Onimusha: Way of the Sword – Guida completa

Onimusha: Way of the Sword porta Miyamoto Musashi in una Kyoto invasa dai Genma, ma arrivare alla fine della storia significa anche esplorare aree secondarie, liberare zone dal miasma, trovare materiali e potenziamenti e imparare a sfruttare tutte le possibilità offerte dal Guanto Oni. In questa guida completa di Onimusha: Way of the Sword seguiremo l’avventura dall’inizio alla fine, indicando il percorso da seguire, i passaggi meno intuitivi, gli oggetti importanti, le deviazioni che vale la pena affrontare e le strategie utili contro gli avversari più impegnativi.

L’obiettivo non è accompagnarvi metro per metro quando non ce n’è bisogno. Ci concentreremo invece su ciò che può realmente bloccare la progressione o farvi perdere qualcosa di utile, segnalando anche quando conviene fermarsi a esplorare prima di proseguire con la storia. La guida verrà organizzata seguendo l’ordine dell’avventura e aggiornata progressivamente con tutti i capitoli.

Indice rapido


L’avventura di Miyamoto Musashi comincia prima ancora che entrino in scena Oni e Genma. Arrivato a Kyoto, lo spadaccino va direttamente alla scuola Yoshioka per sfidarne il maestro, Yoshioka Seijuro, convinto che possa rappresentare un buon banco di prova.

Il combattimento contro Seijuro serve soprattutto a prendere confidenza con le basi. Il gioco introduce attacchi rapidi e pesanti, guardia e aggancio del bersaglio, ma per superare il duello non è necessario complicarsi troppo la vita. Tenete la pressione sull’avversario e usate gli attacchi più pesanti quando prova a difendersi.

Una delle meccaniche più importanti riguarda la resistenza. Continuando a colpire Seijuro e a mettere sotto pressione la sua guardia, la sua barra si svuota fino a lasciarlo completamente esposto. È il momento di avvicinarsi e attaccare: Musashi può sfruttare l’apertura per infliggere un colpo molto più potente del normale.

Terminato il duello, Seijuro rimane ferito ma vivo. I suoi allievi, però, non hanno alcuna intenzione di accettare la sconfitta del loro maestro e si lanciano all’inseguimento di Musashi.

La fuga dalla scuola Yoshioka

La sequenza successiva alterna inseguimento e combattimenti e continua a introdurre nuove possibilità difensive.

La parata si esegue attivando la guardia appena prima di ricevere un attacco con un’arma. Se il tempismo è corretto, Musashi evita il danno e intacca anche la resistenza dell’avversario. Non serve però cercare una parata perfetta contro qualsiasi cosa: pugni, calci e prese richiedono un approccio diverso.

Per questi attacchi entra in gioco la schivata. Le prese sono particolarmente semplici da riconoscere perché la mano del nemico si illumina poco prima dell’affondo. Schivate all’ultimo momento per evitare di essere afferrati e sfruttate l’apertura per rispondere.

Durante la fuga iniziano anche a comparire gli oggetti dello scenario utilizzabili in combattimento. Tavole, carretti e altri elementi evidenziati possono diventare armi improvvisate o strumenti per tenere a distanza più nemici. Vale la pena farci subito l’abitudine: Onimusha: Way of the Sword continuerà a disseminare le arene di elementi con cui interagire.

Superati gli ultimi uomini della scuola Yoshioka, Musashi incontra Ganryu. I due si conoscono già e il loro rapporto è tutt’altro che amichevole, ma il confronto viene interrotto dall’arrivo di qualcosa che nessuno dei due può affrontare come un normale avversario umano.

Un Genma abbatte Ganryu con facilità e poco dopo tocca allo stesso Musashi. La differenza di forza è enorme: senza altri poteri, lo spadaccino non ha praticamente modo di contrastarlo.

Il Guanto Oni

Musashi si ritrova quindi sulla strada per l’Inferno, dove incontra una misteriosa figura che gli offre un Guanto Oni. Indossandolo potrà utilizzare il potere degli Oni e tornare nel mondo dei vivi. Musashi rifiuta l’offerta: vuole percorrere la via della spada facendo affidamento esclusivamente sulla propria forza. La sua opinione, però, conta fino a un certo punto. Il guanto gli viene imposto comunque e poco dopo Musashi si risveglia nuovamente a Kyoto. Questa volta lo scontro con i Genma è completamente diverso.

Il Guanto Oni permette innanzitutto di assorbire le anime rilasciate dai nemici. Per ora è sufficiente sapere che le anime gialle recuperano salute: gli altri tipi diventeranno importanti poco più avanti, quando inizieremo a utilizzare realmente i sistemi legati al guanto e ai potenziamenti.

Imparare l’Issen

Gli ultimi Genma del Prologo servono anche a introdurre l’Issen.

La logica è diversa rispetto alla parata. Invece di aspettare l’attacco e bloccarlo all’ultimo momento, dovete colpire immediatamente prima che il nemico raggiunga Musashi. Se il tempismo è corretto, il suo attacco anticipa quello avversario e provoca danni enormi. La finestra è piuttosto stretta e non conviene intestardirsi fin dall’inizio. Se non riuscite a eseguirlo con costanza, continuate a usare normalmente guardia e schivata. L’Issen diventerà molto più interessante quando avremo combattimenti più lunghi e nemici sui quali imparare davvero i tempi degli attacchi.
Eliminate gli ultimi Genma e assorbitene le anime. Con Musashi nuovamente in vita e il Guanto Oni ormai legato al suo braccio, il Prologo si conclude.

Da questo momento comincia la parte vera e propria dell’avventura a Kyoto.


Trambusto a Rendaino

La prima missione vera e propria porta Musashi al Rokudo Chinno-ji, dove inizierà a capire cosa comporta davvero essere legato al Guanto Oni. Qui incontreremo Takamura e Okuni, scopriremo il ruolo dei luoghi sacri nella difesa di Kyoto e otterremo gli strumenti necessari per raggiungere il Kiyomizu-dera.

Rokudo Chinno-ji e l’incontro con Takamura

Dopo essersi liberato degli ultimi Genma del Prologo, Musashi sente finalmente la voce della misteriosa donna legata al Guanto Oni. Le indicazioni sono piuttosto semplici: raggiungere il Rokudo Chinno-ji e cercare Takamura.

Una volta arrivati al tempio, la situazione è già degenerata. Una ragazza sta combattendo contro alcuni Genma e riesce inizialmente a tenerli a bada, prima dell’intervento di un enorme guerriero che porta a sua volta un Guanto Oni. È Takamura, mentre la ragazza è Okuni.

Dopo la breve scena introduttiva, tocca a Musashi eliminare i Genma rimasti. Non ci sono particolari accorgimenti da seguire: sfruttate il combattimento per continuare a prendere confidenza con parate e schivate e, soprattutto, ricordatevi di assorbire le anime lasciate dai nemici.

Finito lo scontro compare però uno squarcio, uno dei varchi attraverso i quali i Genma riescono a raggiungere il mondo degli uomini. Continuate a eliminare i nemici che ne fuoriescono fino a quando il gioco vi permette di intervenire direttamente sul varco. Avvicinatevi e utilizzate il Guanto Oni come fareste per assorbire le anime: mantenendo il comando indicato, Musashi assorbirà lo squarcio e lo chiuderà.

Il segreto del Rokudo Chinno-ji

A questo punto raggiungete Takamura e parlategli. È interessato soprattutto al Guanto Oni di Musashi e alla presenza che vive al suo interno. La donna sembra essersi addormentata dopo averlo riportato in vita e Takamura non conosce un sistema immediato per risvegliarla, ma suggerisce una soluzione piuttosto adatta alla situazione: continuare a uccidere Genma e alimentare il guanto con le loro anime.

Seguite quindi Takamura all’interno del tempio. Vi condurrà fino a un pozzo che nasconde qualcosa di molto più importante di quanto lasci immaginare il suo aspetto. Scendendo insieme a lui raggiungerete il portale che collega il mondo dei vivi all’Inferno. Takamura è un Onimusha incaricato dagli Oni di sorvegliarlo e svolge questo compito da circa settecento anni, mantenendosi in vita grazie al loro potere. Il problema è il miasma che sta invadendo Kyoto.

Normalmente il portale è protetto dall’influenza di diversi santuari e templi considerati luoghi sacri, ma la diffusione del miasma li sta indebolendo. Se le difese dovessero cedere, i Genma non sarebbero più costretti a passare attraverso i piccoli squarci disseminati per la città e potrebbero utilizzare direttamente il portale.

