Lost and Found Co. – Recensione | Rilassante hidden object game

Raramente mi capita di dedicarmi a giochi di questo tipo, ma Lost and Found Co. aveva un non so che di particolare che ha stuzzicato la mia curiosità. Forse la somiglianza con alcuni vecchi libri per bambini, forse il delizioso stile cartoon, forse il desiderio di un titolo rilassante da poter giocare accanto a persone a me care molto lontane dal gaming tradizionale. Sì, un gioco come questo può funzionare.
Lost and Found Co. è stato rilasciato il 6 Marzo 2026 su PC Windows tramite Steam (“Verificato” su Steam Deck), dove è proposto a un prezzo ufficiale di 17.49€. Non sono presenti i sottotitoli in lingua italiana. Il publisher Bit Egg Inc. e Gamirror Games ci hanno inviato una chiave di attivazione per poter testare il gioco e dirvi cosa ne pensiamo.

Peso del gioco

Basso

Fascia PC consigliata

Lost and Found Co. si presenta come un classico hidden object game, dove quindi dovremo cercare gli oggetti nascosti nello scenario. Il cuore del gioco sta però in un impianto narrativo che dà contesto all’intera struttura: si segue Ducky, un papero trasformato in umano, che finisce a lavorare per Mei, una dea minore, un tempo venerata e ormai quasi dimenticata. C’è una storia piuttosto preminente, con una cornice fatta di divinità decadute, spiriti, cittadini eccentrici, influencer, piccole storie locali e un’impalcatura quasi da avventura leggera con toni da visual novel. Essenzialmente non ci si trova davanti a una sequenza meccanica di livelli, ma a un racconto anche piuttosto verboso, dove la narrativa ha uno spazio molto ampio. Se apprezzate lo stile anime e avete voglia di una storia leggera, i dialoghi possono aiutare a ridurre l’affaticamento mentale causato dai livelli stessi. Tenete però presente che le scenette sono piuttosto lunghe e, se state soltanto cercando una serie di livelli da affrontare uno dopo l’altro, potreste sentirvi infastiditi dalla quantità di dialoghi.

La struttura del gameplay è abbastanza tradizionale per il genere, ma ci sono tanti piccoli tocchi di classe e varianti che funzionano. Abbiamo livelli a schermata mobile, oggetti da trovare mostrati nella parte bassa dello schermo, e una ricerca all’interno di scenari pieni zeppi di elementi interattivi. Gli oggetti spesso non sono solo nascosti in mezzo al caos, ma possono trovarsi ad esempio dietro altri elementi cliccabili, richiedendo un qualche livello di interazione ambientale.

Ci sono richieste principali e richieste secondarie: alcune servono a far avanzare la storia, altre danno punti, reputazione o progressione aggiuntiva. Si passa da incarichi molto leggeri a scenari più strani, come un negozio di antiquariato maledetto; Dal punto di vista meccanico Lost and Found Co. non reinventa il genere, ma sembra capire bene che la varietà di contesto è ciò che impedisce alla formula di consumarsi troppo in fretta.

Le missioni opzionali sono un elemento davvero riuscito. Possono essere richieste come trovare animali specifici, insetti, topi giocattolo o risolvere piccole richieste tematiche interne al livello, magari andando alla ricerca di un ninja nascosto. La cosa interessante è che questi obiettivi non bloccano la progressione principale, ma sono del tutto opzionali. Essenzialmente si lascia spazio sia a chi vuole solo andare avanti, sia a chi preferisce ripulire ogni scenario e spremere il contenuto al massimo. È una scelta di design sensata: l’approfondimento c’è, ma non si trasforma in attrito gratuito per chi cerca un’esperienza rilassata.

Non manca un sistema di aiuti pensato per l’accessibilità: ogni oggetto offre almeno un suggerimento che serve a dare un contesto o un indizio sul dove cercare. Non c’è comunque alcun limite di tempo, si può uscire e tornare con calma, e in scena si possono raccogliere i juju, ovvero dei piccoli spiriti che servono per ottenere indizi più precisi.

Un altro elemento che funziona è la personalizzazione, con la possibilità di decorare la stanza di Ducky e il santuario di Mei, acquistando mobili e decorazioni con le monete guadagnate oppure ricevendo oggetti dai clienti. Gli elementi possono essere ridimensionati, ruotati e sovrapposti, c’è una certa libertà. Questo trasforma la decorazione in una pausa dal loop principale e allo stesso tempo in una forma di progressione. Non è il fulcro del gioco, ma sembra essere abbastanza curata da dare respiro e da rafforzare il legame con il mondo e con i personaggi.

La direzione artistica si basa su un forte stile da anime, colori vivaci, atmosfere accoglienti e sound design capace di dare soddisfazione anche nei piccoli click sugli oggetti.

  • Setting e personaggi con forte identità.
  • Gameplay ricco con richieste secondarie e obiettivi extra.
  • Direzione artistica e atmosfera.
  • Struttura rilassata, con buona libertà di approccio.
  • Alcune attività opzionali un pochino frustranti.
  • La componente narrativa può risultare troppo lenta.

Verdetto

Lost and Found Co. miscela bene la struttura da hidden object con quella delle visual novel, mantenendo un piatto forte a base di varietà di richieste e ambientazioni, progressione rilassata, assenza di timer e una componente decorativa più solida del previsto. I lunghi dialoghi possono piacere o meno, dipende molto da cosa state cercando. Di certo questo non vuole essere solo un elenco di livelli da affrontare in sequenza. È invece da leggere come un hidden object narrativo, rilassato e leggermente eccentrico, che prova a costruire un mondo attorno al gesto base del cercare.

VALUTAZIONE CONSIGLIATO Voto 8.0/10

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