C’è una notizia che da qualche giorno sta girando in rete, e riguarda il nuovo capitolo di Bioshock. Sulla corrente generazione di console abbiamo potuto mettere mano sulla trilogia rimasterizzata, ma nessun nuovo capitolo. A distanza di ben 6 anni e mezzo, finalmente abbiamo le prime informazioni su questo ipotetico Bioshock 4. Sembra che però le cose non andranno nella direzione in cui ci si aspetterebbe, tanto che i puristi sono già un tantino interdetti.
Ve la buttiamo così: il nuovo capitolo di Bioshock potrebbe essere un gioco online e un game as a service. La prima reazione potrebbe essere immaginare un flop irreparabile, con gente che urla “Scaffale!” sui forum. Ma per il momento abbassate i forconi e placate la vostra ira. Andiamo nel dettaglio.

Partiamo da una affermazione certa: Bioshock 4 non è ancora stato annunciato ufficialmente. Le speculazioni sulla possibile svolta online nascono da un annuncio di lavoro apparso nel sito di 2K sul centro di Novato. Quest’ultimo, infatti, sarebbe lo studio che sta lavorando a quello che per ora chiameremo Bioshock 4. Nell’offerta di lavoro si richiede un “End Game Design Lead”. Questa figura sarà responsabile di creare contenuti che spingano a continuare a giocare anche dopo i titoli di coda. Il classico endgame, sappiamo tutti in cosa consiste. In teoria i fan dei single player non hanno nulla di cui preoccuparsi. Teoricamente, infatti, la storia del gioco avrà un inizio e una fine, ma saranno presenti anche delle attività a cui dedicarsi dopo aver completato l’avventura principale.

Non aspettatevi quindi un Bioshock 4 in stile MMO, con la possibilità di scegliere la vostra classe tra Umani, Big Daddy, Ricombinanti e Sorelline. Tutto ciò che riguarda la componente online sarà legato solo ed esclusivamente all’end-game, a rigor di logica. Tra le altre cose, nell’annuncio si esprime il desiderio di tenere il giocatore coinvolto anche dopo la fine canonica. Da una parte è un’informazione che ci tranquillizza, ci auguriamo che la qualità della sceneggiatura possa non risentirne.

ken lavine bioshock

Ken Lavine, creatore e direttore della serie, ha diretto Bioshock e Bioshock Infinite, riprendendo l’ottimo lavoro svolto da Warren Spector con System Shock. Sarà un’assenza illustre nello sviluppo di Bioshock 4.

Questa situazione è curiosa. Molti giochi nel corso degli anni sono diventati games as a service o sono nati come tali. Rainbow Six Siege, Destiny, The Elder Scrolls e anche quel gran pezzo di software che è Fallout 76 sono solo alcuni dei titoli che incarnano questa meccanica. Ovviamente c’è chi ci è riuscito meglio e chi peggio. Ma il fatto che i games as a service siano una sorta di moda del nostro tempo è innegabile. Tenere alto l’interesse per un videogame uscito anni addietro potrebbe essere sì una grande idea, ma richiede impegno e denaro. La vera domanda è “E’ davvero necessario?“.

Di certo uno dei problemi principali in questo ipotetico Bioshock 4 sarà fronteggiare l’assenza di Ken Lavine. Il creatore della serie è infatti migrato per altri lidi, preferendo la scena del mercato indie. Probabilmente sarà difficile raggiungere i livelli di Infinite o del primo episodio. Non che Lavine sia l’unico direttore di talento al mondo, sia ben chiaro. E’ però altrettanto vero il passato recente di 2K non è proprio dei migliori.

Alla fine possiamo solo augurarci che Bioshock 4 mantenga almeno in parte il proprio carisma. Warren Spector e Ken Lavine hanno infatti creato un universo che, nonostante tutto, negli anni ha mantenuto la sua coerenza. Bisogna prestare la massima attenzione, questo non deve diventare l’ennesimo titolo online incentrato su monetizzazione attraverso micro transazioni. Conoscendo però 2K, non non ci stupiremmo di vedere un Bioshock 4 che ci vende “Adam” come moneta premium. Poi magari compri la tua sorellina personale da usare come pet, e la tua trivella per Big Daddy con le decalcomanie di Hello Kitty. Ma seriamente, ve lo immaginate un Bioshock così?