Il compito di Musashi comincia quindi a prendere una forma precisa: purificare i luoghi sacri, eliminare i Genma e chiudere gli squarci. In questo modo proteggerà il portale e contemporaneamente accumulerà le anime necessarie a risvegliare la presenza all’interno del suo Guanto Oni. Il primo luogo da raggiungere sarà il Kiyomizu-dera.

Lo Specchio dello spirito e la Borsa di Hozuki

Tornati al Rokudo Chinno-ji, raggiungete Okuni. Accanto a lei si trova uno Specchio dello spirito, uno degli strumenti che useremo più spesso durante l’avventura.

Gli Specchi dello spirito permettono di spostarsi rapidamente tra le aree già accessibili. Per il momento è sufficiente interagire con quello del Rokudo Chinno-ji per raggiungere il prossimo obiettivo. Prima di partire, Okuni consegna inoltre a Musashi la Borsa di Hozuki, che permette di recuperare salute anche quando non avete anime gialle a disposizione.
Le Hozuki disponibili nella borsa sono limitate, quindi non conviene consumarle per danni trascurabili. Potrete recuperarne altre durante l’esplorazione e ripristinare le scorte utilizzando gli Specchi dello spirito.

Le anime continuano comunque ad avere un ruolo fondamentale. Quelle gialle recuperano salute, mentre le altre varianti acquisteranno importanza poco più avanti con lo sblocco dei sistemi di potenziamento e dei nuovi poteri. Per il momento concentratevi semplicemente sull’assorbirne il maggior numero possibile ogni volta che eliminate un gruppo di Genma.

Quando avete terminato, utilizzate lo Specchio dello spirito. La destinazione è il Kiyomizu-dera, primo luogo sacro che Musashi dovrà liberare dal miasma.


La Terrazza del Kiyomizu-dera

Il Kiyomizu-dera è la prima missione realmente estesa della guida. Musashi dovrà attraversare il complesso corrotto, imparare a utilizzare la Visione Oni, ottenere nuove armi e affrontare Ganryu prima di arrivare alla vera fonte del miasma, Daidara.

Kiyomizu-dera: la prima purificazione

Usate lo Specchio dello spirito del Rokudo Chinno-ji per raggiungere il Kiyomizu-dera. È qui che Onimusha: Way of the Sword comincia ad allargare davvero il proprio percorso: la strada principale resta abbastanza chiara, ma iniziano a comparire deviazioni, materiali, zone momentaneamente inaccessibili e primi strumenti utili per l’esplorazione.

Dal punto di arrivo seguite il sentiero che sale sotto i torii. I primi combattimenti introducono le anime rosse, che a differenza di quelle gialle non recuperano salute. Serviranno per potenziamenti e abilità, quindi assorbitele sempre prima di proseguire.

La strada verso il tempio

Salendo incontrerete una porta assediata dai Genma. Liberate l’ingresso e continuate oltre il piccolo gruppo di sopravvissuti. Da qui conviene iniziare a controllare con un po’ più di attenzione i bordi del percorso. Non serve setacciare ogni angolo, ma brevi deviazioni possono portare a materiali, consumabili e piante di Hozuki.

Tra le tombe compariranno anche i primi arcieri Genma. Se uno di loro vi sta prendendo di mira, non cercate necessariamente di raggiungerlo in linea retta: spesso la sua posizione è accessibile da una scala o da un passaggio laterale poco distante. Nel frattempo potete bloccare o schivare le frecce.
Lungo la strada noterete anche alcuni accessi coperti dalla corruzione. In questa fase non potete ancora aprirli, quindi lasciateli perdere e continuate verso il tempio.

Prima di entrare nel complesso principale troverete un altro Specchio dello spirito. Attivatelo: oltre a creare un nuovo punto di viaggio, vi permette di ripristinare le scorte della Borsa di Hozuki prima di affrontare la parte più lunga dell’area.

Visione Oni e fili rossi

All’interno del Kiyomizu-dera Musashi trova una massa oscura. Assorbitela con il Guanto Oni per assistere a un frammento di ciò che è accaduto nel tempio. Subito dopo raggiungerete un grande passaggio bloccato dalla corruzione. Qui entra in gioco la Visione Oni. Attivatela quando il guanto reagisce e comparirà un filo rosso che collega la barriera a una piccola creatura nascosta nelle vicinanze. Seguite il filo, raggiungete il Genma che lo mantiene attivo ed eliminatelo.

La logica da ricordare è semplice: quando una barriera sembra impossibile da rimuovere, non insistete sul passaggio. Usate la Visione Oni e cercate i fili che conducono alla loro origine. Più avanti lo stesso sistema tornerà con più collegamenti contemporaneamente.

Dentro il Kiyomizu-dera

Proseguite tra gli edifici occupati dai Genma. In questa zona il gioco introduce anche le eliminazioni furtive: se un nemico vi volta le spalle, potete avvicinarvi senza farvi notare e toglierlo di mezzo prima che inizi il combattimento. Non è necessario giocare l’intera area in stealth, ma usare questa possibilità contro un avversario isolato può rendere più semplici gli scontri successivi.
Continuando raggiungerete una seconda barriera, questa volta alimentata da due fili rossi.

Seguite il primo fino al punto in cui sembra sparire all’interno di un edificio. Non riuscirete a raggiungere direttamente la creatura da quel lato: tornate leggermente indietro, prendete il percorso laterale tra gli edifici e raggiungete la piccola struttura dall’altra parte. Eliminato il primo Genma, una porzione del percorso tornerà accessibile. Rientrate quindi sul tracciato appena liberato e seguite il secondo filo.

Attraverserete un edificio con diverse stanze laterali. Vale la pena controllarle, perché qui potete recuperare vari consumabili e un Cristallo dell’anima minore. All’uscita vi aspetta uno scontro con un gruppo più numeroso di Genma. Le tavole presenti nella zona possono essere utilizzate sia per proteggervi dagli arcieri sia come armi improvvisate, quindi sfruttatele se vi ritrovate sotto pressione.
Dopo il combattimento continuate a seguire il filo fino alla grotta. In fondo troverete la seconda creatura che mantiene attiva la barriera. Uccidetela, ma prima di tornare indietro controllate lo scrigno appena liberato.

Il Duo Celestiale

Dentro lo scrigno troverete il Duo Celestiale, la prima arma Oni a disposizione di Musashi.

Le armi Oni utilizzano una risorsa separata rispetto alla katana e devono essere ricaricate assorbendo anime blu. Non potete quindi usarle continuamente: conservatele per gli avversari più resistenti o per creare un’apertura durante gli scontri più difficili.

Il Duo Celestiale torna utile quasi immediatamente. Sulla strada del ritorno incontrerete infatti un Genma macellaio, nettamente più resistente dei nemici affrontati finora. Evitate di attaccarlo senza criterio: lasciategli iniziare le sue sequenze, parate i colpi più leggibili e cercate di ridurne la resistenza. Quando il Duo Celestiale è pronto, usatelo per interrompere il ritmo del combattimento e creare una finestra nella quale infliggere danni senza esporsi troppo. Con entrambi i fili eliminati potete tornare verso il grande passaggio principale. La strada diretta, però, viene bloccata dalle macerie. Prendete quindi il percorso laterale che conduce alla porta precedentemente chiusa dall’altro lato.

Una grossa creatura sfonderà l’ingresso portando via una donna. Per ora non potete inseguirla: eliminate i Genma rimasti e completate il giro, che vi riporterà oltre l’ostacolo sul percorso principale.

Il ritorno di Ganryu

Prima di entrare nella zona successiva attivate lo Specchio dello spirito e rifornite la Borsa di Hozuki. Poco più avanti troverete un’altra massa oscura. Assorbendola assisterete a nuovi frammenti degli eventi avvenuti nel tempio, ma la ricerca della fonte della corruzione viene interrotta da un volto già conosciuto. Ganryu è sopravvissuto. Non solo: adesso possiede anche lui un Guanto Oni.

Boss: come sconfiggere Ganryu

Ganryu è il primo vero boss che costringe a usare con un minimo di criterio tutte le meccaniche introdotte fino a questo momento.

La strategia migliore non è attaccarlo continuamente, ma sfruttare i suoi stessi colpi per consumarne la resistenza. Gli attacchi eseguiti con la spada possono essere parati. Rispondete con poche stoccate dopo una parata riuscita e tornate subito in difesa, evitando combo troppo lunghe. Quando Ganryu utilizza invece calci o prese, schivate.
Prestate particolare attenzione quando si abbassa con la punta della spada rivolta verso Musashi. Da quella posizione può partire con uno o più affondi consecutivi. Aspettate il colpo anziché provare ad anticiparlo.
Anche gli attacchi in salto vanno letti in base a ciò che usa: se scende con la spada potete tentare la parata, mentre contro il calcio è molto più sicuro schivare.

