito una buona impressione. Lo sviluppatore Weird Beluga costruisce una sorta di fiaba meccanica molto colorata, con scenari che cambiano abbastanza spesso da evitare la sensazione di attraversare continuamente varianti dello stesso posto. L’estetica richiama chiaramente l’epoca PS2, un pizzico di nostalgia che non fa mai mai.
Qualche elemento meno rifinito c’è. Alcune animazioni risultano rigide, determinati effetti visivi sono più invasivi del necessario e ogni tanto emergono piccole sbavature tecniche. Il colpo d’occhio rimane comunque uno dei punti forti del gioco.
La situazione è meno convincente quando Duskfade decide di concentrarsi sui combattimenti normali. Zirian può contare su attacchi, schivate e buona mobilità aerea, la base funziona. Quello che manca è un’evoluzione del sistema di combattimento nel corso dell’avventura. Molti nemici utilizzano pattern piuttosto semplici e il numero di possibilità offerte durante gli scontri resta sempre lo stesso.
Quando entrano contemporaneamente in scena diversi avversari emergono anche problemi con camera e sistema di lock-on, che non riescono sempre a seguire bene il caos dell’arena. Il risultato è che alcune battaglie diventano complicate del necessario.
Dopo qualche ora gli scontri con gli avversari standard tendono quindi trasformarsi in qualcosa da superare per arrivare alla sezione successiva, piuttosto che in una delle ragioni per cui continuare a giocare. È un peccato soprattutto perché il resto di Duskfade dimostra quanto meglio si possano sfruttare le stesse meccaniche.

Le boss fight sono infatti decisamente più riuscite. Gli scontri principali utilizzano maggiormente la mobilità di Zirian e in diversi casi combinano combattimento e platforming, obbligando a muoversi nell’arena, sfruttare le abilità e reagire a sequenze che vanno oltre il semplice attacco e schivata.
Non tutti i boss hanno la stessa complessità e alcune soluzioni vengono riproposte più di una volta, ma sono comunque tra i momenti migliori dell’avventura.
Anche la storia riserva qualche sorpresa in più rispetto a quello che potrebbe suggerire l’aspetto molto colorato del gioco. Il viaggio di Zirian tocca temi come lutto, memoria e accettazione, utilizzando il rapporto con Cuckoo come punto di riferimento emotivo. Capita di avere dialoghi un po’ troppo infantili e passaggi in cui il gioco tende a spiegare più del necessario. Nel complesso, però, il racconto funziona e soprattutto dà un senso al viaggio.
Anche la durata è stata soddisfacente. Chi vuole procedere rapidamente può arrivare alla conclusione senza trasformare Duskfade in un impegno da decine di ore, mentre esplorazione e collezionabili allungano sensibilmente l’esperienza. Una struttura molto più grande avrebbe probabilmente finito per esporre ancora di più i limiti del combat system.
Verdetto
Duskfade non riesce a essere eccellente in ogni sua componente. Il combattimento avrebbe beneficiato di maggiore profondità, camera e lock-on avrebbero bisogno di qualche aggiustamento. Dove conta maggiormente, però, Weird Beluga ha costruito qualcosa che funziona. Non sarà il nuovo punto di riferimento del genere, ma è un action platform con personalità, buone idee e abbastanza momenti riusciti da compensare senza troppi problemi le sue parti meno rifinite.
