child of light

Child of Light – Recensione

Ubisoft non è solo Assassin’s Creed, e dopo averci deliziato con le ultime due incarnazioni di Rayman l’estro dei designer del colosso francese ottiene campo libero grazie a Child of Light. Il gioco sembra quasi un indie: nel prezzo contenuto, nell’originalità, nel coraggio rispetto ai titoli multi milionari, nel modo di raccontarsi e di farsi conoscere. Eppure è un prodotto di una grande azienda. E lo è nel migliore dei modi.

Child of Light

Protagonista della vicenda è la principessa Aurora, personaggio in contrasto con gli stilemi classici che vedono eroi coraggiosi e donzelle in difficoltà, figlia di un presente in cui la figura femminile viene finalmente rivalutata e trattata con tutto lo spessore che merita.
Fin dall’inizio il gioco sa di fiaba e di poesia, dove una protagonista alla ricerca del padre si imbarca in un’avventura in un mondo fantastico, che la vedrà crescere e mutare, portandola a superare la paura e ad abbracciare il coraggio. Ogni elemento del gioco è curato in maniera certosina, con una ricerca estetica che impreziosisce il racconto in maniera naturale e spontanea.
A rendere il tutto più poetico è il meraviglioso lavoro svolto con i dialoghi, che sono in rima esattamente con nell’opera originale, e non vanno a snaturare in alcun modo i risultati raggiunti dalla versione inglese del titolo.

Child of Light

Il gioco è di base un JRPG con numerosi elementi adventure, e un’impostazione grafica a scorrimento orizzontale.

Durante le sue avventure, Aurora sarà assistita dallo spiritello Igniculus, lontano dall’essere il Navi della situazione, ma pronto ad aiutarci sia nell’esplorazione (potrà rischiarare l’oscurità di grotte e anfratti minacciosi) che negli innumerevoli scontri che saremo chiamati a combattere. Controlleremo i movimenti di Igniculus attraverso lo stick destro (potrà essere mosso anche da un amico tramite multiplayer cooperativo), in battaglie che saranno a turni, ma nel contempo caratterizzate da inserti in tempo reale. Il nostro spiritello potrà curare i membri del nostro party, rallentare gli avversari e altro ancora.

Il battle system sa essere abbastanza approfondito, basato su un sistema a turni che permette di interrompere le mosse dell’avversario prima che queste vadano a segno. Si tratta di un sistema già sperimentato in passato da altri titoli (come il bellissimo Grandia II per Dreamcast): funzionava all’epoca, e funziona alla grande anche adesso.

Gli scontri si basano in generale sul rodato concetto delle resistenze elementali, in cui saremo chiamati a scegliere con attenzione come attaccare, sfruttando le debolezze per massimizzare il danno. Oltre al piccolo Igniculus saremo assistiti in battaglia da un altro compagno, che potremo scegliere in base alle esigenze e che andrà ovviamente a rappresentare uno dei modelli standard dei classici giochi di ruolo, dal DD, al tank, al nuker.
Non c’è molto da dire poi riguardo il sistema di evoluzione dei personaggi, basato sui classici skill tree, molto prevedibili e in nessun modo originali o innovativi. Ci sarebbe piaciuto un minimo di profondità in più.
Il gioco non è in fondo particolarmente difficile, e anche gli scontri con i boss si risolvono dando il giusto peso alla strategia, cosa che nessun fan di JRPG dovrebbe aver difficoltà a fare.

child of light
Proprio i veterani del JRPG troveranno forse il gioco eccessivamente facile, ma crediamo che non fosse nelle intenzioni degli sviluppatori creare un prodotto impegnativo. Certo, è possibile selezionare il livello di difficoltà in cui desideriamo cimentarci, ma pensiamo che il team di sviluppo volesse prima di tutto creare un’opera artisticamente potente, capace di trascinare il giocatore quasi solo a livello visivo, rendendosi uno spettacolo anche semplicemente da guardare. Per capire meglio pensiamo a Giana Sisters – Twisted Dreams, rimuoviamo il livello di difficoltà, e amplifichiamo l’impatto a livello emotivo, nostalgico e sentimentale, grazie anche alla bellissima colonna sonora che accompagna questo Child of Light in maniera egregia.

Conclusioni
Child of Light è un’avventura visiva di altissima qualità, intessuta in una struttura da gioco di ruolo giapponese e resa accessibile da un livello di difficoltà piuttosto basso. Il gioco è divertente, questo è innegabile, ma è soprattutto avvolgente. Perché in fondo è giusto che il dibattito sui videogames come forma d’arte continui, è giusto che ciascuno si faccia una propria idea, ed è giusto che ciascuno cerchi in questo media ciò che desidera. Child of Light ci ha fatto sentire di nuovo bambini.

+ Direzione artistica eccezionale
+ Ottima colonna sonora
+ Notevole lavoro di localizzazione
+ Gameplay semplice e piacevole
– Troppo facile per i più esperti

Valutazione 8.7/10

Metascore 81/100
Child of Light | Steam | 14,99€

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