Il vostro vero obiettivo rimane la barra della resistenza. Quando Ganryu la esaurisce, avvicinatevi ed eseguite il Break Issen. A quel punto potete scegliere se privilegiare il danno o ottenere anime, a seconda della situazione.

Nella seconda parte dello scontro Ganryu diventa più aggressivo e mescola con maggiore frequenza spada, calci e prese. La logica però resta la stessa: parate gli attacchi armati e schivate quelli a mani nude. Non serve cercare l’Issen normale a ogni occasione. Se non ne avete ancora assimilato il tempismo, una strategia più prudente basata su parata, schivata e Break Issen funziona perfettamente. Con un ultimo Break Issen potrete chiudere il combattimento.

Ganryu reagisce alla sconfitta accusando il proprio guanto di non essere abbastanza potente. L’Uomo in Bianco compare nuovamente e gli rivela che quel Guanto Oni apparteneva proprio a lui, aggiungendo un dettaglio decisamente meno rassicurante: preferisce nutrirsi di anime umane. Ganryu accetta volentieri la soluzione, assorbe l’anima di un uomo e si allontana. Per Musashi, invece, il lavoro al Kiyomizu-dera non è ancora finito.

Sotto il tempio

Lasciate la zona dello scontro e continuate verso la parte inferiore del complesso. Prima di scendere definitivamente potete controllare le piattaforme laterali per recuperare qualche risorsa, ma l’obiettivo principale è una nuova massa oscura nascosta tra gli edifici distrutti. Assorbitela per scoprire finalmente la creatura responsabile dei sacrifici. Si tratta di Daidara, un enorme Genma che divora le persone portate sotto il tempio.

Dopo la visione attivate la Visione Oni e cercate il Simbolo degli Oni nascosto nell’ambiente. Interagite con il simbolo per far comparire una grande struttura simile a un occhio e utilizzatela per attraversare il passaggio. Da qui in avanti l’area cambia completamente aspetto e introduce nuove meccaniche legate ai poteri degli Oni.

Ottenere l’Arco Oni

Proseguite fino alla struttura principale e attivate lo Specchio dello spirito che incontrate lungo il percorso. Poco oltre troverete uno scrigno contenente l’Arco Oni. L’arco non serve soltanto per colpire i nemici a distanza. Tenendo premuto il comando potete caricare il tiro e, soprattutto, inizierete a vedere nell’ambiente diversi meccanismi dotati di nuclei luminosi. Colpendoli con una freccia potete spostare strutture, aprire porte o modificare parti dello scenario.

Provate immediatamente l’Arco Oni sul meccanismo vicino alla porta successiva. Da questo punto in avanti, quando la strada sembra interrompersi, cercate prima un bersaglio raggiungibile con l’arco oppure utilizzate la Visione Oni per individuare qualcosa che non è visibile normalmente.

L’arco rende anche molto più semplici gli scontri con gli arcieri Genma: eliminateli da lontano prima di occuparvi dei nemici a terra.

La Pietra del potere

Proseguendo vedrete uno scrigno posizionato su una piattaforma che inizialmente non potete raggiungere. Individuate il meccanismo sottostante e colpitelo con l’Arco Oni per modificare la posizione della struttura. Tornate quindi verso la piattaforma e raggiungete lo scrigno. All’interno troverete una Pietra del potere. Questa deviazione vale la pena e non richiede un particolare allungamento del percorso, quindi vi consigliamo di non saltarla.

Continuando compariranno anche grandi rocce sospese sopra alcuni nemici. Prima di lanciarvi nello scontro, colpite con l’arco il nucleo che le mantiene in posizione: facendole precipitare potete eliminare o indebolire diversi Genma senza rischiare nulla.

Aprire il percorso verso Daidara

Nella parte finale dell’area dovrete alternare l’uso dell’Arco Oni e della Visione Oni. Quando il percorso sembra interrompersi, cercate il Simbolo degli Oni e attivatelo per far apparire la struttura necessaria ad attraversare il vuoto. Poco dopo Daidara comincerà a lanciare enormi massi verso Musashi. Continuate ad avanzare evitando di rimanere fermi sotto le loro traiettorie.

Arrivati a un bivio, il percorso principale continua verso l’obiettivo, ma sul lato opposto potete recuperare un altro oggetto prima di procedere. Raggiunto il grande portone, scendete verso il meccanismo e colpite il nucleo con l’Arco Oni. Utilizzate quindi la scala per raggiungere il livello superiore e attivate il Simbolo degli Oni. Comparirà un nuovo passaggio. Attraversatelo e colpite nuovamente il meccanismo da una posizione diversa per abbassare la struttura e trasformarla nella strada che porta al portone.

Prima di entrare attivate lo Specchio dello spirito vicino alla cascata e assicuratevi di avere la Borsa di Hozuki piena. Daidara vi aspetta subito oltre.

Boss: come sconfiggere Daidara

Le dimensioni di Daidara possono far pensare che ogni suo attacco debba essere schivato. Non è così. I colpi eseguiti con la sua arma possono essere parati e sono uno dei sistemi migliori per ridurne la resistenza. Il problema principale all’inizio dello scontro è invece l’armatura.

Daidara protegge diverse parti del corpo e i normali attacchi risultano molto meno efficaci finché quelle protezioni rimangono intatte. Utilizzate l’Arco Oni e caricate completamente il tiro per romperle. Distruggere una sezione dell’armatura provoca anche una breve apertura, quindi approfittatene per avvicinarvi e colpire.
Il Break Issen può essere utilizzato allo stesso scopo sulle gambe. Se avete l’occasione di scegliere il bersaglio, rompere una protezione può risultare più utile di qualche danno immediato in più.

Per il resto, dividete ancora gli attacchi di Daidara in due gruppi: quando usa l’arma potete parare; quando tenta di colpirvi con pugni, pestoni o prese, schivate.

C’è poi un’altra meccanica da tenere sotto controllo: Daidara può assorbire le anime presenti nell’arena e utilizzarle per diventare più forte. Non lasciatele quindi fluttuare inutilmente. Richiamatele con il Guanto Oni prima che possa farlo lui.

Il Duo Celestiale è molto efficace durante questo scontro. Utilizzatelo quando è carico per interrompere Daidara e sfruttate il breve momento in cui rimane vulnerabile per colpire le parti già prive di armatura.

Portata a zero la prima barra della salute, la battaglia continua. Musashi e Daidara precipitano nella zona sottostante e il Genma entra nella seconda fase, aggiungendo nuove varianti alle sue sequenze.

Può colpire il terreno generando onde d’urto, aumentare la portata della propria arma e diventare molto più aggressivo dopo essersi potenziato con le anime. Continuate quindi a sottrargliele appena compaiono. Non allontanatevi necessariamente il più possibile. Restando a una distanza gestibile potete continuare a parare i colpi armati e rispondere subito, mentre contro pugni e prese dovrete affidarvi ancora alla schivata. Consumate progressivamente la resistenza, sfruttate il Duo Celestiale quando disponibile e continuate a rompere le aperture create dalle parate.

Esaurita anche la seconda fase, Daidara viene finalmente sconfitto e il Kiyomizu-dera può essere considerato purificato.

Shizuka

Dopo lo scontro, la donna all’interno del Guanto Oni riesce finalmente a manifestarsi davanti a Musashi. Lui le chiede nuovamente di liberarlo dal guanto, ma la risposta non cambia: se venisse rimosso, Musashi morirebbe. Prima di tornare a dormire, però, la misteriosa compagna decide almeno di presentarsi. Il suo nome è Shizuka.

La prima grande purificazione è conclusa. Non resta che tornare al Rokudo Chinno-ji e parlare con Takamura per capire cosa sta accadendo nel resto di Kyoto.


Corruzione a Kyoto

Dopo la purificazione del Kiyomizu-dera, Kyoto comincia ad aprirsi e la struttura del gioco cambia. Musashi può esplorare una porzione più ampia della città, seguire il Frammento di Johari e chiudere i due squarci necessari per ridurre ulteriormente il miasma.

