La notizia calda di oggi è che Electronic Arts ha comprato Respawn Entertainment, studio di sviluppo responsabile di Titanfall e del bellissimo Titanfall 2. Il secondo capitolo ha ricevuto valutazioni eccellenti da parte della stampa, ma ha sofferto di vendite modeste. La causa dello scarso successo commerciale è stata la bizzarra decisione di Electronic Arts di pubblicare il gioco a cavallo tra Battlefield 1 e Call of Duty Infinite Warfare.
La stessa Electronic Arts che ha comprato Respawn impossessandosi dunque di qualsiasi diritto sullo sfruttamento di Titanfall. Parliamo anche di cifre importanti, oltre 400 milioni di dollari.

Attualmente Respawn Entertainment stava lavorando a Titanfall 3, su un gioco sull’universo di Star Wars commissionato dalla stessa Electronic Arts su e un non meglio definito videogame per realtà virtuale. La direzione dei tre progetti passa automaticamente e immediatamente nelle mani di Electronic Arts. Evviva!

Electronic Arts propone facce brutte

Perché il titolo drammatico di questa notizia? Perché mi ricordo la storia, e perché alcune cose non mi quadrano.
Pochi giorni fa Electronic Arts ha annunciato la chiusura di Visceral Games, sviluppatore storico e apprezzatissimo per il franchise di Dead Space. Appare un minimo bizzarro che un’acquisizione da oltre 400 milioni venga fatta subito dopo aver chiuso uno studio importante come Visceral. Con ogni probabilità è un “chiudiamo lì, dirottiamo i fondi qui”. Non è affatto una pratica insolita per Electronic Arts.

Se seguite da tanti anni il mercato dei videogame saprete perfettamente che Electronic Arts ha devastato l’industria come nessun’altra compagnia nel corso degli anni. Per tanti anni è stato il publisher più ricco e importante a livello mondiale, superato solo di recente da Activision Blizzard. Il problema è l’atteggiamento estremamente aggressivo nei confronti degli sviluppatori, che vengono puntualmente acquisiti, spogliati delle proprietà intellettuali, sfruttati fino all’osso e infine inevitabilmente chiusi. Visceral Games è stato solo l’ultimo nome di una lunghissima lista.
Electronic Arts ha comprato e poi smantellato alcuni tra i team più famosi e importanti della storia dei videogame. La quantità di danni causati da quest’azienda all’intero panorama del gaming è quasi inconcepibile, sembra un massacro elevato a sistema.

Electronic Arts deve essersi impegnata tanto per far morire un’istituzione come Ultima

Ultima OnlineFacendo rapidamente un salto su Kotaku per rinfrescarci la memoria ricordiamo che Electronic Arts ha chiuso:
Mythic (Dark Age of Camelot), comprata nel 2006 e chiusa nel 2014;
Bullfrog (Dungeon Keeper, Syndicate), comprata nel 1995 e chiusa nel 2001;
Origin (Ultima, Wing Commander), comprata nel 1992 e chiusa nel 2004;
Westwood (Command and Conquer), comprata nel 1998 e chiusa nel 2003;
DreamWorks (Medal of Honor), comprata nel 2000 e chiusa nel 2013;
Phenomic (SpellForce, BattleForge), comprata nel 2006 e chiusa nel 2013;
Black Box Games (Need for Speed, Skate), comprata nel 2002, chiusa nel 2013;
Pandemic (The Saboteur), comprata nel 2008 e chiusa nel 2009, un anno…
PlayFish (The Sims Social), comprata nel 2009 e chiusa nel 2013;
NuFX (NBA Street), comprata nel 2004 e chiusa nel 2007.

Ovviamente Origin, Westwood e Bullfrog sono i nomi più illustri fagocitati dagli azionisti di Electronic Arts e finiti per essere cancellati a causa di decisioni scellerate da parte del publisher.

Quanto passerà prima che Respawn Entertainment venga chiusa? Cinque anni? Di più? Di meno?
E pensare che fino a non molto tempo fa la stessa Respawn si vantava della propria onestà nei confronti dei consumatori, del fatto che Titanfall 2 non avesse alcun DLC a pagamento, che fosse un prodotto completo. Cose verissime, se non fosse che in futuro probabilmente non sarà più così.

Battlefront 2 sarà la redenzione di EA o un’altra cappella?

star wars battlefront ii 2Electronic Arts sta provando con il prossimo Battlefront a finanziarne il supporto attraverso micro transazioni, evitando quindi Season Pass e DLC a pagamento. Il motivo è la volontà di evitare la frammentazione del mercato e permettere un matchmaking più efficiente.
Magari Titanfall 3 non avrà un Season Pass, magari Electronic Arts sta cambiando, magari si comporterà meglio nei confronti dei consumatori.
Possiamo augurarci che tutto vada per il verso giusto, ma magari Titanfall 3 sarà condito di micro transazioni e loot box, magari sarà uno schifo di pay to win, magari non avrà nulla a che vedere con la bontà e la qualità del secondo capitolo.

Come sento spesso dire a Jim Sterling, qualunque studio di sviluppo firmi un contratto di vendita ad Electronic Arts sta firmando anche la propria sentenza di morte. Alcuni durano 10 anni, altri si limitano a 5. Qualche volta durano meno di un anno.
Dispiace per Respawn, che con Titanfall 2 ha dimostrato di saperci fare davvero. Ma finché si lascia che siano i soldi a parlare c’è davvero poco da fare.
Perdonatemi, ma in questo caso non riesco proprio a concedere il beneficio del dubbio.