Fallen Tear: The Ascension è uno di quei giochi che si capiscono abbastanza in fretta. Non vuole limitarsi a fare il solito metroidvania, vantando una struttura è più carica di storia e personaggi, con un taglio che a tratti ricorda più un action RPG. Il punto è che oggi Fallen Tear va giudicato per quello che è davvero: un gioco in early access con una base promettente, ma ancora lontano dall’essere rifinito come dovrebbe.
Il gioco è stato rilasciato su PC Windows tramite Steam (“Giocabile” su Steam Deck) in Early Access il 17 Marzo 2026, a un prezzo ufficiale di 19,50€. Al momento non sono presenti sottotitoli in lingua italiana. Lo sviluppatore è Winter Crew Studios, e il publisher CMD Studios ci ha inviato una chiave di attivazione per poter procedere nella nostra analisi.
Peso del gioco | Basso |
Fascia PC consigliata |
Chiariamo subito che c’è già abbastanza contenuto per farsi un’idea seria del gioco, della sua struttura e delle sue ambizioni. Gli sviluppatori hanno già messo insieme una porzione consistente dell’esperienza, con diverse aree, boss, sistemi e una progressione che ha già una forma precisa.
Il problema è che, insieme alle cose buone, si vedono ancora tanti spigoli. Il gioco dà l’impressione di essere ancora in fase di assestamento: ci sono incertezze tecniche, momenti in cui tutto fila bene e altri in cui invece il ritmo si spezza. Non è un disastro, ma nemmeno quel tipo di accesso anticipato già solido.
Il gioco ha un impianto narrativo abbastanza marcato, con un mondo fantasy in crisi, misteri legati alle origini del personaggio e una costruzione dell’universo che prova ad avere un peso reale. La parte narrativa funziona soprattutto perché il gioco cerca di legare racconto e progressione. I personaggi secondari non sembrano messi lì solo per riempire l’hub o distribuire dialoghi, ma entrano anche nella crescita del protagonista attraverso il sistema di legami che evita quella separazione netta che spesso si vede nel genere: da una parte la trama, dall’altra i sistemi.
Non tutto però ha la stessa forza. L’avvio è più incisivo di certi passaggi successivi, e in alcuni momenti il racconto perde un po’ di spinta. Non è un problema devastante, ma si nota che la scrittura e il ritmo non sono sempre allo stesso livello dell’ambizione generale. Resta comunque uno dei lati che distinguono Fallen Tear da tanti concorrenti.

La componente migliore, però, è senza dubbio gameplay. La struttura metroidvania c’è tutta: esplorazione, ritorni nelle aree già viste, percorsi bloccati, nuove abilità che aprono strade prima irraggiungibili. La differenza è che qui la progressione sembra meno rigida del solito. C’è più margine per scegliere come svilupparsi nelle prime ore, e questa cosa dà una sensazione positiva perché rende l’esplorazione meno guidata in modo invisibile.
Anche il sistema di crescita è solido. Le abilità non servono solo a muoversi meglio nella mappa, ma incidono anche sul combattimento e sull’approccio generale al gioco. I Fated Bonds aggiungono skill e bonus, mentre altri sistemi secondari permettono di accumulare punti e migliorare statistiche come attacco, difesa e salute. In pratica, Fallen Tear prova a costruire una progressione più stratificata, e questa è una scelta sensata perché dà più motivi per esplorare.
Anche se i controlli sembrano abbastanza buoni, in combattimento emergono alcune problematiche. In certi scontri il gioco punta molto su schivate e contrattacchi, ma non sempre tutto appare rifinito. Un metroidvania può anche essere duro, ma deve restare chiaro e consistente. Qui invece in alcuni momenti si entra in una zona un po’ fastidiosa dove non è chiaro se si stia esplorando con un senso o semplicemente girando a vuoto.
Alla fine, a 20 euro, Fallen Tear The Ascension può avere senso per chi ama molto i metroidvania, ha pazienza con l’early access e riesce a guardare oltre i problemi attuali per investire su un progetto che potrebbe crescere bene. Per tutti gli altri, l’impressione è che aspettare ancora un po’ sia la scelta più sensata.