Liberare Kyoto dal miasma

Dopo aver purificato il Kiyomizu-dera, tornate al Rokudo Chinno-ji e parlate con Takamura. Il lavoro fatto finora ha indebolito il miasma, ma Shizuka è tornata a dormire e per risvegliarla serviranno altre anime Genma. Questa volta non dovremo raggiungere un altro tempio: a Kyoto sono comparsi due squarci e Takamura vuole che Musashi li chiuda entrambi. È anche il momento in cui la città comincia ad aprirsi davvero, con una mappa più ampia, attività secondarie, percorsi bloccati dalla corruzione e molte più possibilità di deviare dalla strada principale. Non cercate però di ripulire immediatamente ogni angolo: alcune zone resteranno inaccessibili finché Musashi non avrà ottenuto nuovi poteri.

Prima di partire, Takamura consegna a Musashi il Frammento di Johari, uno strumento che permette di individuare la strada verso un obiettivo selezionato. Attivandolo compare una traccia luminosa che attraversa le strade di Kyoto e indica il percorso da seguire. È particolarmente utile in questa fase, perché tra vicoli, edifici e zone interdette dal miasma è facile imboccare una strada che non conduce dove pensavate. I due squarci sono comunque segnati anche sulla mappa e possono essere affrontati nell’ordine che preferite: seguendo il percorso della nostra guida, cominceremo da quello occidentale.

Talismani e primi potenziamenti

Completando il Kiyomizu-dera si aprono anche nuove possibilità per migliorare Musashi. I talismani possono essere equipaggiati per ottenere bonus passivi e successivamente potenziati investendo le risorse raccolte durante l’esplorazione. Non è necessario fermarsi subito a studiare ogni combinazione disponibile: controllate semplicemente quello che avete ottenuto e scegliete gli effetti più adatti al vostro modo di combattere. Da questo momento anche le anime rosse iniziano ad avere un valore molto più concreto, perché entrano stabilmente nei sistemi di crescita e conviene quindi assorbirle ogni volta che ne avete la possibilità.

Quando siete pronti, uscite dal Rokudo Chinno-ji. Le strade di Kyoto sono ora molto più aperte rispetto alle aree affrontate finora, ma il miasma continua a chiudere alcuni passaggi con una nebbia rossastra che danneggia Musashi. Non tentate di attraversarla pensando di poter forzare il percorso: quelle zone verranno liberate successivamente. Per il resto potete iniziare a esplorare cortili, abitazioni e vie laterali, dove si trovano Hozuki, materiali, consumabili e alcuni scrigni più interessanti.

Lo squarcio occidentale

Utilizzate il Frammento di Johari oppure la mappa per dirigervi verso lo squarcio occidentale. Durante il tragitto potrete incontrare cittadini attaccati dai Genma: questi eventi sono facoltativi, ma richiedono poco tempo e possono fornire una ricompensa immediata. Quando compare un civile in pericolo, eliminate velocemente gli aggressori prima che venga ucciso. Anche gli oggetti presenti nello scenario continuano a essere utili, quindi un carro o una struttura vicina possono permettervi di liberare un gruppo senza affrontare ogni nemico singolarmente.

Prima di entrare nell’area dello squarcio conviene fare una breve deviazione. Cercate una piccola abitazione riconoscibile dal grande vessillo bianco all’esterno, entrate e raggiungete il cortile sul retro passando dalla finestra. Qui troverete alcune Hozuki e soprattutto uno scrigno contenente una Pietra del potere. Non è necessaria per proseguire, ma il percorso aggiuntivo è minimo e la ricompensa è abbastanza importante da giustificare la deviazione.

Chiudere lo squarcio occidentale

Avvicinandovi allo squarcio compariranno per la prima volta delle teste Genma volanti capaci di lanciare proiettili. L’Arco Oni è il sistema più semplice per gestirle: quando preparano un attacco, una parte della testa si gonfia e diventa luminosa, offrendo un bersaglio particolarmente vulnerabile. Colpitela con una freccia caricata per infliggere molti più danni e interrompere l’attacco. Potete naturalmente combatterle anche con la katana quando scendono abbastanza, ma inseguirle nell’arena tende soltanto a rendere lo scontro più caotico.

Lo squarcio continuerà a generare nemici finché non avrete eliminato tutte le ondate. Non cercate quindi di assorbirlo immediatamente: occupatevi prima dei Genma presenti nell’area, raccogliete le anime e solo quando il combattimento è terminato avvicinatevi al varco. Usate il Guanto Oni come avete già fatto al Rokudo Chinno-ji per chiuderlo definitivamente. Con il primo obiettivo completato potete iniziare a spostarvi verso il settore settentrionale della città.

Una deviazione per lo Specchio della resurrezione

Prima di raggiungere il secondo squarcio c’è un’altra deviazione che vale decisamente la pena. Spostatevi verso nord-est finché non raggiungete un ponte bloccato dal miasma e cercate un carro distrutto nei dintorni. Utilizzate qui la Visione Oni per far comparire un Simbolo degli Oni, quindi attivatelo: davanti a Musashi apparirà uno scrigno che normalmente non sarebbe visibile.

All’interno troverete lo Specchio della resurrezione, capace di riportare Musashi in vita in caso di morte, con alcune eccezioni previste dal gioco. Non serve per completare questa missione e proprio per questo è facile lasciarselo alle spalle, ma averlo nell’inventario può evitare di perdere uno scontro particolarmente difficile. Considerando quanto è breve la deviazione, conviene recuperarlo adesso invece di tornare appositamente più avanti.

Verso lo squarcio settentrionale

Richiamate il Frammento di Johari e cominciate a seguire la traccia verso nord. Questa parte di Kyoto presenta molte più abitazioni e cortili esplorabili, quindi fermatevi quando vedete una deviazione interessante o un oggetto facilmente raggiungibile, ma non sentitevi obbligati a controllare ogni edificio. La guida continuerà a segnalare soprattutto le ricompense realmente utili, lasciando da parte casse e materiali comuni che non giustificano indicazioni passo per passo.

Durante il percorso attraverserete una zona dall’atmosfera molto diversa rispetto alle altre strade della città. Diverse persone stanno pregando davanti a un santuario al quale attribuiscono la capacità di esaudire i desideri. Parlando con loro emerge però qualcosa di decisamente poco rassicurante: i miracoli sembrano essere accompagnati da conseguenze che gli stessi fedeli non riescono o non vogliono comprendere. Non c’è ancora nulla da risolvere in questo punto, quindi ascoltate i dialoghi se vi interessa seguire la vicenda e continuate verso nord.

Poco dopo incontrerete un altro Specchio dello spirito. Attivatelo prima di dirigervi allo squarcio, perché vi fornisce un nuovo punto di viaggio rapido nella zona settentrionale di Kyoto e vi permetterà di tornare al Rokudo Chinno-ji senza rifare l’intero percorso. Se avete consumato Hozuki durante gli scontri precedenti, approfittatene anche per sistemare le scorte prima della battaglia successiva.

Lo squarcio settentrionale

Il secondo squarcio si trova all’interno di una proprietà sorvegliata dai Genma. Ripulite gli accessi e raggiungete il cortile centrale, dove comparirà un nuovo tipo di creatura simile a una grossa lucertola ricoperta di spuntoni. Il suo attacco più pericoloso consiste nel chiudersi su se stessa e lanciarsi contro Musashi ruotando ad alta velocità. Gli spuntoni vengono considerati un’arma, quindi la carica può essere parata invece di essere semplicemente evitata.

È anche il modo migliore per neutralizzare questi Genma. Aspettate che inizino la corsa, eseguite la parata nel momento in cui stanno per colpirvi e potrete deviarli dalla traiettoria. Se finiscono contro una parete possono rimanere temporaneamente bloccati, lasciandovi un’apertura enorme per chiudere lo scontro. Evitate invece di inseguirli mentre ruotano nell’arena: lasciate che siano loro a venire verso Musashi e concentratevi sul tempismo della difesa.

Anche questo squarcio genera più ondate. Eliminate tutti i Genma, assorbite le anime e soltanto alla fine avvicinatevi al varco per chiuderlo con il Guanto Oni. Con entrambi gli squarci eliminati, il livello di corruzione presente nella città diminuisce ulteriormente e l’obiettivo cambia: è il momento di tornare da Takamura.

Shizuka e Minamoto no Yoshitsune

Utilizzate lo Specchio dello spirito appena attivato per rientrare rapidamente al Rokudo Chinno-ji e parlate con Takamura. Questa volta l’assorbimento delle anime ha prodotto l’effetto sperato e Shizuka riesce finalmente a risvegliarsi. La sua spiegazione chiarisce anche quanto sia grave la situazione: l’Inferno è ormai caduto nelle mani dei Genma e gli Oni sono stati travolti da un esercito organizzato da qualcuno che conosceva molto bene i loro punti deboli. Shizuka è riuscita a salvarsi rifugiandosi nel Guanto Oni, ma non sa nemmeno quanti altri membri della sua razza siano sopravvissuti.

Takamura riconosce il responsabile. L’Uomo in Bianco incontrato più volte da Musashi è Minamoto no Yoshitsune, un ex Onimusha che era stato imprigionato dagli Oni. Dopo essersi liberato ha conquistato l’Inferno e si è impossessato di due Guanti Oni, gli stessi che sono successivamente finiti nelle mani di Musashi e Ganryu. Resta ancora da capire perché Yoshitsune abbia deciso di consegnare proprio a loro due strumenti tanto importanti, ma il problema immediato è un altro: il sigillo che protegge il portale continua a indebolirsi e gran parte di Kyoto rimane sotto l’influenza del miasma.

Chiudere i due squarci ha quindi risolto soltanto una parte del problema. Con Shizuka finalmente in grado di spiegare l’origine della minaccia e Yoshitsune ormai identificato, Musashi può cominciare ad affrontare la situazione con un quadro molto più chiaro di ciò che sta realmente accadendo a Kyoto.


L’apprendista dell’Oni

Dopo aver scoperto la vera identità di Yoshitsune, Musashi può finalmente iniziare a sfruttare in maniera più completa il potere del Guanto Oni. Questa breve missione introduce i primi potenziamenti dell’equipaggiamento, la Respinta e l’area di addestramento di Takamura, oltre a consegnarci una nuova arma Oni pensata soprattutto per affrontare gruppi di nemici.

Potenziamenti e addestramento con Takamura

Dopo aver scoperto che l’Uomo in Bianco è Minamoto no Yoshitsune, rimanete al Rokudo Chinno-ji e cercate Shizuka nei pressi dello Specchio dello spirito. Le anime raccolte da Musashi permettono finalmente di sfruttare il Guanto Oni in maniera più completa e questa breve fase serve soprattutto ad aprire i sistemi di crescita che utilizzeremo per il resto dell’avventura. Lo Specchio dello spirito dispone ora di nuove opzioni dedicate al potenziamento dell’equipaggiamento e delle abilità: il gioco vi accompagna nel primo miglioramento della spada, ma subito dopo lascia molta più libertà su come investire materiali e risorse. Da questo momento conviene quindi controllare periodicamente il menu invece di limitarsi ad accumulare tutto ciò che trovate durante l’esplorazione.

I miglioramenti riguardano diverse componenti dell’equipaggiamento, compresi spada, abbigliamento e Guanto Oni, mentre altre risorse permettono di sbloccare nuove capacità di Musashi. Le Pietre del potere iniziano ad avere un ruolo importante proprio qui, quindi non considerate gli scrigni che le contengono come semplici ricompense secondarie. Non è però necessario acquistare immediatamente tutto ciò che compare nell’albero delle abilità: nelle prime ore è più utile investire sulle tecniche che state realmente usando e conservare qualcosa finché non avete capito quale stile di combattimento preferite. Anche gli amuleti possono essere migliorati separatamente attraverso i sistemi già disponibili al Rokudo Chinno-ji, quindi la base comincia finalmente a diventare un luogo nel quale vale la pena tornare tra una missione e l’altra.

La Respinta

Una delle prime tecniche che il gioco vuole farvi assimilare è la Respinta, particolarmente efficace contro gli avversari con una barra della resistenza molto ampia. Per eseguirla dovete mantenere la guardia e premere il comando indicato immediatamente prima che il colpo nemico raggiunga Musashi. Se il tempismo è corretto, l’attacco viene neutralizzato senza subire danni e la resistenza dell’avversario cala in maniera molto più evidente rispetto a una normale difesa. La Respinta non nasce quindi come sistema per infliggere direttamente più danni alla salute, ma come strumento per portare rapidamente il nemico allo stato vulnerabile e creare l’occasione per un Break Issen.

All’inizio il comando può risultare meno naturale della parata, soprattutto perché richiede di restare in guardia e aggiungere un secondo input nel momento dell’impatto. Vale però la pena impararlo adesso: contro Genma resistenti e boss, svuotare velocemente la barra della resistenza può fare molta più differenza che continuare ad attaccare senza criterio. Non serve neppure sostituire completamente parata e schivata con la Respinta. Consideratela un’altra opzione difensiva, da usare quando avete imparato bene il ritmo di un attacco e volete trasformare la difesa in un vantaggio immediato sulla resistenza avversaria.

L’addestramento con Takamura

Una volta terminato con lo Specchio dello spirito, Takamura propone a Musashi di provare sul campo ciò che ha appena imparato. Nel cortile del Rokudo Chinno-ji troverete una campana: suonatela per raggiungere l’area utilizzata da Takamura per l’addestramento. Il gioco non fornisce in questa fase una denominazione italiana chiara del luogo, quindi non serve preoccuparsi del nome: quello che conta è che da qui potete esercitarvi senza le conseguenze di un combattimento normale e verificare il funzionamento delle tecniche appena sbloccate.

Parlate con Takamura e avviate l’esercizio richiesto dalla missione. Dovrete utilizzare più volte la Respinta contro i Genma messi a disposizione per l’allenamento, ed è il momento migliore per osservare quanto rapidamente riesca a consumarne la resistenza. In futuro potrete tornare in quest’area per provare altre tecniche e affrontare nuovamente alcune sfide già completate, ma non c’è alcun motivo di fermarsi ora a esaurire tutte le attività disponibili. Il suo valore principale è permettervi di sperimentare comandi che, durante una boss fight, sarebbe molto più difficile imparare senza spendere cure o ricominciare lo scontro.

La Frusta-venti

Completato l’allenamento, Takamura consegna a Musashi una nuova arma Oni: la Frusta-venti. La differenza rispetto al Duo Celestiale si nota immediatamente. Dove il primo risulta particolarmente utile contro un bersaglio resistente, la Frusta-venti genera un attacco circolare capace di investire più nemici contemporaneamente e diventa quindi molto più interessante quando Musashi viene circondato o deve creare spazio in mezzo a un gruppo.

La Frusta-venti possiede inoltre un’interazione ambientale che vale la pena ricordare. Se il vortice entra in contatto con una fonte di fuoco, può trascinare le fiamme e trasformarsi in un attacco incendiario. Non serve cercare di forzare questa combinazione in ogni combattimento, ma quando l’arena contiene torce, bracieri o altri elementi infiammati può aumentare notevolmente l’efficacia dell’arma. Da questo momento comincia quindi ad avere senso scegliere l’arma Oni in base alla situazione invece di utilizzare automaticamente quella ottenuta per prima: Duo Celestiale e Frusta-venti svolgono funzioni differenti e nessuna delle due sostituisce completamente l’altra.

Come per le altre armi Oni, anche la Frusta-venti dipende dall’energia ottenuta attraverso le anime blu. Tenete quindi d’occhio la carica disponibile e non consumatela su un singolo nemico debole se poco dopo vi aspetta un gruppo più numeroso. Le armi Oni sono molto più efficaci quando vengono trattate come strumenti da utilizzare nel momento giusto, non come semplici attacchi alternativi alla katana.

Tornare a Kyoto

Quando avete finito con Takamura, suonate nuovamente la campana per tornare al Rokudo Chinno-ji. La mappa si aggiorna e cominciano a comparire più obiettivi contemporaneamente, segnale che la struttura dell’avventura sta diventando meno rigida rispetto alle prime ore. Alcune missioni potranno essere affrontate in sequenza, altre apriranno nuovi settori della città e nel frattempo continueranno a comparire attività secondarie nelle zone già visitate.

Non è necessario tentare di completare immediatamente tutto quello che compare sulla mappa. Da questo momento la cosa più utile è alternare la storia all’esplorazione delle aree diventate accessibili, recuperando materiali e potenziamenti senza trasformare ogni ritorno a Kyoto in una pulizia completa di ogni icona. Musashi dispone ormai di più armi Oni, può migliorare equipaggiamento e abilità, utilizzare la Respinta e tornare da Takamura quando vuole provare nuove tecniche. La lunga fase introduttiva può quindi considerarsi conclusa: le missioni successive inizieranno a chiedere di usare davvero tutti questi sistemi invece di limitarsi a presentarli.


Attento a ciò che desideri

Uno dei nuovi obiettivi porta Musashi al Yasui Konpira-gu, un santuario apparentemente capace di esaudire i desideri dei fedeli. Dietro questi miracoli si nasconde però un Genma che interpreta ogni richiesta nel modo più crudele possibile. Per arrivare alla fonte della corruzione dovremo indagare sul santuario, riunire gli Otto Forzuti di pietra e affrontare Rasho-gan.

Yasui Konpira-gu e gli Otto Forzuti di pietra

Dopo l’addestramento con Takamura, uno dei nuovi obiettivi conduce nella parte nord-orientale di Kyoto. Potete raggiungerlo seguendo la mappa oppure utilizzando il Frammento di Johari, ma prima di entrare nel santuario cercate la donna bendata che si trova nelle vicinanze. Parlandole scoprirete qualcosa di decisamente poco rassicurante sul Yasui Konpira-gu: la donna sostiene di essersi liberata dell’ossessione per la bellezza grazie al potere del santuario, ma il suo desiderio è stato esaudito privandola degli occhi. Musashi capisce immediatamente quale potrebbe essere il problema e osserva che chiedere di liberarsi del Guanto Oni rischierebbe probabilmente di costargli l’intero braccio.

Entrate quindi nel Yasui Konpira-gu e cercate le altre persone che avevamo già incontrato durante l’esplorazione di Kyoto. L’uomo che soffriva per un ginocchio malandato considera la propria preghiera esaudita perché adesso gli manca buona parte della gamba, mentre poco distante troverete due figure legate insieme. Shizuka percepisce al loro interno le anime della coppia che desiderava rimanere unita per sempre: anche questo desiderio è stato rispettato alla lettera, trasformando i due in qualcosa che non può più separarsi. A questo punto è abbastanza evidente che il santuario non sta compiendo miracoli, ma sta sfruttando le richieste delle persone per mutilarle o imprigionarle.

Yorimasa e gli Otto Forzuti di pietra

Shizuka suggerisce di cercare l’aiuto di Yorimasa, un Oni ricordato come un eroe per ciò che fece nel mondo degli uomini. Raggiungete il suo monumento all’interno del santuario, ma la ricerca non porta subito al risultato sperato: Shizuka non riesce a percepire la sua anima. La soluzione arriva da un piccolo gruppo di statue poco distante. Sono gli Otto Forzuti di pietra, anche se al momento il nome è leggermente generoso, visto che ne sono rimasti soltanto cinque.

I Forzuti spiegano che alcune persone manipolate dal miasma hanno portato via tre dei loro fratelli. Mancano il più anziano, il terzo e il settimo, e senza di loro il gruppo non può utilizzare pienamente il proprio potere. Le tre posizioni vengono segnate sulla mappa, quindi non è necessario esplorare Kyoto alla cieca: due statue si trovano nelle proprietà a est del santuario, mentre l’ultima è più a sud. Il recupero non presenta veri enigmi, ma richiede di attraversare edifici e cortili occupati dai Genma e di capire come raggiungere alcuni punti sopraelevati.

Recuperare il settimo e il più anziano

Per le prime due statue dirigetevi nelle proprietà a est del Yasui Konpira-gu e liberate il cortile dai Genma. Sul retro dell’edificio troverete una scala che conduce alle impalcature e alla parte superiore della struttura. Durante la salita sentirete il settimo Forzuto lamentarsi dell’altezza, quindi non è difficile capire dove cercarlo: raggiungetelo lungo il percorso sopraelevato e raccoglietelo.

Tornando verso il cortile, alcuni Genma sfonderanno una parete e apriranno involontariamente la strada necessaria per proseguire. Attraversate il nuovo varco, entrate nell’edificio e raggiungete il sottotetto tramite la scala interna. Da qui potrete passare sul tetto e scendere nella zona crollata sottostante, dove si trova il più anziano degli Otto Forzuti di pietra. Prima di raccoglierlo dovrete affrontare un gruppo di Genma, compresa una delle creature spinose già incontrate durante la chiusura degli squarci. Terminato lo scontro, prendete la statua e utilizzate l’uscita appena accessibile per evitare di ripercorrere tutto il complesso.

Trovare il terzo Forzuto

L’ultimo fratello si trova più a sud, in un complesso vicino al Rokudo Chinno-ji. Entrate nell’area indicata sulla mappa e preparatevi a uno scontro con parecchi Genma ammassati in uno spazio relativamente piccolo. È una situazione ideale per mettere alla prova la Frusta-venti: l’attacco circolare permette di colpire più bersagli contemporaneamente e, se il vortice raggiunge una fonte di fuoco, può trascinare con sé le fiamme e trasformare rapidamente la stanza in un problema molto più serio per i nemici che per Musashi.

Una volta ripulito l’edificio, continuate fino a raggiungere un cortile pieno di recipienti. Il terzo Forzuto comincerà a lamentarsi del buio e la sua voce permette di restringere parecchio la ricerca. Non dovete salire su un tetto o cercare un passaggio nascosto: rompete i vasi vicino all’albero e alla scala finché non trovate la statua. Raccoglietela, salite sulla struttura vicina e utilizzate il percorso superiore per uscire rapidamente dal complesso. A questo punto tutti e tre i fratelli mancanti sono stati recuperati.

Riunire gli Otto Forzuti di pietra

Tornate al Yasui Konpira-gu e riportate le statue al gruppo. Una volta riuniti, gli Otto Forzuti mantengono la promessa e utilizzano il proprio potere per concentrare la corruzione del santuario in una massa oscura che Musashi può assorbire con il Guanto Oni. Fatelo per assistere a un nuovo frammento del passato: questa volta vedrete una donna che desidera non dover più suonare lo shamisen, richiesta che il Genma esaudisce nel modo più crudele possibile privandola delle dita.

La vittima è la stessa donna mutilata già incontrata durante l’esplorazione di Kyoto, ma il ricordo non termina come gli altri. La creatura responsabile del santuario si manifesta davvero e tenta di applicare a Musashi la stessa logica utilizzata con i suoi fedeli, puntando direttamente al braccio sul quale porta il Guanto Oni. Musashi riesce a reagire prima che sia troppo tardi e lo scontro con il Genma ha immediatamente inizio.

Boss: come sconfiggere Rasho-gan

Rasho-gan possiede più braccia e un repertorio di attacchi piuttosto ampio, ma lo scontro diventa molto più semplice se vi concentrate subito su due elementi invece di limitarvi a colpire il boss ogni volta che si avvicina. Il primo è il filo rosso che lo collega al santuario. Finché il collegamento rimane attivo, Rasho-gan può alimentarsi con il potere della struttura e diventare più pericoloso. Potete recidere il filo con la katana quando siete abbastanza vicini oppure usare l’Arco Oni da una posizione più sicura. Il collegamento può riformarsi durante il combattimento, quindi controllatelo periodicamente e spezzatelo di nuovo quando necessario.

Il secondo punto debole sono le lunghe braccia che spuntano dalla schiena del boss. Diverse delle sue mosse più fastidiose dipendono proprio da questi arti e il Break Issen permette di prenderli direttamente di mira. Se state faticando, distruggerli è generalmente più utile che scegliere subito il bersaglio che infligge il maggior danno: privato delle braccia posteriori, Rasho-gan perde diversi proiettili, salti e attacchi speciali, lasciandovi un combattimento molto più prevedibile.

Per il resto valgono le regole che abbiamo già imparato contro gli altri boss. Gli attacchi eseguiti con la lama possono essere parati o contrastati con la Respinta, mentre prese, salti e colpi eseguiti direttamente con il corpo sono più sicuri da schivare. Quando Rasho-gan si prepara a lanciare i proiettili di miasma, spostatevi lateralmente e non cercate di rimanere fermi davanti a lui. Se invece comincia a creare una grossa sfera sopra la testa, l’Arco Oni permette di interrompere l’attacco prima che venga completato.

La Respinta è particolarmente efficace in questo combattimento perché la barra della resistenza di Rasho-gan è abbastanza ampia da rendere lenta una strategia basata soltanto sugli attacchi normali. Aspettate le sequenze più leggibili, consumate progressivamente la resistenza e utilizzate il Break Issen ogni volta che riuscite a creare l’apertura. Se le braccia posteriori sono ancora intatte, date loro la priorità; una volta eliminate, potete concentrarvi sui punti che infliggono più danno e accelerare la parte finale dello scontro.

Con l’avanzare della battaglia Rasho-gan diventa più aggressivo, modifica la propria arma e utilizza con maggiore frequenza prese e attacchi dalla distanza. Può anche servirsi dei fili per sollevare parti dello scenario e scaraventarle contro Musashi. Quando succede, guardate il collegamento che sostiene l’oggetto: una freccia dell’Arco Oni può spezzarlo prima del lancio e far precipitare il peso, con la possibilità di danneggiare lo stesso boss. Le sue mosse più pesanti lasciano buone finestre per contrattaccare, ma evitate di prolungare le combo oltre il necessario perché Rasho-gan può recuperare rapidamente e infliggere parecchi danni con un singolo errore.

Continuate ad alternare pressione sulla resistenza, controllo del filo rosso e distruzione degli arti finché non riuscite a esaurire anche l’ultima parte della sua salute. Rasho-gan prova a fuggire una volta sconfitto, ma questa volta Yorimasa interviene direttamente e mette fine alla minaccia del santuario.

Il potere degli Otto Forzuti di pietra

Yorimasa rivela di aver osservato Musashi durante la battaglia e di aver voluto verificare se fosse degno del potere custodito nel santuario. La ricompensa non è un semplice oggetto: l’energia degli Otto Forzuti di pietra passa direttamente a Musashi e si manifesta nelle sue braccia, dandogli la forza necessaria per distruggere ostacoli che fino a questo momento erano rimasti fuori dalla sua portata.

Da qui in avanti diverse barriere incontrate nelle zone già visitate possono finalmente essere abbattute. Non serve abbandonare immediatamente la storia per tornare su ogni percorso bloccato della mappa, ma ricordatevi del nuovo potere quando incontrate strutture che sembrano richiedere forza bruta. Una parte delle deviazioni lasciate volontariamente indietro nelle ore precedenti diventa accessibile proprio grazie agli Otto Forzuti.

La sconfitta di Rasho-gan rende inoltre nuovamente utile il monumento di Yorimasa. Tornando al Yasui Konpira-gu potrete utilizzare le anime accumulate per ottenere oggetti e materiali, offrendo un altro modo per trasformare le risorse raccolte durante i combattimenti in cure, talismani e strumenti utili alla crescita di Musashi.

Con Rasho-gan eliminato, il Yasui Konpira-gu liberato e il potere degli Otto Forzuti di pietra finalmente nelle mani di Musashi, questa parte dell’avventura può considerarsi conclusa. Il nuovo potere modifica però anche ciò che possiamo fare nel resto di Kyoto, aprendo strade che fino a pochi minuti prima erano ancora inaccessibili.


La maledizione del Kiyomizu-zaka

Il potere ottenuto dagli Otto Forzuti di pietra permette finalmente a Musashi di intervenire sulle zone di Kyoto che fino a questo momento erano rimaste isolate dal miasma. La nuova missione ci porta al Kiyomizu-zaka, dove alcune enormi piante stanno riversando la corruzione nelle strade e rendono pericoloso anche il semplice attraversamento dell’area. Per completare la purificazione dovremo muoverci soprattutto sui tetti, eliminare le fonti del miasma, chiudere gli squarci che continuano a generare Genma e affrontare Byakue prima di poter restituire il quartiere ai suoi abitanti.

Purificare il Kiyomizu-zaka dal miasma

Raggiungete il settore indicato sulla mappa e utilizzate il potere degli Otto Forzuti di pietra per distruggere la barriera che impediva di proseguire. Lo stesso potere torna utile anche contro alcuni avversari protetti da scudi o difese particolarmente resistenti, quindi iniziate a considerarlo una soluzione quando i normali attacchi sembrano produrre pochi risultati. Superato il passaggio, la situazione cambia subito: buona parte delle strade è sommersa dal miasma e rimanere al suo interno consuma progressivamente la salute. Il Guanto Oni riesce a mantenere Musashi in vita, ma soltanto per un periodo limitato, per cui non conviene esplorare con calma mentre siete immersi nella nebbia.

La soluzione è utilizzare gli edifici come zone sicure. Attraversate velocemente i tratti contaminati e cercate scale, tetti e passerelle sopraelevate dalle quali osservare la zona senza continuare a perdere salute. Le grandi piante che alimentano il miasma sono riconoscibili anche a distanza e devono essere raggiunte fisicamente: le frecce dell’Arco Oni non permettono di distruggerle da lontano. Una volta arrivati alla prima, eliminate gli eventuali Genma nelle vicinanze e colpite il punto vulnerabile della pianta finché non viene distrutta. La quantità di miasma nell’area diminuirà e si apriranno nuovi collegamenti verso gli edifici successivi.

Da questo momento il percorso alterna brevi attraversamenti delle strade contaminate e sezioni sui tetti. Non trattenetevi nella nebbia per raccogliere ogni consumabile che vedete: prima eliminate la pianta responsabile della zona, poi eventualmente tornate indietro quando l’aria è nuovamente respirabile. Distruggere le fonti della corruzione può inoltre liberare passaggi che prima sembravano completamente chiusi, quindi se non riuscite a raggiungere una strada o una porta non date per scontato di aver perso un ingresso nascosto.

Attraversare i tetti e raggiungere le altre piante

Dopo la prima purificazione utilizzate i collegamenti appena accessibili per raggiungere i tetti dall’altra parte della strada. Gli arcieri Genma diventano particolarmente fastidiosi in questa sezione perché possono colpirvi mentre cercate di attraversare velocemente il miasma: eliminate quelli visibili con l’Arco Oni prima di scendere, soprattutto quando controllano scale o passerelle che dovrete utilizzare per risalire.

Il potere dei Forzuti serve anche ad aprire alcuni sbarramenti lungo il percorso e a neutralizzare più facilmente i nemici che fanno affidamento sulla propria difesa. Continuate a salire sugli edifici ogni volta che ne avete la possibilità e individuate la pianta successiva dall’alto. La run mostra bene quanto sia facile perdere l’orientamento in questa zona: una volta eliminata una fonte del miasma, fermatevi qualche secondo sui tetti e controllate quali barriere sono scomparse invece di tornare immediatamente sulla strada.

Nella parte centrale del quartiere incontrerete anche uno squarcio che continua a far arrivare nuovi Genma. Non cercate di sostenere uno scontro lungo mentre siete ancora circondati dalla corruzione. La priorità rimane raggiungere la pianta che alimenta quella porzione della strada: una volta distrutta, potrete combattere con molta più libertà, eliminare i nemici rimasti e occuparvi dello squarcio senza vedere la salute consumarsi nel frattempo. Nella run il messaggio “Corruzione eliminata” compare proprio dopo aver completato uno di questi passaggi, confermando che la rimozione delle piante modifica direttamente la zona circostante.

Proseguendo dovrete sfruttare ancora scale e tetti per aggirare la parte più densa del miasma. Se vi sembra di essere arrivati in un vicolo cieco, cercate un punto sopraelevato dal quale osservare gli edifici adiacenti: il percorso tende a continuare verticalmente più che lungo la strada principale. Recuperate le Hozuki facilmente raggiungibili, soprattutto prima dell’ultima parte dell’area, ma non allungate troppo le permanenze nella nebbia per raccogliere risorse comuni.

L’ultima parte della purificazione

Quando vi avvicinate alla pianta nella parte alta del Kiyomizu-zaka, preparatevi prima di raggiungerla. Qui lo scontro non si limita ai normali Genma: uno squarcio fa comparire Byakue, un avversario molto più potente armato di una grande ascia. Se la pianta è ancora attiva quando inizia il combattimento, la priorità è distruggerla immediatamente. Affrontare un boss mentre il miasma continua a sottrarvi salute significa aggiungere una difficoltà completamente evitabile.

Non fatevi quindi attirare subito da Byakue. Createvi lo spazio necessario, raggiungete la pianta e distruggetela prima di concentrarvi sul combattimento. Una volta eliminata la fonte del miasma potete gestire l’arena normalmente e sfruttare tutto ciò che avete imparato nelle missioni precedenti.

Boss: come sconfiggere Byakue

Byakue è veloce nonostante le dimensioni e alterna attacchi con l’ascia a cariche eseguite direttamente con il corpo. È proprio questa distinzione a rendere il combattimento molto più semplice da leggere: quando usa l’arma potete affidarvi a parata e Respinta, mentre contro le cariche e gli attacchi senza arma è preferibile schivare. Cercare di reagire a ogni mossa nello stesso modo rende il boss molto più difficile di quanto sia realmente.

Le sequenze con l’ascia sono anche la vostra migliore occasione per consumare la sua resistenza. Byakue può concatenare diversi colpi, effettuare ampi fendenti laterali oppure lanciarsi in avanti trascinando l’arma prima di sollevarla con violenza. Non cercate necessariamente di interrompere l’attacco con una combo: aspettate l’impatto e sfruttate parata o Respinta. La run mostra chiaramente come questa seconda tecnica diventi particolarmente efficace contro di lui, soprattutto una volta attivato lo Stato ardente.

Quando Byakue abbassa il corpo e parte senza utilizzare l’ascia, cambiate invece approccio e schivate lateralmente. Lo stesso vale quando salta utilizzando direttamente il proprio peso invece dell’arma. Dopo questi movimenti rimane spesso esposto abbastanza a lungo da consentire alcuni colpi, ma non cercate di completare sequenze troppo lunghe: recupera rapidamente e può riprendere l’iniziativa mentre Musashi è ancora nel mezzo dell’animazione.

L’Arco Oni può essere utilizzato quando Byakue rimane a distanza o comincia a girare attorno a Musashi senza attaccare. Non farà il lavoro al posto vostro, ma qualche freccia permette di intaccare salute e resistenza e spesso induce il boss ad accorciare le distanze, riportandolo nelle condizioni in cui parate e Respinte diventano più efficaci. L’Issen rimane naturalmente una possibilità, ma non c’è motivo di affidarsi a una tecnica tanto rischiosa se non avete ancora assimilato bene i tempi del boss.

Il punto centrale dello scontro è la resistenza. Evitate di inseguire Byakue per tutta l’arena e lasciate che sia lui ad avvicinarsi; quando parte con una sequenza armata, sfruttatela per consumarne la barra e preparare un Break Issen. Se entrate nello Stato ardente, la Respinta diventa ancora più interessante e può accelerare notevolmente il processo. Nella run il combattimento viene risolto proprio insistendo sempre di più sulle parate e sulla Respinta, anziché cercando di vincere con la sola pressione offensiva.

Sconfitto Byakue, assorbite lo squarcio con il Guanto Oni. Non avete però ancora terminato la purificazione del quartiere: Shizuka avverte Musashi che rimane un’ultima pianta, responsabile del miasma residuo. Raggiungetela e distruggetela per completare definitivamente il lavoro.

Liberare il quartiere

Con l’ultima pianta eliminata, il miasma comincia finalmente a dissolversi e gli abitanti possono tornare nelle strade. La trasformazione non è soltanto estetica: la purificazione rende accessibili nuove porzioni di Kyoto e fa comparire ulteriori attività, compresi gli Incontri del destino legati alle persone che vivono nella zona. Il gioco segnala esplicitamente che gli abitanti potrebbero avere bisogno di aiuto, quindi da questo momento vale la pena controllare le nuove icone apparse sulla mappa invece di considerare il quartiere semplicemente concluso.

Shizuka suggerisce infine di tornare da Takamura prima di decidere la prossima mossa. Potete quindi utilizzare lo Specchio dello spirito per rientrare al Rokudo Chinno-ji oppure approfittare della scomparsa del miasma per esplorare rapidamente le strade appena liberate. La maledizione del Kiyomizu-zaka è terminata, ma la riduzione della corruzione ha soprattutto aperto una nuova fase dell’esplorazione di Kyoto.


Rifugiarsi nella forza

La purificazione del Kiyomizu-zaka ha ridotto sensibilmente il miasma presente a Kyoto e aperto nuove attività nelle zone appena liberate, ma prima di affrontare il Kennin-ji Shizuka ritiene che Musashi abbia ancora bisogno di prepararsi. Tornando al Rokudo Chinno-ji scopriremo un altro sistema legato al Guanto Oni e raggiungeremo una fonte di potere nascosta sotto la città. Questa missione è più breve delle precedenti e non contiene un vero boss: serve soprattutto ad ampliare le possibilità di crescita di Musashi e ad aggiungere un nuovo tassello alla storia di Yoshitsune.

Tornare da Takamura e Shizuka

Dopo aver completato La maledizione del Kiyomizu-zaka potete approfittare delle strade appena liberate per esplorare e affrontare gli Incontri del destino comparsi sulla mappa, ma non è necessario completarli per proseguire. L’obiettivo principale è tornare al Rokudo Chinno-ji e parlare con Takamura e Shizuka. Se siete rimasti nei pressi del Kiyomizu-zaka potete naturalmente utilizzare lo Specchio dello spirito e saltare buona parte del tragitto.

Takamura riconosce i progressi compiuti da Musashi, mentre Shizuka spiega che il Guanto Oni nasconde ancora capacità che non siamo in grado di utilizzare. Gli Oni hanno lasciato in diversi punti di Kyoto alcune fonti del proprio potere e Musashi è ormai abbastanza forte da raggiungerle. Le loro posizioni vengono aggiunte alla mappa e da questo momento potremo cercarne altre anche durante l’esplorazione. Non è necessario completarle tutte appena diventano disponibili: alcune rimarranno comunque isolate dal miasma fino a quando la storia non avrà aperto nuovi settori della città.

Raggiungere la fonte di potere a sud di Kyoto

La prima destinazione utile si trova nella parte meridionale della zona accessibile. Potete raggiungerla seguendo la mappa o utilizzando il Frammento di Johari, ma durante il tragitto attraverserete un’area agricola occupata dai Genma. Gli arcieri sulle strutture sopraelevate sono il problema principale: eliminate quelli visibili con l’Arco Oni prima di entrare nel gruppo e poi occupatevi dei nemici rimasti a terra. Non serve ripulire ogni edificio lungo il percorso, anche se nelle deviazioni più evidenti si trovano Hozuki e materiali utili.

Prima di salire verso l’edificio che nasconde l’accesso sotterraneo, attivate lo Specchio dello spirito presente nella zona. Poco oltre dovrete entrare da una finestra sopraelevata e raggiungere una porta chiusa dall’interno. Non cercate una chiave: seguite le assi di legno fino al punto dal quale riuscite a vedere il lucchetto attraverso un’apertura nella recinzione, quindi distruggetelo con l’Arco Oni. Tornate alla porta e attraversatela per entrare nel cortile successivo.

Shizuka avverte che la fonte di potere si trova sotto terra. Cercate quindi il pozzo nell’area e scendete utilizzando la scala. Il percorso conduce a una piccola stanza nella quale apparentemente non c’è modo di continuare. Attivate la Visione Oni: il Guanto rivelerà il passaggio nascosto che permette di raggiungere la zona collegata agli Oni.

Il percorso sotterraneo

Una volta attraversato il passaggio vi troverete davanti a uno dei grandi meccanismi già incontrati nelle sezioni precedenti. Questa volta la strada corre anche sotto la struttura, quindi prima di cercare di spostarla scendete attraverso l’apertura nel terreno. Al primo bivio raggiungete il punto dal quale potete vedere lateralmente i nuclei del meccanismo e colpite quello illuminato con l’Arco Oni. La struttura cambierà posizione e libererà il passaggio necessario per proseguire.

Tornate quindi nella parte inferiore e continuate lungo il percorso appena aperto. Il resto della sezione è abbastanza lineare: risalite le sporgenze e avanzate finché l’ambiente non comincia a cambiare aspetto. Non ci sono combattimenti o deviazioni abbastanza importanti da richiedere una ricerca sistematica, quindi concentratevi semplicemente sul raggiungere il fondo dell’area.

Poco oltre il torii troverete una massa oscura. Assorbitela con il Guanto Oni per assistere a una nuova visione legata al passato.

Il ricordo di Yoshitsune

La massa oscura mostra una donna Oni sconvolta per ciò che è accaduto a Yoshitsune. Shizuka riconosce chiaramente la figura, ma Musashi capisce che si tratta di un ricordo doloroso e decide di non insistere quando lei evita di spiegare chi fosse. La scena aggiunge comunque un’altra informazione importante: il rapporto tra Yoshitsune e gli Oni è più complesso di quanto lasciassero intendere le spiegazioni ricevute finora e Shizuka sembra conoscere personalmente una parte di quella storia.

Terminata la visione, il potere assorbito rafforza ulteriormente Musashi. Tornando nel mondo normale si sbloccano nuove possibilità nell’albero dei potenziamenti, quindi fermatevi a uno Specchio dello spirito e controllate quali abilità sono diventate disponibili. Non è necessario acquistare subito ogni nuovo nodo: come già fatto finora, conviene investire prima sulle tecniche che state realmente utilizzando e conservare le risorse più rare finché non avete deciso come sviluppare Musashi.

La missione termina qui, ma sulla mappa compare anche un’altra fonte di potere. Al momento il miasma impedisce di raggiungerla, quindi non perdete tempo cercando un percorso alternativo: torneremo in quella zona dopo aver purificato altri settori di Kyoto. Prima di dirigersi verso il Kennin-ji rimane inoltre un’altra preparazione da completare al Rokudo Chinno-ji.

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